Acconto di novembre: storico o previsionale?
Il 30 novembre 2026 devi versare il secondo acconto. Il software ti propone una cifra calcolata sull'imposta dell'anno scorso: e il metodo storico. Puoi anche ricalcolarla su quanto prevedi di dover pagare per il 2026: e il metodo previsionale. Sono due strade con conseguenze in denaro da entrambe le parti: con il previsionale puoi pagare meno a novembre, ma il rischio della stima e tuo. Qui trovi la regola per decidere in cinque minuti quando ridurre l'acconto conviene davvero, un esempio a confronto e il conto esatto di cosa rischi se sbagli.
Guide correlate: Saldo, acconti e codici F24 • Dichiarazione dei redditi • Come si compila l'F24 • Scadenze fiscali
La risposta in trenta secondi
Metodo storico se i due anni si somigliano, se il 2026 e andato meglio del 2025 o se i conti dell'anno non sono ancora chiari. E la cifra che il software propone da solo: costa di piu oggi, ma non puo generare sanzioni.
Metodo previsionale se il calo e netto e documentabile, i conti sono ormai quasi chiusi e la differenza vale migliaia di euro. Paghi meno il 30 novembre, ma il rischio della stima e tuo.
Se sei in mezzo, la via prudente esiste: versa una cifra intermedia, piu alta della stima e piu bassa dello storico. Nessuno obbliga a scegliere fra i due estremi.
Quanto rischi. Se la stima e per difetto, la sanzione colpisce solo la differenza non versata: base del 25 per cento, che con il ravvedimento operoso scende all'1,25 per cento entro trenta giorni e al 3,125 per cento entro il termine della dichiarazione, piu gli interessi legali all'1,60 per cento annuo.
Storico e previsionale: la differenza in una riga
Sono due modi di rispondere alla stessa domanda: quanto imposta dovrai per l'anno in corso. Il primo risponde guardando indietro, il secondo guardando avanti. La legge li ammette entrambi, ma non li tratta allo stesso modo.
Metodo storico
- Come funziona. L'acconto e commisurato all'imposta dell'anno precedente risultante dalla dichiarazione. E il calcolo che fa il gestionale in automatico, e il numero che ti trovi gia scritto nell'F24 precompilato.
- Il vantaggio. Nessun rischio. Se versi l'acconto nella misura piena calcolata sull'anno precedente, non puoi prendere sanzioni per insufficiente versamento, qualunque cosa succeda ai tuoi incassi.
- Lo svantaggio. Se quest'anno incassi meno, versi piu del dovuto. L'eccedenza non si perde, ma diventa un credito che torni a usare dall'anno successivo: dal 1 gennaio se resta sotto i 5.000 euro annui, dopo la dichiarazione se supera quella soglia. Nel frattempo quei soldi sono usciti dal tuo conto corrente e non ti rendono nulla.
- Quando sceglierlo. Quando i due anni si somigliano, quando l'anno in corso e andato meglio del precedente, quando i conti non sono ancora chiusi e quando la differenza fra i due metodi e piccola.
Metodo previsionale
- Come funziona. L'acconto viene commisurato all'imposta che prevedi di dover pagare per l'anno in corso. La possibilita e prevista dalla legge e non richiede comunicazioni preventive: si decide semplicemente quanto versare nell'F24.
- Il vantaggio. Non anticipi imposta su un reddito che non hai prodotto. In un anno di calo, la differenza di cassa a novembre puo valere qualche migliaio di euro.
- Lo svantaggio. Il rischio della stima e tutto tuo. Se a consuntivo l'imposta risulta piu alta di quella che hai previsto, l'acconto e insufficiente e sulla differenza si applicano sanzione e interessi.
- Nel 2026 c'e un motivo in piu, se non sei forfettario. La legge di bilancio 2026 ha ridotto dal 35 al 33 per cento la seconda aliquota IRPEF, quella sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro, con effetto gia sull'imposta del 2026. Lo storico e calcolato sull'IRPEF del 2025, quindi con la vecchia aliquota. Chi paga l'imposta sostitutiva del forfettario non e toccato.
- Quando sceglierlo. Quando il calo e evidente e documentabile, quando mancano poche settimane alla fine dell'anno e la fotografia e ormai chiara, e quando la differenza di cassa vale la pena.
Due dettagli che cambiano il conto, e quasi nessuno considera
Uno: la prima rata gia versata fa parte del gioco. Il previsionale non riguarda solo la rata di novembre, ma l'acconto complessivo dell'anno. Se a luglio hai gia versato la prima rata calcolata sullo storico, a novembre devi versare soltanto la differenza fra l'acconto che ritieni dovuto e quanto hai gia pagato. Se la prima rata copriva gia tutto, a novembre non versi nulla.
