Rinviare l'incasso a gennaio: quando conviene
Se sei forfettario e lo resti con la stessa aliquota, rinviare l'incasso non ti fa pagare meno su quel compenso: l'imposta su quei soldi e la stessa a dicembre e a gennaio. Serve a stare sotto una soglia, non a risparmiare imposta. Quello che il rinvio sposta e l'anno, perche nel regime forfettario conta la data dell'incasso e non quella della fattura.
Per due categorie di Partite IVA non sposta nemmeno l'anno: l'impresa in contabilita ordinaria, dove vale la competenza, e l'impresa in semplificata che ha esercitato l'opzione sulla registrazione dei documenti. Per una terza, il forfettario che sta uscendo dal regime, sposta l'incasso in un anno in cui quel compenso si tassa di piu: li rinviare costa soldi veri.
Puoi decidere quando ti pagano. Non puoi decidere quando dire di essere stato pagato.
Guide correlate: Regime forfettario • Calcolo tasse forfettario • Cambiare regime fiscale • Il cliente non paga
Tre situazioni, tre risposte opposte
La domanda arriva sempre nello stesso modo: conviene farmi pagare a gennaio? La risposta dipende da due cose che si guardano in trenta secondi, il tuo regime e il tuo incassato dell'anno.
Prima di decidere, leggi quale dei tre sei
Sei forfettario e resterai forfettario anche l'anno prossimo: spostare l'incasso sposta il reddito, perche il comma 64 della legge 190/2014 tassa i compensi percepiti. Serve a stare sotto una soglia, a non far saltare un figlio a carico, a spalmare un anno eccezionale. Se l'aliquota che si applica a te e la stessa nei due anni, il vantaggio non e sull'imposta immediata: e sulle soglie e sui rinvii di cassa. Prima di darlo per scontato, controlla quale aliquota si applica al tuo 2026 e quale al tuo 2027.
Sei forfettario e hai gia superato gli 85.000 euro di incassato: devi fare il contrario. Dall'anno prossimo sei in regime ordinario e la circolare dell'Agenzia delle Entrate numero 10/E del 4 aprile 2016 stabilisce che l'incasso rinviato finisce tassato nell'anno in cui arriva, cioe in regime ordinario. Rinviare non ti fa risparmiare: sposta quel reddito dall'imposta sostitutiva all'IRPEF progressiva. Qui conviene incassare a dicembre.
Hai un'impresa in contabilita ordinaria: non ottieni nulla. L'articolo 109 del TUIR tassa per competenza, quindi il ricavo e del 2026 anche se il denaro arriva a marzo 2027. Spostare l'incasso cambia solo la data del movimento bancario.
Un'ultima cosa che vale per tutti e tre: rinviare l'incasso vuol dire rinviare la liquidita e allungare l'esposizione verso il cliente. Il risparmio fiscale e un numero, il rischio di insoluto e un altro numero, e va messo sullo stesso tavolo.
Se non hai ancora chiaro come funziona la tassazione del regime, parti da regime forfettario e da come si calcolano le tasse in forfettario: questa pagina serve a decidere cosa fare entro il 31 dicembre, non a spiegare il regime da zero.
Fattura a dicembre, incasso a gennaio: il reddito nasce quando il denaro arriva
E l'unica regola da cui partire, e sta in una parola del comma 64 della legge 190/2014: il reddito si determina applicando il coefficiente di redditivita all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti.
Fattura e incasso sono due date diverse, e servono a due cose diverse
- La data della fattura decide gli obblighi IVA e documentali. Per le prestazioni di servizi l'operazione si considera effettuata all'atto del pagamento del corrispettivo, lo dice l'articolo 6 comma 3 del DPR 633/1972, e la fattura va emessa entro dodici giorni, articolo 21 comma 4. Se emetti la fattura prima del pagamento, l'operazione si considera effettuata alla data della fattura, limitatamente all'importo fatturato, per l'articolo 6 comma 4.
- La data dell'incasso decide il reddito. Ai fini del reddito del forfettario conta sempre e solo l'incasso: anticipare la fattura non anticipa il reddito e ritardarla non lo ritarda. Chi spera di spostare le imposte giocando sulla data del documento sta lavorando sulla leva sbagliata.
- Per le cessioni di beni il riferimento e un altro. L'operazione si considera effettuata alla consegna o alla spedizione. Il reddito del forfettario resta comunque ancorato al momento in cui incassi.
- Esempio minimo. Fattura del 20 dicembre 2026, bonifico accreditato il 10 gennaio 2027: l'operazione IVA e del 2026, il reddito e del 2027. Due anni diversi sulla stessa riga di contabilita, e non c'e nessun errore.
Una riga sulle norme. Dal 1 gennaio 2027 il DPR 633/1972 e sostituito dal Testo Unico IVA, il decreto legislativo 10/2026: cambia la numerazione degli articoli, non il principio. Per le operazioni di fine 2026 valgono gli articoli citati qui.
