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Scadenze Fiscali 2026: il calendario che ti toglie l'ansia

Ogni anno la stessa storia: scadenze che si accavallano, F24 all'ultimo secondo, sanzioni evitabili. Qui trovi il calendario completo 2026 per Partita IVA — mese per mese, con date precise, adempimenti e una checklist per non dimenticare nulla.

Calendario 2026 F24 & IVA INPS & IRPEF Mobile-friendly

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Contesto

Perché ti serve un calendario fiscale

Se hai una Partita IVA, le scadenze fiscali non sono un optional: sono appuntamenti con lo Stato che, se li manchi, ti costano sanzioni, interessi e mal di stomaco.

Il problema reale

Ogni anno il fisco italiano prevede decine di adempimenti. Alcuni riguardano tutti, altri solo chi è in regime ordinario, altri ancora solo chi ha dipendenti o opera in determinati settori. Il risultato? Confusione.

Il freelance che ha appena aperto la Partita IVA si trova sommerso di sigle — F24, LIPE, CU, ISA — senza sapere quali lo riguardano davvero. E quando scopre una scadenza saltata, spesso è già tardi: il ravvedimento operoso aiuta, ma sarebbe stato meglio non arrivarci.

Un calendario fiscale ben fatto ti dà tre cose: prevedibilità (sai quando pagherai e quanto accantonare), tranquillità (niente sorprese) e risparmio (zero sanzioni).

Cosa rischi senza un calendario

  • Sanzioni amministrative — dal 15% al 30% dell'importo non versato, a seconda del ritardo.
  • Interessi di mora — calcolati giorno per giorno, si sommano alla sanzione.
  • Perdita di agevolazioni — alcune deduzioni o crediti d'imposta richiedono il rispetto di scadenze precise.
  • Stress e costi accessori — il tempo speso a rincorrere scadenze è tempo tolto al tuo lavoro.

La buona notizia: basta un calendario digitale con i promemoria giusti (o un commercialista che ci pensa per te) e il problema scompare. In questa guida ti diamo entrambe le cose.

Panoramica annuale

Le scadenze fisse di ogni anno

Prima di entrare nel dettaglio mese per mese, ecco le scadenze ricorrenti che ogni titolare di Partita IVA dovrebbe segnare nel calendario. Alcune riguardano tutti, altre dipendono dal regime fiscale.

Periodo Adempimento Chi riguarda
16 gennaio Versamento IVA 4° trimestre (o dicembre per mensili) Ordinario
16 marzo Versamento saldo IVA annuale Ordinario
17 marzo Invio Certificazione Unica (CU) all'Agenzia delle Entrate Tutti (chi ha compensi a terzi)
30 aprile Dichiarazione IVA annuale Ordinario
16 maggio / 16 agosto / 16 novembre / 16 febbraio INPS trimestrale (Artigiani e Commercianti) Artigiani/Commercianti
30 giugno Saldo + 1° acconto IRPEF/IRES/IRAP (+ addizionali) Tutti
30 giugno Saldo + 1° acconto contributi INPS Gestione Separata Gestione Separata
31 maggio / 30 settembre / 30 novembre / 28 febbraio Bollo virtuale fatture elettroniche (trimestrale) Tutti (se applicabile)
30 settembre Invio dichiarazione redditi (Modello Redditi PF/SC) Tutti
30 novembre 2° acconto IRPEF/IRES/IRAP Tutti
30 novembre 2° acconto INPS Gestione Separata Gestione Separata

Nota: quando una scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Le LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA) hanno scadenze trimestrali proprie e riguardano solo il regime ordinario.

1° trimestre

Gennaio – Marzo 2026

L'anno fiscale parte subito forte. Gennaio e febbraio sono relativamente tranquilli per i forfettari, ma chi è in regime ordinario ha già diverse scadenze da rispettare.

Le date chiave

16 gennaio — Versamento IVA relativa al 4° trimestre dell'anno precedente (o al mese di dicembre per chi liquida mensilmente). Se sei in forfettario, questa scadenza non ti tocca: non fai liquidazione IVA.

16 febbraio — Rata INPS trimestrale per artigiani e commercianti (4° trimestre anno precedente). Anche qui: se sei iscritto alla Gestione Separata, le tue scadenze INPS sono diverse (saldo e acconti legati alla dichiarazione dei redditi).

