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Due codici ATECO, una sola Partita IVA

Si, si puo: un codice prevalente e uno o piu secondari, senza limite di legge. Quello che cambia sono tre cose, e si comportano in modo diverso.

Reddito: ogni attivita col coefficiente del suo codice, non quello della prevalente.
Soglia: una sola, 85.000 euro sulla somma dei ricavi delle due attivita.
Contributi: fra impresa e professione si pagano due gestioni, non una.

Tradotto: il secondo codice ATECO non raddoppia il tetto dei ricavi e non media i coefficienti, e sui coefficienti quasi tutte le fonti online sostengono il contrario. Puo invece raddoppiare la previdenza, e far comparire da zero oltre 4.500 euro l'anno di contributi fissi, circa 3.000 con la riduzione del 35 per cento, dovuti anche se quella seconda attivita incassa poco o nulla.

Circolare AdE 10/E del 2016 Due contribuzioni possibili
I tre piani

Contributi, soglia, reddito: tre regole diverse sulla stessa Partita IVA

Chi sbaglia con due codici ATECO sbaglia quasi sempre perche tratta questi tre piani come se seguissero la stessa logica. Non la seguono: uno dipende dalla natura delle attivita, uno si somma, e il terzo si calcola separatamente per attivita.

Quanti codici puoi avere

Uno prevalente e uno o piu secondari: non c'e un limite di legge al numero. I limiti che si incontrano sono di modulistica, non di diritto, quindi un numero massimo preciso non esiste e chi te lo indica sta descrivendo un modulo, non una norma. Avere due attivita non e di per se una causa di esclusione dal forfettario: le cause ostative del comma 57 restano quelle generali del regime. La domanda vera non e quanti codici puoi avere, ma che cosa cambia quando ne hai due.

Che cosa fa ciascun piano quando i codici sono due

Piano Che cosa succede con due codici Dove sta scritto
Contributi INPS Dipende dalla natura delle attivita. Due attivita d'impresa: una sola gestione, quella prevalente. Una attivita d'impresa piu una professionale: le due contribuzioni coesistono, e la prevalenza non salva Art. 1 comma 208 L. 662/1996 per la prevalenza, e art. 12 comma 11 D.L. 78/2010 che esclude da quella regola i rapporti soggetti alla Gestione separata
Soglia dei ricavi Si somma. La soglia resta una: 85.000 euro sul totale dei ricavi e compensi di tutte le attivita. Due codici non danno due tetti Art. 1 comma 55 lett. b) L. 190/2014, nel testo in vigore dal 1 gennaio 2019: si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attivita esercitate
Reddito imponibile Si calcola separatamente. A ciascuna attivita si applica il coefficiente di redditivita del suo codice, e i redditi cosi ottenuti si sommano. Il coefficiente dell'attivita prevalente non si applica a tutto il fatturato Circolare AdE n. 10/E del 4 aprile 2016, paragrafo 4.3.1, e art. 1 comma 64 L. 190/2014, che descrive il coefficiente come diversificato a seconda del codice ATECO

Perche l'ordine conta. Il primo piano decide quanto ti costa la previdenza, il secondo se resti nel regime, il terzo quante tasse paghi. Gli ultimi due si sistemano con la contabilita; il primo si decide quando scegli il codice, e dopo si cambia solo chiudendo o aprendo attivita. Per questo qui i contributi vengono prima. Se devi ancora scegliere il secondo codice, leggi anche come si sceglie il codice ATECO prima di aprire.

Le tre risposte, in tre numeri

Contributi. 4.611,64 euro l'anno di contributi fissi che prima non c'erano, dovuti anche a ricavi zero.

Soglia. 75.000 euro contro 85.000, una volta sola e non per attivita.

Reddito. 39.500 euro e non 30.000. Tutti e tre i conti, riga per riga, stanno nell'esempio in euro.

Contributi

La riga che vale migliaia di euro: la prevalenza non vale fra impresa e professione

Quasi tutte le fonti online scrivono che con due attivita ti iscrivi a una sola gestione, quella prevalente. E sbagliato, e costa caro. La regola della prevalenza esiste, ma ha un perimetro preciso, e una norma di interpretazione autentica lo ha chiuso nel 2010.