Cosa sposta davvero il rinvio
- L'anno di tassazione del compenso. Se resti forfettario, quell'incasso entra nel reddito dell'anno dopo con lo stesso coefficiente e la stessa aliquota.
- La posizione rispetto alle soglie. Gli 85.000 e i 100.000 euro del regime si misurano sull'incassato dell'anno: spostare un incasso puo decidere se esci dal regime, quando esci e come esci.
- Gli acconti dell'anno successivo. Con il metodo storico si calcolano sul reddito dichiarato, quindi seguono l'incasso: il conto e negli effetti collaterali.
- I parametri costruiti sul reddito. Il limite dei 4.000 euro per restare figlio fiscalmente a carico e l'ISEE, che guarda i redditi del secondo anno precedente, si leggono sul reddito dell'anno, quindi seguono l'incasso.
Cosa non sposta
- Non sposta l'IVA, se sei forfettario. Nel regime non addebiti IVA e non la versi, quindi il tema qui non esiste. Esiste invece nel caso del superamento dei 100.000 euro, dove l'IVA diventa dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento.
- Non sposta gli obblighi di fatturazione. I termini di emissione restano quelli: la fattura la emetti quando la norma lo prevede, non quando preferisci.
- Non sposta la competenza, per chi e in contabilita ordinaria. Li il ricavo matura con l'operazione, non con il pagamento.
- Non cancella il credito. Il compenso resta dovuto, e con il rinvio cresce solo il tempo in cui resti scoperto: vedi cosa fare se il cliente non paga.
Bonifico e assegno cadono su due date diverse
E il punto che fa sbagliare piu persone a fine dicembre, perche i due mezzi funzionano al contrario l'uno dell'altro. Il bonifico vale quando i soldi arrivano, l'assegno vale quando il titolo ti arriva in mano, anche se lo versi l'anno dopo.
La data che conta, mezzo per mezzo
| Mezzo di pagamento | Data che conta | Fonte | A cavallo d'anno |
|---|---|---|---|
| Bonifico | La data di accredito sul tuo conto, la cosiddetta data disponibile. Non la data in cui il cliente ha dato l'ordine alla sua banca. | Rileva il momento in cui si consegue l'effettiva disponibilita della somma. | Bonifico ordinato il 30 dicembre e accreditato il 2 gennaio: reddito dell'anno nuovo. |
| Assegno bancario o circolare | La consegna materiale del titolo, non il versamento in banca. | Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate numero 138/E del 29 maggio 2009, sull'assegno circolare: il titolo entra nella disponibilita all'atto della materiale consegna dall'emittente al ricevente. La circolare numero 38/E del 23 giugno 2010 estende lo stesso principio agli assegni bancari. | Assegno ricevuto il 30 dicembre e versato a gennaio: reddito dell'anno vecchio. Non rileva che il versamento cada in un momento successivo o in un diverso periodo d'imposta. |
Tradotto: se vuoi che l'incasso cada nel 2027, il mezzo giusto e il bonifico accreditato a gennaio. L'assegno consegnato a dicembre e reddito 2026 anche se resta nel cassetto fino a febbraio.
Il criterio sotto le due regole e lo stesso. In entrambi i casi l'Agenzia guarda il momento in cui la somma entra nella tua effettiva disponibilita. Per il bonifico quel momento e l'accredito; per l'assegno e la consegna del titolo, perche da quel momento il valore e tuo e sei tu a decidere quando portarlo in banca. Per qualunque altro mezzo di pagamento la domanda da farsi e sempre questa: in che giorno quella somma e entrata nella mia disponibilita?
La conseguenza operativa a fine dicembre. Se un cliente ti propone di passare in studio il 30 dicembre a lasciarti un assegno, sappi che quell'incasso e del 2026 a tutti gli effetti: tenerlo in mano non lo sposta. Se l'accordo e di spostare il compenso all'anno nuovo, il pagamento va messo a gennaio, non il versamento. E se la strada e il bonifico, non contare su un ordine dato il 31 dicembre: quello che conta e il giorno dell'accredito, quindi lascia margine e verificalo sull'estratto conto.
Spostare l'incasso serve solo se il tuo regime va per cassa
Farsi pagare a gennaio sposta il reddito solo nei regimi che attribuiscono il ricavo all'anno dell'incasso. Dipende quindi da una cosa sola: quale criterio usa il tuo regime. Questa e la tabella da leggere prima di telefonare al cliente.
