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Ritenuta d'Acconto: cos'è e come funziona (spiegata semplice)

Il cliente ti trattiene il 20% del compenso e lo versa allo Stato per tuo conto: è la ritenuta d'acconto. Qui ti spieghiamo chi la applica, come calcolarla, come indicarla in fattura, quando si versa con F24 e come recuperarla nella dichiarazione dei redditi.

20% Calcolo Fattura CU

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Definizione

Cos'è la ritenuta d'acconto

La ritenuta d'acconto è un anticipo sull'IRPEF che il tuo cliente (il cosiddetto sostituto d'imposta) trattiene dal compenso che ti spetta e versa direttamente all'Erario per tuo conto.

Traduzione pratica

Immagina di aver concordato un compenso di 1.000 euro con un cliente. Quando ti paga, non ti manda 1.000 euro interi: te ne manda 800 e i restanti 200 (il 20%) li versa allo Stato al posto tuo. Quei 200 euro sono un acconto sulle tue imposte: li recupererai quando presenti la dichiarazione dei redditi, dove li scomputi dall'IRPEF totale che devi pagare.


Perché esiste?

Serve allo Stato per incassare le imposte "a monte", man mano che i redditi si generano, invece di aspettare la dichiarazione annuale. Per te significa che una parte delle tasse viene già pagata durante l'anno, riducendo il saldo finale che dovrai versare (o addirittura generando un credito se le ritenute subite superano l'imposta dovuta).

I numeri chiave

L'aliquota standard per i professionisti

Voce Dettaglio
Aliquota 20% sull'imponibile
Chi la trattiene Il cliente (sostituto d'imposta)
Chi la subisce Tu (il professionista)
Chi la versa Il cliente, tramite F24
Codice tributo 1040

Nota: l'aliquota del 20% è quella standard per i redditi da lavoro autonomo (art. 25 DPR 600/1973). Per altre tipologie di reddito (provvigioni, agenti, ecc.) possono applicarsi percentuali diverse.

Chi la applica

Chi applica la ritenuta d'acconto (e chi no)

La ritenuta d'acconto riguarda i professionisti in regime ordinario. Se sei in regime forfettario, non la applichi: il tuo cliente ti paga l'intero compenso senza trattenere nulla.

Soggetto Ruolo nella ritenuta Cosa deve fare
Professionista (regime ordinario) Subisce la ritenuta: la indica in fattura e incassa il netto. Emette fattura con ritenuta 20%. Recupera in dichiarazione redditi.
Forfettario NON applica e NON subisce la ritenuta. Indica in fattura la dicitura di esonero (L. 190/2014). Incassa il lordo intero.
Cliente / Committente (impresa o professionista) Sostituto d'imposta: trattiene il 20% e lo versa allo Stato. Paga il netto al professionista. Versa la ritenuta con F24. Rilascia la CU.
Cliente privato (persona fisica non P.IVA) Non è sostituto d'imposta. Paga l'intero compenso. Non trattiene e non versa alcuna ritenuta.

Punto chiave: la ritenuta scatta quando il committente è sostituto d'imposta (impresa, professionista, ente). Se il tuo cliente è un privato senza partita IVA, non tratterrà nulla. Se sei forfettario, nessun cliente ti applica la ritenuta, indipendentemente da chi sia. Approfondisci nella nostra guida al regime forfettario.

Calcolo

Come si calcola la ritenuta d'acconto

Il calcolo è semplice: il 20% si applica sull'imponibile, mai sull'IVA.

Esempio base: compenso 1.000 euro

Professionista in regime ordinario, senza rivalsa INPS

Voce Calcolo Importo
Compenso (imponibile) 1.000,00 €
Ritenuta 20% 1.000 × 20% −200,00 €
Netto da incassare 1.000 − 200 800,00 €

In questo esempio semplificato non consideriamo l'IVA per chiarezza. La ritenuta si calcola solo sull'imponibile: anche quando in fattura aggiungi l'IVA al 22%, la base di calcolo della ritenuta resta il compenso (non il totale fattura).

Esempio con rivalsa INPS 4%

Professionista iscritto alla Gestione Separata INPS

Voce Calcolo Importo
Compenso 1.000,00 €
Rivalsa INPS 4% 1.000 × 4% 40,00 €
Imponibile ritenuta 1.000 + 40 1.040,00 €
Ritenuta 20% 1.040 × 20% −208,00 €
Netto da incassare 1.040 − 208 832,00 €

La rivalsa INPS 4% entra nella base imponibile della ritenuta: per questo la ritenuta diventa 208 euro invece di 200. Anche qui l'IVA (che si calcola a parte sull'imponibile + rivalsa) resta fuori dal calcolo della ritenuta.

In fattura

Come indicare la ritenuta in fattura

Nella fattura elettronica la ritenuta d'acconto va compilata nell'apposito blocco. Ecco come appare la struttura di una fattura tipo con rivalsa INPS e ritenuta.