Due: nel forfettario i contributi abbassano l'imponibile, e contano per cassa. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito prima di applicare l'imposta sostitutiva, per espressa previsione dell'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014, e rilevano nell'anno in cui sono effettivamente pagati. Chi in questo anno ha versato molti contributi, per esempio perche sta saldando quelli di un anno buono, ha un imponibile piu basso di quanto immagina: e un elemento che spinge verso il previsionale.
Attenzione al rovescio. Vale anche al contrario: se quest'anno hai pagato pochi contributi perche l'anno scorso era andato male, l'imponibile potrebbe essere piu alto di quanto ti aspetti anche a parita di incassi. Le due variabili vanno guardate insieme, mai una sola. Se non sei sicuro, falla verificare: un conto sbagliato a novembre si paga a giugno.
Un caso concreto: forfettaria che quest'anno ha incassato meno
Marta e una professionista in regime forfettario con coefficiente di redditivita al 78 per cento, iscritta alla Gestione Separata INPS, con imposta sostitutiva al 15 per cento. Nel 2025 ha avuto un anno molto buono; nel 2026 gli incassi sono scesi in modo netto. Vediamo cosa cambia il 30 novembre.
Il 2025, cioe la base dello storico
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati nel 2025 | 62.000,00 € |
| Reddito forfettario (78%) | 48.360,00 € |
| Contributi versati nel 2025 (deducibili per cassa) | − 11.360,00 € |
| Reddito imponibile | 37.000,00 € |
| Imposta sostitutiva 15% | 5.550,00 € |
E questo il numero da cui parte il metodo storico: acconto 2026 pari al 100 per cento di 5.550 euro, diviso in due rate del 50 per cento.
Il 2026 previsto, cioe la base del previsionale
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi previsti per il 2026 | 40.000,00 € |
| Reddito forfettario (78%) | 31.200,00 € |
| Contributi versati nel 2026 (deducibili per cassa) | − 9.200,00 € |
| Reddito imponibile stimato | 22.000,00 € |
| Imposta sostitutiva 15% stimata | 3.300,00 € |
Nel previsionale l'acconto complessivo diventa 3.300 euro, cioe il 100 per cento dell'imposta che Marta prevede di dover pagare per il 2026.
Le due strade a confronto, al 30 novembre 2026
| Voce | Metodo storico | Metodo previsionale |
|---|---|---|
| Base di calcolo | Imposta 2025: 5.550,00 € | Imposta 2026 stimata: 3.300,00 € |
| Acconto complessivo per il 2026 | 5.550,00 € | 3.300,00 € |
| Prima rata gia versata a luglio 2026 (50% dello storico) | 2.775,00 € | 2.775,00 € |
| Da versare il 30 novembre 2026 | 2.775,00 € | 525,00 € |
| Differenza di cassa a novembre | Nessuna: e il termine di paragone | 2.250,00 € in meno |
| Se la stima e corretta, cosa succede a giugno 2027 | Credito di 2.250,00 € da compensare o chiedere a rimborso | Nessun credito e nessun debito: i conti tornano |
| Rischio sanzioni | Nessuno | Solo se l'imposta effettiva 2026 risulta superiore a 3.300,00 € |
Esempio illustrativo e semplificato, costruito su un forfettario iscritto alla Gestione Separata. Importi arrotondati, contributi previdenziali ipotizzati. Il tuo caso puo avere variabili in piu: altri redditi, addizionali regionali e comunali, ritenute subite, crediti d'imposta. Per il meccanismo completo del calcolo nel forfettario vedi come si calcolano le tasse in forfettario.
La regola pratica per decidere in cinque minuti
Tre passaggi, in quest'ordine. Servono l'ultima dichiarazione, l'estratto conto degli incassi da gennaio a oggi e l'elenco dei contributi che hai pagato nell'anno.
1. Guarda il numero dello storico
Prendi l'imposta dell'anno precedente dalla dichiarazione e sottrai quanto hai gia versato come prima rata a luglio. Quel che resta e la cifra che il software ti proporra il 30 novembre. Segnala.
2. Fai il conto dell'anno in corso
Somma gli incassi effettivi da gennaio a oggi e aggiungi solo quelli che sei ragionevolmente certo di incassare entro il 31 dicembre. Applica il coefficiente, togli i contributi pagati nell'anno e calcola l'imposta.
3. Confronta e decidi
Se i due numeri si somigliano, paga lo storico e chiudi la pratica. Se l'imposta stimata e nettamente piu bassa e i dati sono solidi, il previsionale ha senso. Se sei in mezzo, resta sullo storico.
I criteri che fanno pendere la bilancia
- Quanto vale la differenza. Se fra le due strade ballano poche centinaia di euro, il previsionale non vale il rischio e il tempo: quel credito lo rivedi comunque a giugno. Se ballano migliaia di euro e quei soldi ti servono per lavorare, il discorso cambia.
- Quanto sono solidi i tuoi dati. A fine novembre mancano cinque settimane all'anno solare. Se lavori con clienti che pagano a scadenza fissa, la fotografia e quasi definitiva. Se lavori a commessa e una fattura di fine dicembre puo spostare l'imponibile di diecimila euro, sei in una posizione molto piu fragile.
