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Aprire Partita IVA: procedura, costi e tutto quello che devi sapere

Stai pensando di aprire Partita IVA ma non sai da dove iniziare? Qui trovi tutto: procedura passo passo, costi reali, come scegliere il regime fiscale e il codice ATECO giusto, e una checklist per non dimenticare nulla.

Procedura online Costi trasparenti Checklist completa 24-48h

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Definizione

Cos'è la Partita IVA e quando serve

La Partita IVA è un codice numerico di 11 cifre che identifica univocamente un soggetto (persona fisica o giuridica) ai fini fiscali. Viene rilasciato dall'Agenzia delle Entrate e serve per svolgere un'attività economica in modo continuativo e abituale in Italia.

Quando è obbligatoria

La Partita IVA è obbligatoria ogni volta che svolgi un'attività in modo abituale e continuativo, indipendentemente dall'importo che fatturi. Non esiste una soglia di reddito sotto la quale puoi evitarla: se l'attività è stabile e organizzata, devi aprirla.

Il mito dei 5.000 euro è uno dei fraintendimenti più diffusi. La soglia di 5.000 euro riguarda esclusivamente i contributi previdenziali per le prestazioni occasionali (lavoro autonomo occasionale), non l'obbligo di apertura della Partita IVA. Se fai la stessa attività regolarmente, anche sotto i 5.000 euro, serve la Partita IVA.

Detto in modo semplice: la prestazione occasionale va bene se fai qualcosa di sporadico e non organizzato. Appena diventa un lavoro vero e proprio (con clienti ricorrenti, un minimo di organizzazione e continuità), è il momento di aprire Partita IVA.

Prestazione occasionale vs Partita IVA

Criterio Occasionale Partita IVA
Frequenza Sporadica Abituale / continuativa
Organizzazione Nessuna struttura Minima organizzazione
Clienti Saltuari Ricorrenti / diversi
Obbligo IVA No Sì (salvo forfettario)
Contributi INPS Solo sopra 5.000 €/anno Sempre (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti)

Se hai dubbi sul tuo caso specifico, scrivici: ti diciamo in pochi minuti se rientri nell'occasionale o se ti serve la Partita IVA.

Procedura

Come aprire Partita IVA: procedura passo passo

Aprire la Partita IVA è più semplice di quanto pensi. Il processo è gratuito all'Agenzia delle Entrate e puoi farlo interamente online. Ecco come funziona.

I passaggi operativi

Per aprire Partita IVA come persona fisica (libero professionista o ditta individuale) devi compilare il Modello AA9/12. Se invece stai aprendo una società (SRL, SAS, SNC...), il modulo è il Modello AA7/10.

Puoi presentare il modello in tre modi: online tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (servizi telematici, usando SPID o CIE), di persona presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, oppure tramite il tuo commercialista che lo invia telematicamente per tuo conto.


1. Prepara i dati

Codice fiscale, documento di identità, residenza, domicilio fiscale, tipo di attività, codice ATECO e regime fiscale scelto. Se sei un libero professionista, non serve l'iscrizione alla Camera di Commercio.

2. Compila il modello

Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID/CIE. Cerca la sezione dedicata all'apertura della Partita IVA e compila il Modello AA9/12 con tutti i dati richiesti. Indica il regime fiscale (forfettario o ordinario) e il codice ATECO.

3. Ricevi il numero

Se presenti il modello online, il numero di Partita IVA viene assegnato in tempi molto rapidi, spesso entro 24-48 ore. Con il commercialista, il processo è altrettanto veloce perché lui lo invia telematicamente.


Tempistiche e costi della procedura

L'apertura della Partita IVA all'Agenzia delle Entrate è completamente gratuita. Non ci sono bolli, diritti o tasse da pagare per l'atto di apertura in sé. Per le ditte individuali che devono iscriversi alla Camera di Commercio (artigiani e commercianti), ci sono i diritti camerali (circa 50-100 euro) e i diritti di segreteria. I liberi professionisti che non hanno obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio risparmiano anche questo costo.

La presentazione va fatta entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Il consiglio è comunque di non aspettare l'ultimo momento: prima apri, prima sei in regola e puoi iniziare a fatturare.

Regime fiscale

Scegliere il regime fiscale: forfettario, ordinario o semplificato

La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando apri Partita IVA. Determina quante tasse paghi, come calcoli il reddito e quanta burocrazia devi gestire.

Confronto tra i regimi fiscali

Per la maggior parte delle persone che aprono Partita IVA per la prima volta, la scelta si riduce a due opzioni: regime forfettario e regime ordinario (o semplificato, che è una variante dell'ordinario con meno adempimenti contabili). Ecco le differenze principali in una tabella.

