Aprire la Partita IVA a dicembre o aspettare gennaio?
Se non hai clienti in attesa, aspetta il 1 gennaio. L'aliquota al 5 per cento dei primi anni non si conta a mesi: la legge la lega al periodo d'imposta di inizio attivita e ai quattro successivi, quindi aprire a dicembre brucia un anno intero di agevolazione per due o tre settimane di attivita. Se apri un'impresa artigiana o commerciale paghi anche un mese di contributi fissi sul minimale e il diritto annuale della Camera di Commercio, che non si fraziona. In piu, secondo il testo del comma 54 e la circolare 10/E del 2016 dell'Agenzia delle Entrate, la soglia degli 85.000 euro va ragguagliata ad anno, e con pochi giorni di attivita diventa molto bassa.
Qui sotto trovi il calendario del 5 per cento, cosa cambia nei contributi fra impresa e Gestione Separata, la soglia ragguagliata giorno per giorno, la tabella di confronto voce per voce fra dicembre 2026 e gennaio 2027 e un esempio numerico su un caso concreto.
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La regola pratica, in trenta secondi
La data di apertura non e un dettaglio burocratico: decide quanti anni di aliquota ridotta ti restano, quanti mesi di contributi fissi paghi e quale soglia di incassi ti vincola nel primo anno. Ecco come si decide, prima di entrare nel merito.
La risposta in breve
Impresa artigiana o commerciale, nessun cliente in attesa: aspetta gennaio. Paghi un mese di contributi fissi sul minimale e il diritto annuale della Camera di Commercio per niente, e consumi un anno di 5 per cento.
Professionista in Gestione Separata, nessun cliente in attesa: aspetta gennaio. I contributi seguono il reddito, quindi un dicembre a zero non costa contributi, ma il 5 per cento resta un buon motivo per non anticipare.
Hai gia un cliente che vuole la fattura entro dicembre: apri subito, poi guarda la data di incasso. Nel forfettario i compensi contano quando li percepisci, quindi fatturare a dicembre e incassare a gennaio e spesso la soluzione che non ti chiude il regime nel 2027.
Hai spese da dedurre o IVA da detrarre nel 2026: conta solo fuori dal forfettario, dove i costi si deducono analiticamente. In forfettario il reddito e determinato a percentuale e anticipare l'apertura per i costi non serve.
Hai verificato con il tuo commercialista di non avere diritto al 5 per cento, per esempio perche hai avuto un'attivita nei tre anni precedenti: il motivo principale per aspettare cade, restano solo i costi fissi di dicembre. Non dartelo per scontato: il periodo di pratica obbligatoria per l'esercizio di arti o professioni e espressamente fatto salvo dalla legge, quindi chi ha appena finito il tirocinio non e escluso per quel motivo.
Perche non e una scelta neutra
- Il fisco ragiona per periodi d'imposta, non per mesi. Per le persone fisiche il periodo d'imposta e l'anno solare: il 31 dicembre chiude un anno e il 1 gennaio ne apre un altro, qualunque sia il giorno in cui hai iniziato.
- I contributi fissi, invece, ragionano a mesi. Per artigiani e commercianti il contributo sul minimale si rapporta al mese, quindi aprire a dicembre costa un dodicesimo e non un anno intero.
- La soglia di accesso al regime ragiona a giorni. I ricavi vanno ragguagliati ad anno, quindi pochi giorni di attivita abbassano molto il tetto effettivo del primo anno.
- Gli adempimenti, infine, non si frazionano. Diritto annuale, dichiarazione dei redditi e contabilita scattano per intero anche per un'attivita di due settimane.
Se devi ancora capire da dove si parte, leggi prima come aprire la Partita IVA e come si apre online: questa guida serve a scegliere quando.
Il 5 per cento si conta in anni solari, non in mesi
E l'unico elemento che da solo puo giustificare un mese di attesa. L'articolo 1 comma 65 della legge 190/2014 concede l'imposta sostitutiva ridotta al 5 per cento per il periodo d'imposta in cui l'attivita e iniziata e per i quattro successivi: cinque periodi d'imposta, non sessanta mesi.
Il calendario dell'agevolazione
| Periodo d'imposta | Apertura il 15 dicembre 2026 | Apertura il 7 gennaio 2027 |
|---|---|---|
| 2026 | 5% per 17 giorni di attivita |
nessuna attivita |
| 2027 | 5% | 5% per quasi 12 mesi |
| 2028 | 5% | 5% |
| 2029 | 5% | 5% |
| 2030 | 5% ultimo anno agevolato |
5% |
| 2031 | 15% | 5% ultimo anno agevolato |
| Mesi effettivi al 5% | circa 49 mesi | circa 60 mesi |
Come si legge. Aprendo il 15 dicembre 2026 il primo periodo d'imposta agevolato e il 2026, che dura diciassette giorni: il quinto e ultimo anno di 5 per cento diventa il 2030 e dal 1 gennaio 2031 si passa al 15 per cento. Aprendo il 7 gennaio 2027 il quinto anno slitta al 2031. Due o tre settimane di calendario valgono, in pratica, undici mesi di aliquota ridotta.
Prima del 5 per cento, il forfettario. L'aliquota ridotta e uno sconto dentro il regime forfettario: se dal forfettario sei escluso non c'e ne 5 ne 15 per cento, e questo ragionamento non ti riguarda. Due esclusioni del comma 57 pesano proprio su questa scelta. La prima: se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o di pensione oltre la soglia sei fuori, e la soglia e innalzata a 35.000 euro per il 2025 e il 2026 ma, se non viene prorogata, torna a 30.000 euro dal 2027, cioe cambia esattamente fra le due date di cui stiamo parlando. La seconda: sei fuori anche se fatturerai prevalentemente a un datore di lavoro attuale o degli ultimi due periodi d'imposta, salvo che tu inizi una nuova attivita dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria per l'esercizio di arti o professioni. Se e il tuo caso, fallo verificare prima di scegliere la data: vedi limiti ed esclusioni del forfettario.