Quattro regimi, quattro risposte
| Regime | Criterio | Norma | Cosa ottieni spostando l'incasso |
|---|---|---|---|
| Regime forfettario | Cassa: contano i ricavi e i compensi percepiti. | Articolo 1 comma 64 della legge 190/2014. | Sposta l'anno, non l'aliquota Utile per le soglie e per la cassa, non per pagare meno su quel compenso. Con l'eccezione di chi sta uscendo dal regime: vedi la sezione sulla trappola. |
| Lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario | Cassa. | Articolo 54 del TUIR. | Si, funziona Il compenso incassato a gennaio e reddito dell'anno nuovo. |
| Imprese in contabilita semplificata | Regime improntato alla cassa. | Articolo 66 del TUIR. Chi esercita l'opzione dell'articolo 18 comma 5 del DPR 600/1973 presume che la data di registrazione del documento coincida con quella dell'incasso o del pagamento. | Si, ma controlla l'opzione Se hai esercitato l'opzione, conta la registrazione del documento e non il movimento di denaro: spostare il bonifico non basta. |
| Imprese in contabilita ordinaria | Competenza: il ricavo matura con l'operazione. | Articolo 109 del TUIR. | No, non sposta un euro L'imponibile resta quello del 2026: cambia solo quando entrano i soldi. |
Una riga in piu per il lavoratore autonomo in regime ordinario. E l'unico caso in cui spostare l'incasso non sposta soltanto l'anno: l'IRPEF e progressiva, quindi lo stesso compenso puo cadere in uno scaglione diverso a seconda dell'anno in cui lo incassi. Qui il conto si fa confrontando il reddito previsto dei due anni, non guardando solo il 2026: e l'unico caso in cui la somma su entrambi gli anni va fatta prima di decidere.
Se non sai in quale riga stai, questo e il punto da chiarire prima di tutto il resto. Il confronto fra i due modi di determinare il reddito e trattato in forfettario o regime ordinario, e il passaggio da un regime all'altro in cambiare regime fiscale.
Hai superato gli 85.000 euro? Allora conviene incassare a dicembre
E il consiglio opposto a quello che si legge in giro, e sta scritto in una circolare del 2016 che quasi nessuno apre. Chi sta per uscire dal regime forfettario, rinviando l'incasso, non rimanda l'imposta: la sostituisce con una piu alta.
Due casi che sembrano uno
Hai gia passato gli 85.000 euro. L'uscita dal regime e gia decisa: su quella soglia non c'e piu niente da evitare, e rinviare l'incasso lo sposta soltanto nell'anno in cui sarai in regime ordinario. Qui incassa a dicembre, dopo il controllo sui 100.000 euro che trovi piu sotto.
Li passi proprio con la fattura che devi farti pagare. Allora e il contrario: rinviare quell'incasso ti tiene nel regime un altro anno, quindi rinvia. Vale per gli 85.000 euro e ancora di piu per i 100.000, e il caso e trattato nella sezione sulle soglie.
Cosa dice la circolare 10/E del 4 aprile 2016
Al paragrafo 4.3.6 l'Agenzia delle Entrate scrive che i ricavi e i compensi che non hanno concorso a formare il reddito nel periodo di applicazione del regime forfetario, a causa della mancata riscossione delle somme attese, al fine di evitare salti e duplicazioni di imposta, concorreranno a determinare il reddito in regime ordinario, adottato dopo l'uscita dal forfetario, nel medesimo anno in cui si realizza la manifestazione finanziaria, senza tener conto della competenza economica.
Tradotto nel tuo caso. Se nel 2026 hai superato gli 85.000 euro di incassato, dal 2027 sei in regime ordinario. Il compenso che rinvii a gennaio 2027 non resta tassato come reddito forfettario: concorre al reddito del 2027, cioe nel regime ordinario, quindi con l'IRPEF per scaglioni al posto dell'imposta sostitutiva del 15 per cento.
La conclusione pratica, con una condizione. In questa situazione il dicembre e la finestra buona, non il problema: incassare entro il 31 dicembre 2026 tiene quel compenso dentro l'ultimo anno di imposta sostitutiva, mentre rinviarlo lo porta in un regime che, con tutta probabilita, lo tassa di piu. La condizione e una sola, e va verificata prima di telefonare al cliente: quell'incasso non deve portarti oltre i 100.000 euro. Se ti porta oltre, l'uscita dal regime non scatta dall'anno prossimo ma dall'anno stesso, con l'IVA dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento, e il conto cambia del tutto.
L'esempio numerico: lo stesso incasso, due anni, due imposte
Caso: forfettario che nel 2026 ha gia superato gli 85.000 euro di incassato e dal 2027 passa al regime ordinario. Ha in mano una fattura che genera 10.000 euro di reddito imponibile e deve decidere se farsi pagare il 29 dicembre o il 7 gennaio.