Le due norme, in ordine

  • La regola generale. L'articolo 1 comma 208 della legge 662/1996 prevede che chi esercita piu attivita autonome sia iscritto alla gestione previdenziale dell'attivita prevalente. E da qui che nasce la convinzione diffusa che una gestione sola basti sempre.
  • La norma che ne fissa il perimetro. L'articolo 12 comma 11 del D.L. 78/2010, convertito dalla legge 122/2010, e una norma di interpretazione autentica: dice che le attivita autonome per cui opera il principio dell'attivita prevalente sono quelle esercitate in forma d'impresa da commercianti, artigiani e coltivatori diretti, iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'INPS. E aggiunge che restano esclusi dall'applicazione del comma 208 i rapporti di lavoro per i quali e obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla Gestione separata.
  • La Corte costituzionale l'ha confermata. Con la sentenza n. 15 del 2012 ha dichiarato non fondata la questione di legittimita di quella norma, perche una norma interpretativa e legittima quando assegna alla disposizione uno dei significati gia possibili del testo originario. Tradotto: non e una regola nuova, e il significato che quel comma aveva dall'inizio.
  • E la Cassazione lo aveva gia detto. Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 17076 del 2011 richiamata dalla stessa Corte costituzionale, hanno affermato che quando l'attivita di commerciante, artigiano o coltivatore diretto si somma a un'attivita soggetta alla Gestione separata non opera l'unificazione della contribuzione sulla base del parametro dell'attivita prevalente.

Il punto in una frase. La prevalenza unifica solo dentro il mondo delle imprese. Quando una delle due attivita e professionale, cioe soggetta alla Gestione separata, non c'e prevalenza che tenga: le due contribuzioni coesistono, qualunque sia quella che fattura di piu. Il quadro delle gestioni e nella guida su INPS e Partita IVA.

Attenzione a che cosa si intende per attivita professionale. Qui vale il lavoro autonomo senza cassa previdenziale di categoria, quello che per l'articolo 2 comma 26 della legge 335/1995 va in Gestione separata. Se la tua professione ha una cassa propria, la parte professionale va alla cassa e le aliquote della tabella delle combinazioni non sono le tue. La conclusione non cambia: le due contribuzioni coesistono comunque, perche la regola della prevalenza riguarda solo le attivita esercitate in forma d'impresa da commercianti, artigiani e coltivatori diretti.

Come si stabilisce quale attivita e prevalente

La domanda conta in un caso solo: quando le due attivita sono entrambe d'impresa, perche allora la gestione e una e la prevalenza decide quale. Se una delle due e professionale la prevalenza non serve nemmeno guardarla, perche le contribuzioni restano due in ogni caso.

La prevalenza non la sceglie l'INPS da fuori: la dichiari tu. Si dichiara indicando l'attivita prevalente nella comunicazione dei dati all'Agenzia delle Entrate e, per le imprese, nella Comunicazione Unica alla Camera di Commercio, che smista l'informazione agli enti; in dichiarazione, nel rigo LM22 del quadro LM, si indica anche se l'attivita prevalente e esercitata come impresa o come lavoro autonomo. Se nel tempo il rapporto fra le due attivita si rovescia, cambia l'attivita prevalente, e come tutte le variazioni dei dati va comunicata entro 30 giorni. Quale sia la tua, in concreto, resta un dato della tua posizione contributiva, non qualcosa da dedurre da una pagina web. Il quadro completo delle gestioni sta nella guida su INPS e Partita IVA.

Le combinazioni possibili, e quanto costano in piu

Gli importi sono i parametri 2026: contributi fissi di 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani e 4.611,64 per i commercianti, dovuti anche con reddito zero, minimale di 18.808,00 euro e aliquote del 24 e del 24,48 per cento, secondo la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026; Gestione separata senza contributi fissi, al 26,07 per cento per chi non e assicurato altrove e al 24 per cento per i gia pensionati o i gia assicurati, secondo la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. Dove il forfettario esercita l'opzione per la riduzione del 35 per cento, che vale solo sulla gestione artigiani e commercianti, i contributi fissi scendono a 2.938,88 euro per gli artigiani e a 2.997,57 per i commercianti.

