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Partita IVA da studente: quanto puoi fatturare

Se dai ripetizioni, fai grafica o traduzioni, il tuo tetto e 5.128 euro di fatturato: oltre quella cifra i tuoi genitori ti perdono come figlio a carico. Il limite di legge non e sul fatturato ma sul reddito, e fino a 24 anni e di 4.000 euro l'anno: nel forfettario il reddito e il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita, meno i contributi previdenziali versati nell'anno, e con il coefficiente del 78 per cento delle attivita professionali e di istruzione 4.000 euro di reddito sono appunto 5.128 euro di fatturato. Che il reddito forfettario conti per il carico di famiglia, benche tassato con imposta sostitutiva, lo dice l'articolo 1 comma 75 della legge 190/2014, che richiama le detrazioni per carichi di famiglia dell'articolo 12 comma 2 del TUIR.

Qui sotto trovi le tre soglie che quasi nessuno distingue, la tabella che converte i 4.000 euro di reddito in euro di fatturato per ogni coefficiente, cosa si perde esattamente per fascia di eta, perche le detrazioni del 19 per cento su universita e affitto fuori sede rischiano di sparire per tutti, quanto cambia la gestione INPS e due casi con i numeri.

Tre soglie diverse 4.000 euro di reddito INPS 2026 12 min

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Il punto che conta

Non c'e una soglia: ce ne sono tre, e misurano cose diverse

La domanda vera di uno studente non e come si apre la Partita IVA, ma quanto puo fatturare prima che la famiglia ci rimetta. La risposta dipende da tre limiti distinti, scritti in norme diverse, che si attivano in momenti diversi. Chi li confonde scopre il problema a conguaglio.

La risposta in breve

4.000 euro, carico fiscale. Fino a 24 anni e il limite per restare figlio a carico. Si misura sul reddito, non sul fatturato: incassi per coefficiente di redditivita, meno i contributi versati nell'anno. Dai 25 anni scende a 2.840,51 euro.

8.000 euro, assegno unico. Per i figli maggiorenni fino a 21 anni l'assegno spetta se studiano, fanno un tirocinio, sono registrati come disoccupati, svolgono il servizio civile universale, oppure lavorano con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro. Le condizioni sono alternative: se frequenti un corso di laurea la prima e gia soddisfatta e gli 8.000 euro non ti riguardano.

L'ISEE, che arriva due anni dopo. Non e una soglia secca ma un indicatore: il reddito a imposta sostitutiva vi rientra, e l'ISEE guarda i redditi del secondo anno solare precedente. Il reddito del 2026 pesa sull'ISEE del 2028, cioe su borse di studio e contributi universitari di allora.

E una scelta che viene prima delle tre: la gestione INPS

Se il codice ATECO ti porta in Gestione Separata i contributi partono da zero e seguono il reddito. Se ti porta fra artigiani o commercianti sono fissi e dovuti anche con zero incassi: circa 3.000 euro l'anno con la riduzione del 35 per cento prevista per i forfettari, oltre 4.500 euro senza la domanda all'INPS. Per uno studente e la differenza piu grande di tutta la guida.

Le tre soglie, a confronto

Soglia Importo Su cosa si misura Quando arriva il conto
Carico fiscale
art. 12 comma 2 TUIR, piu comma 75 della legge 190/2014
4.000 euro fino a 24 anni
2.840,51 euro dai 25 anni
Il reddito, al lordo degli oneri deducibili. Per un forfettario: incassi per coefficiente, meno i contributi previdenziali versati nell'anno, che si deducono dentro il calcolo del reddito forfettario e non come onere deducibile Subito
nello stesso anno: i genitori restituiscono a conguaglio quello di cui hanno gia goduto
Assegno unico
art. 2 del D.Lgs. 230/2021
8.000 euro
solo per i figli maggiorenni fino a 21 anni
Il reddito complessivo del figlio che lavora o svolge un tirocinio. Non riguarda chi frequenta un corso di laurea, perche per lui basta la condizione di studio. Se il forfettario vi rientri non ha una risposta ufficiale: nella sezione dedicata spieghiamo perche e cosa fare Mese per mese, sull'importo erogato dall'INPS
ISEE
DPCM 159/2013
Nessuna soglia secca: e un indicatore che sale I redditi del secondo anno solare precedente, compreso il reddito soggetto a imposta sostitutiva Fra due anni
il 2026 entra nell'ISEE del 2028

Tre norme, tre enti, tre tempi. La prima la controlla l'Agenzia delle Entrate nella dichiarazione dei tuoi genitori, la seconda l'INPS mese per mese, la terza l'INPS e il tuo ateneo con due anni di ritardo. Nessuna delle tre tiene conto delle altre, e tu le devi tenere a mente tutte insieme.

Perche i contributi si sottraggono, se la soglia e al lordo degli oneri deducibili. Perche nel forfettario i contributi previdenziali non sono un onere deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del TUIR: si deducono dentro la determinazione del reddito, come dice il comma 64 della legge 190/2014. Il reddito che il comma 75 rende rilevante per il carico di famiglia arriva quindi alla soglia dei 4.000 euro gia al netto dei contributi versati nell'anno.

E se fatturerai poche migliaia di euro? Allora prima delle tre soglie viene un'altra domanda, cioe se ti serva aprire la Partita IVA: la trovi in ti serve davvero la Partita IVA, con il confine fra prestazione occasionale e attivita abituale.

Perche quella dei 4.000 euro arriva prima di tutte le altre

  • L'imposta sostitutiva non ti mette al riparo. Il reddito forfettario e tassato con imposta sostitutiva e resta fuori dal reddito complessivo IRPEF, e da qui nasce l'errore piu diffuso: credere che non conti per il carico di famiglia. Il comma 75 dice esattamente il contrario, cioe che ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia rileva anche il reddito determinato nel regime forfettario.
  • E una soglia annuale e secca. Non si proporziona ai mesi di attivita: superata anche di un euro, lo status di familiare a carico si perde per l'intero anno e non in proporzione. Aprire a ottobre non ti da un decimo di soglia in piu, ma nemmeno uno in meno.
  • Il conto lo pagano i tuoi genitori, in ritardo. Le detrazioni per carichi di famiglia vengono applicate durante l'anno: se alla fine il figlio risulta fuori, in sede di conguaglio quello di cui si e gia goduto va restituito.
  • Si misura sul reddito, e questo lavora a tuo favore. Il reddito forfettario e il risultato di una moltiplicazione e di una sottrazione, non del tuo estratto conto: fra fatturato e reddito ci sono il coefficiente di redditivita e i contributi previdenziali che hai versato. Il tetto di fatturato e quindi sempre piu alto di 4.000 euro.

Se il regime forfettario non ti e ancora chiaro, parti da come funziona il regime forfettario e da come si calcolano le tasse in forfettario: qui diamo per noti coefficiente di redditivita e imposta sostitutiva.

Il conto da fare

Da 4.000 euro di reddito a quanti euro di fatturato

Il comma 64 della legge 190/2014 dice come si determina il reddito: si applica all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditivita dell'allegato 4, e dal risultato si deducono i contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge. Il tetto di fatturato dipende quindi dal coefficiente della tua attivita, cioe dal codice ATECO.

Il tetto di fatturato, coefficiente per coefficiente

Coefficiente Tipo di attivita Fatturato massimo con soglia 4.000 euro (fino a 24 anni) Fatturato massimo con soglia 2.840,51 euro (dai 25 anni)
78% Attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione
e il caso piu frequente fra gli studenti: ripetizioni, grafica, sviluppo, traduzioni, consulenza, fotografia
5.128 euro 3.642 euro
67% Altre attivita economiche 5.970 euro 4.239 euro
40% Commercio all'ingrosso e al dettaglio, alloggio e ristorazione 10.000 euro 7.101 euro
62% Intermediari del commercio 6.451 euro 4.581 euro
54% Commercio ambulante di altri prodotti 7.407 euro 5.260 euro
86% Costruzioni e attivita immobiliari 4.651 euro 3.303 euro

Come sono calcolati. Si divide la soglia per il coefficiente: 4.000 diviso 0,78 fa 5.128 euro, 4.000 diviso 0,40 fa 10.000 euro. Per la colonna dai 25 anni la divisione e la stessa, ma si parte da 2.840,51 euro: 2.840,51 diviso 0,78 fa 3.642 euro. Gli importi sono arrotondati all'euro e valgono nell'ipotesi che nell'anno non ci siano contributi previdenziali da dedurre, che e la situazione tipica del primo anno di attivita.