28 febbraio — Scadenza per il versamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche del 4° trimestre dell'anno precedente. Se il bollo dovuto nel trimestre non supera 5.000 euro (e quasi mai lo fa per i piccoli), puoi versarlo cumulativamente con la scadenza successiva. Approfondisci nella guida al bollo virtuale.

16 marzo — Due cose importanti: il versamento del saldo IVA annuale (per l'ordinario) e l'invio della Certificazione Unica (CU) all'Agenzia delle Entrate. La CU riguarda tutti coloro che hanno corrisposto compensi a terzi nell'anno precedente (collaboratori, professionisti, ecc.).

Forfettario: cosa ti riguarda?

In questo trimestre, il forfettario ha pochissimi obblighi diretti. La CU a marzo ti riguarda solo se hai pagato compensi a collaboratori o professionisti. Per il resto, il primo vero appuntamento è a giugno con il saldo e il primo acconto dell'imposta sostitutiva.

Attenzione però: se sei artigiano o commerciante in forfettario, la rata INPS di febbraio ti riguarda eccome. I contributi INPS fissi (minimali) si pagano a prescindere dal reddito. Leggi la guida INPS Partita IVA per tutti i dettagli.


LIPE: cos'è?

Le Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) sono comunicazioni trimestrali che i soggetti IVA in ordinario inviano all'Agenzia delle Entrate. La LIPE del 4° trimestre dell'anno precedente va inviata entro fine febbraio (o con la dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile).

2° trimestre

Aprile – Giugno 2026

Il secondo trimestre è quello dove le cose si fanno serie. Dichiarazione IVA, bollo virtuale del primo trimestre, e soprattutto il maxi-appuntamento di giugno con il saldo e il primo acconto delle imposte.

Date e adempimenti

30 aprile — Scadenza per la dichiarazione IVA annuale. Riguarda esclusivamente chi è in regime ordinario. Se sei forfettario, non presenti la dichiarazione IVA (non liquidi l'imposta).

16 maggio — Rata INPS trimestrale per artigiani e commercianti (1° trimestre 2026). Anche in questo caso, l'importo minimo dipende dai minimali contributivi. La nostra guida INPS spiega tutto.

31 maggio — Versamento bollo virtuale sulle fatture elettroniche del 1° trimestre. Se l'importo complessivo del bollo nei primi tre mesi non supera 5.000 euro, puoi accorparlo al trimestre successivo.

30 giugno — Questa è la data che ogni Partita IVA deve segnare in rosso. Entro fine giugno devi versare il saldo delle imposte dell'anno precedente e il primo acconto per l'anno in corso. Per il forfettario si tratta dell'imposta sostitutiva (5% o 15%). Per l'ordinario, dell'IRPEF (o IRES), delle addizionali regionali e comunali, e dell'IRAP (se dovuta).

Sempre al 30 giugno scade anche il saldo e il primo acconto dei contributi INPS per chi è iscritto alla Gestione Separata. Attenzione: il primo acconto INPS si calcola sulla base del reddito dell'anno precedente, quindi è fondamentale avere la dichiarazione pronta in tempo.

Se non riesci a versare tutto entro il 30 giugno, esiste la possibilità di pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%. Non è una tragedia, ma è un costo che puoi evitare con un minimo di pianificazione. Per capire come compilare l'F24, consulta la guida F24.

Giugno: il mese che pesa di più

Il 30 giugno concentra saldo imposte + primo acconto + saldo/acconto INPS. Può essere un importo significativo. Il consiglio? Accantona ogni mese una quota dei tuoi incassi (30-40% per il forfettario, 45-55% per l'ordinario) su un conto separato. Arrivi a giugno senza sorprese.

3° trimestre

Luglio – Settembre 2026

Dopo lo sprint di giugno, il ritmo rallenta un po'. Ma non abbassare la guardia: agosto porta la pausa estiva dell'Agenzia delle Entrate, ma a settembre c'è la dichiarazione dei redditi.

Le date chiave

30 luglio — Ultima data utile per versare saldo e primo acconto imposte con la maggiorazione dello 0,40% (per chi non ha pagato entro il 30 giugno). È un paracadute, non un'abitudine da prendere.