| Voce | Incasso il 29 dicembre 2026 | Incasso il 7 gennaio 2027 |
|---|---|---|
| Reddito imponibile generato dall'incasso | 10.000 euro | 10.000 euro |
| Anno in cui il reddito e tassato | 2026 | 2027 circolare 10/E del 2016: conta l'anno della manifestazione finanziaria, senza tener conto della competenza economica |
| Regime applicabile in quell'anno | Forfettario, imposta sostitutiva | Regime ordinario, IRPEF per scaglioni |
| Imposta su quei 10.000 euro | 1.500 euro 15 per cento di 10.000 |
Dipende dallo scaglione si sommano agli altri redditi del 2027 e si tassano per scaglioni |
| Quanto costa il rinvio | Niente | 100 euro per ogni punto di aliquota sopra il 15 per cento su 10.000 euro di imponibile un punto di differenza fa 100 euro |
Cosa ipotizza questo confronto. Per semplicita la tabella tiene lo stesso reddito imponibile nei due anni, ma non e un'identita: in forfettario l'imponibile nasce dall'incassato ridotto dal coefficiente di redditivita, mentre in regime ordinario si determina in modo analitico. Il confronto serve a mostrare la direzione del conto, non a darti la cifra esatta: quella si fa sui tuoi numeri.
Qui rinviare non rimanda l'imposta: la cambia. E la cambia nella direzione sbagliata, perche l'imposta sostitutiva del forfettario e un'aliquota fissa e l'IRPEF e progressiva.
Perche l'incasso non resta tassato col vecchio regime. La circolare 10/E del 2016 risolve il problema dei salti e delle duplicazioni di imposta con una regola secca: il ricavo che non hai mai tassato, perche non lo avevi incassato, lo tassi nell'anno in cui lo incassi, con le regole di quell'anno. Non esiste una coda di forfettario che accompagna gli incassi arretrati.
La stessa norma funziona anche al contrario, e questa volta a tuo favore. Chi passa dal regime ordinario al forfettario e ha gia tassato il ricavo per competenza non lo tassa una seconda volta quando lo incassa da forfettario: lo prevede il comma 72 della legge 190/2014, letto dalla stessa circolare. Nessun doppio prelievo, in nessuna delle due direzioni.
Attenzione a non confondere due numeri. Superare gli 85.000 euro significa uscire dal regime dall'anno successivo. Superare i 100.000 euro significa uscire dall'anno stesso, con l'IVA dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento. Sono due uscite diverse, e quello che puoi ancora fare dipende da dove sei, non da quale delle due soglie e in gioco. Se la soglia e gia superata non c'e piu niente da evitare su quella soglia, e conviene incassare a dicembre. Se la superi proprio con l'incasso che hai in arrivo, rinviarlo la evita: vale per gli 85.000 euro e ancora di piu per i 100.000. Vedi la sezione successiva e limiti ed esclusioni del forfettario.
Le soglie che seguono l'incasso dell'anno
Quando rinviare l'incasso serve davvero, non serve per pagare meno su quel compenso: serve per non far scattare un limite. Attenzione a come si misurano, perche non sono tutte uguali: gli 85.000 e i 100.000 euro si leggono sui ricavi e sui compensi percepiti, cioe sull'incassato; il limite per restare figlio fiscalmente a carico e l'ISEE si leggono sul reddito, che in forfettario e l'incassato dopo il coefficiente di redditivita.
85.000 e 100.000 euro: due uscite diverse
- 85.000 euro, comma 54. E il limite di ricavi e compensi del regime, nella misura elevata dalla legge 197/2022. Se lo superi, esci dal forfettario dall'anno successivo, come prevede il comma 71: l'anno in corso resta tassato col regime.
- 100.000 euro, comma 71. I periodi aggiunti dalla legge 197/2022 prevedono che, superata questa soglia, l'uscita avvenga nell'anno stesso e che l'IVA sia dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento. E la differenza fra un'uscita ordinata e un'uscita in corso d'anno.
- Qui spostare l'incasso ha un senso preciso. Chi e vicino ai 100.000 euro e ha incassi programmati a fine dicembre sta decidendo fra due cose diverse: un'uscita che vale per l'anno in corso, cioe un anno intero in cui il regime non si applica, con l'IVA dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento, oppure un'uscita pulita dal 1 gennaio. Se il superamento avviene a fine dicembre, l'uscita riguarda comunque tutti i dodici mesi.
- Chi e sotto gli 85.000 e ci arriva con l'ultimo incasso sta decidendo un anno intero di regime: rinviare quel bonifico a gennaio significa restare forfettario anche l'anno prossimo.
Le due soglie che non riguardano le tue imposte
- 4.000 euro del figlio fiscalmente a carico. Per chi studia e ha una Partita IVA aperta e il parametro che decide se resta a carico dei genitori, e un incasso di dicembre lo puo far saltare: il costo ricade sulla famiglia, non su di te. Due avvertenze prima di fidarti della cifra: il limite non vale per tutti i figli, perche dipende dai requisiti personali, quindi controlla quale si applica al tuo caso in Partita IVA da studente; e si misura sul reddito, non sull'incassato, quindi va letto dopo il coefficiente di redditivita.