I contributi alzano il tetto, ma solo se li paghi entro il 31 dicembre. Il comma 64 fa dedurre dal reddito forfettario i contributi previdenziali versati, e l'eventuale eccedenza resta deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del TUIR. La deduzione va per cassa: contano i contributi effettivamente versati nell'anno, non quelli maturati. E una deduzione interna al reddito forfettario, non un onere deducibile dal reddito complessivo: per questo il reddito che arriva alla soglia del comma 75 e gia al netto dei contributi. In pratica ogni euro di contributi versato entro il 31 dicembre sposta in alto di un euro la soglia di reddito, e quindi di piu di un euro il tetto di fatturato. Al primo anno, quando non c'e ancora nulla da versare, il tetto e quello secco della tabella.

Il coefficiente lo decide il codice ATECO. Due attivita che a te sembrano identiche possono finire su coefficienti diversi, con due o tremila euro di differenza nel tetto di fatturato. Prima di aprire leggi come si sceglie il codice ATECO: e la decisione che condiziona tutto il resto, compresa la gestione previdenziale.

La domanda giusta non e quanto posso fatturare

E quanto valgono le detrazioni che la mia famiglia perde. Il tetto della tabella non e un divieto: nessuno ti impedisce di fatturare 8.000 euro. Il punto e che superando la soglia il vantaggio fiscale della famiglia si azzera tutto in una volta, mentre il tuo guadagno cresce poco alla volta. Finche non conosci quel numero, non sai se ti conviene: il conto in euro, con il fatturato in piu che serve per pareggiare, e nel quando superare la soglia conviene piu sotto.

Due minuti di conto in famiglia. Somma quanto i tuoi genitori detraggono oggi grazie a te: tasse universitarie, canone di locazione se sei fuori sede, spese sanitarie, piu la detrazione per figlio a carico se hai 21 anni o piu. Quel totale e la cifra che devi battere con il fatturato in piu, non con il fatturato in se.

Per fascia di eta

Cosa si perde davvero, fascia per fascia di eta

La soglia non e l'unica cosa che cambia con l'eta: cambia anche il contenuto della perdita. Sotto i 21 anni la detrazione IRPEF per figli non esiste piu, sostituita dall'assegno unico; dai 21 anni ricompare; dai 25 la soglia si abbassa di oltre mille euro. Tre scenari diversi che vale la pena leggere uno alla volta.

Le tre fasce, voce per voce

Fascia di eta Soglia di reddito per restare a carico Cosa si perde superandola Cosa resta
Fino a 20 anni 4.000 euro Tutte le detrazioni del 19 per cento per le spese sostenute nel suo interesse: tasse universitarie, canone di locazione da fuori sede, spese sanitarie. La detrazione IRPEF per figli invece non si perde, perche sotto i 21 anni non esiste piu: al suo posto c'e l'assegno unico, che ha una sua condizione autonoma di 8.000 euro per i figli maggiorenni L'assegno unico, senza condizioni fino ai 18 anni; dai 18 ai 21 anni solo se resta una delle condizioni dell'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021, che sono alternative fra loro: studio, tirocinio, disoccupazione registrata, servizio civile universale
Da 21 a 24 anni 4.000 euro Il pacchetto completo: la detrazione per figli a carico, fino a 950 euro, piu tutte le detrazioni del 19 per cento sulle spese sostenute nel suo interesse Nulla di automatico: per i figli senza disabilita l'assegno unico si ferma ai 21 anni
Dai 25 anni 2.840,51 euro
la soglia ordinaria, perche l'elevazione a 4.000 euro vale per i figli di eta non superiore a ventiquattro anni
Le stesse voci della fascia precedente, ma con oltre mille euro di soglia in meno: la detrazione per figli a carico spetta fino ai 30 anni non compiuti, quindi c'e ancora tutto da perdere Nulla di automatico. A parita di attivita, il tetto di fatturato scende di quasi un terzo, meno 29 per cento: con il 78 per cento si passa da 5.128 a 3.642 euro

La detrazione per figli, nel dettaglio. L'articolo 12 comma 1 lettera c del TUIR prevede 950 euro per ciascun figlio di eta pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, piu i figli di eta pari o superiore a 30 anni con disabilita accertata. Non e un importo fisso: si applica una formula decrescente costruita su 95.000 euro diminuiti del reddito complessivo del genitore, quindi piu alto e il reddito del genitore, piu bassa e la detrazione effettiva. Fatti dire dai tuoi genitori quanto vale nel loro caso: e la prima voce del conto.

Se compi 25 anni nell'anno in cui fatturi, la soglia che ti riguarda e quella da verificare con attenzione prima di accettare l'ultimo lavoro: il passaggio da 4.000 a 2.840,51 euro vale piu di mille euro di reddito, cioe quasi millecinquecento euro di fatturato con il coefficiente del 78 per cento. Fallo confermare da chi ti segue invece di deciderlo da solo.

Sotto i 21 anni: la perdita e piu piccola

Non per generosita del legislatore, ma perche la detrazione IRPEF per figli sotto i 21 anni e stata assorbita dall'assegno unico. Chi ha 19 o 20 anni ha quindi meno da perdere sul fronte fiscale.

  • Resta tutto il blocco del 19 per cento. Tasse universitarie, canone fuori sede e spese sanitarie restano detraibili dai genitori solo se il figlio e a carico: e la parte che pesa di piu per uno studente universitario.
  • L'assegno unico segue regole sue. Dai 18 ai 21 anni ha una condizione autonoma, con una soglia di 8.000 euro, e un ente diverso: non si muove insieme ai 4.000 euro del carico fiscale.
  • La soglia resta 4.000 euro. L'elevazione riguarda i figli di eta non superiore a ventiquattro anni, quindi copre anche i minorenni e i diciottenni.

Dai 21 anni: la fascia piu costosa

E la fascia in cui si concentra la maggior parte degli studenti con Partita IVA, e anche quella in cui superare la soglia costa di piu: tutte le voci si sommano nello stesso anno.

  • Torna la detrazione per figli a carico, fino a 950 euro per figlio, ridotta dalla formula sul reddito del genitore.
  • L'assegno unico non c'e piu, salvo i figli con disabilita, per i quali l'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021 non pone limiti di eta.
  • Le spese universitarie sono al massimo. Tasse, affitto fuori sede e trasferimenti si concentrano proprio in questi anni, cioe quando il 19 per cento vale di piu.

Dai 25 anni: mille euro di soglia in meno

E la fascia con il margine piu stretto, perche la soglia torna quella ordinaria dell'articolo 12 comma 2 del TUIR: l'elevazione a 4.000 euro vale per i figli di eta non superiore a ventiquattro anni.