Attenzione ai requisiti del 5 per cento. Non spetta per il solo fatto di essere nuovi. L'articolo 1 comma 65 della legge 190/2014 chiede tre cose: non aver esercitato attivita d'impresa, arte o professione nei tre anni precedenti; che la nuova attivita non sia in nessun modo mera prosecuzione di quella svolta prima come lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attivita svolta prima consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni, quindi il praticante avvocato, commercialista o architetto che si mette in proprio non e escluso dal 5 per cento per quel motivo; e, se continui un'attivita svolta prima da un altro soggetto, che i ricavi di quel soggetto nell'anno precedente non superino il limite del comma 54, cioe 85.000 euro. Approfondisci con la guida su quanto dura il 5 per cento e quando scatta il 15.
Quanto vale un anno di 5 per cento
La differenza e di dieci punti sull'imponibile. Su un reddito imponibile di 20.000 euro, il 5 per cento sono 1.000 euro di imposta e il 15 per cento sono 3.000: duemila euro di differenza, in un solo anno.
Confrontala con il costo di aspettare. Aspettare gennaio costa, al massimo, i ricavi che avresti fatturato a dicembre. Se quei ricavi non esistono, stai rinunciando a nulla per guadagnare un anno di agevolazione.
Contributi del primo anno: impresa e professionista non si somigliano
E qui che il consiglio si divide in due. Per artigiani e commercianti i contributi sul minimale sono dovuti anche con zero fatturato, quindi aprire a fine anno costa comunque qualcosa. Per chi si iscrive alla Gestione Separata i contributi seguono il reddito, e un mese senza incassi non produce contributi.
Cosa paghi nel mese di apertura
| Gestione | Contributi fissi dovuti con zero incassi | Se apri a dicembre 2026 | Quando si paga |
|---|---|---|---|
| Artigiani | Si minimale 2026 di 18.808 euro, 4.521,36 euro l'anno |
Al massimo un mese: 376,78 euro | Rata del 16 febbraio 2027 |
| Commercianti | Si 4.611,64 euro l'anno, inclusa l'aliquota per l'indennizzo di cessazione |
Al massimo un mese: 384,31 euro | Rata del 16 febbraio 2027 |
| Gestione Separata professionisti senza cassa |
No 26,07% sul reddito forfettario, cioe sui compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditivita, oppure 24% per chi e pensionato o assicurato altrove |
Zero, se non incassi nulla | Con saldo e acconti delle imposte |
| Casse professionali avvocati, ingegneri, medici e altre |
Dipende dal regolamento della tua cassa: molte prevedono contributi minimi | Da verificare caso per caso, spesso ridotti per i primi anni di iscrizione | Secondo le scadenze della cassa |
Fonte dei numeri. Il reddito minimale 2026 e gli importi dei contributi fissi sono quelli della circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026, che per i periodi inferiori all'anno solare indica espressamente il contributo sul minimale rapportato al mese: 376,78 euro per gli artigiani e 384,31 euro per i commercianti. Le quattro rate del 2026 scadono il 18 maggio, il 20 agosto e il 16 novembre 2026 e il 16 febbraio 2027. Le aliquote della Gestione Separata per il 2026 sono quelle della circolare INPS numero 8 del 3 febbraio 2026. Su come si conti la frazione del mese in cui ti iscrivi fai riferimento al provvedimento di iscrizione che ti arriva dall'INPS: il contributo sul minimale si rapporta ai mesi, non ai giorni.
La risposta alla domanda. No, la rata non e dovuta per intero: aprendo a dicembre devi al massimo un dodicesimo del minimale, non quattro rate. Questo rende l'apertura di fine anno meno costosa di quanto si teme, ma non gratuita, e non cambia il problema dell'anno di 5 per cento consumato. Per il quadro completo vedi contributi INPS e minimali.
La riduzione del 35 per cento va chiesta subito
Chi apre un'impresa in regime forfettario puo chiedere la riduzione del 35 per cento dei contributi prevista dall'articolo 1 commi da 77 a 84 della legge 190/2014. Non e automatica: si ottiene solo con domanda.
- Se apri nel 2026 la circolare INPS 14/2026 chiede di comunicare l'adesione con la massima tempestivita rispetto alla ricezione del provvedimento di iscrizione.
- Se hai aperto nell'anno precedente e vuoi la riduzione per l'anno in corso, il termine e il 28 febbraio, ed e perentorio.
- La riduzione agisce anche sui contributi sul minimale, quindi riduce anche il mese di dicembre.
La riduzione del 50 per cento per i nuovi iscritti oggi non c'e
L'articolo 1 comma 186 della legge 207/2024 aveva previsto, per 36 mesi, una riduzione del 50 per cento dei contributi a favore di chi si iscriveva per la prima volta alle gestioni artigiani e commercianti nel corso del 2025.
- Riguarda le iscrizioni del 2025, non quelle del 2026: non e quindi un motivo per anticipare l'apertura a dicembre.
- La legge di bilancio per il 2027 e in discussione. Se dovesse introdurre un incentivo legato alla data di apertura, il bilancio della scelta cambierebbe: e la cosa da tenere d'occhio in queste settimane.
- Anche il contributo da 500 euro al mese per l'autoimpiego dei giovani riguarda le attivita avviate fra il 1 luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, quindi non premia chi apre ora.
