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Forfettario 5% e 15%: quanto dura e come si calcola (con esempi)

Nel regime forfettario non paghi l’IRPEF “a scaglioni”: paghi una flat tax (imposta sostitutiva) sul reddito forfettario, al netto dei contributi previdenziali versati. Qui trovi: quanto dura il 5%, quando scatta il 15%, e calcoli pratici che puoi copiare.

Flat tax (imposta sostitutiva) Calcolo semplice Durata 5% spiegata Super mobile

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Quanto dura il 5% nel forfettario?

In pratica

Se hai i requisiti di nuova attività, l’imposta sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni. Finito quel periodo, in assenza di uscita dal regime, passi al 15%.

5% = max 5 anni Poi 15% Base = reddito forf. − contributi versati

Nota importante: il 5% non è “a richiesta” ogni anno. È legato ai requisiti iniziali e all’assenza di situazioni che lo impediscono (es. continuità sostanziale con attività già svolta).

Regola d’oro

Nel forfettario non deduci le spese reali (computer, affitto, telefono…) come nel regime ordinario. Il reddito si calcola con un coefficiente: è quello che rende “flat” il sistema. L'unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta, che si sottraggono dal reddito forfettario prima di applicare il 5% o il 15% (art. 1, comma 64, L. 190/2014).

Concetto chiave

Cos’è la flat tax nel regime forfettario

Flat tax = aliquota unica

Nel forfettario paghi un’imposta “unica” chiamata imposta sostitutiva: 5% (startup/nuova attività) oppure 15% (regime standard). Si chiama “sostitutiva” perché sostituisce IRPEF e addizionali (in generale).

  • Non è una tassa su tutti i ricavi: è su un reddito calcolato.
  • Non usi gli scaglioni IRPEF: l’aliquota resta fissa (5 o 15).
  • Il calcolo dipende dal tuo coefficiente di redditività (legato all’ATECO).

Cosa cambia rispetto all’ordinario

Forfettario Ordinario
Base: reddito forfettario (coefficiente) − contributi versati Base: reddito reale (ricavi - costi)
Aliquota: 5% o 15% Aliquota: IRPEF a scaglioni
Semplicità: alta Semplicità: più complesso

Tradotto: se hai poche spese reali, il forfettario spesso “brilla”. Se hai spese alte e deducibili, l’ordinario può diventare più interessante.

Calcolo

Come si calcola l’imposta nel forfettario (passo per passo)

Formula base

1) Ricavi/compensi × coefficiente di redditività = reddito forfettario
2) Reddito forfettario − contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno = imponibile netto
3) Imponibile netto × 5% oppure 15% = imposta sostitutiva

Il passaggio 2 non è facoltativo: l'imposta sostitutiva si applica al reddito forfettario diminuito dei contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Applicare il 5% o il 15% direttamente al reddito forfettario lordo porta a pagare più del dovuto. Si deduce quanto effettivamente pagato nell'anno, non quanto maturato.

Esempio coefficiente: 78% Ricavi: 30.000€ Reddito forf.: 23.400€ − contributi versati: 6.100€ Imponibile netto: 17.300€

Il coefficiente cambia in base all’attività (ATECO). In questa guida usiamo coefficienti “tipici” solo per mostrare il meccanismo.

Perché non contano le tue spese reali?

Perché lo Stato “stima” i costi con un parametro fisso (100% - coefficiente). Se il tuo coefficiente è 78%, significa che (in media) si presume un 22% di costi.

  • Hai spese reali basse? Bene: paghi su una base spesso favorevole.
  • Hai spese reali alte? Attenzione: nel forfettario non le scarichi una per una.

Il punto che molti saltano

Imposta sostitutiva ≠ contributi INPS. Sono due cose diverse: prima gestisci i contributi, poi calcoli la sostitutiva. E i contributi obbligatori che hai già versato abbassano la base su cui calcoli il 5% o il 15%.