- ISEE. Guarda i redditi del secondo anno precedente, quindi l'effetto di un incasso spostato oggi si vede su una prestazione richiesta fra due anni. Tradotto in decisione: se hai una domanda legata all'ISEE in vista entro due anni, mettila nel conto di dicembre; se non ce l'hai, su questo fronte puoi lasciare perdere.
- Il conto va fatto su tutto l'incassato, non sulla singola fattura. Le soglie si misurano sommando tutto quello che e entrato nell'anno: prima di decidere, guarda il totale aggiornato a oggi, non l'importo del bonifico in arrivo.
- Attenzione al rinvio che risolve quest'anno e rompe il prossimo. Spostando incassi a gennaio carichi l'anno nuovo: se l'anno prossimo hai gia un volume alto, rischi di avvicinarti alla soglia proprio li.
Il confine fra pianificazione e documento falso
Concordare una data di pagamento e un fatto commerciale. Spostare la data di un documento per un compenso che hai gia in tasca e un'altra cosa, e si chiama con un altro nome. Il confine e piu netto di quanto si creda.
Si puo fare
- Concordare con il cliente che paghera a gennaio. E un accordo commerciale lecito: la data di pagamento e una condizione contrattuale che le parti stabiliscono.
- Mettere l'accordo per iscritto. Una mail, un ordine o una clausola nel preventivo che indica il termine di pagamento. Costa dieci minuti e documenta che la scelta e commerciale.
- Scegliere il mezzo di pagamento in modo coerente. Se il compenso deve cadere nel 2027, il bonifico a gennaio e la strada lineare. L'assegno consegnato a dicembre no, per i motivi visti sopra.
- Emettere la fattura rispettando i termini di legge. I termini di emissione non sono negoziabili e non devono dipendere dal risultato fiscale che cerchi: come si gestisce lo trovi in come emettere la fattura elettronica.
Non si puo fare
- Incassare a dicembre e datare la fattura a gennaio. Questa non e pianificazione: e un documento non veritiero e una violazione degli obblighi di fatturazione. Il reddito, per di piu, resta quello dell'anno dell'incasso, quindi il rischio lo prendi senza nemmeno ottenere il risultato.
- Rifiutare un bonifico gia accreditato. Quello che conta e la disponibilita della somma: una volta che l'accredito c'e, l'incasso e avvenuto. Restituire e rifarsi pagare a gennaio e un'operazione che non cancella nulla e si spiega male.
- Tenere l'assegno nel cassetto e considerarlo incassato a gennaio. Vale la consegna del titolo: il momento del versamento in banca non sposta l'anno d'imposta.
- Costruire operazioni senza una ragione commerciale. L'abuso del diritto, articolo 10-bis della legge 212/2000, colpisce le operazioni prive di sostanza economica che producono vantaggi fiscali indebiti. Concordare una data di pagamento con una ragione commerciale resta nella liberta contrattuale, ma costruire giri di carta solo per spostare un anno e un terreno diverso.
Dove sta la linea, in una riga
Puoi decidere quando ti pagano. Non puoi decidere quando dire di essere stato pagato. Tutto il resto segue da qui: la prima e una scelta contrattuale che ha effetti fiscali legittimi, la seconda e la rappresentazione non veritiera di un fatto che e gia accaduto.
Una nota di prudenza, perche serve. Nessun accordo mette al riparo in assoluto: se la data di pagamento concordata non ha alcuna spiegazione diversa dal risparmio di imposta e si inserisce in un disegno costruito a tavolino, il tema dell'abuso del diritto puo essere posto. Avere una ragione commerciale vera, e saperla documentare, e la differenza fra una scelta difendibile e una scelta da spiegare. Sulle conseguenze degli errori formali, vedi sanzioni fiscali.
Quattro conseguenze che arrivano dopo la telefonata al cliente
Il rinvio non e un'operazione a costo zero. Tocca la trattativa con il cliente, la tua cassa, gli acconti dell'anno prossimo e, se non sei forfettario, anche la ritenuta.
Il cliente ragiona con il suo regime, non con il tuo
- Se il cliente e un'impresa in contabilita ordinaria, il costo gli compete comunque nel 2026 per via della competenza: non ha motivo di opporsi a pagare a gennaio, perche la deduzione non la perde.
- Se il cliente e un professionista, deduce per cassa: pagare a gennaio sposta la sua deduzione all'anno nuovo, e potrebbe volere il pagamento entro dicembre proprio per il motivo opposto al tuo. La trattativa esiste, ed e una trattativa simmetrica.
- Mettilo in chiaro subito. Chiedere il pagamento a gennaio a un professionista che sta chiudendo il suo anno fiscale non e una richiesta neutra: conviene dirlo prima, non trattare a fine dicembre.
Liquidita e rischio
- Rinviare l'incasso vuol dire rinviare la cassa. Il compenso che non entra a dicembre non e disponibile per i versamenti, per gli acquisti o per il magazzino.
- Piu tempo passa, piu cresce il rischio di insoluto. Un cliente che a dicembre poteva pagare non e detto che a gennaio possa ancora: vedi cosa fare se il cliente non paga la fattura.