- Se paghi l'IRPEF, nel 2026 l'aliquota gioca a favore del previsionale. Dal periodo d'imposta 2026 la seconda aliquota IRPEF e scesa dal 35 al 33 per cento sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro di reddito imponibile. Chi e in regime ordinario o semplificato paga percio meno imposta del 2025 anche a reddito invariato, mentre lo storico, costruito sulle vecchie aliquote, chiede piu del necessario. Per i redditi complessivi oltre 200.000 euro il beneficio e neutralizzato da un taglio di 440 euro delle detrazioni. Il forfettario resta fuori da questo discorso, perche l'imposta sostitutiva non e cambiata.
- Quanto sei vicino a una soglia. Nel forfettario il superamento dei limiti cambia tutto: oltre 85.000 euro di ricavi o compensi il regime si perde dall'anno successivo, oltre 100.000 euro decade nello stesso anno. Chi corre verso quelle soglie deve smettere di ragionare in termini di acconto e ragionare in termini di regime: ne parliamo nella guida ai limiti ed esclusioni del forfettario.
- Se hai cambiato regime o situazione. Passaggio dal forfettario all'ordinario, ingresso o uscita da un lavoro dipendente, apertura di un secondo rapporto: sono tutti casi in cui lo storico dell'anno precedente descrive una persona che non sei piu, e in cui la stima va fatta insieme a un professionista.
- Via di mezzo praticabile. Nessuno obbliga a scegliere fra il 100 per cento e la stima secca. Si puo versare una cifra intermedia, piu prudente della previsione: si riduce l'anticipo e si lascia un margine se la stima dovesse rivelarsi ottimistica. E spesso la scelta piu sensata di tutte.
Questa guida spiega il meccanismo, non sostituisce la valutazione del tuo caso. La stima previsionale dipende da variabili che solo chi ha i tuoi numeri davanti puo pesare: se hai un dubbio, scrivici prima del 30 novembre, non dopo.
Se la stima e troppo bassa: quanto costa davvero
E la parte che fa piu paura e quella su cui si leggono piu inesattezze. Vale la pena leggerla con i numeri davanti, perche il rischio esiste ma ha dimensioni precise.
Come funziona la sanzione
- Si applica solo sulla differenza. Non sull'intero acconto e non sull'imposta dell'anno: solo sulla parte che avresti dovuto versare e non hai versato. E il primo equivoco da togliere di mezzo.
- L'acconto si considera sufficiente se raggiunge il piu basso dei due riferimenti. Cioe l'importo dovuto con il metodo storico oppure l'imposta effettivamente risultante a consuntivo. Se a consuntivo il tuo anno e andato peggio della previsione, il previsionale ti ha dato ragione e non c'e alcuna carenza.
- La misura base e il 25 per cento. Per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024 la sanzione per omesso o insufficiente versamento e il 25 per cento dell'importo non versato, in luogo del precedente 30 per cento. Se il versamento avviene con ritardo non superiore a 90 giorni la sanzione e ridotta alla meta, quindi al 12,5 per cento; per ritardi fino a 14 giorni c'e un'ulteriore riduzione proporzionale ai giorni.
- Con il ravvedimento operoso si scende molto. Il ravvedimento e la regolarizzazione spontanea: versi la differenza, gli interessi e una sanzione ridotta in frazione, prima che l'Agenzia contesti la violazione. Le misure sono nella tabella qui sotto.
- Gli interessi corrono al tasso legale. Dal 1 gennaio 2026 il saggio degli interessi legali e l'1,60 per cento annuo, sceso dal 2 per cento del 2025. Si calcolano giorno per giorno sull'importo non versato.
Il rischio ha una dimensione, e non e catastrofica
Torniamo a Marta. Immagina che il 2026 si chiuda a 48.000 euro invece che a 40.000: l'imposta effettiva sale a 4.236 euro contro i 3.300 stimati. La carenza e di 936 euro.
Se se ne accorge preparando la dichiarazione, nella primavera 2027, ravvede con la frazione di un ottavo: circa 29 euro di sanzione piu circa 7 euro di interessi legali, oltre ai 936 euro che comunque doveva.
La lezione. Sbagliare di poco costa poco. Il danno vero arriva quando la stima e clamorosamente sbagliata e i 936 euro diventano 6.000: a quel punto, a giugno, la carenza si somma al saldo e alla nuova prima rata, e sono tre voci nello stesso F24.