INPS = separato Ma deducibile Sostitutiva = 5%/15% Non confondere
Esempi pratici

Esempi forfettario 5% e 15% (copiabili)

Obiettivo: capire il meccanismo del calcolo. Useremo coefficienti indicativi (es. 78%, 67%, 40%) e lo schema in tre passaggi: ricavi per coefficiente, meno i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno, poi l'aliquota. La deduzione dei contributi non è facoltativa: la impone l'art. 1, comma 64, L. 190/2014.

Contributi usati negli esempi, indicativi e da verificare nella misura in vigore per l'anno: Gestione Separata INPS 26,07% sul reddito (professionisti senza cassa); Gestione Artigiani INPS circa 4.550€ di contributi fissi, più il 24% sulla parte di reddito che eccede il minimale di circa 18.550€; Gestione Commercianti INPS circa 4.640€ di contributi fissi, più il 24,48% sulla parte che eccede lo stesso minimale (lo 0,48% in più rispetto agli artigiani è il contributo per l'indennizzo di cessazione, che gli artigiani non versano). Chi ha una cassa professionale usa invece il contributo soggettivo previsto dalla propria cassa. Negli esempi si ipotizza che i contributi dell'anno siano anche versati nell'anno: si deduce solo quanto effettivamente pagato. Non è applicata la riduzione contributiva del 35% che i forfettari iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti possono chiedere all'INPS (art. 1, comma 77, L. 190/2014): con quella riduzione i contributi calano, quindi l'imponibile netto sale e l'imposta sostitutiva risulta più alta.

1) Professionista (coeff. 78%) — 5%

Ricavi 30.000€
1) Reddito forfettario = 30.000 × 78% = 23.400€
2) − contributi Gestione Separata versati (26,07% di 23.400) = 6.100€
3) Imponibile netto 17.300€ × 5% = 865€

Con il 15% sulla stessa base l'imposta sarebbe 2.595€. Imposta più contributi = 6.965€, il 23,2% dei ricavi.

2) Artigiano/servizi (coeff. 67%) — 15%

Ricavi 40.000€
1) Reddito forfettario = 40.000 × 67% = 26.800€
2) − contributi Artigiani versati (4.550 fissi + 1.980 sull'eccedenza) = 6.530€
3) Imponibile netto 20.270€ × 15% = 3.041€

Con il 5% sulla stessa base l'imposta sarebbe 1.014€. Imposta più contributi = 9.571€, il 23,9% dei ricavi.

3) Commercio (coeff. 40%) — 15%

Ricavi 60.000€
1) Reddito forfettario = 60.000 × 40% = 24.000€
2) − contributi Commercianti versati (4.640 fissi + 1.334 sull'eccedenza) = 5.974€
3) Imponibile netto 18.026€ × 15% = 2.704€

Con il 5% sulla stessa base l'imposta sarebbe 901€. Coefficiente più basso = base più bassa, ma i costi reali di acquisto merce restano fuori da questo conto.

Riepilogo: la deduzione dei contributi cambia il conto

L'imposta sostitutiva non si applica al reddito forfettario lordo, ma al reddito forfettario diminuito dei contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Saltare questo passaggio fa sovrastimare l'imposta:

  • Esempio 1: 23.400 − 6.100 = 17.300 → 5% = 865€ (non 1.170€)
  • Esempio 2: 26.800 − 6.530 = 20.270 → 15% = 3.041€ (non 4.020€)
  • Esempio 3: 24.000 − 5.974 = 18.026 → 15% = 2.704€ (non 3.600€)

Dopo imposta e contributi restano 23.035€ nell'esempio 1, 30.429€ nell'esempio 2 e 51.322€ nell'esempio 3: quest'ultimo però è al lordo dei costi reali di acquisto della merce, che il coefficiente al 40% presume ma che qui non compaiono.

Accantonamento consigliato: negli esempi 1 e 2, così come sono calcolati (5% nel primo, 15% nel secondo), fra imposta e contributi se ne va circa il 23-24% degli incassi. Basta però applicare il 15% ai numeri dell'esempio 1 e il prelievo sale al 29% (6.100 + 2.595 su 30.000): per questo conviene mettere da parte almeno il 30%. Nell'esempio 3 il prelievo vale il 14,5% dei ricavi solo perché il coefficiente al 40% presume costi elevati: lì l'accantonamento va calcolato sul margine, non sul fatturato.