La soglia degli 85.000 euro si ragguaglia ad anno
E il punto su cui si legge di tutto, e vale la pena partire dal testo della norma. L'articolo 1 comma 54 lettera a della legge 190/2014 richiede ricavi o compensi ragguagliati ad anno non superiori a 85.000 euro, e la stessa formula compare nella scheda del regime forfetario dell'Agenzia delle Entrate. Chi apre a fine anno ha quindi un tetto effettivo molto piu basso.
Quanto scende il tetto, giorno per giorno
| Data di apertura | Giorni di attivita nel primo anno | Soglia effettiva ragguagliata | Cosa succede se la superi |
|---|---|---|---|
| 1 ottobre 2026 | 92 | circa 21.425 euro | Forfettario nel 2026, regime ordinario dal 2027 |
| 1 novembre 2026 | 61 | circa 14.205 euro | Forfettario nel 2026, regime ordinario dal 2027 |
| 1 dicembre 2026 | 31 | circa 7.219 euro | Forfettario nel 2026, regime ordinario dal 2027 |
| 15 dicembre 2026 | 17 | circa 3.959 euro | Forfettario nel 2026, regime ordinario dal 2027 |
| 1 gennaio 2027 | 365 | 85.000 euro pieni | Regime ordinario dal 2028, oppure subito oltre 100.000 euro |
Il calcolo. Si divide 85.000 per 365 e si moltiplica per i giorni di effettivo esercizio dell'attivita nell'anno. Gli importi in tabella sono arrotondati all'euro e servono a dare l'ordine di grandezza, non a sostituire il conto esatto sul tuo caso.
Cosa succede davvero se superi. Non perdi il forfettario nell'anno di apertura: il regime si applica comunque per quell'anno. E dall'anno successivo che vieni meno al requisito e passi al regime ordinario, con IVA, registri e contabilita. Diverso il caso dei 100.000 euro: li il comma 71 fa cessare il regime nello stesso anno, e il testo della norma non prevede per quella soglia alcun ragguaglio ad anno.
Dove si litiga. Non tutti i commentatori leggono il ragguaglio nello stesso modo, e qualcuno sostiene che le soglie non vadano proporzionate. Il testo del comma 54 e la pagina dell'Agenzia delle Entrate parlano di ricavi ragguagliati ad anno, quindi questa guida segue quella lettura: se sei vicino al limite, fatti confermare il conto prima di incassare, perche l'errore si paga con un anno in regime ordinario. Vedi anche limiti ed esclusioni del forfettario.
La mossa che salva il regime: guarda la data di incasso
Nel forfettario conta il principio di cassa. I compensi rilevano nell'anno in cui li percepisci, non in quello in cui emetti la fattura. Un professionista che apre il 10 dicembre, fattura 8.000 euro al suo cliente e li incassa a gennaio chiude il 2026 con zero compensi percepiti e il problema della soglia ragguagliata non si pone.
Non improvvisare. Spostare l'incasso e legittimo solo se corrisponde a quello che accade davvero: concordare un termine di pagamento a gennaio e normale, costruire a posteriori una data di incasso diversa dalla realta non lo e. Parlane con il tuo commercialista prima di emettere la fattura, non dopo.
E negli altri mesi? In quale mese conviene aprire la Partita IVA
La domanda si pone per dicembre perche il contrasto con gennaio e il piu netto, ma la regola e generale: il periodo d'imposta di apertura si consuma per intero qualunque sia il mese in cui apri.
- Il costo cresce man mano che si va verso dicembre. Aprire in gennaio vuol dire un primo anno agevolato di dodici mesi, aprire in luglio di sei, aprire in dicembre di poche settimane. L'anno di 5 per cento consumato e sempre uno: cambia quanta attivita ci metti dentro.
- Nello stesso senso scende la soglia. Gli 85.000 euro ragguagliati ai giorni valgono circa 21.425 euro aprendo il 1 ottobre, circa 14.205 euro il 1 novembre e circa 7.219 euro il 1 dicembre.
- Da settembre a novembre la risposta dipende dai ricavi. Se entro il 31 dicembre fatturi e incassi una cifra che giustifica il periodo d'imposta consumato, aprire subito ha senso; se incassi poco o nulla, l'attesa conviene quasi sempre.
- Gennaio e il mese piu efficiente, dicembre il meno efficiente. Non perche gennaio abbia un'agevolazione in piu, ma perche allinea il primo periodo d'imposta a un anno intero di attivita.
Una precisazione necessaria: questo e un ragionamento sul calendario fiscale, non sul tuo mercato. Se il lavoro c'e adesso, il mese migliore e quello in cui inizi davvero. Parlane con noi prima di rinviare per ragioni fiscali.
Cosa scatta comunque, anche per due settimane di attivita
Le tasse si proporzionano al reddito, gli adempimenti no. Aprire il 20 dicembre significa entrare in un elenco di obblighi che valgono per l'intero periodo d'imposta 2026, anche se l'attivita e durata undici giorni e non hai emesso una fattura.
Obblighi che non si frazionano
- Dichiarazione dei redditi per il 2026. Con la Partita IVA aperta a dicembre si apre un periodo d'imposta da gestire e nella prassi la dichiarazione per il 2026 si presenta comunque, anche a zero incassi: ci sono i contributi versati da dedurre, gli eventuali acconti e la coerenza con i dati dell'Agenzia delle Entrate. Il punto e discusso, perche l'articolo 1 del DPR 600/1973 riferisce l'obbligo di dichiarare in mancanza di redditi ai soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili e i forfettari ne sono esonerati dall'articolo 1 comma 69 della legge 190/2014. Fallo decidere al tuo commercialista, ma mettilo nel conto.