Ravvedimento operoso: quanto paghi, in base a quando ti muovi
| Quando versi la differenza | Riduzione | Sanzione effettiva | Su 936 euro di carenza |
|---|---|---|---|
| Entro 14 giorni dalla scadenza | Un decimo, con ulteriore riduzione per giorno | Circa 0,0833% per ogni giorno di ritardo | Da circa 0,78 a circa 10,92 € |
| Dal quindicesimo al trentesimo giorno | Un decimo del minimo | 1,25% | 11,70 € |
| Dal trentunesimo al novantesimo giorno | Un nono del minimo | Circa 1,39% | Circa 13,00 € |
| Entro il termine della dichiarazione relativa all'anno della violazione | Un ottavo del minimo | 3,125% | 29,25 € |
| Dopo il termine della dichiarazione relativa all'anno della violazione | Un settimo del minimo | Circa 3,57% | Circa 33,43 € |
| Non fai nulla e arriva l'avviso bonario | Un terzo della sanzione ordinaria | Circa 8,33% | Circa 78,00 € |
Alle sanzioni vanno sempre aggiunti gli interessi legali, all'1,60 per cento annuo dal 1 gennaio 2026, calcolati sui giorni di ritardo. Le percentuali della tabella derivano dalla sanzione base del 25 per cento prevista dall'articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, dimezzata al 12,5 per cento per i ritardi entro 90 giorni, a cui si applicano le riduzioni in frazione dell'articolo 13 del decreto legislativo 472/1997. Molte tabelle che circolano online riportano ancora le vecchie misure, calcolate sulla sanzione del 30 per cento: non sono piu quelle giuste per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024. Lo spartiacque fra un ottavo e un settimo non e il decorso di un anno ma il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui la violazione e stata commessa: per un acconto carente il 30 novembre 2026 quel termine e quello del modello Redditi PF 2027.
I codici tributo del ravvedimento. La differenza si versa con il codice dell'imposta, 4034 per l'IRPEF e 1791 per l'imposta sostitutiva del forfettario. Sanzione e interessi hanno codici propri: per l'IRPEF 8901 e 1989, per l'imposta sostitutiva del regime forfetario 8944 e 1944, istituiti con la risoluzione 12/E del 1 marzo 2023. Per il quadro generale delle sanzioni vedi la guida alle sanzioni fiscali.
30 novembre 2026: cosa scade e cosa no
Deciso il metodo, resta da sapere esattamente cosa ti aspetta quel giorno. La data e una sola, ma le cose che ci finiscono dentro possono essere tre: imposta sui redditi, imposta sostitutiva del forfettario e contributi previdenziali.
I fatti essenziali
- La data e il 30 novembre 2026. E il termine per la seconda rata di acconto oppure, quando l'acconto si paga tutto insieme, per il versamento in unica soluzione. Nel 2026 il 30 novembre cade di lunedi, quindi non scatta lo slittamento al primo giorno lavorativo successivo: la scadenza resta quella.
- Non c'e rateizzazione del secondo acconto. Negli anni d'imposta 2023 e 2024 una norma sperimentale aveva permesso ad alcune partite IVA di spalmare l'acconto di novembre sui mesi successivi. Quella misura non e stata riproposta per il 2026: salvo interventi normativi dell'ultimo momento, il 30 novembre si versa tutto.
- La prima rata era gia passata a luglio. Per i soggetti ISA e per i forfettari il termine ordinario del 30 giugno 2026 era stato spostato al 20 luglio 2026, con possibilita di versare entro il 20 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo: per il 2026 l'articolo 6 del decreto legge 89 del 22 maggio 2026 ha raddoppiato quella maggiorazione rispetto allo 0,40 per cento degli anni precedenti, che resta invece la misura per chi nella proroga non rientrava. Quello che hai versato allora entra nel conto di novembre.
- Se hai rateizzato il saldo, occhio a dicembre. Chi ha scelto la rateazione del saldo e della prima rata di acconto la chiude entro il 16 dicembre dello stesso anno: sono rate che si sommano all'acconto di novembre, non lo sostituiscono.
Il calendario completo dell'anno e nella guida alle scadenze fiscali e nel calendario 2026 mese per mese. Qui ci occupiamo solo della decisione: quanto versare il 30 novembre.
Questa guida non elenca scadenze
La data la sai gia. Il problema vero e un altro: quanto metti in quell'F24. Il software propone il metodo storico perche e quello sicuro per lui, non perche sia il migliore per te.
Il punto. Se quest'anno hai incassato meno, con lo storico stai prestando allo Stato soldi che rientrano solo dall'anno successivo. Se hai incassato di piu, lo storico e un affare. Serve guardare i numeri prima di cliccare.
Quanto vale l'acconto e in quante rate si divide
L'acconto dell'imposta sui redditi e pari al 100 per cento dell'imposta dell'anno precedente. La stessa logica vale per l'imposta sostitutiva del regime forfettario. Cambia invece il modo in cui quel 100 per cento si spezza, e qui c'e una differenza che in molti ignorano.