16 agosto — Rata INPS trimestrale per artigiani e commercianti (2° trimestre). In realtà quasi sempre slitta al 20 agosto per la proroga estiva dell'Agenzia delle Entrate. Verifica sempre la data esatta sul sito dell'Agenzia perché la proroga non è automatica: viene confermata anno per anno.

30 settembre — Questo è il giorno clou del trimestre. Entro questa data devi inviare la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF per le persone fisiche, SC per le società di capitali). Anche il forfettario presenta la dichiarazione: si compila il quadro LM del Modello Redditi PF. Per tutti i dettagli, leggi la guida alla dichiarazione redditi.

30 settembre — Sempre entro fine settembre, va versato il bollo virtuale sulle fatture elettroniche del 2° trimestre (aprile-giugno).

La pausa di agosto: cosa sapere

Ogni anno l'Agenzia delle Entrate sospende l'invio di comunicazioni e avvisi dal 1° al 31 agosto. Questo non significa che le scadenze spariscano: le rate INPS e i versamenti restano. Semplicemente, non riceverai cartelle o notifiche in quel periodo.

Il consiglio pratico: usa agosto per preparare la dichiarazione dei redditi, così arrivi a settembre senza fretta. Il tuo commercialista ti ringrazierà (e lavorerai meglio).


ISA (ex studi di settore)

Se sei in ordinario e soggetto agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità), la compilazione avviene contestualmente alla dichiarazione dei redditi. I forfettari sono esclusi dagli ISA.

4° trimestre

Ottobre – Dicembre 2026

L'ultimo trimestre dell'anno porta con sé il secondo acconto delle imposte — probabilmente la scadenza più temuta dopo quella di giugno. Vediamo tutto nel dettaglio.

Date e adempimenti

Ottobre — Per il regime ordinario, si inviano le LIPE del 3° trimestre (luglio-settembre). La scadenza di solito cade alla fine del mese successivo alla chiusura del trimestre. Per i forfettari, ottobre è un mese relativamente tranquillo: puoi usarlo per fare il punto sulla situazione e stimare quanto dovrai versare a novembre.

16 novembre — Rata INPS trimestrale per artigiani e commercianti (3° trimestre). Se sei artigiano o commerciante in forfettario, questa rata si aggiunge all'acconto imposte di fine mese. Pianifica la liquidità con anticipo.

30 novembre — Ecco l'altro appuntamento pesante dell'anno: il versamento del secondo acconto IRPEF (o imposta sostitutiva per i forfettari), IRES, IRAP e contributi INPS Gestione Separata. Il secondo acconto si calcola come differenza tra l'acconto totale dovuto e quanto già versato a giugno come primo acconto.

30 novembre — Scade anche il bollo virtuale sulle fatture elettroniche del 3° trimestre (luglio-settembre). Vale la stessa regola di prima: se l'importo non supera 5.000 euro nel singolo trimestre, puoi accorparlo.

Dicembre — Per chi è in regime ordinario e liquida l'IVA mensilmente, il 16 dicembre è la scadenza per il versamento dell'IVA di novembre. Inoltre, entro fine dicembre chi ha rapporti di lavoro dipendente o assimilato riceve il conguaglio fiscale in busta paga. Per i titolari di Partita IVA, dicembre è il momento di fare i conti finali dell'anno: verifica fatturato, margini, e inizia a stimare quanto dovrai versare l'anno successivo. Una buona pianificazione a dicembre ti fa partire sereno a gennaio.

Novembre: il "secondo giugno"

Il 30 novembre è il giorno in cui versi il secondo acconto delle imposte. Per molti è l'esborso più pesante, perché a giugno hai versato il saldo dell'anno precedente più il primo acconto: l'attenzione si concentra su quei pagamenti e poi ci si "dimentica" di novembre. Suggerimento: appena fai la dichiarazione a settembre, calcola subito il secondo acconto e metti da parte quella cifra. Non aspettare l'ultimo momento.

Rateizzazione: un'opzione utile

Sapevi che il saldo e il primo acconto di giugno si possono rateizzare? Puoi dividere l'importo in rate mensili (fino a novembre dello stesso anno), con un piccolo interesse dello 0,33% mensile. Il secondo acconto di novembre, invece, non è rateizzabile. Questa opzione è utile se il flusso di cassa è variabile e preferisci distribuire l'impatto nel tempo. Parlane con il tuo commercialista per capire se conviene nel tuo caso specifico.