- Diritto annuale della Camera di Commercio. Riguarda le imprese iscritte al Registro delle imprese e non e frazionabile in rapporto alla durata dell'iscrizione nell'anno, come prevede l'articolo 3 comma 2 del decreto ministeriale 359/2001. Per il 2026 un'impresa individuale nella sezione speciale paga 53 euro per la sede e 11 euro per ogni unita locale dove la camera applica la maggiorazione del 20 per cento autorizzata per il triennio 2026-2028 dal decreto del 17 marzo 2026, altrimenti 44 e 8,80 euro; un'impresa individuale nella sezione ordinaria paga 120 euro, 100 senza maggiorazione, mentre le societa pagano per scaglioni di fatturato. Controlla l'importo esatto sul sito della tua camera di commercio. Le nuove iscrizioni versano entro trenta giorni dalla domanda.
- Domicilio digitale. Le imprese iscritte al Registro delle imprese devono indicare una PEC valida e attiva: se apri a dicembre, la attivi a dicembre. Vedi PEC obbligatoria: chi, quando, come.
- Fatturazione elettronica e contabilita. Software, numerazione e registri partono dal primo giorno, non dal primo incasso. Vedi come emettere la fattura elettronica.
Non devi correre entro il 31 dicembre
Molti anticipano l'apertura perche temono che la pratica non sia pronta in tempo. E un timore mal posto: non c'e nessuna scadenza del 31 dicembre da rispettare.
- Trenta giorni, non zero. La dichiarazione di inizio attivita va presentata entro trenta giorni dall'inizio dell'attivita: la regola e nell'articolo 35 del DPR 633/1972 fino al 31 dicembre 2026 e, dal 1 gennaio 2027, nell'articolo 68 del testo unico IVA, il decreto legislativo 19 gennaio 2026 numero 10, che ne ha preso il posto con lo stesso termine di trenta giorni. Se cominci a gennaio, la pratica si chiude nelle settimane successive.
- Professionisti: tempi rapidi. Per chi apre un'attivita professionale la Partita IVA viene attribuita in tempi molto brevi dalla presentazione del modello.
- Imprese: qualche giorno in piu. Serve anche l'iscrizione al Registro delle imprese tramite Comunicazione Unica, quindi conviene muoversi nei primi giorni di gennaio e non il 30.
- Prepara tutto a dicembre, apri a gennaio. Codice ATECO, regime, software, conto dedicato e PEC si scelgono prima. Vedi come scegliere il codice ATECO e il cercatore di codici.
Quando conviene aprire subito, senza aspettare
Aspettare gennaio non e una regola universale. Ci sono situazioni in cui rinviare costa piu di quello che fa risparmiare, e in tre casi su quattro il motivo e che c'e un incasso o un obbligo in mezzo.
1) Hai un cliente che chiede la fattura
Se un committente vuole fatturare entro dicembre e non accetta rinvii, aprire subito e la scelta ragionevole: il lavoro vale piu dell'anno di 5 per cento. Controlla pero la soglia ragguagliata e la data di incasso.
2) L'attivita e gia partita di fatto
Se stai gia lavorando con continuita, la Partita IVA va aperta: la legge da trenta giorni dall'inizio dell'attivita, non dal momento in cui ti senti pronto. Il riferimento e l'articolo 35 del DPR 633/1972 fino al 31 dicembre 2026 e l'articolo 68 del testo unico IVA, il decreto legislativo 10 del 2026, dal 1 gennaio 2027. Rinviare per convenienza fiscale qui diventa un rischio.
3) Hai spese da dedurre nel 2026
Vale solo in regime ordinario o semplificato, dove i costi si deducono analiticamente. Nel forfettario il reddito si determina applicando il coefficiente ai ricavi: anticipare l'apertura per intestarsi gli acquisti non porta alcun vantaggio. Vedi quali spese si deducono in forfettario.
4) Devi detrarre l'IVA su un acquisto importante
Anche questo vale solo fuori dal forfettario, dove l'IVA sugli acquisti non si detrae. Se compri un mezzo o un'attrezzatura e sarai in regime ordinario, la data di apertura va coordinata con la data della fattura di acquisto.
5) Hai verificato di non avere diritto al 5 per cento
Se il tuo commercialista ha escluso l'agevolazione, per esempio perche hai avuto un'attivita nei tre anni precedenti, il vantaggio principale dell'attesa non c'e. Restano i costi fissi di dicembre, che per un professionista in Gestione Separata sono vicini a zero. Non dartelo per scontato: il periodo di pratica obbligatoria per l'esercizio di arti o professioni e espressamente fatto salvo dalla legge.
6) C'e un'agevolazione legata alla data
Oggi non ce n'e una che premi l'apertura entro il 31 dicembre 2026, ma la legge di bilancio per il 2027 e in discussione. Se dovesse introdurre un incentivo legato all'anno di iscrizione, rifai il conto prima di decidere.
Un caso frequente che non rientra in nessuno dei sei: il bisogno di sentirsi partiti. Non e un motivo fiscale, e costa come tutti gli altri. Se hai dubbi sul regime prima della data, leggi forfettario o regime ordinario.
Chiudere l'anno con la prestazione occasionale: quando si puo
E la soluzione a cui pensano tutti: faccio l'ultimo lavoro con una ricevuta e apro la Partita IVA a gennaio. A volte e corretta, piu spesso e un modo di rinviare un problema.
E legittima quando...
- L'incarico e isolato e non organizzato. Un lavoro singolo, senza struttura, senza clientela che si ripete: siamo nel lavoro autonomo occasionale e la ricevuta va bene.