- Il risparmio e incerto, il rinvio di cassa e certo. Vale la pena scriverlo accanto al numero del risparmio: sono due grandezze diverse, e la seconda e immediata.
- Non spostare quello che ti serve. Se a gennaio e febbraio hai scadenze da coprire, l'incasso di dicembre vale piu di qualunque ottimizzazione.
Acconti e anno successivo
- Con il metodo storico gli acconti si calcolano sul reddito dichiarato. Un reddito piu basso quest'anno significa acconti piu bassi il prossimo, e un reddito piu alto l'anno prossimo significa acconti piu alti l'anno dopo: il rinvio si trascina dietro anche quelli. Con il metodo previsionale, invece, l'acconto si commisura all'imposta che prevedi per l'anno in corso, quindi l'effetto non e automatico: la scelta fra i due metodi e in acconto di novembre, storico o previsionale.
- Il beneficio sul saldo si vede a giugno. Il reddito di dicembre entra nella dichiarazione dell'anno dopo: chi rinvia per ragioni di cassa deve guardare al calendario dei versamenti, che trovi in scadenze fiscali.
- L'effetto si somma a quello delle soglie. Spostare incassi per restare sotto gli 85.000 euro quest'anno carica l'anno prossimo: fai il conto su due anni, non su uno.
La ritenuta segue il pagamento
- Vale per chi non e forfettario e subisce la ritenuta d'acconto. L'obbligo del sostituto d'imposta sorge al momento del pagamento, quindi spostare l'incasso a gennaio sposta anche la ritenuta.
- Si sposta anche il credito che userai in dichiarazione. La ritenuta subita a gennaio 2027 e un credito dell'anno 2027, non del 2026: il meccanismo e spiegato in ritenuta d'acconto.
Decidere in nove passaggi, entro il 31 dicembre
Nell'ordine giusto: il primo passaggio esclude da solo chi non ha nulla da guadagnare.
Dalla domanda alla decisione
1) Guarda il tuo regime
Impresa in contabilita ordinaria: si ferma qui, perche vale la competenza. Impresa in semplificata: funziona, salvo che tu abbia esercitato l'opzione dell'articolo 18 comma 5 del DPR 600/1973, perche in quel caso conta la data di registrazione del documento e spostare il bonifico non basta. Forfettario o autonomo in regime ordinario: vai al passo 2, ma leggi il passo 4 prima di telefonare al cliente.
2) Somma l'incassato dell'anno
Non la singola fattura: tutto quello che e entrato dal 1 gennaio. Serve per sapere dove sei rispetto agli 85.000 e ai 100.000 euro.
3) Misura la distanza dalle due soglie
Un incasso che ti porta oltre gli 85.000 euro costa un anno di regime. Uno che ti porta oltre i 100.000 fa uscire dal regime per l'anno in corso, con l'IVA dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento. Questi due numeri decidono i passaggi successivi, quindi vengono prima.
4) Se hai gia superato gli 85.000, incassa a dicembre
Dall'anno prossimo sei in ordinario e per la circolare 10/E del 2016 l'incasso rinviato finisce tassato li. Con la condizione che arriva dal passo 3: l'incasso che anticipi non deve portarti oltre i 100.000 euro, altrimenti l'uscita scatta per l'anno in corso e il conto cambia del tutto.
5) Controlla le soglie che non sono tue
Se sei figlio fiscalmente a carico, il limite di reddito previsto per restare a carico ricade sulla famiglia: controlla quale cifra si applica al tuo caso. Se richiederai prestazioni legate all'ISEE, ricordati che guarda i redditi del secondo anno precedente.
6) Scegli il mezzo di pagamento giusto
Bonifico accreditato a gennaio se vuoi l'anno nuovo, e lascia margine perche conta l'accredito e non l'ordine. Niente assegni a dicembre: la consegna del titolo chiude l'anno vecchio.
7) Parla con il cliente, non con il calendario
Concorda il termine di pagamento e mettilo per iscritto. Se il cliente e un professionista che deduce per cassa, aspettati una controproposta.
8) Verifica la cassa di gennaio e febbraio
Se hai scadenze da coprire, l'incasso anticipato vale piu del risparmio. E l'ultimo controllo prima di dire si.
9) Emetti la fattura nei termini
Le regole di emissione restano quelle, qualunque sia la data del pagamento. La data del documento non e la leva da muovere.
Approfondisci: Regime forfettario • Limiti ed esclusioni • Calcolo tasse • Cambiare regime • Aprire a dicembre o a gennaio • Scadenze fiscali
Facciamo il conto sul tuo dicembre
Incassato dell'anno aggiornato, distanza dalle soglie, effetto del rinvio sul reddito e sugli acconti, e il controllo che conta davvero: se stai uscendo dal regime, se rinviare ti costa invece di farti risparmiare. Tutto in un canone fisso, con contabilita e dichiarazione incluse.