Esempio fattura con ritenuta d'acconto

Consulenza professionale, compenso 1.000 euro, con rivalsa INPS 4% e IVA 22%

Voce in fattura Importo
Compenso professionale 1.000,00 €
Rivalsa INPS 4% (su 1.000) 40,00 €
Imponibile IVA (1.000 + 40) 1.040,00 €
IVA 22% (su 1.040) 228,80 €
Totale fattura (1.040 + 228,80) 1.268,80 €
Ritenuta d'acconto 20% (su 1.040) −208,00 €
Netto a pagare (1.268,80 − 208) 1.060,80 €

Punti importanti in fattura elettronica:

  • Nel blocco DatiRitenuta dell'XML indica: tipo ritenuta (RT01 per persone fisiche), importo ritenuta (208,00), aliquota (20,00), causale pagamento (A per prestazioni di lavoro autonomo).
  • La ritenuta non si somma al totale fattura: si sottrae per ottenere il "netto a pagare".
  • L'IVA si calcola sull'imponibile (compenso + rivalsa), non si calcola sulla ritenuta.
  • Se usi un software di fatturazione, il blocco ritenuta viene compilato in automatico: devi solo impostare correttamente il profilo. Vedi la nostra guida alla fattura elettronica.
Versamento

Versamento e scadenze della ritenuta

Non sei tu a versare la ritenuta: ci pensa il tuo cliente. Ecco come funziona il flusso e quali sono le scadenze.

Il flusso del versamento

Quando il cliente ti paga la fattura, trattiene la ritenuta (i famosi 200 euro su 1.000 di compenso) e versa quell'importo allo Stato tramite il modello F24. Il codice tributo da usare è il 1040, che identifica le ritenute su redditi di lavoro autonomo.


La scadenza per il versamento è il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento. Se il cliente ti paga il 10 marzo, deve versare la ritenuta entro il 16 aprile. Se il 16 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.


Per approfondire la compilazione del modello F24, consulta la nostra guida pratica al modello F24.

Riepilogo scadenze

Adempimento Scadenza
Versamento ritenuta (F24) Entro il 16 del mese successivo al pagamento
Codice tributo 1040
Rilascio CU al professionista Entro il 31 marzo dell'anno successivo
Invio CU all'Agenzia delle Entrate Entro il 31 marzo dell'anno successivo

Come professionista, il tuo unico "dovere" sulla ritenuta è indicarla in fattura e poi scomputarla nella tua dichiarazione dei redditi. Il versamento materiale e gli adempimenti F24 sono a carico del cliente.

Certificazione Unica

La Certificazione Unica (CU) e la dichiarazione dei redditi

La CU è il documento con cui il cliente ti certifica le ritenute operate. Senza di essa, recuperare le ritenute diventa complicato.

Cos'è la CU e a cosa serve

La Certificazione Unica (CU) è il documento che ogni sostituto d'imposta deve rilasciarti entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui ti ha pagato. All'interno trovi: il tuo compenso lordo, l'importo delle ritenute operate e versate, eventuali contributi previdenziali.


Quando presenti la tua dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF), riporti le ritenute subite nell'apposito quadro. L'importo totale delle ritenute viene sottratto dall'IRPEF lorda che risulta dal calcolo. Se le ritenute subite durante l'anno superano l'IRPEF dovuta, maturi un credito d'imposta che potrai usare in compensazione o chiedere a rimborso. Approfondisci nella guida alla dichiarazione dei redditi per partita IVA.

Come funziona nella pratica

Il percorso dalla fattura alla dichiarazione

Step Cosa succede
1 Emetti fattura con ritenuta 20% e il cliente ti paga il netto.
2 Il cliente versa la ritenuta con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo.
3 Entro il 31 marzo dell'anno dopo, il cliente ti consegna la CU.
4 Tu inserisci le ritenute certificate nella dichiarazione dei redditi.
5 Le ritenute vengono scomputate dall'IRPEF: paghi meno (o ottieni un credito).

Conserva sempre le CU ricevute: ti serviranno in caso di controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate, anche negli anni successivi.

Errori comuni

Errori da evitare con la ritenuta d'acconto

La ritenuta sembra semplice, ma questi sono gli sbagli che vediamo più spesso. Evitarli ti risparmia problemi con il Fisco e disguidi con i clienti.