- Resti entro 5.000 euro di reddito annuo da lavoro autonomo occasionale. La norma guarda al reddito, cioe ai compensi al netto delle eventuali spese documentate, come prevede l'articolo 44 comma 2 del decreto legge 269/2003. Oltre quella soglia scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente, anche senza Partita IVA.
- Il committente accetta la ricevuta. Se e sostituto d'imposta applica la ritenuta d'acconto del 20 per cento e te la certifica.
Tutti i dettagli nella guida alla prestazione occasionale senza Partita IVA.
Non e legittima quando...
- L'attivita e abituale. Se hai gia piu clienti, incarichi che si ripetono o una minima organizzazione, la Partita IVA e obbligatoria e la ricevuta non la sostituisce.
- La usi solo per aspettare gennaio. La natura occasionale dipende dai fatti, non dalla convenienza di calendario: un'attivita continuativa travestita da prestazione occasionale resta un'attivita continuativa.
- Il lavoro e tipico di un'impresa. Per le attivita d'impresa, come quelle artigianali o commerciali, lo spazio dell'occasionale e molto piu stretto che per i professionisti.
Se non sei sicuro da che parte cade il tuo caso, chiedilo a noi prima di emettere la ricevuta: dopo si corregge solo con una sanatoria.
Dicembre 2026 o gennaio 2027, voce per voce
Il confronto e costruito su un'impresa individuale in regime forfettario con i requisiti per il 5 per cento. Dove la voce vale solo per imprese o solo per professionisti, e indicato.
| Voce | Apertura a dicembre 2026 | Apertura a gennaio 2027 | Cosa cambia |
|---|---|---|---|
| Ultimo anno al 5 per cento | 2030 | 2031 | Un anno intero di agevolazione: la voce piu pesante |
| Contributi fissi artigiani o commercianti | Un mese: 376,78 o 384,31 euro | Nulla per il 2026 | Circa 380 euro, in rata il 16 febbraio 2027 |
| Contributi Gestione Separata solo professionisti |
Zero senza incassi; 26,07% sul reddito forfettario | Zero per il 2026 | Nessuna differenza se dicembre e a zero |
| Soglia di accesso al regime | 85.000 euro ragguagliati ai giorni secondo il comma 54 e la circolare 10/E del 2016: circa 7.219 euro aprendo il 1 dicembre | 85.000 euro pieni | Rischio di uscire dal forfettario nel 2027 con un solo incasso importante |
| Soglia dei 100.000 euro | 100.000 euro, senza ragguaglio nel testo del comma 71 | Identica | Nessuna differenza |
| Diritto annuale Camera di Commercio solo imprese |
Dovuto per il 2026 e di nuovo per il 2027 | Dovuto solo per il 2027 | 53 euro per l'impresa individuale in sezione speciale e 120 in sezione ordinaria dove si applica la maggiorazione del 20 per cento, altrimenti 44 e 100 |
| Dichiarazione dei redditi per il 2026 | Nella prassi da presentare, anche con zero incassi | Non dovuta per l'attivita | Un adempimento in piu, con il relativo costo |
| Possibilita di fatturare a dicembre | Si | No, salvo prestazione occasionale se legittima | L'unico vero vantaggio di aprire subito |
| Deduzione dei costi e detrazione IVA | Possibili solo fuori dal forfettario | Identico, ma dal 2027 | Rileva solo se sarai in regime ordinario o semplificato |
| Riduzione contributiva del 35 per cento solo imprese in forfettario |
Da chiedere subito dopo il provvedimento di iscrizione | Da chiedere subito dopo il provvedimento di iscrizione | Nessuna differenza di sostanza: in entrambi i casi serve la domanda |
Come usare la tabella. Leggi dall'alto: se la prima riga ti riguarda, cioe hai diritto al 5 per cento, hai gia il novanta per cento della risposta. Le righe successive spostano l'ago solo di qualche centinaio di euro, tranne la soglia ragguagliata, che puo costarti un anno di regime ordinario.
Due casi concreti, con i numeri
Il primo e il caso tipico di chi puo aspettare, il secondo di chi non puo. Gli importi usano i parametri 2026 e servono a mostrare il metodo: i tuoi numeri vanno rifatti sul tuo caso.
Caso 1: Marco, elettricista, nessun cliente in attesa
Marco apre un'impresa artigiana individuale in regime forfettario, ha i requisiti per il 5 per cento e stima ricavi di 30.000 euro l'anno a regime. Il suo coefficiente di redditivita e quello delle costruzioni, l'86 per cento previsto dall'allegato 4 della legge 190/2014. A dicembre non ha clienti pronti a fatturare.
| Voce | Apertura 15 dicembre 2026 | Apertura 7 gennaio 2027 |
|---|---|---|
| Ricavi del 2026 | 0 euro | 0 euro |
| Contributi fissi per il 2026 | 376,78 euro (un mese) | 0 euro |
| Diritto annuale 2026 | 53 euro | 0 euro |
| Dichiarazione per il 2026 | Da presentare, anche a zero | Non dovuta |
| Ultimo anno al 5 per cento | 2030 | 2031 |
| Imposta nel 2031 su 30.000 euro di ricavi | 15% su 19.601 euro = 2.940 euro | 5% su 19.601 euro = 980 euro |
| Costo della scelta | circa 2.390 euro 376,78 + 53 + 1.960 di maggiore imposta nel 2031 |
0 euro |
Come arriva a 19.601 euro. Reddito forfettario: 30.000 per 86 per cento, cioe 25.800 euro. Contributi artigiani dovuti su quel reddito: 4.521,36 euro sul minimale di 18.808 euro, piu il 24 per cento sui 6.992 euro eccedenti, cioe 1.678,08 euro, per un totale di 6.199,44 euro. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito forfettario prima dell'imposta sostitutiva, come prevede l'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014, e si deducono per cassa: 25.800 meno 6.199,44 fa 19.600,56 euro, arrotondati a 19.601. Il conto e senza la riduzione contributiva del 35 per cento. Se Marco la chiede, come gli suggeriamo al passaggio 8 della checklist, i contributi deducibili scendono a circa 4.030 euro e l'imponibile sale a circa 21.768: la differenza fra 5 e 15 per cento nel 2031 passa da circa 1.960 a circa 2.180 euro, quindi la convenienza ad aspettare aumenta.
