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Regime Forfettario: tutti i limiti e le cause di esclusione

Il regime forfettario ha regole precise: soglie di ricavi, limiti sui dipendenti, cause di esclusione legate a partecipazioni e redditi da lavoro dipendente. Qui trovi tutto aggiornato al 2026: cosa succede se superi i limiti, come rientrare e una checklist per tenere tutto sotto controllo.

Limiti ricavi aggiornati Limite dipendenti 20.000€ Cause di esclusione Uscita e rientro

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Sezione 1 Aggiornato 2026

I requisiti di accesso al forfettario

Chi può accedere

Per accedere al regime forfettario devi rispettare, contemporaneamente, una serie di condizioni riferite all'anno precedente. Il requisito principale riguarda i ricavi o compensi: non devi aver superato 85.000€ nell'anno precedente. Ma non basta: ci sono altri paletti che devi verificare prima di dare per scontato il tuo diritto al forfettario.

  • Ricavi/compensi ≤ 85.000€ nell'anno precedente (principio di cassa per i compensi, competenza per i ricavi secondo il tipo di attività).
  • Redditi da lavoro dipendente ≤ 35.000€ lordi nell'anno precedente (con alcune eccezioni).
  • Nessuna partecipazione di controllo in SRL che opera nello stesso settore della tua Partita IVA.
  • Spese per dipendenti/collaboratori ≤ 20.000€ lordi annui.
  • Residenza fiscale in Italia (o in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia).
Ricavi ≤ 85k Dipendente ≤ 35k Collaboratori ≤ 20k

Se apri la Partita IVA per la prima volta, i requisiti si valutano in modo "prospettico": devi ragionevolmente prevedere di rispettarli nel primo anno di attività. Se invece sei già forfettario, i limiti si verificano sull'anno precedente (salvo la soglia dei 100.000€, che si applica in tempo reale).

Punto fondamentale

I requisiti funzionano come un “filtro all'ingresso”: se ne perdi anche solo uno, esci dal regime. Ecco perché è indispensabile monitorarli durante tutto l'anno, non solo a dicembre.

Sezione 2

Tutte le cause di esclusione dal forfettario

Le cause di esclusione sono le situazioni che ti impediscono di accedere o restare nel regime forfettario, anche se rispetti il limite di ricavi. Ecco la tabella completa.

Causa di esclusione Dettaglio
Redditi da lavoro dipendente > 35.000€ Se nell'anno precedente hai percepito redditi lordi da lavoro dipendente (o assimilati) superiori a 35.000€, non puoi essere forfettario. Eccezione: se il rapporto di lavoro è cessato nell'anno precedente.
Prevalenza di fatturazione verso l'ex datore di lavoro Non puoi fatturare prevalentemente al datore di lavoro con cui avevi un rapporto nei due anni precedenti (o a soggetti a esso riconducibili). Serve a evitare le “finte” Partite IVA.
Partecipazioni in SRL Se possiedi quote di controllo (diretto o indiretto) in una SRL che svolge attività nello stesso settore della tua Partita IVA, non puoi accedere al forfettario.
Regimi speciali IVA Chi applica regimi speciali IVA (es. agricoltura, editoria, agenzie di viaggio, vendita di beni usati) non può aderire al forfettario.
Non residenza in Italia Devi essere residente in Italia oppure in uno Stato UE/SEE, a condizione che almeno il 75% del tuo reddito complessivo sia prodotto in Italia.
Spese per dipendenti/collaboratori > 20.000€ Se nel corso dell'anno precedente hai sostenuto spese per personale dipendente o collaboratori superiori a 20.000€ lordi, perdi l'accesso.
Redditi esteri prevalenti Se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o pensione che, singolarmente, superano i ricavi/compensi della tua attività forfettaria, potresti rientrare nelle esclusioni.
Attenzione

I beni strumentali non sono più un limite dal 2023: il vecchio tetto di 20.000€ per beni strumentali è stato abolito. Nel forfettario attuale non devi più monitorare il valore dei beni strumentali acquistati.