Le tue due attivita Che cosa fa l'INPS Quanto paghi in piu per il secondo codice
Due attivita d'impresa
per esempio artigiano e commerciante
Una sola gestione, quella dell'attivita prevalente: la prevalenza unifica, perche entrambe stanno nel perimetro del comma 208 Nulla di fisso in piu
una sola serie di contributi fissi e una sola aliquota sull'eccedenza, calcolata sul reddito d'impresa complessivo
Due attivita professionali
entrambe lavoro autonomo in Gestione separata
Si resta nel perimetro della Gestione separata, che non prevede contributi fissi e si paga sul reddito effettivo Nulla di fisso in piu
l'aliquota si applica al reddito, quindi paghi di piu solo se guadagni di piu
Impresa piu attivita professionale
per esempio e-commerce e consulenza, o laboratorio artigiano e consulenza
Le due contribuzioni coesistono: gestione artigiani o commercianti sulla parte d'impresa, Gestione separata sulla parte di lavoro autonomo 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani, 4.611,64 per i commercianti
senza la riduzione del 35 per cento; con la riduzione 2.938,88 e 2.997,57 euro. A questi si aggiungono il 24 o il 24,48 per cento sull'eccedenza oltre il minimale e il 24 per cento sul reddito professionale, perche l'iscrizione alla gestione d'impresa fa scattare l'aliquota ridotta dei gia assicurati
Professione prevalente, piccola attivita d'impresa secondaria
la consulenza fattura molto, il negozio poco
La prevalenza non si applica, perche l'articolo 12 comma 11 del D.L. 78/2010 esclude dalla regola i rapporti soggetti alla Gestione separata. I contributi fissi d'impresa restano interi anche quando l'impresa e marginale: non sono proporzionali al fatturato gli stessi importi della riga sopra
una professione che fattura dieci volte tanto non li abbassa di un euro

La riduzione del 35 per cento copre solo una delle due. Il regime contributivo agevolato dei forfettari vale sulla gestione artigiani e commercianti, non sulla Gestione separata: sulla parte professionale la riduzione non si applica e l'aliquota resta intera, qualunque delle due sia la tua. Quindi anche con la riduzione, la quota fissa d'impresa resta la voce che compare da zero quando aggiungi il codice. Il conto completo, con il risparmio netto e il prezzo in mesi di anzianita, sta nella guida alla riduzione dei contributi INPS del 35 per cento.

L'effetto incrociato che vale 400 euro. L'aliquota della Gestione separata non e sempre la stessa: la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa il 26,07 per cento per chi non e assicurato altrove e, testualmente, conferma il 24 per cento "per i titolari di reddito autonomo di cui all'articolo 53 del TUIR, pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie". Chi apre l'attivita d'impresa viene iscritto alla gestione artigiani o commercianti, che e una forma di previdenza obbligatoria, quindi rientra in quella categoria e sulla parte professionale passa dal 26,07 al 24 per cento: su 19.500 euro di reddito professionale sono 403,65 euro l'anno in meno. Una cautela: la circolare usa quella formula generale e non nomina le gestioni degli artigiani e dei commercianti, quindi prima di contare sui 400 euro verifica quale aliquota ti viene effettivamente applicata nel tuo Cassetto previdenziale. Il secondo codice d'impresa costa i contributi fissi e, in parte, se li ripaga abbassando l'aliquota dell'altra attivita. Quale aliquota ti viene applicata si legge sulla propria posizione contributiva, non si deduce da una pagina web.

Il numero che decide: oltre 4.500 euro l'anno anche a ricavi zero, circa 3.000 con la riduzione

Aggiungere un codice ATECO d'impresa a un'attivita professionale fa comparire da zero i contributi fissi. Sono 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani e 4.611,64 per i commercianti senza la riduzione del 35 per cento, 2.938,88 e 2.997,57 euro per chi ha esercitato l'opzione, e la circolare INPS 14/2026 li conferma dovuti anche con reddito zero. Non sono proporzionali al fatturato di quella attivita: sono dovuti perche l'attivita esiste.

Il caso tipico. Il professionista che apre un piccolo e-commerce come secondo canale, incassa duemila euro il primo anno e si ritrova un F24 di contributi fissi piu alto dell'intero fatturato del negozio. Era tutto prevedibile, e nessuno glielo aveva detto.

Che cosa fare prima, non dopo. Se la seconda attivita e d'impresa e all'inizio incassera poco, metti i contributi fissi nel conto di convenienza come un costo fisso annuale. Se invece puoi inquadrare la stessa attivita come lavoro autonomo senza forzare la realta dei fatti, resti nella Gestione separata, che si paga solo sul reddito. Forzare l'inquadramento per risparmiare contributi non e una strategia: e un rischio di contestazione.