Il verdetto. Tre settimane di attesa valgono circa 2.390 euro, a fronte di zero ricavi rinunciati. Per Marco la risposta e semplice: si apre a gennaio. Il conto cambia di segno solo se a dicembre ha un lavoro da fatturare.
Caso 2: Giulia, consulente, con un lavoro da 8.000 euro a dicembre
Giulia fa consulenza gestionale, codice ATECO 70.20.09, quindi coefficiente di redditivita al 78 per cento previsto dall'allegato 4 della legge 190/2014, e Gestione Separata perche non ha una cassa professionale. Un cliente le chiede di completare un progetto da 8.000 euro entro dicembre. Aspettare gennaio vorrebbe dire rinunciare al lavoro: qui aprire subito e la scelta giusta, ma la data va gestita.
| Voce | Apre il 10 dicembre e incassa a dicembre | Apre il 10 dicembre e incassa a gennaio |
|---|---|---|
| Compensi percepiti nel 2026 | 8.000 euro | 0 euro |
| Soglia ragguagliata del 2026 | circa 5.123 euro (22 giorni) | circa 5.123 euro (22 giorni) |
| Requisito del comma 54 rispettato? | No: 8.000 superano il tetto ragguagliato | Si: nel 2026 non ha percepito nulla |
| Regime nel 2027 | Regime ordinario, con IVA e contabilita | Forfettario, con il 5 per cento se ne ha i requisiti |
| Contributi Gestione Separata | 26,07% sul reddito forfettario: 8.000 per 78 per cento fa 6.240 euro, cioe 1.626,77 euro, di competenza 2026 | Stesso conto, 1.626,77 euro, di competenza 2027 |
| Ultimo periodo d'imposta agevolabile al 5 per cento | 2030, ma il 2027 lo passa in regime ordinario | 2030 |
Cosa insegna il caso 2. Quando il cliente c'e, la domanda non e piu dicembre o gennaio, ma quando incassi. Nel forfettario i compensi rilevano per cassa: un termine di pagamento a gennaio, concordato prima e rispettato davvero, puo evitare di uscire dal regime nel 2027. Non cambia invece l'anno di 5 per cento consumato: quello si decide con la data di apertura, non con quella di incasso.
Un'ultima alternativa. Se il progetto puo iniziare a novembre, aprire prima allunga i giorni di attivita e alza la soglia ragguagliata: con 61 giorni il tetto sale a circa 14.205 euro e il problema sparisce. Ma l'anno di agevolazione resta consumato, quindi vale solo se il lavoro c'e per davvero.
Sei errori che si pagano anni dopo
Hanno tutti la stessa caratteristica: si commettono in due minuti a dicembre e si scoprono fra due o quattro anni, quando non si possono piu correggere.
1) Credere che il 5 per cento duri cinque anni dalla data di apertura
La norma parla di periodo d'imposta di inizio attivita e dei quattro successivi. Aprire il 28 dicembre non compra cinque anni pieni: compra quattro anni e tre giorni.
2) Aprire a dicembre per paura di non farcela a gennaio
La legge concede trenta giorni dall'inizio dell'attivita: articolo 35 del DPR 633/1972 fino al 31 dicembre 2026, articolo 68 del testo unico IVA dal 1 gennaio 2027. Non esiste nessuna scadenza del 31 dicembre: la fretta e autoimposta e costa un anno di agevolazione.
3) Ignorare la soglia ragguagliata nel primo anno
Aprire il 15 dicembre e incassare 10.000 euro significa superare un tetto di circa 3.959 euro: il forfettario tiene per il 2026 ma salta dal 2027, e si passa al regime ordinario.
4) Aprire a dicembre per dedurre le spese di avvio in forfettario
Nel forfettario i costi non si deducono analiticamente: il reddito si ottiene applicando il coefficiente ai ricavi. Si deducono solo i contributi previdenziali obbligatori, e solo quelli effettivamente versati.
5) Dimenticare il diritto annuale della Camera di Commercio
Non e frazionabile per i mesi di iscrizione: aprire a dicembre significa doverlo per il 2026 e di nuovo per il 2027, due annualita piene per poche settimane di attivita. Il primo si versa entro trenta giorni dalla domanda di iscrizione, il secondo con il primo versamento delle imposte sui redditi.
6) Rimandare con una ricevuta occasionale quando l'attivita e abituale
La prestazione occasionale non e una tecnica di pianificazione del calendario: se l'attivita e continuativa e organizzata, la Partita IVA e dovuta e il rinvio diventa un rischio di sanzione.
Per i conti del regime vedi come si calcolano le tasse in forfettario, per i costi ricorrenti quanto costa mantenere la Partita IVA.
Scegliere la data in otto passaggi
Nell'ordine giusto: il primo passaggio da solo decide quasi sempre la risposta.
Dalla verifica dei requisiti alla data
1) Puoi stare nel forfettario e hai diritto al 5 per cento?