Caratteristica Forfettario Ordinario / Semplificato
Limite ricavi 85.000 € annui Nessun limite
Imposta 5% (primi 5 anni) poi 15% IRPEF a scaglioni (23-43%)
IVA in fattura Non si addebita Sì (22%, 10%, 4%)
Calcolo reddito Forfettario (coefficiente di redditività) Ricavi - costi effettivi
Deduzione spese No (sono incluse nel coefficiente) Sì, spese documentate
Detrazione IVA acquisti No
Contabilità Molto semplificata Più strutturata
Ideale per Chi inizia, bassi costi, clienti privati Costi elevati, clienti B2B, fatturati alti

Quando conviene il forfettario

Il regime forfettario è la scelta più comune per chi apre Partita IVA per la prima volta. Conviene soprattutto se: hai poche spese reali per la tua attività, fatturi prevalentemente a clienti privati (che non possono scaricare l'IVA), e resti sotto gli 85.000 euro di ricavi annui. L'imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni è un vantaggio enorme rispetto all'IRPEF ordinaria.

Quando conviene l'ordinario

L'ordinario diventa conveniente se hai molte spese deducibili (affitto studio, attrezzature, collaboratori), se i tuoi clienti sono principalmente aziende (che preferiscono ricevere fatture con IVA per poterla detrarre), oppure se superi la soglia di 85.000 euro. In ordinario puoi anche detrarre l'IVA sugli acquisti, il che fa la differenza se investi molto nella tua attività. Per saperne di più, leggi anche la nostra guida sui costi annuali della Partita IVA.

Codice ATECO

Scegliere il codice ATECO: perché è così importante

Il codice ATECO classifica la tua attività economica. Sembra un dettaglio burocratico, ma in realtà influisce su quanto paghi di tasse e contributi INPS.

Cos'è il codice ATECO

Il codice ATECO è una combinazione alfanumerica (di solito 6 cifre con un punto) che identifica il tipo di attività che svolgi. Viene assegnato durante l'apertura della Partita IVA e serve per classificare la tua attività a fini statistici, fiscali e contributivi.

In regime forfettario, il codice ATECO determina il coefficiente di redditività, ovvero la percentuale dei ricavi che viene considerata reddito imponibile. Per esempio: un consulente informatico (codice 62.02.00) ha un coefficiente del 67%, mentre un commerciante (codice 47.xx.xx) ha un coefficiente del 40%. Su 50.000 euro di ricavi, il primo paga le tasse su 33.500 euro, il secondo su 20.000 euro.

Il codice ATECO influisce anche sulla cassa INPS di riferimento: artigiani e commercianti vanno nelle rispettive gestioni con contributi minimi annuali, mentre i professionisti senza albo finiscono nella Gestione Separata INPS (senza contributi minimi, ma con aliquota più alta sul reddito). Approfondisci nella nostra guida INPS Partita IVA.

Come sceglierlo (ed errori da evitare)

La scelta del codice ATECO va fatta con attenzione. Puoi cercare il tuo codice sul nostro strumento di ricerca codice ATECO o sul sito ISTAT, ma il consiglio è sempre di confrontarti con il commercialista. Ecco gli errori più comuni.

  • Codice troppo generico: scegliere un ATECO "ampio" quando ne esiste uno più specifico per la tua attività. Può portare a un coefficiente di redditività sbagliato e problemi con l'INPS.
  • Codice sbagliato per la cassa previdenziale: alcuni codici ATECO ti fanno rientrare tra gli artigiani/commercianti (con contributi minimi obbligatori), quando magari la tua attività è da professionista (Gestione Separata). La differenza economica può essere significativa.
  • Non aggiornare il codice se cambi attività: se nel tempo la tua attività evolve, devi aggiornare il codice ATECO. Altrimenti rischi incongruenze con il fisco.
  • Copiare il codice di un collega: anche se fate lo stesso lavoro, le sfumature contano. Un web designer e un consulente marketing possono avere ATECO diversi con implicazioni diverse.

Per una guida dedicata: Come scegliere il codice ATECO.

Costi

Costi reali di apertura della Partita IVA

Aprire Partita IVA all'Agenzia delle Entrate è gratuito. Ma ci sono altri costi da considerare per essere davvero operativi. Ecco il quadro completo.

Voce di costo Importo indicativo Note
Apertura all'ADE Gratuita Compilazione Modello AA9/12 online o in ufficio
Commercialista (apertura) 200 - 600 € Per compilazione modello, scelta regime/ATECO e pratiche. Alcuni lo includono nel pacchetto annuale
Camera di Commercio 50 - 100 € (diritti + bolli) Solo per ditte individuali (artigiani/commercianti). I liberi professionisti non la pagano
PEC obbligatoria 6 - 12 €/anno Obbligatoria per tutti. Leggi la guida PEC obbligatoria
Firma digitale 20 - 40 € Necessaria per chi si iscrive alla Camera di Commercio
Contributi INPS Variabili (da 0 a ~4.500 €/anno di minimale) Gestione Separata: nessun minimale (% sul reddito). Artigiani/Commercianti: minimale annuo obbligatorio anche a reddito zero

Il costo "nascosto" più importante: i contributi INPS

Il vero costo di avere una Partita IVA non è l'apertura, ma i contributi INPS. Se rientri nella Gestione Separata INPS (tipica dei liberi professionisti senza albo), paghi una percentuale sul reddito effettivo (circa il 26,07% nel 2026) senza un minimo obbligatorio: se guadagni zero, paghi zero di INPS.