  • La soglia e 2.840,51 euro di reddito, non 4.000: con il coefficiente del 78 per cento sono 3.642 euro di fatturato invece di 5.128, cioe il 29 per cento in meno a parita di attivita.
  • C'e ancora tutto da perdere. La detrazione per figli a carico spetta fino ai 30 anni non compiuti, quindi si somma ancora alle detrazioni del 19 per cento su universita, affitto fuori sede e spese sanitarie.
  • L'assegno unico non c'e piu, salvo i figli con disabilita: in questa fascia non c'e nessuna misura che compensi la perdita.
  • Se compi 25 anni nell'anno in cui fatturi, fatti confermare da quando si applica la soglia piu bassa prima di accettare l'ultimo incarico: fra le due soglie ci sono quasi millecinquecento euro di fatturato.
Il costo che non si vede

Le detrazioni su universita e affitto non passano a te: spariscono

Qui sta il vero costo di superare la soglia, e quasi nessuno lo spiega. Si pensa che le detrazioni si spostino dal genitore al figlio, come un passaggio di consegne. Non e cosi: la detrazione segue chi sostiene la spesa e serve un'IRPEF da cui sottrarla, quindi se hai solo reddito forfettario e la spesa la pagano i tuoi, non spetta piu a nessuno dei due.

Perche rischiano di non spettare a nessuno

I genitori non possono, perche l'articolo 15 comma 2 del TUIR consente la detrazione delle spese sostenute nell'interesse dei familiari solo se quel familiare e fiscalmente a carico. Superata la soglia, quella condizione cade per tutto l'anno.

E tu puoi usarle solo a due condizioni. La prima e avere un'imposta IRPEF da cui detrarre: sul reddito forfettario paghi un'imposta sostitutiva, quindi se e il tuo unico reddito non c'e nessuna imposta da ridurre, mentre se hai anche un reddito di lavoro dipendente o assimilato l'IRPEF esiste. La seconda e sostenere tu la spesa: la detrazione del 19 per cento dell'articolo 15 comma 1 del TUIR spetta a chi paga, quindi se le tasse universitarie continuano a pagarle i tuoi genitori la detrazione non diventa tua. Se hai solo reddito forfettario, o se la spesa resta a loro carico, il beneficio si cancella.

E non c'e nemmeno la detrazione da lavoro. Il comma 75 della legge 190/2014, dopo aver stabilito che il reddito forfettario rileva per i carichi di famiglia, aggiunge che lo stesso reddito non rileva ai fini dell'applicazione dell'articolo 13 del TUIR: lo studente forfettario non matura detrazioni da lavoro sul proprio reddito. La norma vale in un senso e non nell'altro.

Le tre detrazioni che pesano su uno studente

Spesa Quanto si detrae Condizioni Quanto vale in euro in un caso tipico
Tasse e contributi universitari
art. 15 comma 1 lettera e
19 per cento della spesa Spesa sostenuta dal genitore nell'interesse del figlio fiscalmente a carico 380 euro su 2.000 euro di tasse pagate nell'anno
Canone di locazione per studenti fuori sede
art. 15 comma 1 lettera i-sexies
19 per cento su un massimo di 2.633 euro di canone, quindi fino a 500,27 euro Universita in un comune diverso da quello di residenza e ad almeno 100 chilometri Fino a 500,27 euro, cioe il 19 per cento di 2.633 euro di canone
Spese sanitarie 19 per cento della parte che supera la franchigia di 129,11 euro Spesa sostenuta nell'interesse del figlio fiscalmente a carico 19 euro ogni 100 euro di spesa oltre la franchigia
Detrazione per figli a carico
art. 12 comma 1 lettera c
Fino a 950 euro per figlio dai 21 ai 30 anni non compiuti, ridotti dalla formula decrescente su 95.000 euro meno il reddito complessivo Figlio fiscalmente a carico. Sotto i 21 anni la detrazione non esiste piu: c'e l'assegno unico Fino a 950 euro, ridotti dalla formula decrescente: con un reddito complessivo del genitore vicino ai 95.000 euro si avvicina a zero

Se esci dal carico, queste detrazioni rischiano di non spettare piu a nessuno: i tuoi genitori le perdono perche non sei piu a carico, e tu le recuperi solo se hai un'imposta IRPEF da cui detrarle, cioe anche un reddito di lavoro dipendente o assimilato, e solo se la spesa la paghi tu.

Il conto che devi fare prima di accettare l'ultimo lavoro. Prendi un foglio e somma: 19 per cento delle tasse universitarie che pagano i tuoi, fino a 500,27 euro se sei fuori sede e paghi almeno 2.633 euro di canone, 19 per cento delle spese sanitarie oltre la franchigia, piu la detrazione per figlio a carico se hai 21 anni o piu. Confronta il totale con quello che ti resterebbe in tasca dal fatturato in eccesso, al netto di imposta sostitutiva e contributi. Nella maggior parte dei casi il totale della famiglia e piu alto.

E la perdita e totale, non proporzionale. Non esiste una fascia intermedia: 4.000 euro di reddito e un euro in piu di 4.000 euro producono due risultati completamente diversi. E per questo che, se sei vicino alla soglia, il valore di una verifica fatta prima e molto alto: la stessa cifra fatturata un mese dopo cade in un altro anno.

Sono vicino alla soglia

La mossa che resta: spostare l'incasso, non la fattura

Se ti accorgi a novembre di essere a un passo dal tetto, questo e l'unico margine di manovra legittimo che hai: nel regime forfettario il reddito si determina sui ricavi o compensi percepiti, quindi conta l'incasso e non la data della fattura.

  • Un termine di pagamento a gennaio sposta il compenso nell'anno nuovo. Il lavoro lo consegni e lo fatturi, ma il compenso rileva nell'anno in cui lo incassi.
  • Deve corrispondere alla realta. Concordare con un cliente un pagamento a gennaio e normale; costruire a posteriori una data di incasso diversa da quella vera non lo e, e non e di questo che stiamo parlando.
  • Vale anche al contrario. Se nell'anno sei largamente sotto soglia e l'anno prossimo prevedi di superarla comunque, incassare subito puo essere la scelta migliore.
  • Parlane prima di emettere la fattura, non dopo averla incassata: a quel punto l'anno di competenza e chiuso.

Se la tua situazione e di confine, scrivici prima di accettare l'incarico: il conto si fa in dieci minuti e vale centinaia di euro.

La scelta che costa piu di tutte

Gestione Separata o artigiani e commercianti: zero oppure tremila euro

Per uno studente che fattura poche migliaia di euro l'anno, qui si decide quasi tutto. Non dipende dal fatturato ma dal tipo di attivita, cioe dal codice ATECO: in un caso i contributi partono da zero e seguono il reddito, nell'altro sono dovuti comunque, anche con zero incassi, e scendono sotto i tremila euro solo se chiedi la riduzione prevista per i forfettari.

Le due strade, con gli importi 2026

Gestione Chi ci finisce Quanto si paga Con zero incassi
Gestione Separata
professionisti senza cassa
Ripetizioni, grafica, sviluppo, consulenza, traduzioni, fotografia: le attivita professionali tipiche di uno studente 26,07 per cento sul reddito, per chi non e assicurato presso altra forma di previdenza obbligatoria: 25 per cento IVS, 0,72 per cento per le tutele accessorie, 0,35 per cento per l'ISCRO.
24 per cento per i gia pensionati o per chi e gia assicurato altrove, per esempio uno studente che ha anche un lavoro dipendente
Zero
non esistono contributi fissi: si paga solo in percentuale sul reddito effettivo
Artigiani Chi svolge un'attivita artigiana Contributi fissi sul minimale: 4.521,36 euro l'anno
oppure 2.941,49 euro con la riduzione del 35 per cento per i forfettari, su domanda telematica all'INPS
Dovuti comunque
Commercianti Chi vende prodotti, compreso l'e-commerce Contributi fissi sul minimale: 4.611,64 euro l'anno
oppure 3.000,17 euro con la riduzione del 35 per cento per i forfettari, su domanda telematica all'INPS
Dovuti comunque

Fonte dei numeri. Le aliquote della Gestione Separata sono quelle della circolare INPS numero 8 del 3 febbraio 2026; i contributi fissi di artigiani e commercianti quelli della circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026. Per la Gestione Separata la stessa circolare fissa a 18.808 euro il reddito minimo per l'accredito dell'intero anno di contribuzione e a 122.295 euro il massimale.