Prima il regime: sei escluso dal forfettario se nell'anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o di pensione oltre la soglia, che e di 35.000 euro per il 2026 e torna a 30.000 dal 2027 salvo proroghe, e sei escluso anche se fatturerai prevalentemente a un datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni. Poi l'agevolazione: serve non aver esercitato attivita d'impresa, arte o professione nei tre anni precedenti e che la nuova attivita non sia mera prosecuzione di quella svolta da dipendente o autonomo, salvo il periodo di pratica obbligatoria per l'esercizio di arti o professioni, che la legge fa salvo. Se la risposta e si, l'attesa vale un anno di agevolazione. Vedi limiti ed esclusioni.
2) Hai un cliente che vuole fatturare entro dicembre?
Se ce l'hai e non accetta rinvii, apri subito e passa al punto 4. Se non ce l'hai, hai gia deciso: gennaio.
3) In che gestione finisci?
Artigiani o commercianti significa contributi fissi dovuti a mesi anche a zero incassi; Gestione Separata significa contributi solo sul reddito forfettario, cioe sui compensi incassati per il coefficiente. Vedi contributi e minimali.
4) Calcola la soglia ragguagliata
85.000 diviso 365, per i giorni di attivita nell'anno. Confrontala con quello che pensi di incassare entro il 31 dicembre: se la superi, dal 2027 sei in regime ordinario.
5) Decidi la data di incasso, non solo quella di fattura
Nel forfettario conta il principio di cassa. Concorda il termine di pagamento prima di emettere la fattura e mettilo per iscritto.
6) Metti nel conto gli adempimenti fissi
Dichiarazione per l'anno di apertura, diritto annuale non frazionabile, PEC e software di fatturazione: scattano anche per due settimane di attivita.
7) Prepara tutto a dicembre, apri a gennaio
Codice ATECO, regime, PEC, conto dedicato e software si scelgono adesso. Vedi come scegliere il codice ATECO.
8) Chiedi le riduzioni contributive appena apri
Se apri un'impresa in forfettario, la riduzione del 35 per cento va chiesta con domanda appena ricevi il provvedimento di iscrizione. Nessuna agevolazione contributiva e automatica.
Approfondisci: Aprire la P.IVA • Quanto dura il 5% • Costi annuali • Scadenze fiscali
Decidi la data con un commercialista
Verifica dei requisiti per il 5 per cento, calcolo della soglia ragguagliata sul tuo caso, scelta della gestione previdenziale, apertura della Partita IVA e domanda delle riduzioni contributive: tutto in un canone fisso, con l'apertura inclusa.
La data giusta dipende dai tuoi numeri e dai tuoi clienti: questa guida ti da il metodo, noi facciamo il conto con te.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi di chi deve scegliere fra dicembre e gennaio.
Conviene aprire la Partita IVA a dicembre o aspettare gennaio?
Se non hai clienti in attesa, nella maggior parte dei casi conviene aspettare il 1 gennaio. Il motivo principale e l'aliquota al 5 per cento: l'articolo 1 comma 65 della legge 190/2014 la concede per il periodo d'imposta in cui l'attivita e iniziata e per i quattro successivi, quindi si conta in anni solari e non in mesi. Aprire a meta dicembre consuma un intero periodo d'imposta per due settimane di attivita. Se apri un'impresa artigiana o commerciale ci aggiungi un mese di contributi fissi sul minimale e il diritto annuale della Camera di Commercio, che non si fraziona per i mesi. Se invece hai gia un cliente che vuole la fattura, o se hai verificato di non avere diritto al 5 per cento, il calcolo cambia e aprire subito puo avere senso. Prima di tutto pero verifica di poter stare nel forfettario: chi nell'anno precedente ha percepito redditi di lavoro dipendente o di pensione oltre la soglia e escluso, e la soglia e di 35.000 euro per il 2026 ma, salvo proroghe, torna a 30.000 euro dal 2027.
In quale mese conviene aprire la Partita IVA?
Il ragionamento non vale solo per dicembre. Il periodo d'imposta in cui apri si consuma per intero qualunque sia il mese, quindi il costo dell'anno di 5 per cento bruciato cresce man mano che ci si avvicina alla fine dell'anno, e nello stesso senso scende la soglia degli 85.000 euro ragguagliata ai giorni: chi apre il 1 ottobre ha un tetto effettivo di circa 21.425 euro, chi apre il 1 dicembre di circa 7.219 euro. Gennaio e quindi il mese piu efficiente e dicembre il meno efficiente, con una zona intermedia fra settembre e novembre in cui la risposta dipende da quanto incassi entro il 31 dicembre. Se invece hai clienti pronti, il mese migliore e quello in cui inizi davvero a lavorare: aspettare per ragioni fiscali ha senso solo quando non stai rinunciando a ricavi.
Aprire a dicembre mi fa perdere un anno di aliquota al 5 per cento?
Si, se hai i requisiti per applicarla. La norma lega l'agevolazione al periodo d'imposta di inizio attivita e ai quattro successivi: per le persone fisiche il periodo d'imposta coincide con l'anno solare, quindi chi apre il 15 dicembre 2026 ha il 5 per cento sui periodi d'imposta dal 2026 al 2030, mentre chi apre il 7 gennaio 2027 lo ha dal 2027 al 2031. Aspettare poche settimane sposta in avanti di un anno intero il passaggio al 15 per cento. Il discorso non vale se non hai diritto al 5 per cento, per esempio perche hai avuto un'altra attivita d'impresa o professionale nei tre anni precedenti oppure perche la nuova attivita e mera prosecuzione di quella che svolgevi come dipendente. Attenzione pero: la legge fa salvo espressamente il caso in cui l'attivita svolta prima consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni, quindi chi ha appena finito il tirocinio e si mette in proprio non e escluso dal 5 per cento per quel motivo.
Se apro a dicembre pago i contributi fissi INPS per tutto l'anno?