Soglie e rate: forfettari e soggetti ISA non seguono le stesse regole degli altri
| Chi sei | Acconto non dovuto | Unica soluzione al 30 novembre | Due rate |
|---|---|---|---|
| Forfettari e soggetti ISA inclusi i casi di esclusione dagli ISA |
Imposta dell'anno precedente fino a 51,65 euro | Acconto complessivo fino a 206 euro | Acconto oltre 206 euro: 50% + 50% |
| Altri contribuenti IRPEF fuori dal perimetro ISA e dal forfettario |
Imposta dell'anno precedente fino a 51,65 euro | Acconto complessivo sotto 257,52 euro | Acconto da 257,52 euro in su: 40% + 60% |
Perche due soglie diverse. La regola generale dice che, se la prima rata non supera 103 euro, l'acconto si versa tutto a novembre. Con la ripartizione classica 40 e 60 quella soglia si traduce in 257,52 euro di acconto complessivo. Per i soggetti ISA e per i forfettari le rate sono invece due di pari importo, il 50 per cento ciascuna, per effetto dell'articolo 58 del decreto legge 124/2019, e la stessa soglia dei 103 euro si traduce in 206 euro di acconto complessivo: l'Agenzia delle Entrate indica infatti il versamento in unica soluzione quando l'importo dovuto non supera 206 euro.
Dove si legge il dato di partenza. Il numero su cui si calcola l'acconto con il metodo storico e l'imposta risultante dalla dichiarazione dell'anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d'imposta e ritenute: nel modello Redditi Persone Fisiche e il rigo "differenza" del quadro RN per l'IRPEF e il corrispondente rigo del quadro LM per l'imposta sostitutiva del forfettario. La numerazione dei righi cambia di anno in anno con il modello, quindi vale la pena farsi indicare il rigo esatto sulla propria dichiarazione invece di andare a memoria. Se vuoi capire come si legge la dichiarazione, parti da questa guida.
I codici tributo da mettere nell'F24
| Cosa stai versando | Codice tributo | Quando si usa |
|---|---|---|
| IRPEF, acconto prima rata | 4033 | Giugno o luglio, insieme al saldo dell'anno precedente |
| IRPEF, acconto seconda rata o in unica soluzione | 4034 | 30 novembre |
| Imposta sostitutiva forfettario, acconto prima rata | 1790 | Giugno o luglio |
| Imposta sostitutiva forfettario, acconto seconda rata o in unica soluzione | 1791 | 30 novembre |
| Imposta sostitutiva forfettario, saldo | 1792 | Giugno o luglio dell'anno successivo |
I codici 1790, 1791 e 1792 sono stati istituiti dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 59/E dell'11 giugno 2015 e richiamano espressamente l'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014. Nella sezione Erario vanno indicati il codice, l'anno di riferimento e l'importo: l'anno di riferimento dell'acconto e l'anno in corso, non quello della dichiarazione. Per la compilazione passo per passo vedi come si compila e si paga l'F24 e l'approfondimento su saldo, acconti e codici tributo.
Hai versato piu del dovuto: come rientri
E l'esito tipico dello storico in un anno di calo. Nessuno ti trattiene nulla, ma il tempo di recupero non e trascurabile e va messo nel conto quando decidi.
Le tre strade, e quanto ci mettono
- Riporto a nuovo nella dichiarazione. L'eccedenza emerge come credito nella dichiarazione dell'anno successivo e si scomputa dal saldo e dagli acconti di quell'anno. E il percorso automatico: se il credito e piccolo, di solito si esaurisce da solo in giugno.
- Compensazione orizzontale in F24. Il credito si puo usare per pagare altre imposte e contributi, compresi quelli INPS. E la strada piu utile quando il credito supera cio che devi a titolo della stessa imposta, e i tempi dipendono dall'importo. Fino a 5.000 euro annui il credito si puo usare gia dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello a cui si riferisce, anche prima di presentare la dichiarazione. Oltre 5.000 euro annui servono il visto di conformita sulla dichiarazione e bisogna attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge: un F24 trasmesso prima viene scartato, e se serviva a pagare una scadenza il versamento risulta omesso. In ogni caso l'F24 con compensazioni va presentato attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, e la compensazione e preclusa del tutto a chi ha debiti erariali iscritti a ruolo scaduti oltre 50.000 euro: dal 2026 la soglia e scesa da 100.000 a 50.000.
- Rimborso. Si chiede in dichiarazione barrando l'apposita casella. E la strada piu lenta e i tempi di erogazione non sono prevedibili. Se cambi idea si puo tornare indietro, ma a condizioni strette: il passaggio dalla richiesta di rimborso all'utilizzo in compensazione e ammesso con una dichiarazione integrativa presentata entro 120 giorni dalla scadenza ordinaria della dichiarazione, purche il rimborso non sia gia stato erogato nemmeno in parte. Il percorso inverso, invece, non e consentito.
Nota di realismo: quanto aspetti dipende dall'importo. Se il credito resta sotto i 5.000 euro annui, fra il 30 novembre e il primo utilizzo in compensazione passa poco piu di un mese, perche la finestra si apre il 1 gennaio. Sopra quella soglia servono la dichiarazione, il visto e il decimo giorno successivo all'invio: li si arriva davvero all'estate successiva. In entrambi i casi non e un costo esplicito, ma per chi ha bisogno di liquidita per lavorare e un costo reale.