La riduzione del 35 per cento, se finisci fra artigiani o commercianti. L'articolo 1 comma 77 della legge 190/2014 prevede per i forfettari iscritti a quelle gestioni una contribuzione ridotta del 35 per cento, e la circolare INPS 35/2016 chiarisce che la riduzione colpisce sia il minimale sia l'eventuale eccedenza. Sul minimale 2026 i contributi scendono a 2.941,49 euro per gli artigiani e a 3.000,17 euro per i commercianti: la quota di maternita di 7,44 euro l'anno resta dovuta per intero. Non e automatica, serve una domanda telematica all'INPS dal Cassetto previdenziale, e chi e gia in attivita la presenta entro il 28 febbraio. E ha un prezzo: versando il 65 per cento del minimale si accreditano circa otto mesi di contributi su dodici, cioe ogni anno di riduzione costa circa quattro mesi di anzianita. Per chi sta in Gestione Separata non esiste nessuna riduzione, perche la norma richiama la legge 233/1990, che e quella di artigiani e commercianti. Il quadro completo in riduzione dei contributi INPS del 35 per cento; la riduzione del 50 per cento per i nuovi iscritti riguardava solo chi si e iscritto nel 2025, non e stata prorogata e non era comunque cumulabile con quella del 35.

Cosa significa per uno studente. Chi da ripetizioni e si iscrive alla Gestione Separata, in un anno in cui non fattura nulla, versa zero. Chi apre un e-commerce ed entra fra i commercianti deve 4.611,64 euro anche se non vende niente, o 3.000,17 euro se ha chiesto la riduzione: anche cosi e piu di quanto molti studenti fatturino in un anno intero, ed e dovuto comunque. La stessa voglia di guadagnare qualcosa durante gli studi, con due codici ATECO diversi, porta a due mondi diversi. Approfondisci con INPS e Partita IVA e contributi e minimali.

Il paradosso dei contributi fissi

I contributi versati si deducono dal reddito forfettario: chi paga contributi fissi alti ha quindi un reddito piu basso, e resta a carico anche con un fatturato piu alto. Un vantaggio che costa piu di quanto rende.

  • Il reddito che conta si abbassa. Un commerciante con 8.000 euro di fatturato e coefficiente del 40 per cento ha 3.200 euro di reddito lordo: 3.000,17 euro di contributi ridotti lo portano a 199,83 euro, e senza la riduzione lo azzerano del tutto.
  • Ma i soldi sono usciti davvero. Restare a carico grazie a tremila o quattromilaseicento euro di contributi versati non e una vittoria: e lo stesso denaro che non hai piu.
  • La deduzione va per cassa. Nel primo anno molte rate si versano l'anno successivo, e allora non abbassano il reddito di quell'anno. Se sei vicino alla soglia, il calendario dei versamenti conta.

Se hai anche un lavoro dipendente

Capita spesso: part time o contratto a termine piu qualche fattura. Ci sono due conseguenze, una buona e una da verificare.

  • L'aliquota della Gestione Separata scende al 24 per cento, perche sei gia assicurato presso un'altra forma di previdenza obbligatoria.
  • I redditi si sommano per la soglia del carico. Il limite dell'articolo 12 guarda il reddito complessivo, e il comma 75 ci aggiunge il reddito forfettario: lo stipendio e le fatture vanno contati insieme, non uno alla volta.
  • Le detrazioni, qui, puoi salvarle. Con un reddito di lavoro dipendente hai un'IRPEF da cui detrarre, quindi se esci dal carico conviene che le tasse universitarie siano intestate e pagate da te: il 19 per cento lo recuperi tu, mentre se continuano a pagarle i tuoi genitori la detrazione non spetta a nessuno.
  • Attenzione all'accesso al forfettario. Chi ha redditi di lavoro dipendente o di pensione oltre la soglia prevista resta escluso dal regime: verificalo prima di aprire, insieme a come funziona la Partita IVA come secondo lavoro.
Assegno unico

Gli 8.000 euro dell'assegno unico: a chi si applicano davvero

Si trovano spesso citati come se fossero la versione aggiornata dei 4.000 euro. Non e cosi, e la cosa da dire subito e questa: le quattro condizioni dell'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021 sono alternative, quindi se frequenti un corso di laurea o di formazione la condizione e soddisfatta e il tetto di 8.000 euro non ti riguarda. Gli 8.000 euro contano per chi non e, o non e piu, iscritto a un corso e resta nell'assegno grazie al lavoro o al tirocinio: solo per lui, e su un punto decisivo, non c'e una risposta ufficiale.

Quando spetta per un figlio maggiorenne

L'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021 prevede che per i figli maggiorenni fino a 21 anni l'assegno spetti solo se il figlio si trova in una di queste condizioni:

  • frequenta un corso di formazione scolastica o professionale, oppure un corso di laurea;
  • svolge un tirocinio o un'attivita lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • e registrato come disoccupato presso i servizi per l'impiego;
  • svolge il servizio civile universale.

Basta una sola di queste condizioni: sono alternative, non cumulative, quindi lo studente iscritto a un corso di laurea rientra nella prima e non deve guardare gli 8.000 euro. Per i figli con disabilita non c'e limite di eta. Gli importi per il 2026 sono fissati dalla circolare INPS numero 7 del 30 gennaio 2026 e variano con l'ISEE: si arriva fino a circa cento euro al mese per figlio, ma per l'importo esatto del tuo caso l'unico riferimento e l'INPS.

Perche non si somma ai 4.000 euro

Sono due meccanismi indipendenti, e questo produce situazioni che sembrano incoerenti ma non lo sono.

  • Puoi perdere il carico fiscale e tenere l'assegno. Con 4.500 euro di reddito sei fuori dai 4.000 euro del carico, mentre la condizione dell'assegno unico si misura in un altro modo e, per chi e iscritto a un corso di laurea, non dipende dal reddito.
  • La condizione dello studio basta da sola. Chi frequenta un corso di laurea rientra nella prima condizione: il tetto di 8.000 euro riguarda chi resta nell'assegno grazie al lavoro o al tirocinio.
  • L'assegno si ferma a 21 anni, salvo i figli con disabilita: dai 21 anni in poi la soglia degli 8.000 euro non ti riguarda piu, mentre quella del carico fiscale resta.

Un punto che non possiamo risolvere per te

La domanda e questa: per chi dipende dalla condizione di reddito, il forfettario entra negli 8.000 euro? Riguarda chi non frequenta un corso di laurea o di formazione e resta nell'assegno grazie al lavoro o al tirocinio, perche a chi studia basta la prima condizione. La norma parla di reddito complessivo, e in senso tecnico il reddito complessivo non comprende il reddito forfettario tassato con imposta sostitutiva. Il comma 75 della legge 190/2014, quello che rende rilevante il reddito forfettario, lo fa solo ai fini dell'articolo 12 del TUIR, cioe per le detrazioni per carichi di famiglia: non parla dell'assegno unico.

Allo stato non risulta un chiarimento specifico dell'INPS su questo caso. Chi ti dice che il forfettario conta e chi ti dice che non conta sta scegliendo una lettura, non citando una fonte. Noi preferiamo dirti che la risposta non c'e.

Che fare, allora. Se la tua famiglia prende l'assegno unico, non sei iscritto a un corso e stai per superare gli 8.000 euro di reddito, chiedi al patronato o direttamente all'INPS prima di incassare, non dopo: e l'unico modo di avere una risposta che valga per il tuo caso, e costa una mattinata. Se invece sei iscritto all'universita, la condizione di studio ti copre da sola e questo punto non ti riguarda.

L'effetto differito

L'ISEE arriva due anni dopo, e se ne sono dimenticati tutti

E la parte che si scopre troppo tardi, perche quando arriva il problema il reddito che lo ha causato e vecchio di due anni. Il reddito soggetto a imposta sostitutiva rientra nel calcolo dell'ISEE secondo il DPCM 159/2013, e l'ISEE guarda indietro: i redditi del secondo anno solare precedente.