Sezione 3

La soglia degli 85.000€

Come si calcola

Il limite di 85.000€ si riferisce ai ricavi o compensi effettivamente incassati nell'anno precedente. Per i professionisti si applica il principio di cassa: conta il momento in cui ricevi il pagamento, non quello in cui emetti la fattura.

Se hai aperto la Partita IVA in corso d'anno, il limite non si ragguaglia ai 12 mesi. Significa che se apri a luglio e incassi 50.000€ entro dicembre, sei dentro i limiti (non devi proporzionare a 100.000€ annui).

  • Contano: tutti i ricavi/compensi relativi all'attività forfettaria.
  • Non contano: i rimborsi spese anticipati in nome e per conto del cliente (es. bollo su fattura).
  • Non contano: eventuali indennità di maternità o malattia INPS.

Cosa succede se superi 85.000€

Se nell'anno in corso incassi più di 85.000€ ma meno di 100.000€, non succede nulla nell'immediato. Resti forfettario per tutto l'anno in corso.

La conseguenza si manifesta dal 1° gennaio dell'anno successivo: a quel punto perdi il regime e passi all'ordinario (o semplificato).

85.001€ – 99.999€ Esci l'anno dopo Transizione graduale

Questa transizione graduale è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2023: prima il superamento della soglia (allora 65.000€) causava l'uscita immediata. Oggi hai un anno “cuscinetto” se resti sotto i 100.000€.

Sezione 4

La soglia dei 100.000€: uscita immediata

Il meccanismo

Se nel corso dell'anno superi la soglia di 100.000€ di ricavi/compensi, l'uscita dal forfettario è immediata. Non aspetti l'anno successivo: dal momento in cui incassi il centesimo euro oltre i 100.000, sei fuori dal regime.

Questo significa che la fattura che ti fa superare la soglia dei 100.000€ (o quella immediatamente successiva) dovrà già contenere l'IVA. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'IVA va applicata a partire dall'operazione che determina il superamento.

Oltre 100.000€ Uscita immediata IVA da subito

Impatto operativo

L'uscita immediata ha conseguenze pratiche importanti che devi conoscere in anticipo:

  • IVA sulle fatture successive: devi addebitare l'IVA dal momento del superamento e versarla secondo le scadenze ordinarie.
  • Ritenuta d'acconto: se sei un professionista, i tuoi clienti dovranno applicare la ritenuta d'acconto (che nel forfettario non si applica).
  • Registri IVA: dovrai tenere i registri delle fatture emesse e degli acquisti per la parte di anno “ordinaria”.
  • Dichiarazione “mista”: l'anno fiscale sarà diviso in due periodi (forfettario fino al superamento, ordinario dopo).

Per questo motivo, se ti avvicini alla soglia dei 100.000€, è fondamentale monitorare i tuoi incassi in tempo reale e prepararti in anticipo alla possibile transizione. Un buon piano fiscale ti aiuta a non farti cogliere impreparato.

Sezione 5

Limite dipendenti: 20.000€ lordi annui

Come funziona il limite

Per restare nel forfettario, le spese sostenute per lavoro dipendente e collaboratori non devono superare 20.000€ lordi nell'anno precedente. Il limite si riferisce al costo complessivo, non al singolo rapporto di lavoro.

Se hai due collaboratori che costano 12.000€ ciascuno, la somma è 24.000€: superi il limite e perdi il forfettario dall'anno successivo.

Cosa rientra nel calcolo

  • Dipendenti a tempo determinato e indeterminato (costo lordo comprensivo di contributi a carico del datore).
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.).
  • Lavoratori con contratto di lavoro accessorio (voucher, prestazioni occasionali regolamentate).
  • Associati in partecipazione con apporto di solo lavoro.
  • Lavoratori in somministrazione (interinali): conta la fattura dell'agenzia.
Somma di tutti i costi Max 20.000€ lordi Verifica annuale

Attenzione: non rientrano nel calcolo le prestazioni occasionali ricevute da soggetti con Partita IVA (quelli sono fornitori, non collaboratori).