Il 31 dicembre non si sposta. Un incasso si, ma una volta sola e nella direzione giusta: meglio decidere con i numeri davanti.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi di chi deve decidere entro il 31 dicembre.
Se emetto la fattura a dicembre e incasso a gennaio, in che anno pago le tasse?
Nell'anno dell'incasso, se sei in regime forfettario. L'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014 determina il reddito applicando il coefficiente di redditivita all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti, quindi una fattura emessa il 20 dicembre 2026 e incassata il 10 gennaio 2027 e reddito del 2027. La data del documento non sposta nulla ai fini del reddito: decide invece gli obblighi IVA e documentali, perche per le prestazioni di servizi l'operazione si considera effettuata al pagamento, articolo 6 comma 3 del DPR 633/1972, e se la fattura e emessa prima del pagamento l'operazione si considera effettuata alla data della fattura, limitatamente all'importo fatturato, per l'articolo 6 comma 4.
Il bonifico ordinato il 30 dicembre e accreditato il 2 gennaio conta nell'anno vecchio o nel nuovo?
Nell'anno nuovo. Per il bonifico rileva il momento in cui si consegue l'effettiva disponibilita della somma, cioe la data di accredito sul conto, la cosiddetta data disponibile, e non la data in cui il cliente ha dato l'ordine alla sua banca. Quindi un bonifico ordinato il 30 dicembre e accreditato il 2 gennaio e reddito dell'anno nuovo. Questo e anche il motivo per cui il bonifico e il mezzo coerente con chi vuole spostare l'incasso a gennaio: l'accredito e un fatto oggettivo e verificabile sull'estratto conto.
E l'assegno ricevuto il 30 dicembre e versato in banca a gennaio?
E reddito dell'anno vecchio, ed e il punto in cui si sbaglia piu spesso. Per l'assegno rileva la consegna materiale del titolo, non il versamento in banca: la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate numero 138/E del 29 maggio 2009, riferita all'assegno circolare, chiarisce che il titolo entra nella disponibilita del ricevente all'atto della materiale consegna del titolo dall'emittente al ricevente, e non rileva che il versamento sul conto intervenga in un momento successivo o in un diverso periodo d'imposta. La circolare numero 38/E del 23 giugno 2010 ha esteso lo stesso principio agli assegni bancari. Tenere l'assegno nel cassetto fino a gennaio, quindi, non sposta l'anno d'imposta.
E legittimo chiedere al cliente di pagarmi a gennaio invece che a dicembre?
Si, concordare con il cliente che paghera a gennaio e un accordo commerciale lecito: la data di pagamento e una condizione contrattuale che le parti stabiliscono. Conviene che l'accordo risulti da qualcosa di scritto, una mail, un ordine o una clausola nel preventivo. Va detto con prudenza che nessun accordo mette al riparo in assoluto: l'abuso del diritto, articolo 10-bis della legge 212/2000, colpisce le operazioni prive di sostanza economica che producono vantaggi fiscali indebiti, quindi una data di pagamento concordata con una ragione commerciale vera resta nella liberta contrattuale, mentre un giro di carte costruito solo per spostare un anno e un terreno diverso.
Posso datare a gennaio una fattura che ho gia incassato a dicembre?
No, e questo e il confine da non superare. Incassare a dicembre e datare la fattura a gennaio non e pianificazione: e un documento non veritiero e una violazione degli obblighi di fatturazione. C'e anche un aspetto pratico che rende l'operazione inutile oltre che irregolare: il reddito del forfettario segue l'incasso, quindi quel compenso resta tassato nell'anno in cui lo hai incassato indipendentemente dalla data che scrivi sul documento. Si prende il rischio senza ottenere il risultato. Allo stesso modo, un bonifico gia accreditato non si puo rifiutare: conta la disponibilita della somma, e l'incasso e avvenuto.
Ho gia superato gli 85.000 euro di incassato: mi conviene rinviare l'incasso a gennaio?
No, in questo caso conviene il contrario, cioe incassare entro il 31 dicembre. Superati gli 85.000 euro previsti dal comma 54 della legge 190/2014, nella misura elevata dalla legge 197/2022, esci dal regime forfettario dall'anno successivo per effetto del comma 71. La circolare dell'Agenzia delle Entrate numero 10/E del 4 aprile 2016, al paragrafo 4.3.6, stabilisce che i ricavi e i compensi che non hanno concorso a formare il reddito nel periodo di applicazione del regime forfetario, a causa della mancata riscossione delle somme attese, al fine di evitare salti e duplicazioni di imposta, concorreranno a determinare il reddito in regime ordinario nel medesimo anno in cui si realizza la manifestazione finanziaria, senza tener conto della competenza economica. Risultato: l'incasso rinviato non resta tassato con l'imposta sostitutiva, ma entra nel reddito dell'anno nuovo con l'IRPEF progressiva. Su 10.000 euro di reddito imponibile, ogni punto di aliquota oltre il 15 per cento costa 100 euro. C'e una condizione da verificare prima di anticipare l'incasso: quell'incasso non deve portarti oltre i 100.000 euro, perche in quel caso l'uscita dal regime non scatta dall'anno successivo ma dall'anno stesso, con l'IVA dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento, e il conto cambia del tutto.