Quando il reddito di oggi si presenta al banco

Il reddito di un anno entra nell'ISEE del secondo anno dopo: quello del 2026 nell'ISEE del 2028, quello del 2027 nell'ISEE del 2029. Su quell'ISEE si calcolano borse di studio, contributi universitari e agevolazioni di allora. Nell'ISEE entra il reddito soggetto a imposta sostitutiva, non il volume delle fatture: con il coefficiente del 40 per cento 10.000 euro di fatturato sono 4.000 euro di reddito.

Cosa vuol dire in pratica. Chi apre oggi non vede alcun effetto immediato su borse di studio e tasse universitarie: quelle si calcolano su un ISEE costruito su redditi vecchi di due anni. L'effetto arriva dopo, quando magari hai anche smesso di fatturare. E l'esatto contrario della soglia dei 4.000 euro, che invece colpisce nello stesso anno.

Nella DSU non devi riscriverlo a mano. Nelle istruzioni della dichiarazione sostitutiva unica il reddito forfettario non va indicato di nuovo quando risulta gia dalla dichiarazione dei redditi, perche l'INPS lo acquisisce dalle banche dati dell'Agenzia delle Entrate. Va indicato nel quadro FC8 solo se la dichiarazione non e stata presentata. Scriverlo due volte, in quel caso, significa farselo contare due volte.

Se hai spostato la residenza, i 4.000 euro ti fanno uscire dal nucleo

Questa parte riguarda solo chi ha preso la residenza fuori da casa dei genitori, tipicamente nel comune dove studia. Chi continua a convivere con i genitori resta nel loro nucleo ISEE qualunque cosa fatturi, e puo saltare il paragrafo.

Il figlio maggiorenne non convivente fa parte del nucleo ISEE dei genitori solo se ha meno di 26 anni, non e coniugato, non ha figli ed e a loro carico ai fini IRPEF. Lo dice l'articolo 3 del DPCM 159/2013, nel testo modificato dal decreto-legge 4/2019 che ha introdotto il limite dei 26 anni. Nelle istruzioni della DSU questa categoria ha una sigla propria, FNC.

Quel "a carico ai fini IRPEF" e esattamente il test dei 4.000 euro visto all'inizio. Superare la soglia, per chi ha la residenza altrove, non cambia quindi solo le detrazioni dei genitori: lo fa uscire dal loro nucleo ISEE e gliene fa uno suo.

Non e una scorciatoia per la borsa di studio. Un nucleo di una persona sola puo avere un ISEE piu basso, ma per il diritto allo studio esiste una figura a parte, lo studente indipendente, e si ottiene a condizioni strette: residenza fuori dall'unita abitativa della famiglia da un certo numero di anni, in un alloggio non di proprieta di familiari, e redditi propri adeguati e documentati. Uscire dal nucleo perche hai superato i 4.000 euro non ti fa diventare automaticamente studente indipendente: rischi di perdere l'ISEE basso della famiglia numerosa senza guadagnare nulla.

E l'assegno unico segue il nucleo. L'assegno spetta al genitore per il figlio a carico: se il figlio non convivente esce dal nucleo, per lui l'assegno non ha piu base. Se hai la residenza fuori casa e stai per superare i 4.000 euro, chiedi al patronato prima di incassare, non dopo.

Al contrario, spostare la sola residenza non basta. Finche resti sotto la soglia e sotto i 26 anni, cambiare comune non ti fa uscire dal nucleo dei genitori: a decidere e la condizione fiscale, non l'anagrafe. Dai 26 anni compiuti, invece, il figlio non convivente fa nucleo a se in ogni caso, a carico o no.

Tasse del tuo ateneo

Tasse universitarie: dove guardare per il tuo ateneo

Le soglie contributive non sono uguali in tutta Italia, e questa e una buona notizia solo se vai a leggerle.

  • L'esonero totale, la cosiddetta no tax area, arriva fino a 22.000 euro di ISEE come soglia nazionale, con riduzioni progressive oltre quella cifra.
  • I singoli atenei possono alzare la soglia, e alcuni la portano a 26.000 euro o oltre: due universita diverse, con lo stesso ISEE, possono chiederti cifre molto diverse.
  • La tassa regionale per il diritto allo studio resta comunque dovuta, anche in caso di esonero totale dai contributi.
  • Le percentuali di riduzione per fascia variano da ateneo a ateneo: l'unico documento che vale per te e il regolamento contributivo della tua universita, non la media nazionale.

Prima di decidere quanto fatturare, apri il regolamento contributivo del tuo ateneo e guarda in che fascia ISEE ti trovi oggi e quanto costa quella successiva. E un numero concreto da mettere accanto alle detrazioni dei tuoi genitori.

Esempi

Due casi concreti, con i conti

Il primo mostra quanto costa superare la soglia di mille euro, il secondo quanto costa scegliere la gestione sbagliata. Gli importi usano i parametri 2026 e servono a mostrare il metodo: i tuoi numeri vanno rifatti sul tuo caso.

Caso 1: Giulia, 22 anni, ripetizioni e traduzioni, fuori sede

Giulia e in Gestione Separata, non ha altri redditi, il suo coefficiente di redditivita e il 78 per cento e ha i requisiti del comma 65 per l'imposta sostitutiva al 5 per cento. Primo anno di attivita, quindi nessun contributo da dedurre. La domanda e se le conviene accettare l'ultimo incarico da mille euro.

Voce Fattura 5.000 euro Fattura 6.000 euro
Reddito forfettario (fatturato per 0,78) 3.900 euro 4.680 euro
Entro la soglia dei 4.000 euro Si No
Imposta sostitutiva al 5 per cento 195 euro 234 euro
Contributi Gestione Separata al 26,07 per cento 1.016,73 euro 1.220,08 euro
Resta a Giulia, al netto dei contributi maturati sull'anno 3.788,27 euro 4.545,92 euro
Perdono i genitori Nulla Detrazione per figlia a carico fino a 950 euro, 19 per cento delle tasse universitarie, fino a 500,27 euro sul canone fuori sede, 19 per cento delle spese sanitarie oltre la franchigia
Saldo per la famiglia nessuna perdita in perdita
757,65 euro guadagnati contro fino a 1.830 euro di detrazioni perse

Quella riga non e cassa. Resta a Giulia e il risultato economico dell'anno. In cassa i contributi della Gestione Separata sul 2026 escono nel 2027, fra saldo e acconti: nel 2026 Giulia ha piu liquidita di quella cifra e nel 2027 meno. Qui sono sottratti per mostrare quanto rende davvero il lavoro svolto, ed e anche la ragione per cui non abbassano il reddito del 2026. Metterli da parte man mano e la regola del primo anno.

Il conto, passo per passo. Mille euro di fatturato in piu lasciano a Giulia 757,65 euro netti, perche 39 euro vanno in imposta sostitutiva e 203,35 euro in contributi. Dall'altra parte, se i genitori pagano 2.000 euro di tasse universitarie detraggono 380 euro, se il canone di locazione supera i 2.633 euro detraggono altri 500,27 euro, e a questi si aggiunge la detrazione per figlia a carico, che arriva fino a 950 euro: in tutto fino a 1.830 euro. Anche dimezzando la detrazione per figlia a carico per effetto della formula decrescente, il saldo della famiglia resta negativo di circa 600 euro.

Il secondo anno il tetto si alza. Nel 2027 Giulia versa i contributi del primo anno, e quei versamenti si deducono dal reddito del 2027. Con 1.016,73 euro di contributi versati nell'anno, il tetto di reddito passa in pratica a 5.016,73 euro di reddito lordo, cioe circa 6.432 euro di fatturato: 4.000 euro di reddito netto dopo la deduzione. Il conto e prudenziale, perche nel 2027 insieme al saldo del 2026 si versano anche gli acconti, quindi i contributi dedotti nell'anno sono di piu e il tetto si alza piu di cosi. Ma vale solo se i versamenti cadono entro il 31 dicembre.