Sezione 6

Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000€

La regola

Se nell'anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati (pensione inclusa) superiori a 35.000€ lordi, non puoi accedere al forfettario. Il dato di riferimento è quello che trovi nella tua Certificazione Unica (CU) dell'anno precedente.

Questo limite esiste per evitare che il forfettario venga utilizzato come “secondo regime fiscale agevolato” da chi ha già un reddito consistente da lavoro dipendente. L'obiettivo è riservare il vantaggio fiscale a chi ha la Partita IVA come fonte di reddito principale o complementare.

L'eccezione importante

C'è un'eccezione fondamentale: se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nell'anno precedente, il limite dei 35.000€ non si applica.

Esempio pratico: nel 2025 lavoravi come dipendente con un reddito lordo di 42.000€, ma ti sei dimesso a ottobre 2025. Nel 2026 puoi comunque accedere al forfettario, perché il rapporto è cessato.

Dipendente attivo > 35k = no forfettario Rapporto cessato = ok

Attenzione: se percepisci la NASpI (indennità di disoccupazione), questa è considerata reddito assimilato. Tuttavia, se il rapporto di lavoro che l'ha generata è cessato, rientri nell'eccezione. Per approfondire la convivenza tra forfettario e lavoro dipendente, leggi la nostra guida dedicata.

Sezione 7

Cosa succede quando esci dal forfettario

Il passaggio all'ordinario (o semplificato)

Quando perdi i requisiti per il forfettario, transiti automaticamente al regime ordinario o al regime semplificato (se ne hai i requisiti dimensionali). Il passaggio comporta un cambio radicale nella gestione fiscale e contabile della tua attività.

  • IVA: dovrai addebitarla in fattura, versarla periodicamente (mensile o trimestrale) e presentare la dichiarazione IVA annuale.
  • IRPEF a scaglioni: il tuo reddito non sarà più tassato con la flat tax (5% o 15%) ma con le aliquote progressive IRPEF. Per un confronto completo, consulta la guida forfettario vs ordinario.
  • Ritenuta d'acconto: se sei un professionista, i tuoi clienti dovranno applicarla e la dovrai indicare in dichiarazione.
  • Registri contabili: dovrai tenere i registri IVA (acquisti e vendite) e, nel regime ordinario, anche il libro giornale e gli inventari.

Adempimenti pratici

Il passaggio non è automatico nel senso che “tutto si sistema da solo”. Ecco cosa devi fare concretamente:

  • Aggiorna il software di fatturazione: le fatture dovranno contenere IVA, ritenuta (se professionista), e i riferimenti normativi corretti. Leggi la guida sulla dichiarazione dei redditi per i dettagli.
  • Comunica ai clienti: avvisali che le tue fatture cambieranno formato e che dovranno applicare la ritenuta d'acconto.
  • Adegua i preventivi: i tuoi prezzi dovranno tenere conto dell'IVA (che prima non addebitavi).
  • Valuta un commercialista: la complessità contabile del regime ordinario è significativamente maggiore. Potresti aver bisogno di assistenza.
IVA obbligatoria IRPEF a scaglioni Registri contabili
Sezione 8

Come rientrare nel forfettario

La buona notizia

Se sei uscito dal forfettario perché hai superato i limiti, puoi rientrare non appena torni a rispettare tutti i requisiti. Non esiste un periodo di “attesa obbligatoria” o un divieto di rientro per un certo numero di anni.

In pratica: se nel 2026 superi gli 85.000€ (restando sotto i 100.000€), nel 2027 sei in regime ordinario. Ma se nel 2027 i tuoi ricavi tornano sotto gli 85.000€ e rispetti tutti gli altri requisiti, dal 1° gennaio 2028 puoi rientrare nel forfettario.