Soglia unica

La soglia resta una: 85.000 euro sulla somma dei ricavi

Qui la legge e piu corta della circolare. L'articolo 1 comma 55 lettera b) della legge 190/2014, nel testo in vigore dal 1 gennaio 2019, prevede che nel caso di esercizio contemporaneo di attivita contraddistinte da differenti codici ATECO si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attivita esercitate.

Quattro situazioni e che cosa succede davvero

Il confronto e sempre fra la somma dei ricavi incassati e la soglia di 85.000 euro del comma 54. Non conta quanto ha fatturato ciascuna attivita presa da sola.

Situazione Ricavi delle due attivita Che cosa succede
La somma sta sotto gli 85.000 euro 50.000 di e-commerce piu 25.000 di consulenza, cioe 75.000 euro Resti nel regime, con i due coefficienti distinti sul reddito
Nessuna attivita supera da sola la soglia, la somma si 50.000 piu 45.000, cioe 95.000 euro Esci comunque, dall'anno successivo. Il comma 55 lett. b) dice di assumere la somma, e che le singole attivita stiano sotto non rileva
Superi gli 85.000 ma resti sotto i 100.000 65.000 piu 25.000, cioe 90.000 euro Esci dal regime dall'anno successivo, per effetto del comma 71. L'anno in corso resta forfettario
Superi i 100.000 euro di incassi 80.000 piu 25.000, cioe 105.000 euro Esci dall'anno stesso e l'IVA e dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento, per i periodi aggiunti al comma 71 dalla legge 197/2022

Il ragionamento che porta fuori strada. Suona logico pensare che due attivita diverse abbiano due limiti diversi, perche sono due mestieri. Non e cosi: il limite e del contribuente, non dell'attivita. Aggiungere un codice ATECO allarga quello che puoi fare, non quanto puoi incassare.

La seconda attivita consuma il tetto della prima. E l'effetto pratico che conviene mettere nel conto prima di partire: se l'attivita principale e gia vicina agli 85.000 euro, un secondo codice che incassa bene puo essere la ragione per cui esci dal forfettario, con la perdita dell'imposta sostitutiva e il ritorno all'IVA. Le altre condizioni di accesso e le cause di esclusione stanno nella guida su limiti ed esclusioni del forfettario.

Attenzione a chi cita la circolare 10/E per la soglia: su quel punto e superata

Il testo del 2016 diceva un'altra cosa. Nel 2016 le soglie del forfettario erano diverse per gruppo di codici ATECO, e la circolare risolveva il caso delle attivita multiple indicando il limite piu elevato fra quelli fissati per ciascuna delle attivita. Era corretto allora.

Dal 2019 la regola e cambiata. La legge 145/2018 ha riscritto il comma 55 lettera b) e dal 1 gennaio 2019 la soglia e unica e i ricavi delle diverse attivita si sommano. La soglia attuale, 85.000 euro, e quella del comma 54 nella misura elevata dalla legge 197/2022.

Come riconoscere una fonte vecchia. Se parla di limite piu elevato fra le attivita, o cita la circolare 10/E per decidere la soglia, sta ragionando su un testo che non c'e piu. Per la soglia la norma da leggere e il comma 55 lettera b); la circolare 10/E resta pienamente valida per i coefficienti.

Coefficienti

Ogni attivita con il suo coefficiente, non quello della prevalente

La regola e una sola: a ciascuna attivita il coefficiente del suo codice, e i redditi si sommano dopo. Non e un dettaglio, perche cambia il reddito dichiarato di migliaia di euro. La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 10/E del 4 aprile 2016, al paragrafo 4.3.1, non lascia margini di interpretazione.

Il testo che chiude la questione

"Conseguentemente, in presenza di ricavi o compensi derivanti dal contemporaneo esercizio di attivita riconducibili a codici ATECO diversi, il contribuente determina l'imponibile lordo applicando ai ricavi/compensi imputabili a ciascuna attivita il relativo coefficiente di redditivita."

Non c'e nessuna media, nessun coefficiente unico e nessuna prevalenza. C'e una sola istruzione: a ciascuna attivita il suo coefficiente. Il testo e coerente con l'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014, che descrive il coefficiente come diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attivita esercitata.