Attenzione all'imposta al 5 per cento. Non spetta a tutti: il comma 65 chiede di non aver esercitato attivita d'impresa, arte o professione nei tre anni precedenti e che la nuova attivita non sia mera prosecuzione di quella svolta prima come dipendente o autonomo. Senza quei requisiti l'aliquota e il 15 per cento, e nel caso di Giulia l'imposta passerebbe da 195 a 585 euro. Vedi come si calcolano le tasse in forfettario.

Quando superare la soglia conviene

Il conto di Giulia funziona anche al contrario, ed e il caso di cui nessuno parla: se le detrazioni che la tua famiglia perde valgono poco, superare la soglia e la scelta giusta. Serve un solo numero, e lo hai gia.

  • Ogni euro di fatturato in piu ti lascia circa 76 centesimi. Nel caso di Giulia mille euro in piu diventano 757,65 euro netti: 0,7576 euro per ogni euro fatturato, con il coefficiente del 78 per cento, l'imposta al 5 per cento e i contributi al 26,07 per cento.
  • Il fatturato in piu che serve per pareggiare e: detrazioni perse diviso 0,7576. Con il pacchetto completo di Giulia, fino a 1.830 euro, servono circa 2.400 euro di fatturato oltre il tetto. Se invece i tuoi genitori hanno un reddito complessivo vicino ai 95.000 euro, la detrazione per figli si riduce quasi a zero per effetto della formula decrescente, e se non sei fuori sede resta il 19 per cento delle tasse universitarie: su 2.000 euro di tasse sono 380 euro, cioe appena 500 euro di fatturato in piu per pareggiare.
  • Sotto quella cifra conviene rimandare, sopra conviene lavorare. Il tetto della tabella non e un divieto: e il punto in cui il conto cambia segno. Se il lavoro in piu che puoi prendere resta sotto il pareggio, spostalo all'anno nuovo; se lo supera di molto, superare la soglia costa meno di quello che rende.

Due avvertenze: il pareggio si calcola sulle detrazioni vere dei tuoi genitori, non su quelle dell'esempio, e il netto di 0,7576 euro per ogni euro fatturato vale per la Gestione Separata. Fra artigiani e commercianti il conto cambia, perche i contributi sono fissi e non seguono il reddito: e il Caso 2 qui sotto.

Caso 2: Luca, 19 anni, e-commerce di stampe

Stesso profilo di studente, altra gestione: vendendo prodotti Luca entra fra i commercianti, con contributi fissi dovuti anche a reddito zero, ma con la riduzione del 35 per cento prevista per i forfettari. Il suo coefficiente di redditivita e il 40 per cento del commercio al dettaglio. Fattura 8.000 euro in un anno, cioe tremila euro piu di Giulia, e a differenza di lei deve comprare la merce che rivende: mettiamo 2.400 euro di stampe, il 30 per cento del fatturato.

Voce Importo Nota
Fatturato dell'anno 8.000 euro Incassato per intero entro il 31 dicembre
Costo delle stampe che rivende (ipotesi) 2.400 euro Nel forfettario non si deduce, ma e un'uscita di cassa reale: il conto del fatturato non e il conto del margine
Reddito forfettario (8.000 per 0,40) 3.200 euro Si calcola sul fatturato, non sul margine: i costi reali non entrano nel conto. Sotto la soglia dei 4.000 euro anche prima di dedurre i contributi
Contributi fissi commercianti, con la riduzione del 35 per cento 3.000,17 euro Dovuti anche con reddito zero. Senza la domanda di riduzione all'INPS sarebbero 4.611,64 euro, secondo la circolare INPS 14/2026
Reddito che conta per il carico, se i contributi sono versati nell'anno 199,83 euro 3.200 meno 3.000,17: Luca resta largamente a carico. Senza la riduzione il reddito sarebbe azzerato e l'eccedenza di 1.411,64 euro resterebbe deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del TUIR
Imposta sostitutiva al 5 per cento 9,99 euro Il 5 per cento di 199,83 euro. Chi paga meno contributi ha un imponibile piu alto: senza la riduzione qui l'imposta sarebbe zero
Resta a Luca 2.589,84 euro 8.000 meno 2.400 di merce, meno 3.000,17 di contributi, meno 9,99 di imposta. Senza la riduzione del 35 per cento sarebbero 988,36 euro

Il confronto che conta. Giulia fattura 5.000 euro e il suo lavoro le rende 3.788,27 euro, senza merce da comprare e senza contributi fissi. Luca fattura 8.000 euro, tremila in piu, e gliene restano 2.589,84: la differenza non sta nel lavoro, sta nella gestione previdenziale e nei costi che il forfettario non ti fa dedurre ma che paghi comunque. Con la riduzione del 35 per cento la gestione commercianti diventa sostenibile anche con un fatturato piccolo, perche i contributi scendono da 4.611,64 a 3.000,17 euro; senza quella domanda, con 2.400 euro di merce a Luca resterebbero 988,36 euro e l'attivita non starebbe in piedi. La domanda va presentata all'INPS, con la massima tempestivita se apri ora ed entro il 28 febbraio se sei gia in attivita: come funziona la riduzione del 35 per cento.

E l'assegno unico? Luca ha 19 anni e fattura esattamente 8.000 euro, cioe la cifra della condizione di reddito dell'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021. Non lo riguarda, perche e iscritto all'universita e le quattro condizioni sono alternative: quella di studio basta da sola. Se invece non fosse piu iscritto e restasse nell'assegno grazie al lavoro, quegli 8.000 euro sarebbero il punto da chiarire al patronato prima di incassare l'ultima fattura, perche su come si misuri quella soglia per un forfettario non c'e una risposta ufficiale.

Una nota sui tempi. I contributi si deducono per cassa, quindi la riga del reddito ridotto a 199,83 euro vale solo se le rate sono state versate entro il 31 dicembre; se parte cade nell'anno successivo, in quell'anno il reddito che conta torna a 3.200 euro, sempre sotto la soglia ma senza lo scudo della deduzione. Quando sei vicino alla soglia, il calendario dei versamenti va guardato prima e non dopo.

Alternativa

Ti serve davvero la Partita IVA?

Per molti studenti il fatturato di un anno sta sotto i cinquemila euro. In quella fascia la domanda che molti si fanno troppo tardi e se serva aprire, perche la risposta cambia il conto di tutto il resto.

La prestazione occasionale

Sotto i 5.000 euro lordi annui non c'e nulla da versare all'INPS. Oltre quella cifra resta possibile, ma sulla parte eccedente scattano l'iscrizione alla Gestione Separata e i contributi: i 5.000 euro non sono un limite di legittimita. E la strada di chi fa qualche lavoro isolato durante l'anno.

  • Nessuna Partita IVA, nessun software di fatturazione, nessun contributo fisso e nessun adempimento annuale.
  • Quello che rende dovuta la Partita IVA non e l'importo, e l'abitualita. La prestazione deve essere davvero occasionale, cioe isolata e non organizzata: un solo incarico da 6.000 euro non obbliga ad aprire, mentre tre incarichi piccoli dallo stesso committente possono obbligarti.
  • Non ti mette al riparo dalla soglia del carico. Il limite dell'articolo 12 guarda il reddito complessivo, e li dentro ci sono anche i compensi occasionali: restare senza Partita IVA non significa restare senza reddito.

Tutti i dettagli nella guida alla prestazione occasionale senza Partita IVA.

Quando invece la Partita IVA conviene

Non e solo una questione di importi: a volte apre porte che la ricevuta occasionale chiude.