Quando l'eccesso conviene lo stesso
- Se l'anno prossimo prevedi una ripresa. Il credito si scomputa dal saldo e dagli acconti dell'anno successivo: se il 2027 sara un anno forte, quei soldi tornano utili proprio quando servono.
- Se hai contributi da pagare. Il credito compensabile abbatte anche le rate INPS: e un modo per non toccare la cassa nei mesi in cui le scadenze si accavallano.
- Se la differenza e piccola. Sotto qualche centinaio di euro, il tempo speso a stimare vale piu del beneficio. Paga lo storico e passa ad altro.
Gli acconti previdenziali non seguono le stesse regole
E l'errore piu diffuso di tutta la materia: applicare al contributo INPS il ragionamento fatto sull'imposta. La logica del previsionale si puo usare anche qui, ma calendario e percentuali sono diversi e vanno tenuti separati.
| Gestione | Cosa scade a novembre 2026 | Come si calcola l'acconto | Aliquote 2026 |
|---|---|---|---|
| Gestione Separata professionisti senza cassa |
Seconda rata di acconto, 30 novembre, insieme alle imposte | Acconto complessivo pari all'80% dei contributi dovuti sul reddito dell'anno precedente, in due rate di pari importo, cioe il 40% ciascuna | 26,07% per chi non ha altra copertura; 24% per pensionati e per chi e gia assicurato altrove |
| Artigiani e commercianti quota sul reddito minimale |
Terza delle quattro rate fisse, 16 novembre | Importo fisso, dovuto anche a reddito basso: non dipende da come sta andando l'anno e non si puo ridurre con il previsionale | Reddito minimale 18.808 euro; IVS 24% artigiani e 24,48% commercianti |
| Artigiani e commercianti quota sul reddito eccedente |
Seconda rata di acconto, 30 novembre, insieme alle imposte | Due acconti di pari importo calcolati sul reddito eccedente il minimale dell'anno precedente, piu il saldo l'anno successivo | Le stesse aliquote IVS, applicate alla sola quota eccedente il minimale |
Misure 2026 comunicate dall'INPS con la circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 per la Gestione Separata e con la circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 per artigiani e commercianti. Le quattro rate fisse del 2026 cadono il 18 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio 2027.
La conseguenza pratica per chi ha una ditta individuale. A novembre un artigiano o un commerciante puo avere due appuntamenti distinti e a due settimane di distanza: la rata fissa del 16, che non si tocca, e l'acconto sull'eccedenza del 30, su cui il ragionamento storico-previsionale si puo fare. Confonderli e il modo piu rapido per ritrovarsi con un versamento mancante. Per il quadro completo delle gestioni vedi INPS e Partita IVA e contributi e minimali.
Il cortocircuito da evitare
Nel forfettario i contributi si deducono dal reddito e si deducono per cassa. Quindi: se a novembre riduci l'acconto previdenziale con il previsionale, versi meno contributi nell'anno, e con meno contributi dedotti il reddito imponibile sale. Le due decisioni si tengono per mano.
Regola operativa. Decidi prima quanto versi all'INPS, poi rifai il conto dell'imposta con quel dato dentro. Se fai il contrario, la stima previsionale dell'imposta nasce gia sbagliata.
Hai aperto la Partita IVA nel 2026
E il caso piu semplice da gestire a novembre e il piu insidioso da gestire l'anno dopo. Vale la pena saperlo adesso, non a giugno 2027.
Quest'anno: niente acconto
- Non c'e base di calcolo. L'acconto con il metodo storico si commisura all'imposta dell'anno precedente. Se l'anno precedente non c'era attivita, non c'e imposta e non c'e acconto: il 30 novembre 2026 non devi nulla a titolo di acconto sull'attivita appena aperta.
- Attenzione agli altri redditi. Se nel 2025 avevi altri redditi che hanno generato IRPEF a debito, per esempio da lavoro dipendente o da locazione, un acconto puo essere dovuto lo stesso: la verifica si fa sulla dichiarazione, non sull'attivita.
- I contributi, invece, corrono subito. Chi si iscrive alle gestioni artigiani e commercianti paga i contributi sul minimale dalla data di iscrizione, a prescindere dai ricavi. Nella Gestione Separata non c'e minimale, ma il saldo del primo anno arriva comunque.
L'anno che spaventa e il secondo
A giugno o luglio 2027 ti troverai davanti tre cose insieme: il saldo dell'imposta del 2026, la prima rata di acconto per il 2027 e i contributi con la stessa struttura. In pratica paghi circa una volta e mezza l'imposta di un anno, in un colpo solo. Poi a novembre 2027 arriva la seconda rata.