Metodo Il conto su 50.000 euro di e-commerce e 25.000 euro di consulenza Esito
Corretto: ciascuna attivita con il suo coefficiente 50.000 per 40% fa 20.000 euro
25.000 per 78% fa 19.500 euro
Reddito forfettario 39.500 euro
E il metodo della circolare 10/E
Scorciatoia 1: coefficiente della prevalente, 40%, su tutto 75.000 per 40% fa 30.000 euro
9.500 euro di reddito in meno del dovuto
1.425 euro di imposta sostitutiva in meno
a parita di contributi dedotti e con l'aliquota al 15 per cento: e una dichiarazione infedele, con imposta, interessi e sanzioni a carico tuo
Scorciatoia 2: coefficiente piu alto, 78%, su tutto 75.000 per 78% fa 58.500 euro
19.000 euro di reddito in piu del dovuto
2.850 euro di imposta versata senza doverla
l'errore prudente esiste, costa quanto l'altro e nessuno te lo rimborsa da solo

I coefficienti dell'esempio. Il 40 per cento e il coefficiente del gruppo del commercio, il 78 per cento quello delle attivita professionali: sono due valori dell'allegato 4 della legge 190/2014, scelti qui perche sono distanti fra loro e rendono visibile la differenza. Il coefficiente del tuo gruppo di attivita lo trovi nella tabella completa dentro la guida al codice ATECO.

La conseguenza operativa e una sola. Devi sapere, a fine anno, quanto hai incassato da ciascuna attivita. Non il totale: la ripartizione. Se la tua prima nota tiene un'unica colonna dei ricavi, il calcolo corretto diventa impossibile e in dichiarazione finisci per forza con un coefficiente unico, cioe con il metodo sbagliato. Basta una colonna in piu nel registro, o una causale diversa nelle fatture delle due attivita.

Se invece le due attivita hanno lo stesso coefficiente il problema non si pone: il calcolo e identico a quello di un'attivita sola, perche la percentuale da applicare e la stessa. Il tema dei coefficienti distinti nasce solo quando i codici appartengono a gruppi con coefficienti diversi. Come si passa dai ricavi all'imposta, passaggio per passaggio, sta nella guida al calcolo delle tasse in forfettario.

La prova la puoi vedere da solo: il quadro LM ha sei righi, non uno

Non serve fidarsi di una circolare letta su un sito. La prova sta nel modello con cui dichiari il tuo reddito.

  • Sei righi, non uno. Nel modello Redditi PF il quadro LM, nella sezione dei forfettari, ha i righi da LM22 a LM27: uno per ciascun gruppo di attivita con coefficiente diverso. Se il coefficiente fosse uno solo per tutta la Partita IVA, quei sei righi non avrebbero senso di esistere.
  • Che cosa si scrive in ogni rigo. Il codice attivita, il coefficiente di redditivita e i componenti positivi, cioe i ricavi o i compensi di quella attivita. Il reddito del rigo e il prodotto dei due.
  • Dove si tira la somma. Il rigo LM34 somma i redditi dei singoli righi. La somma avviene a valle dei coefficienti, non a monte: prima ogni attivita con la sua percentuale, poi il totale.

Le colonne cambiano, i righi no. La numerazione delle colonne e cambiata negli anni, quindi va letta sulle istruzioni ufficiali dell'anno in cui compili; qui trovi la struttura, che e stabile. Il quadro d'insieme sta nella guida alla dichiarazione dei redditi con Partita IVA.

Esempio in euro

Il conto completo: e-commerce piu consulenza, due codici su una Partita IVA

Chiara ha una sola Partita IVA in regime forfettario con due codici: un e-commerce di articoli sportivi come attivita d'impresa e la consulenza come attivita professionale. Nell'anno incassa 50.000 euro dal negozio online e 25.000 euro dalla consulenza. Tutti e tre i piani si vedono in un colpo solo.