Errore Perché è un problema Come evitarlo
Forfettario che mette la ritenuta in fattura I forfettari sono esonerati: se la indichi, il cliente la trattiene inutilmente e tu dovrai comunque recuperarla, creando disallineamenti nella dichiarazione. Se sei in regime forfettario, non inserire mai la ritenuta. Aggiungi la dicitura di esonero.
Ritenuta calcolata sul totale con IVA La ritenuta si calcola sull'imponibile (compenso + eventuale rivalsa INPS), non sul totale IVA inclusa. Se la calcoli sul lordo+IVA, il cliente ti trattiene più del dovuto. Verifica sempre la base di calcolo: imponibile (compenso + rivalsa INPS 4%), senza IVA.
Cliente che non versa la ritenuta Se il cliente non versa la ritenuta con F24, tu l'hai comunque subita (hai incassato meno). In teoria puoi comunque scomputarla, ma possono sorgere complicazioni in fase di controllo. Lavora con clienti affidabili. Chiedi la CU nei tempi previsti. Se non arriva, sollecita e valuta con il tuo commercialista.
Non richiedere la CU al cliente Senza CU non hai la documentazione per scomputare la ritenuta nella dichiarazione. Rischi di pagare l'IRPEF "piena" senza detrarre l'acconto già versato tramite il cliente. Segna in agenda: entro aprile, verifica di aver ricevuto tutte le CU. Sollecita subito i clienti inadempienti.
Dimenticare la ritenuta nella dichiarazione dei redditi Se non riporti le ritenute subite nel modello Redditi PF, paghi il 100% dell'IRPEF senza scomputare l'acconto. Soldi buttati. Quando prepari la dichiarazione, raccogli tutte le CU e verifica che i totali corrispondano alle ritenute indicate nelle fatture emesse.

Un buon software di fatturazione ti avvisa se stai impostando la ritenuta quando non dovresti (o viceversa). Se hai dubbi sul setup, contattaci: ti aiutiamo a impostare il profilo corretto.

Checklist

Checklist "Ritenuta ok"

Segui questi punti per gestire la ritenuta senza errori.

Prima della fattura

  • Verifica il tuo regime fiscale: ordinario = ritenuta; forfettario = niente ritenuta.
  • Controlla se il cliente è sostituto d'imposta (impresa/professionista) o privato.
  • Imposta il profilo ritenuta nel software di fatturazione (aliquota 20%, causale A).

Nella fattura

  • Base di calcolo ritenuta = compenso + rivalsa INPS (senza IVA).
  • Ritenuta 20% indicata in sottrazione dal totale fattura.
  • Il netto a pagare corrisponde a totale fattura meno ritenuta.
  • Blocco XML DatiRitenuta compilato correttamente.

Dopo la fattura

  • Verifica che il cliente ti paghi il netto corretto.
  • Entro marzo dell'anno successivo, richiedi la CU a ogni cliente.
  • In dichiarazione dei redditi, scomputa tutte le ritenute subite.
  • Conserva le CU per almeno 5 anni.

Vuoi che verifichiamo il setup della ritenuta nel tuo software di fatturazione? Scrivici: bastano pochi minuti.

FAQ

Domande frequenti sulla ritenuta d'acconto

Risposte rapide, senza burocratese.

Il forfettario applica la ritenuta d'acconto?

No. Se sei in regime forfettario, sei esonerato dalla ritenuta d'acconto. Non la indichi in fattura e il cliente non la trattiene. Devi inserire in fattura un'apposita dicitura che richiama la legge 190/2014 (e successive modifiche), specificando che il compenso non è soggetto a ritenuta. Se un cliente insiste per trattenerla, spiegagli che i forfettari ne sono esclusi per legge.

Su cosa si calcola la ritenuta d'acconto?

La ritenuta del 20% si calcola sull'imponibile, cioè sul compenso professionale più l'eventuale rivalsa INPS del 4% (se la applichi). Non si calcola mai sull'IVA. Esempio: compenso 1.000 euro + rivalsa INPS 40 euro = imponibile ritenuta 1.040 euro. La ritenuta sarà 1.040 × 20% = 208 euro. L'IVA (calcolata anch'essa su 1.040) resta completamente fuori.

Cosa faccio se il cliente non mi dà la CU?

Sollecitalo subito: il rilascio della Certificazione Unica è un obbligo di legge per il sostituto d'imposta (scadenza 31 marzo). Senza la CU non puoi documentare le ritenute subite e scomputarle nella dichiarazione dei redditi. Il rischio concreto è pagare più IRPEF del dovuto, perché non riesci a dimostrare l'acconto già trattenuto. Se il cliente non collabora, parla con il tuo commercialista per valutare le azioni possibili (tra cui la segnalazione all'Agenzia delle Entrate).

La ritenuta d'acconto si applica anche tra aziende?

Dipende dal tipo di operazione. La ritenuta d'acconto si applica sui compensi per prestazioni di lavoro autonomo (consulenze, collaborazioni professionali, ecc.), indipendentemente dal fatto che il prestatore sia una persona fisica o una società. Sulle cessioni di beni (vendita di prodotti, merci) generalmente non si applica. La regola di fondo è: se stai pagando qualcuno per una prestazione professionale e sei sostituto d'imposta, devi trattenere la ritenuta.

Hai un caso specifico? Scrivici: ti rispondiamo entro 24 ore.

Hai dubbi sulla ritenuta d'acconto?

Ti aiutiamo a impostare la fattura correttamente, verificare i calcoli e gestire la CU senza stress.