Nessun periodo di attesa Verifica anno precedente Rientro possibile subito

Cosa controllare per il rientro

Per rientrare devi soddisfare tutti i requisiti contemporaneamente, non solo il limite di ricavi. Ecco la checklist rapida:

  • Ricavi/compensi dell'anno precedente ≤ 85.000€.
  • Redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente ≤ 35.000€ (o rapporto cessato).
  • Spese per dipendenti/collaboratori ≤ 20.000€ lordi.
  • Nessuna partecipazione di controllo in SRL dello stesso settore.
  • Nessun regime speciale IVA.
  • Residenza fiscale in Italia (o UE/SEE con il 75% del reddito in Italia).

Il rientro nel forfettario è una scelta fiscale conveniente nella maggior parte dei casi: torni a pagare la flat tax e a gestire una contabilità più semplice. Il consiglio è di verificare i requisiti già a metà anno, così da pianificare il passaggio con largo anticipo.

Checklist

Checklist “Limiti sotto controllo”

  • Monitora i ricavi/compensi mese per mese: non aspettare dicembre per scoprire di aver superato la soglia. Usa un foglio di calcolo o il tuo software di fatturazione per tenere un totale aggiornato.
  • Controlla la CU dell'anno precedente: se hai avuto redditi da lavoro dipendente, verifica che il lordo non superi i 35.000€.
  • Somma le spese per collaboratori: includi dipendenti, co.co.co., lavoratori accessori e interinali. Il totale deve restare sotto i 20.000€ lordi.
  • Verifica le partecipazioni societarie: se sei socio di una SRL, accertati che non operi nel tuo stesso settore o che tu non abbia il controllo (diretto o indiretto).
  • Aggiorna il commercialista: se ti avvicini a una qualsiasi soglia, informalo per tempo. Meglio prevenire che rincorrere.
  • Pianifica gli incassi di fine anno: nel principio di cassa, puoi valutare (legittimamente) di posticipare un incasso a gennaio se rischi di superare gli 85.000€ a dicembre. Attenzione: deve essere una scelta reale, non un artificio.
  • Prepara un piano B: se c'è una possibilità concreta di superare i 100.000€, prepara in anticipo il passaggio (software, comunicazione ai clienti, preventivi con IVA).
FAQ

Domande frequenti su limiti e cause di esclusione

Se fatturo 86.000€ quest'anno, quando esco dal forfettario?

L'anno prossimo. Se sei tra 85.001€ e 100.000€, resti forfettario quest'anno ma passi all'ordinario dal 1° gennaio successivo. Il cambio non è immediato: hai tutto l'anno in corso per prepararti alla transizione e adeguare la tua gestione contabile.

E se fatturo 101.000€?

Uscita immediata: dal momento in cui superi 100.000€ di ricavi/compensi, devi applicare l'IVA sulle fatture successive nello stesso anno. Non aspetti l'anno dopo. Dovrai anche gestire la ritenuta d'acconto (se professionista) e tenere i registri IVA per la parte di anno in regime ordinario.

Posso avere un dipendente nel forfettario?

Sì, puoi avere uno o più dipendenti e/o collaboratori, purché il costo lordo annuo complessivo non superi 20.000€. Il limite non è per singolo lavoratore ma sulla somma totale delle spese per personale dipendente, co.co.co. e lavoratori accessori.

Sono socio di una SRL: posso essere forfettario?

Dipende. Se la SRL opera nello stesso settore della tua Partita IVA e tu hai il controllo diretto o indiretto (anche attraverso familiari), non puoi accedere al forfettario. Se la SRL opera in un settore completamente diverso, o se hai una quota di minoranza senza controllo, in linea di principio puoi restare forfettario. Il consiglio è di verificare sempre con il tuo commercialista, perché l'Agenzia delle Entrate interpreta questa causa di esclusione in modo piuttosto rigoroso.

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