Attivita per attivita, riga per riga

Voce E-commerce Consulenza
Inquadramento Attivita d'impresa Attivita professionale
Ricavi e compensi incassati nell'anno 50.000,00 euro 25.000,00 euro
Coefficiente di redditivita del gruppo 40% 78%
Reddito forfettario dell'attivita 20.000,00 euro 19.500,00 euro
Gestione previdenziale Gestione commercianti Gestione separata
Come si calcolano i contributi 4.611,64 euro di contributi fissi fino al minimale di 18.808,00 euro, piu il 24,48% su 1.192,00 euro di eccedenza, cioe 291,80 euro 24% di 19.500,00 euro, senza contributi fissi: e l'aliquota dei gia assicurati, perche l'iscrizione alla gestione commercianti la fa scattare
Contributi dovuti 4.903,44 euro 4.680,00 euro
Dovuti anche se questa attivita non incassa nulla? Si, 4.611,64 euro
i contributi fissi non guardano il fatturato
No, nulla
la Gestione separata si paga sul reddito effettivo

Reddito forfettario totale: 39.500,00 euro. Ricavi da confrontare con la soglia: 75.000,00 euro su 85.000. Contributi dell'anno: 9.583,44 euro.

  • Il piano dei contributi. 9.583,44 euro fra le due gestioni, cioe 4.903,44 di gestione commercianti e 4.680,00 di Gestione separata. Se Chiara chiudesse l'e-commerce e tenesse solo la consulenza non sarebbe piu assicurata altrove, quindi tornerebbe al 26,07 per cento e pagherebbe 5.083,65 euro: il secondo codice le costa 4.499,79 euro l'anno di previdenza.
  • Perche costa meno dei soli contributi fissi. I contributi fissi sono 4.611,64 euro e l'eccedenza oltre il minimale altri 291,80, ma il costo netto del secondo codice e 4.499,79: l'iscrizione alla gestione commercianti fa scattare l'aliquota ridotta del 24 per cento sulla Gestione separata, e i 403,65 euro risparmiati sulla consulenza rientrano nel conto. Aprire una attivita abbassa l'aliquota dell'altra: e un effetto incrociato che quasi nessuno mette nel calcolo.
  • Il piano della soglia. 75.000,00 euro contro 85.000: Chiara resta nel regime, ma le restano 10.000 euro di margine in tutto, da dividere fra le due attivita. Se il negozio cresce di 15.000 euro, il margine finisce e dall'anno successivo esce dal forfettario.
  • Il piano del reddito. 39.500,00 euro, non 30.000: chi avesse applicato il 40 per cento della prevalente a tutti i 75.000 euro avrebbe dichiarato 9.500 euro in meno del dovuto.
  • L'imposta sostitutiva, a regime. Dai 39.500,00 euro di reddito forfettario si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell'anno: con 9.583,44 euro versati l'imponibile e 29.916,56 euro e l'imposta al 15 per cento e 4.487,48 euro. Con il metodo sbagliato del coefficiente unico al 40 per cento l'imposta sarebbe stata 3.062,48 euro: 1.425,00 euro in meno, da restituire con interessi e sanzioni.

Il conto e senza la riduzione del 35 per cento. Chiara non ha esercitato l'opzione. Con la riduzione i contributi della gestione commercianti scendono da 4.903,44 a 3.189,84 euro: la riduzione colpisce i 4.896,00 euro di quota IVS e indennizzo, cioe 4.604,20 piu 291,80, mentre i 7,44 euro di maternita restano interi, mentre la parte professionale non cambia di un euro perche sulla Gestione separata la riduzione non si applica. Contributi versati piu bassi vogliono dire meno deduzione: l'imponibile sale e l'imposta sostitutiva sale con lui. Il conto completo, con il risparmio netto e il prezzo in mesi di anzianita, sta nella guida alla riduzione dei contributi INPS del 35 per cento.

Perche i contributi si vedono solo a regime. La deduzione segue il criterio di cassa: valgono i contributi versati nell'anno, non quelli di competenza. Nel primo anno di attivita il versato e molto piu basso, spesso nullo, e l'imposta risulta piu alta di quella del conto qui sopra. Dal secondo anno le righe si allineano.

Che cosa cambia se le due attivita sono entrambe d'impresa. Lo stesso reddito, gli stessi 39.500 euro se i coefficienti sono quelli dell'esempio, la stessa soglia unica, ma una sola serie di contributi fissi: in quel caso il secondo codice non aggiunge niente di fisso e il confronto fra le due situazioni e tutto qui. E per questo che la domanda da fare prima di aggiungere un codice non e quanto incassera, ma se e impresa o professione.