Se invece sei artigiano o commerciante, devi pagare i contributi minimali (circa 4.400-4.500 euro all'anno nel 2026) anche se non hai guadagnato nulla. Questo è un costo fisso che va valutato attentamente prima di aprire. In regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS per artigiani e commercianti, un vantaggio significativo che abbassa il minimo a circa 2.800-2.900 euro annui.

Per tutti i dettagli, leggi la nostra guida completa: INPS e Partita IVA.

Checklist

Checklist "apertura senza errori"

Segui questa lista per non dimenticare nulla. L'abbiamo divisa in tre fasi: prima, durante e dopo l'apertura.

Prima dell'apertura

  • Valuta se ti serve davvero la Partita IVA (attività abituale?) o basta la prestazione occasionale.
  • Scegli il regime fiscale: forfettario o ordinario. Confrontati con un commercialista.
  • Identifica il codice ATECO corretto per la tua attività.
  • Valuta la cassa INPS di riferimento e i relativi costi (Gestione Separata vs Artigiani/Commercianti).
  • Prepara documento di identità, codice fiscale e dati del domicilio fiscale.
  • Attiva lo SPID o la CIE se vuoi fare tutto online.

Durante l'apertura

  • Compila il Modello AA9/12 (persone fisiche) con tutti i dati richiesti.
  • Indica correttamente il regime fiscale scelto (casella specifica nel modulo).
  • Inserisci il codice ATECO giusto (primario e, se necessario, secondari).
  • Se sei artigiano/commerciante, procedi con l'iscrizione alla Camera di Commercio (tramite ComUnica).
  • Apri una PEC intestata correttamente e comunicala.

Dopo l'apertura

  • Attiva un software di fatturazione elettronica (obbligatorio per tutti).
  • Comunica la PEC al Sistema di Interscambio (SDI) per ricevere le fatture passive.
  • Iscriviti alla gestione INPS corretta (il commercialista si occupa di questo).
  • Se sei forfettario, richiedi subito la riduzione contributi INPS del 35% (artigiani/commercianti).
  • Imposta un conto corrente dedicato all'attività (non obbligatorio per tutti, ma fortemente consigliato).
  • Segna in calendario le scadenze fiscali principali (acconti, saldo, dichiarazione).

Vuoi la checklist personalizzata?

Scrivici e ti prepariamo una checklist su misura per la tua attività specifica, con tutte le scadenze e gli adempimenti.

FAQ

Domande frequenti sull'apertura della Partita IVA

Risposte rapide e pratiche ai dubbi più comuni.

Quanto costa aprire Partita IVA?

L'apertura all'Agenzia delle Entrate è completamente gratuita. I costi reali da considerare sono: il compenso del commercialista per l'apertura e la consulenza sulla scelta di regime e ATECO (tipicamente tra 200 e 600 euro, spesso incluso nel pacchetto annuale), i contributi INPS (che variano in base alla gestione previdenziale), la PEC obbligatoria (6-12 euro all'anno) e, per le ditte individuali, i diritti di iscrizione alla Camera di Commercio.

Posso aprire Partita IVA da solo online?

Sì, puoi farlo in autonomia tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate, autenticandoti con SPID o CIE. Compili il Modello AA9/12 e invii. Tuttavia, il supporto di un commercialista ti aiuta a evitare errori che possono costarti caro nel tempo: scelta sbagliata del regime fiscale, codice ATECO errato, gestione INPS non ottimale. Il costo del commercialista per l'apertura si ripaga quasi sempre con il risparmio fiscale che ottieni da una configurazione corretta.

Quanto tempo ci vuole per aprire Partita IVA?

Se ti affidi a un commercialista, l'apertura richiede in genere pochi giorni lavorativi: il tempo di raccogliere i tuoi dati, compilare il modello e inviarlo telematicamente. Se fai tutto da solo online, puoi ottenere il numero di Partita IVA in 24-48 ore. Per le ditte individuali che devono iscriversi anche alla Camera di Commercio tramite ComUnica, i tempi possono allungarsi leggermente.

Forfettario o ordinario: quale scelgo?

La risposta dipende da tre fattori principali: fatturato previsto, tipo di clienti e livello di spese. Il regime forfettario è più semplice da gestire e ha un'imposta ridotta (5% per i primi 5 anni, poi 15%), ma non ti permette di dedurre le spese effettive né di detrarre l'IVA sugli acquisti. L'ordinario è più complesso e ha aliquote IRPEF più alte (23-43%), ma ti dà piena deducibilità dei costi e la possibilità di detrarre l'IVA. In generale, se sei un freelance che inizia con poche spese e clienti privati, il forfettario è quasi sempre la scelta migliore. Se hai molti costi o lavori principalmente con aziende, valuta l'ordinario. Scopri di più nella nostra guida sul regime forfettario.

Hai una domanda specifica? Scrivici: ti rispondiamo in giornata.

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