Ho un'impresa in contabilita ordinaria: spostare l'incasso mi fa risparmiare qualcosa?
No, non sposta un euro di imponibile. Le imprese in contabilita ordinaria determinano il reddito per competenza, articolo 109 del TUIR, quindi il ricavo e dell'anno in cui matura l'operazione e non dell'anno in cui arriva il denaro. Spostare il pagamento a gennaio cambia solo la data del movimento bancario e la tua liquidita. Il discorso e diverso per gli altri regimi: il forfettario va per cassa, articolo 1 comma 64 della legge 190/2014, i lavoratori autonomi e i professionisti in regime ordinario vanno per cassa, articolo 54 del TUIR, e le imprese in contabilita semplificata hanno un regime improntato alla cassa, articolo 66 del TUIR, con una eccezione importante: chi esercita l'opzione dell'articolo 18 comma 5 del DPR 600/1973 presume che la data di registrazione del documento coincida con quella dell'incasso o del pagamento, quindi in quel caso conta la registrazione e non il movimento di denaro.
Rinviare l'incasso serve a non superare gli 85.000 euro?
Si, ed e uno dei casi in cui il rinvio ha un senso preciso, perche le soglie del regime si misurano sull'incassato dell'anno. Rinviare a gennaio l'incasso che ti porterebbe oltre gli 85.000 euro significa restare nel forfettario anche l'anno prossimo, invece di uscirne dall'anno successivo per effetto del comma 71. Ancora piu rilevante e la soglia dei 100.000 euro, prevista dai periodi aggiunti al comma 71 dalla legge 197/2022: superata quella, l'uscita avviene nell'anno stesso ed e dovuta l'IVA a partire dalle operazioni che comportano il superamento. E la differenza fra un'uscita ordinata dal 1 gennaio e un'uscita in corso d'anno con l'IVA da gestire da subito. Il conto va fatto sul totale incassato da inizio anno, non sull'importo della singola fattura.
Rinviare l'incasso cambia gli acconti che paghero l'anno prossimo?
Si, se usi il metodo storico. Gli acconti calcolati con il metodo storico si determinano sul reddito dichiarato, quindi spostare incassi sposta anche gli acconti: un reddito piu basso quest'anno significa acconti piu bassi il prossimo, e un reddito piu alto l'anno prossimo significa acconti piu alti l'anno dopo. Con il metodo previsionale, invece, l'acconto si commisura all'imposta che prevedi per l'anno in corso, quindi l'effetto non e automatico. Con il metodo storico l'effetto non si annulla, si sposta di dodici mesi. Per questo il conto va fatto su due anni e non su uno: se rinvii incassi per restare sotto una soglia quest'anno, stai caricando l'anno nuovo, e se l'anno nuovo era gia pieno il problema si ripresenta li. C'e poi un effetto sulla cassa che vale piu di qualunque calcolo: il compenso che non entra a dicembre non e disponibile per le scadenze di gennaio e febbraio.
Se il cliente paga a gennaio, quando devo emettere la fattura?
I termini di emissione restano quelli di legge e non dipendono dalla convenienza fiscale. Per le prestazioni di servizi l'operazione si considera effettuata all'atto del pagamento del corrispettivo, articolo 6 comma 3 del DPR 633/1972, e la fattura va emessa entro dodici giorni, articolo 21 comma 4. Se invece la fattura viene emessa prima del pagamento, l'operazione si considera effettuata alla data della fattura, limitatamente all'importo fatturato, per l'articolo 6 comma 4. Per le cessioni di beni conta la consegna o la spedizione. Una avvertenza sulle norme: dal 1 gennaio 2027 il DPR 633/1972 e sostituito dal Testo Unico IVA, il decreto legislativo 10/2026, quindi la numerazione degli articoli cambia, mentre per le operazioni di fine 2026 valgono ancora gli articoli citati qui.
Guide correlate
Continua con il regime forfettario, i suoi limiti, il cambio di regime e il recupero dei crediti.
Regime forfettario
Requisiti, coefficienti, aliquote e funzionamento del regime per cassa.
Limiti ed esclusioni
Le soglie di 85.000 e 100.000 euro e le cause che fanno uscire dal regime.
Cambiare regime fiscale
Come si passa dal forfettario all'ordinario e cosa cambia nei conti.
Il cliente non paga
Cosa fare quando il rinvio dell'incasso diventa un insoluto.
Incassare a dicembre o a gennaio: facciamo il conto insieme
Oppure scrivi a info@turbotasse.com