Timeline semplice: quando passi dal 5% al 15%

Esempio: apri P.IVA nel 2026 e hai requisiti “nuova attività”. In linea generale:

  • 2026 → 5%
  • 2027 → 5%
  • 2028 → 5%
  • 2029 → 5%
  • 2030 → 5%
  • dal 2031 → 15% (se resti nel regime)

Se esci dal regime (cause normative/limiti/requisiti), la partita non è “5 o 15”: cambi regime.

Mini-calcolatore

Calcola al volo la sostitutiva (stima)

Inserisci ricavi, coefficiente e aliquota. È una stima didattica (non sostituisce un calcolo completo con il tuo consulente).

Somma annua dei compensi (esempio: 30.000).
Legato al tuo ATECO (qui inserisci la %).
5% (agevolato) oppure 15% (standard).
Si deducono prima dell'aliquota (art. 1, c. 64, L. 190/2014). Qui è precompilato l'esempio 1 (6.100€): lasciando 0 la stima esce più alta del dovuto.
Imposta stimata: —
Dettaglio: —

Vuoi il calcolo “a prova di errori”?

Confermiamo coefficiente, requisiti 5%, INPS e scadenze. In 1 call.

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Anti-errori

Errori tipici su 5% e 15% (che costano)

1) Confondere “spese” e coefficiente

“Ho speso tanto, quindi pago meno.” Nel forfettario non funziona così: la base è determinata dal coefficiente, meno i contributi previdenziali obbligatori versati (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Le altre spese reali non entrano nel calcolo.

2) Dare per scontato il 5%

Il 5% è legato ai requisiti di nuova attività. Se la tua situazione è “continuazione” (anche di fatto), va valutata con attenzione.

3) Ignorare INPS e acconti

Sostitutiva e contributi sono due obblighi distinti, ma non due mondi separati: i contributi obbligatori versati nell'anno abbassano la base della sostitutiva. Attenzione poi agli acconti: cambiano la liquidità reale e, contando solo quanto è stato effettivamente pagato, cambiano anche la deduzione dell'anno.

4) Non pianificare il passaggio al 15%

Dopo i 5 anni agevolati, l’imposta sale. Se ti organizzi prima (prezzi, margini, accantonamenti), non ti “esplode” a sorpresa.

FAQ

Domande frequenti su forfettario 5% e 15%

Il 5% vale “dal primo anno” o “per 5 anni pieni”?

In generale il conteggio riguarda i primi 5 periodi d’imposta in cui applichi l’agevolazione. Se apri nel 2026, tipicamente copre 2026–2030 e poi dal 2031 passa al 15% (se resti forfettario).

La flat tax del forfettario è su tutti i soldi incassati?

No. È sul reddito forfettario: ricavi × coefficiente, meno i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno (art. 1, comma 64, L. 190/2014). È per questo che vedere “5% o 15%” senza capire la base può trarre in inganno.

Se aumento i ricavi, pago di più in percentuale?

L’aliquota resta la stessa (5 o 15), ma aumenta la base imponibile. Quindi l’imposta in euro cresce. Nel regime ordinario invece possono entrare scaglioni IRPEF diversi.

Posso inserire “le spese” da qualche parte per abbassare la tassa?

Nel forfettario le spese reali non riducono la base: l'unica voce che la abbassa sono i contributi previdenziali obbligatori versati. Se hai costi elevati, spesso conviene fare una simulazione ordinario vs forfettario.

Checklist finale (super pratica)

  • Conferma il tuo coefficiente (ATECO corretto).
  • Verifica i requisiti per il 5% (nuova attività).
  • Calcola una stima includendo INPS e acconti.
  • Pianifica il passaggio al 15% (accantonamenti).
  • Organizza documenti e comunicazioni (es. PEC).

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