Cosa fare oggi. Accantonare a ogni incasso una quota fissa per imposte e contributi, su un conto separato, fin dalla prima fattura. E l'unica cosa che distingue chi supera il secondo anno senza affanno da chi ci arriva scoperto.
Gli errori tipici di novembre
Quelli che vediamo tornare ogni anno, e che costano soldi o tempo.
Sul metodo
- Usare il previsionale a sensazione. "Quest'anno e andata male" non e una stima. Senza il conto degli incassi effettivi e dei contributi pagati, non stai scegliendo un metodo: stai tirando a indovinare, e la sanzione la paghi tu.
- Dimenticare la prima rata gia versata. Ridurre la sola rata di novembre nella stessa proporzione in cui si e ridotto il reddito e un calcolo sbagliato: il confronto va fatto sull'acconto complessivo dell'anno, sottraendo poi quanto gia versato a luglio.
- Dimenticare i contributi nella stima. Nel forfettario i contributi versati nell'anno abbassano l'imponibile. Stimare l'imposta solo su ricavi e coefficiente porta a un numero piu alto del vero, e quindi a un acconto piu alto del necessario.
- Applicare il 40 e 60 quando servono il 50 e 50. Forfettari e soggetti ISA dividono l'acconto in due rate uguali. Chi usa la ripartizione vecchia versa una prima rata piu bassa del dovuto e si ritrova una carenza gia a luglio.
Sul versamento
- Sbagliare l'anno di riferimento nell'F24. Nell'acconto l'anno di riferimento e l'anno in corso, non quello della dichiarazione da cui hai preso il dato. E l'errore che genera piu avvisi bonari inutili.
- Confondere i codici. 4034 e IRPEF, 1791 e imposta sostitutiva del forfettario. Non sono intercambiabili e un codice sbagliato lascia l'acconto formalmente non versato.
- Sovrapporre la rata INPS del 16 con l'acconto del 30. Per artigiani e commercianti sono due versamenti distinti, in due sezioni diverse dell'F24, con scadenze diverse. Pagarne uno non chiude l'altro.
- Non controllare il saldo del conto prima della scadenza. L'F24 con delega bancaria si scarta se il conto non copre: la delega non pagata equivale a versamento omesso, con le sanzioni che ne conseguono.
- Accorgersi della carenza troppo tardi. Il ravvedimento costa poco se si interviene in fretta e costa di piu man mano che passa il tempo. Se il dubbio ce l'hai a dicembre, risolvilo a dicembre.
Cosa fare entro il 30 novembre 2026
Sette passaggi, nell'ordine giusto. Se li fai tutti, la scelta viene da se.
- Recupera l'ultima dichiarazione e individua il rigo "differenza" da cui si calcola l'acconto, insieme alla quietanza della prima rata versata a luglio.
- Chiudi la contabilita fino a oggi: incassi effettivi da gennaio, fatture emesse ma non ancora incassate e incassi che ti aspetti entro il 31 dicembre, distinguendo quelli certi da quelli possibili.
- Somma i contributi previdenziali effettivamente pagati nell'anno, perche nel forfettario si deducono per cassa e cambiano l'imponibile.
- Calcola l'imposta stimata dell'anno in corso e confrontala con quella dell'anno precedente. Guarda la differenza in euro, non in percentuale: e quella che decide se il gioco vale la candela.
- Verifica le scadenze previdenziali che cadono nello stesso mese, in particolare la rata fissa del 16 novembre per artigiani e commercianti.
- Se scegli il previsionale, lascia un margine di prudenza e metti per iscritto i numeri su cui hai basato la stima: servono se un anno e mezzo dopo qualcuno ti chiede come ci sei arrivato.
- Prepara l'F24 con codice, anno di riferimento e importo corretti e controlla la disponibilita sul conto almeno un paio di giorni prima della scadenza.
Se qualcuno di questi passaggi ti si blocca, e il segnale che serve un occhio esterno: richiedi una consulenza gratuita e ci guardiamo i numeri insieme prima che la scadenza sia passata.
La scelta di novembre, fatta sui tuoi numeri
Ricostruiamo l'imposta stimata dell'anno in corso, la confrontiamo con quella dell'anno precedente, teniamo conto dei contributi versati e ti diciamo quanto mettere nell'F24 del 30 novembre. Con le scadenze previdenziali gia incrociate nello stesso calendario.
Un commercialista iscritto all'Albo, un canone fisso, nessuna sorpresa a giugno.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi piu comuni sull'acconto di novembre.
Conviene di piu il metodo storico o il metodo previsionale?