  • Hai clienti che si ripetono. Con piu incarichi dallo stesso committente o con una minima organizzazione siamo fuori dall'occasionale, e la Partita IVA non e una scelta.
  • Lavori con aziende che la chiedono. Molti committenti non accettano ricevute occasionali, e senza Partita IVA il lavoro non lo prendi.
  • Vuoi costruire contributi. Per la Gestione Separata il reddito minimo per l'accredito dell'intero anno di contribuzione e di 18.808 euro: con poche migliaia di euro l'anno si accredita una frazione di anno, ma qualcosa resta.
  • Stai valutando il confronto con il lavoro dipendente. Vedi Partita IVA o lavoro dipendente per il quadro completo.
Errori

Tre errori che costano piu del fatturato che li ha causati

Sono gli stessi che ci vengono raccontati a gennaio, quando il conguaglio e gia arrivato.

1) Scegliere il codice ATECO senza guardare la gestione INPS

Vendere prodotti invece di offrire un servizio significa contributi fissi dovuti comunque: circa 3.000 euro l'anno con la riduzione del 35 per cento per i forfettari, oltre 4.500 senza la domanda all'INPS, invece di una percentuale sul reddito. E la decisione meno reversibile di tutte, e si prende prima di incassare il primo euro.

2) Trattare gli 8.000 euro dell'assegno unico come i 4.000 del carico

Sono due soglie diverse, in due norme diverse, con due enti diversi. E attenzione al verso giusto: le condizioni dell'assegno sono alternative, quindi se frequenti un corso di laurea la condizione di studio basta da sola e gli 8.000 euro non ti riguardano. Il punto aperto, senza risposta ufficiale, riguarda solo chi resta nell'assegno grazie al lavoro.

3) Dimenticare l'ISEE di due anni dopo

Il reddito a imposta sostitutiva rientra nel calcolo dell'ISEE, e l'ISEE guarda il secondo anno solare precedente. Chi fattura nel 2026 pensando che l'universita non se ne accorga si ritrova il conto nel 2028, quando quel lavoro e un ricordo.

Hanno un filo in comune: nascono tutti da un conto non fatto prima. Il coefficiente del tuo codice ATECO, la gestione INPS in cui quel codice ti porta e il valore delle detrazioni dei tuoi genitori sono tre numeri che si trovano in mezz'ora, e chiederli dopo aver incassato non serve piu a niente.

Checklist

Quanto puoi fatturare: otto passaggi

Nell'ordine giusto. Il quinto passaggio e quello che quasi nessuno fa, ed e quello che decide.

1) Guarda quale soglia ti riguarda

4.000 euro fino a 24 anni, 2.840,51 euro dai 25. Se compi 25 anni nell'anno in cui fatturi, fatti confermare da quando si applica la soglia piu bassa: e il punto in cui conviene chiedere invece di decidere.

2) Trova il tuo coefficiente di redditivita

Dipende dal codice ATECO: 78 per cento per le attivita professionali e di istruzione, 40 per cento per il commercio, e le altre misure dell'allegato 4. Vedi come si sceglie il codice ATECO.

3) Converti la soglia in fatturato

Dividi la soglia per il coefficiente: e il tuo tetto del primo anno, quando non ci sono contributi da dedurre. Con il 78 per cento sono 5.128 euro.

4) Somma gli altri redditi dell'anno

Stipendi, contratti a termine, compensi occasionali: la soglia guarda il reddito complessivo piu il reddito forfettario, non solo le fatture. Vedi Partita IVA come secondo lavoro.

5) Chiedi ai tuoi genitori quanto valgono le detrazioni

Tasse universitarie, canone fuori sede, spese sanitarie, piu la detrazione per figlio a carico se hai 21 anni o piu. Quel totale e la cifra che il fatturato in eccesso deve battere, e quasi nessuno la calcola.

6) Verifica in che gestione INPS finisci

Gestione Separata significa percentuale sul reddito e zero con zero incassi; artigiani o commercianti significa contributi fissi comunque: circa 3.000 euro l'anno con la riduzione del 35 per cento per i forfettari, oltre 4.500 senza la domanda. Vedi contributi e minimali.

7) Se la famiglia prende l'assegno unico, guarda se la soglia ti riguarda

Se sei iscritto a un corso di laurea o di formazione la condizione di studio basta da sola e gli 8.000 euro non ti riguardano. Se non lo sei, hai fra 18 e 21 anni e stai per superare gli 8.000 euro di reddito, passa dal patronato prima di incassare: su come si misuri quella soglia per un forfettario non c'e una risposta ufficiale.

8) Metti in agenda l'ISEE fra due anni

Quello che fatturi oggi entra nell'ISEE del secondo anno successivo: controlla ora in che fascia contributiva ti trovi nel regolamento del tuo ateneo e quanto costa quella dopo.

Approfondisci: Regime forfettario • Aprire la P.IVA • Calcolo delle tasse • INPS e Partita IVA

Facciamo il conto insieme, prima di aprire

Verifichiamo il coefficiente della tua attivita, convertiamo la soglia nel tuo tetto di fatturato, controlliamo in che gestione INPS finisci e mettiamo sul tavolo quanto valgono le detrazioni dei tuoi genitori. Poi apriamo la Partita IVA solo se il conto torna.

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi di chi studia e vuole iniziare a fatturare.

Quanto puo fatturare uno studente senza far perdere ai genitori le detrazioni?

Il limite non e sul fatturato ma sul reddito: fino a 24 anni un figlio resta fiscalmente a carico se il suo reddito non supera 4.000 euro l'anno, e dai 25 anni la soglia scende a 2.840,51 euro, come prevede l'articolo 12 comma 2 del TUIR. Per un forfettario il reddito si ottiene moltiplicando gli incassi per il coefficiente di redditivita e sottraendo i contributi previdenziali versati nell'anno. Il tetto di fatturato dipende quindi dal coefficiente della tua attivita: 5.128 euro con il 78 per cento delle attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e di istruzione, che e il caso piu frequente fra gli studenti, 5.970 euro con il 67 per cento delle altre attivita economiche e 10.000 euro con il 40 per cento del commercio. Nel primo anno, quando non ci sono contributi da dedurre, questi importi sono il tetto secco.

Il reddito del regime forfettario conta per restare fiscalmente a carico?

Si, e questo e il punto che quasi tutti sbagliano. Il reddito forfettario e tassato con imposta sostitutiva e resta fuori dal reddito complessivo IRPEF, quindi sembra logico pensare che non conti. L'articolo 1 comma 75 della legge 190/2014 dice il contrario: ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia dell'articolo 12 comma 2 del TUIR rileva anche il reddito determinato nel regime forfettario. La stessa norma aggiunge che quel reddito non rileva ai fini dell'articolo 13 del TUIR, cioe non fa maturare al figlio detrazioni da lavoro sul proprio reddito. In pratica la norma vale contro di te sul carico di famiglia e non a tuo favore sulle detrazioni.

Cosa perdono esattamente i miei genitori se supero i 4.000 euro?

Dipende dalla tua eta. Dai 21 anni perdono la detrazione per figli a carico, che l'articolo 12 comma 1 lettera c del TUIR fissa in 950 euro per ciascun figlio di eta pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, ridotti da una formula decrescente costruita su 95.000 euro diminuiti del reddito complessivo. Sotto i 21 anni quella detrazione non esiste piu, perche e stata sostituita dall'assegno unico. In tutte le fasce di eta, invece, si perdono le detrazioni del 19 per cento per le spese sostenute nel tuo interesse: tasse e contributi universitari, canone di locazione da studente fuori sede fino a 2.633 euro, quindi fino a 500,27 euro di detrazione, e spese sanitarie per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. La perdita e totale e vale per l'intero anno: la soglia e secca e non si proporziona ai mesi.

Se esco dal carico, le detrazioni per universita e affitto posso usarle io?