No. Per artigiani e commercianti i contributi sul reddito minimale sono dovuti a prescindere dal fatturato, ma per i periodi inferiori all'anno solare sono rapportati al mese: la circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026 indica 376,78 euro al mese per gli artigiani e 384,31 euro al mese per i commercianti, contro i 4.521,36 e 4.611,64 euro annui. Chi si iscrive a dicembre deve quindi al massimo un mese, che finisce nella rata del 16 febbraio 2027; su come si conti la frazione del mese in cui ti iscrivi fai riferimento al provvedimento di iscrizione, perche il contributo sul minimale si rapporta ai mesi e non ai giorni. Resta il fatto che sono soldi versati per poche settimane di attivita, spesso senza un euro di incasso. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata il problema non esiste: li non c'e un minimale da versare e i contributi si calcolano sul reddito forfettario, cioe sui compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditivita, quindi un dicembre a zero non costa contributi.
La soglia degli 85.000 euro si riduce se apro a dicembre?
Secondo il testo della norma si. L'articolo 1 comma 54 lettera a della legge 190/2014 parla di ricavi o compensi ragguagliati ad anno non superiori a 85.000 euro, e la stessa formula compare nella scheda del regime forfetario dell'Agenzia delle Entrate. Chi apre il 1 dicembre ha 31 giorni di attivita, quindi il limite effettivo scende intorno a 7.219 euro, e chi apre il 15 dicembre intorno a 3.959 euro. Attenzione a cosa succede se li superi: il forfettario per l'anno di apertura resta, ma dall'anno successivo passi al regime ordinario. La soglia dei 100.000 euro che fa uscire dal regime nello stesso anno non e invece ragguagliata ad anno nel testo del comma 71. Su questo punto si leggono interpretazioni diverse: se sei vicino al limite, fallo verificare prima di incassare.
Devo presentare la dichiarazione dei redditi anche se apro il 20 dicembre e non fatturo?
Nella prassi si, ma il punto e discusso e vale la pena saperlo. Con la Partita IVA aperta il 20 dicembre 2026 si apre un periodo d'imposta da gestire e la dichiarazione per il 2026 si presenta di regola anche a zero incassi: ci sono i contributi versati da dedurre, gli eventuali acconti e la coerenza con i dati dell'Agenzia delle Entrate. L'obbligo di dichiarare anche in mancanza di redditi viene dall'articolo 1 del DPR 600/1973, che lo riferisce ai soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili, e i forfettari ne sono esonerati dall'articolo 1 comma 69 della legge 190/2014: per questo la questione e aperta. In ogni caso e un adempimento in piu, con il relativo costo, a fronte di nessun ricavo: mettilo nel conto quando decidi la data e fatti dire dal tuo commercialista come si comporta nel tuo caso.
Posso fatturare a dicembre con una ricevuta per prestazione occasionale e aprire la Partita IVA a gennaio?
Solo se la prestazione e davvero occasionale, cioe sporadica e non organizzata. Se l'attivita e abituale, la ricevuta per prestazione occasionale non e una scorciatoia legittima e la Partita IVA va aperta. Ricorda anche due limiti: il committente sostituto d'imposta applica la ritenuta d'acconto del 20 per cento, e oltre 5.000 euro di reddito annuo da lavoro autonomo occasionale, cioe di compensi al netto delle eventuali spese documentate, scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. Se il tuo caso e di confine, meglio farlo valutare che scoprirlo durante un controllo.
Quanto tempo serve per aprire la Partita IVA? Rischio di non farcela entro il 31 dicembre?
La domanda e mal posta, perche non devi correre. La dichiarazione di inizio attivita va presentata entro trenta giorni dall'inizio dell'attivita: la regola e nell'articolo 35 del DPR 633/1972 fino al 31 dicembre 2026 e, dal 1 gennaio 2027, nell'articolo 68 del testo unico IVA, il decreto legislativo 19 gennaio 2026 numero 10, che ne ha preso il posto con lo stesso termine di trenta giorni. Se la tua attivita comincia a gennaio, la pratica si completa nelle settimane successive e la data di apertura resta quella dichiarata. Per i professionisti la Partita IVA viene attribuita in tempi molto rapidi, mentre per le imprese serve anche l'iscrizione al Registro delle imprese tramite Comunicazione Unica, che richiede qualche giorno in piu. Il punto quindi non e la velocita della procedura, ma la data di inizio attivita che scegli.
Il diritto annuale della Camera di Commercio si paga in proporzione ai mesi?
No. Il diritto annuale non e frazionabile in rapporto alla durata dell'iscrizione nell'anno, come previsto dall'articolo 3 comma 2 del decreto ministeriale 359/2001. Per il 2026 un'impresa individuale iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese paga 53 euro per la sede e 11 euro per ciascuna unita locale dove la camera di commercio applica la maggiorazione del 20 per cento autorizzata per il triennio 2026-2028 dal decreto del 17 marzo 2026, altrimenti 44 e 8,80 euro; un'impresa individuale nella sezione ordinaria paga 120 euro, 100 senza maggiorazione, mentre le societa pagano in base al fatturato. Controlla l'importo esatto sul sito della tua camera di commercio. Aprire il 20 dicembre significa pagarlo per il 2026 e poi di nuovo per il 2027. Il versamento per le nuove iscrizioni va fatto entro trenta giorni dalla domanda di iscrizione. Il diritto annuale riguarda solo le imprese iscritte al Registro delle imprese, non i professionisti.
Hai una situazione specifica? Scrivici: verifichiamo i requisiti per il 5 per cento, la soglia ragguagliata sul tuo caso e la data che ti conviene davvero.
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