Dipende da come sta andando l'anno in corso. Il metodo storico calcola l'acconto sull'imposta dell'anno precedente: e la cifra che il software propone da solo, non comporta sanzioni qualunque cosa accada e va scelto quando i due anni si somigliano o quando i dati dell'anno in corso sono ancora incerti. Il metodo previsionale ricalcola l'acconto sull'imposta che prevedi di dover pagare per l'anno in corso: ha senso quando hai incassato sensibilmente meno e i conti sono gia quasi chiusi, perche evita di anticipare allo Stato soldi che ti verrebbero restituiti solo l'anno dopo. Il previsionale, pero, mette il rischio della stima a carico tuo. Chi non e in regime forfettario ha nel 2026 un motivo in piu per guardarlo: la legge di bilancio 2026 ha ridotto dal 35 al 33 per cento l'aliquota IRPEF sullo scaglione fra 28.000 e 50.000 euro, con effetto gia sull'imposta del 2026, mentre lo storico e calcolato sull'IRPEF del 2025 e quindi con la vecchia aliquota.
Entro quando si paga il secondo acconto delle imposte nel 2026?
Entro il 30 novembre 2026. Nel 2026 il 30 novembre cade di lunedi, quindi non c'e alcuno slittamento al giorno lavorativo successivo. La stessa data vale per la seconda rata e per l'acconto in unica soluzione, sia per l'IRPEF sia per l'imposta sostitutiva del regime forfettario. Per artigiani e commercianti il 30 novembre e anche il termine dell'acconto contributivo sulla quota di reddito eccedente il minimale, da non confondere con la rata fissa del 16 novembre.
Ci sara una proroga o una rateizzazione dell'acconto di novembre 2026?
Alla data di questa guida no: per il 2026 non e in vigore alcuna norma che permetta di rateizzare il secondo acconto o di spostarlo in avanti, quindi il 30 novembre 2026 l'importo va versato per intero. La rateizzazione di cui si sente parlare e quella sperimentale prevista per i periodi d'imposta 2023 e 2024, che consentiva alle persone fisiche titolari di partita IVA con ricavi o compensi fino a 170.000 euro di spostare l'acconto di novembre sui mesi successivi: non e stata riproposta, e il Ministero dell'Economia ha indicato che le condizioni di gettito per riproporla non ci sono. Un intervento dell'ultimo momento non si puo escludere, ma finche non esce una norma pubblicata in Gazzetta Ufficiale la scadenza resta quella: organizzarsi sull'attesa di una proroga e il modo piu rapido per trovarsi scoperti.
Cosa rischio se con il metodo previsionale verso meno del dovuto?
La sanzione si applica solo sulla differenza non versata, non sull'intero acconto. Per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024 la sanzione per omesso o insufficiente versamento e il 25 per cento dell'importo non versato, ridotta alla meta, cioe al 12,5 per cento, se il pagamento avviene entro 90 giorni. Con il ravvedimento operoso si scende molto: 1,25 per cento entro 30 giorni, circa 1,39 per cento entro 90 giorni, 3,125 per cento entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno della violazione. A queste somme si aggiungono gli interessi legali, fissati all'1,60 per cento annuo dal 1 gennaio 2026.
Ho pagato un acconto piu alto del dovuto: come lo recupero?
Non si perde nulla, e il tempo di attesa dipende dall'importo. L'eccedenza emerge come credito nella dichiarazione dell'anno successivo, ma fino a 5.000 euro annui puoi usarla in compensazione nel modello F24 gia dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello cui il credito si riferisce, anche prima di presentare la dichiarazione: l'attesa reale e di poco piu di un mese. Oltre 5.000 euro annui servono il visto di conformita sulla dichiarazione e la compensazione parte solo dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge. In alternativa si puo chiedere il rimborso, che e la strada piu lenta. L'F24 con compensazioni va presentato attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.
Ho aperto la Partita IVA nel 2026: devo pagare l'acconto a novembre?
Con il metodo storico no, perche non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui commisurare l'acconto: nel primo anno di attivita non c'e nulla da versare in acconto. L'anno che pesa e il secondo: a giugno o luglio 2027 ti troverai a pagare in un colpo solo il saldo dell'imposta del 2026 e la prima rata di acconto per il 2027, poi la seconda rata a novembre 2027. E il momento in cui salta fuori chi non ha accantonato: conviene mettere da parte la quota di imposta e contributi a ogni incasso fin dal primo anno.
Gli acconti INPS seguono le stesse regole delle imposte?
No, hanno regole proprie. Nella Gestione Separata l'acconto complessivo e pari all'80 per cento dei contributi dovuti sul reddito dell'anno precedente e si versa in due rate di pari importo, quindi il 40 per cento ciascuna, alle stesse scadenze delle imposte. Artigiani e commercianti versano i contributi calcolati sul reddito minimale in quattro rate fisse, che per il 2026 cadono il 18 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio 2027, mentre i contributi sulla quota di reddito eccedente il minimale seguono le scadenze delle imposte, in due acconti di pari importo e un saldo. A novembre, quindi, un artigiano puo avere due appuntamenti distinti: la rata fissa del 16 e l'acconto sull'eccedenza del 30.
Hai una situazione specifica? Scrivici: guardiamo i tuoi numeri e ti diciamo quale metodo conviene nel tuo caso, prima della scadenza.
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