Dipende da cosa hai oltre al reddito forfettario, ed e il costo che quasi nessuno mette nel conto. I tuoi genitori non possono piu usarle perche l'articolo 15 comma 2 del TUIR consente la detrazione delle spese sostenute nell'interesse dei familiari solo se quel familiare e fiscalmente a carico. Tu puoi usarle solo a due condizioni: avere un'imposta IRPEF da cui detrarre, cioe anche un reddito di lavoro dipendente o assimilato, perche sul solo reddito forfettario paghi un'imposta sostitutiva e non IRPEF, e sostenere tu la spesa, perche la detrazione del 19 per cento dell'articolo 15 comma 1 segue chi paga. Se hai solo reddito forfettario, oppure se le tasse universitarie e l'affitto continuano a pagarli i tuoi, il beneficio non spetta piu a nessuno e si cancella. Se invece esci dal carico e hai anche uno stipendio, il consiglio operativo e semplice: intesta e paga tu le tasse universitarie, cosi la detrazione resta in famiglia.

La soglia dei 4.000 euro si riduce se apro la Partita IVA a ottobre?

No. La soglia dell'articolo 12 comma 2 del TUIR e annuale e secca: non si rapporta ai mesi di attivita. Chi apre il 1 ottobre ha gli stessi 4.000 euro di chi ha aperto il 1 gennaio. Attenzione pero, perche questo taglia in due sensi: aprire a fine anno non ti da soglia in piu, ma nemmeno in meno, e superarla il 30 dicembre fa perdere lo status di familiare a carico per tutto l'anno esattamente come superarla in primavera. Il momento in cui incassi conta invece davvero: nel forfettario il reddito si determina sui compensi percepiti, quindi un pagamento concordato per gennaio cade nell'anno successivo.

Quanti contributi INPS paga uno studente con la Partita IVA?

Dipende dalla gestione, e per uno studente e la voce che cambia di piu. In Gestione Separata, dove finiscono i professionisti senza cassa come chi da ripetizioni, fa grafica, sviluppo, consulenza, traduzioni o fotografia, non esistono contributi fissi: si paga solo in percentuale sul reddito effettivo, e con zero incassi si versa zero. La circolare INPS numero 8 del 3 febbraio 2026 fissa l'aliquota al 26,07 per cento per chi non e assicurato presso altra forma di previdenza obbligatoria, somma del 25 per cento IVS, dello 0,72 per cento per le tutele accessorie e dello 0,35 per cento per l'ISCRO, e al 24 per cento per i gia pensionati o per chi e gia assicurato altrove, per esempio uno studente con un lavoro dipendente. Nelle gestioni artigiani e commercianti, invece, i contributi fissi sono dovuti anche con reddito zero: la circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026 indica 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti. Chi e nel regime forfettario puo pero chiedere la riduzione del 35 per cento prevista dall'articolo 1 comma 77 della legge 190/2014, che si applica sia al minimale sia all'eccedenza: con la domanda telematica all'INPS i contributi sul minimale 2026 scendono a 2.941,49 euro per gli artigiani e a 3.000,17 euro per i commercianti, perche la riduzione colpisce la contribuzione previdenziale mentre la quota di maternita di 7,44 euro l'anno resta dovuta per intero. Ha un prezzo: versando il 65 per cento del minimale si accreditano circa otto mesi di contributi su dodici.

Fatturare da studente fa perdere l'assegno unico?

Di norma no, se sei iscritto a un corso di laurea. L'articolo 2 del D.Lgs. 230/2021 chiede che il figlio maggiorenne fino a 21 anni si trovi in una di quattro condizioni, e sono alternative: frequenta un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea, svolge un tirocinio o un'attivita lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, e registrato come disoccupato presso i servizi per l'impiego oppure svolge il servizio civile universale; per i figli con disabilita non c'e limite di eta. Se frequenti l'universita la prima condizione e gia soddisfatta da sola e il tetto di 8.000 euro non ti riguarda. Gli 8.000 euro contano per chi non e, o non e piu, iscritto a un corso e resta nell'assegno grazie al lavoro o al tirocinio: solo per lui si apre il punto senza risposta ufficiale, cioe se il reddito forfettario rientri in quella soglia. La norma parla di reddito complessivo, che in senso tecnico non comprende il reddito tassato con imposta sostitutiva, e il comma 75 della legge 190/2014 estende la rilevanza del reddito forfettario solo all'articolo 12 del TUIR, non all'assegno unico; allo stato non risulta un chiarimento specifico dell'INPS, quindi in quel caso conviene verificare con il patronato o con l'INPS prima di incassare. Gli importi per il 2026 sono quelli della circolare INPS numero 7 del 30 gennaio 2026 e variano con l'ISEE, fino a circa cento euro al mese per figlio.

Il reddito di oggi mi fa perdere la borsa di studio o l'esonero dalle tasse universitarie?

Non subito, e questo e l'aspetto che inganna. Il reddito soggetto a imposta sostitutiva rientra nel calcolo dell'ISEE secondo il DPCM 159/2013, ma l'ISEE guarda i redditi del secondo anno solare precedente: il reddito forfettario del 2026 pesa sull'ISEE del 2028. Conta il reddito, non il volume delle fatture: con il coefficiente del 78 per cento 10.000 euro di fatturato sono 7.800 euro di reddito. Chi apre oggi vede l'effetto su borse di studio e contributi universitari fra due anni, non adesso. Sulle tasse universitarie l'esonero totale, la cosiddetta no tax area, arriva fino a 22.000 euro di ISEE come soglia nazionale, con riduzioni progressive oltre, e i singoli atenei possono alzare la soglia, alcuni fino a 26.000 euro o oltre; resta comunque dovuta la tassa regionale per il diritto allo studio. Le percentuali di riduzione per fascia variano da ateneo a ateneo, quindi il documento da leggere e il regolamento contributivo della tua universita.

Devo indicare il reddito forfettario nella DSU per l'ISEE?

Secondo le istruzioni della dichiarazione sostitutiva unica il reddito forfettario non va riscritto a mano quando risulta gia dalla dichiarazione dei redditi, perche l'INPS lo acquisisce dalle banche dati dell'Agenzia delle Entrate. Va indicato nel quadro FC8 soltanto se la dichiarazione non e stata presentata. E una distinzione che vale la pena ricordare al momento di compilare la DSU, perche indicarlo di nuovo quando l'INPS lo ha gia significa rischiare di farselo contare due volte. Se hai dubbi su quale sia il tuo caso, il patronato che ti compila la DSU e la persona giusta a cui chiederlo.

Conviene la prestazione occasionale invece della Partita IVA?

Per chi fa qualche lavoro isolato durante l'anno, spesso si: niente Partita IVA, niente software di fatturazione, nessun contributo fisso e nessun adempimento annuale. Sotto i 5.000 euro lordi annui non c'e nulla da versare all'INPS; oltre quella cifra la prestazione occasionale resta possibile, ma sulla parte eccedente scattano l'iscrizione alla Gestione Separata e i contributi. I 5.000 euro non sono quindi un limite di legittimita: quello che rende dovuta la Partita IVA non e l'importo, e l'abitualita. Vale solo se la prestazione e davvero occasionale, cioe isolata e non organizzata, e se l'attivita e abituale la Partita IVA e dovuta qualunque sia l'importo, perche la ricevuta non la sostituisce. Attenzione anche a non confondere i due piani: restare senza Partita IVA non significa restare senza reddito, perche la soglia dell'articolo 12 guarda il reddito complessivo e li dentro ci sono anche i compensi occasionali.

Hai una situazione specifica? Scrivici: calcoliamo il tuo tetto di fatturato, verifichiamo la gestione INPS e mettiamo accanto il valore delle detrazioni che la tua famiglia rischia di perdere.

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Tre cose che da solo non puoi verificare

Il coefficiente esatto del tuo codice ATECO, in che gestione INPS ti porta quel codice e quanto valgono davvero le detrazioni dei tuoi genitori: da questi tre numeri dipende tutto il resto, e nessuno dei tre si trova su internet. Li controlliamo con te in dieci minuti, poi apriamo la Partita IVA solo se il conto torna. Primo mese gratis, apertura inclusa, nessun vincolo di durata.