Checklist

Checklist "nessuna scadenza persa"

Un metodo pratico per non dimenticare nulla, senza impazzire.

Setup iniziale (fallo una volta)

  • Scegli un calendario digitale (Google Calendar, Apple Calendar, Outlook) e crea un calendario dedicato "Scadenze Fiscali".
  • Inserisci tutte le scadenze che ti riguardano (usa la tabella nella sezione "Scadenze fisse" qui sopra come riferimento).
  • Imposta due promemoria per ciascuna: uno 7 giorni prima (per preparare documentazione e liquidità) e uno il giorno stesso.
  • Aggiungi una nota a ogni evento con l'importo stimato da versare — così sai quanto devi avere sul conto.
  • Condividi il calendario con il tuo commercialista, in modo che possa aggiornarlo se cambiano le date.

Routine mensile (5 minuti al mese)

  • Primo giorno del mese: guarda le scadenze dei prossimi 30 giorni. Ci sono versamenti? Prepara la liquidità.
  • Verifica gli importi: se qualcosa è cambiato (fatturato più alto, spese impreviste), aggiorna la stima.
  • Controlla l'F24: se c'è un versamento, assicurati che il modello sia già compilato (o che il commercialista l'abbia preparato).
  • Accantona: trasferisci la quota mensile sul conto dedicato alle tasse. Non toccare quei soldi.
  • Archivia: una volta pagato, segna l'evento come completato e conserva la ricevuta di pagamento.

Se preferisci che qualcuno pensi a tutto questo al posto tuo, è esattamente quello che facciamo. Contattaci e ti gestiamo scadenze, F24 e promemoria.

FAQ

Domande frequenti sulle scadenze fiscali

Risposte rapide, senza giri di parole.

Quali sono le scadenze più importanti per il forfettario?

Per chi è in regime forfettario, le scadenze principali sono tre: il saldo e il primo acconto dell'imposta sostitutiva entro il 30 giugno, il secondo acconto entro il 30 novembre, e i contributi INPS. Se sei iscritto alla Gestione Separata, i contributi INPS seguono le stesse scadenze delle imposte (giugno e novembre). Se invece sei artigiano o commerciante, paghi i minimali INPS trimestralmente (febbraio, maggio, agosto, novembre). A queste si aggiunge il bollo virtuale trimestrale, se emetti fatture soggette a bollo.

Cosa succede se salto una scadenza?

Se non versi entro la data prevista, scattano sanzioni e interessi di mora. La buona notizia è che esiste il ravvedimento operoso: uno strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima ti muovi. Se paghi entro 14 giorni dal termine, la sanzione è minima (0,1% per ogni giorno di ritardo). Entro 30 giorni sale leggermente, e così via. Il messaggio è chiaro: se ti accorgi di aver saltato una scadenza, non aspettare. Agisci subito e il costo sarà contenuto.

Come posso non dimenticare le scadenze?

Il metodo più efficace è un calendario digitale con promemoria automatici: imposta un alert 7 giorni prima della scadenza (per preparare documentazione e liquidità) e un secondo promemoria il giorno stesso. In alternativa, affida la gestione a un commercialista: è il suo lavoro tenere traccia di tutto e avvisarti per tempo. Se vuoi la massima tranquillità, scegli un servizio come TurboTasse dove gestiamo noi scadenze, F24 e invii telematici.

Le scadenze sono uguali per forfettario e ordinario?

No, e la differenza è significativa. Il forfettario ha un calendario più snello: non deve fare la liquidazione IVA (mensile o trimestrale), non presenta la dichiarazione IVA, non invia le LIPE e non è soggetto agli ISA. Le sue scadenze principali si concentrano su imposte (giugno e novembre), INPS e bollo virtuale. L'ordinario, invece, ha molti più adempimenti durante l'anno: versamenti IVA periodici, comunicazioni trimestrali, dichiarazione IVA annuale, e in generale una contabilità più articolata. Per questo motivo, chi è in ordinario ha quasi sempre bisogno di un commercialista che lo segua durante tutto l'anno.

Hai altre domande sulle scadenze? Scrivici — rispondiamo in giornata.

Vuoi smettere di rincorrere le scadenze?

Con TurboTasse gestiamo noi il calendario fiscale, gli F24 e gli invii. Tu pensi al tuo lavoro.