Come si aggiunge

Aggiungere un codice: trenta giorni, e due adempimenti se e impresa

La parte burocratica e la piu semplice delle tre, ma ha un termine che si dimentica spesso e un paio di conseguenze che si scoprono dopo.

1) Trenta giorni per comunicare

La variazione dei dati si comunica entro 30 giorni, come prevede l'articolo 35 comma 3 del DPR 633/1972. Dal 1 gennaio 2027 quel decreto e sostituito dal Testo Unico IVA, il D.Lgs. 10/2026, e il termine di 30 giorni resta, nell'articolo 68 del nuovo testo.

2) A chi si comunica

All'Agenzia delle Entrate. Per le imprese la variazione passa dalla Comunicazione Unica alla Camera di Commercio, che smista l'informazione agli enti interessati.

3) Se la seconda attivita e d'impresa

Si aggiungono l'iscrizione al Registro delle imprese e il diritto annuale camerale. Gli importi non sono uguali per tutti: variano per camera di commercio e per tipo di impresa, quindi vanno verificati sulla camera competente.

Le cause ostative sono un'altra cosa. Le esclusioni dal regime forfettario del comma 57 non c'entrano con il tema dei codici multipli. Se stai valutando l'apertura, parti da aprire la Partita IVA e dalla guida al regime forfettario.

Errori da evitare

Tre errori che si pagano, e due che si evitano prima di aggiungere il codice

Sono gli errori che si trovano piu spesso, nell'ordine in cui costano. I primi tre nascono tutti dalla stessa idea sbagliata: che la prevalenza decida tutto.

1) Un coefficiente unico su tutto il fatturato

La circolare 10/E del 2016 chiede di applicare a ciascuna attivita il suo coefficiente, e i redditi si sommano dopo. Quanto costa la scorciatoia, in euro e in imposta, sta nell'esempio in euro.

2) Credere che due codici diano due soglie

Il comma 55 lettera b) dice di assumere la somma dei ricavi delle diverse attivita. Chi conta 85.000 euro per attivita si accorge dell'errore quando e fuori dal regime, e in quel momento non si torna indietro.

3) Dare per scontato che la prevalenza unifichi i contributi

Vale fra due attivita d'impresa. Fra impresa e professione no: l'articolo 12 comma 11 del D.L. 78/2010 esclude dalla regola i rapporti soggetti alla Gestione separata, e le due contribuzioni coesistono. Qui lo sbaglio vale oltre 4.500 euro l'anno, circa 3.000 con la riduzione del 35 per cento.

4) Tenere un solo totale dei ricavi. Senza la ripartizione per attivita il calcolo corretto non si puo fare, e in dichiarazione si finisce con un coefficiente unico per necessita.

5) Scegliere il secondo codice guardando solo il coefficiente. Fra due codici plausibili per la stessa attivita, il coefficiente piu basso e tentante, ma la gestione previdenziale pesa molto piu del coefficiente: fra la Gestione separata, che non ha contributi fissi, e la gestione commercianti ci sono 4.611,64 euro di contributi fissi di differenza, 2.997,57 con la riduzione del 35 per cento. E il codice deve comunque corrispondere a quello che fai davvero. Il metodo per scegliere sta nella guida al codice ATECO.

Checklist

Il secondo codice in nove passaggi

Nell'ordine giusto. Il terzo passaggio e quello che cambia il conto di migliaia di euro.

Dalla scelta del codice alla dichiarazione

1) Scrivi che cosa farai davvero

Il codice deve corrispondere all'attivita reale. Si parte dall'attivita e si arriva al codice, mai il contrario.

2) Trova il coefficiente del gruppo

Serve il coefficiente del nuovo codice, non quello che applichi gia: se e diverso, il reddito si calcolera su due righi.

3) Stabilisci se e impresa o professione

E il passaggio che decide la previdenza. Impresa piu professione significa due contribuzioni, e 4.521,36 o 4.611,64 euro l'anno di contributi fissi in piu, 2.938,88 o 2.997,57 con la riduzione del 35 per cento.

4) Somma i ricavi previsti

Il totale delle due attivita contro gli 85.000 euro. Se il margine e sottile, il secondo codice e anche un rischio di uscita dal regime.

5) Metti i contributi fissi nel conto

Se la seconda attivita e d'impresa, quei contributi sono un costo fisso dovuto anche a ricavi zero: vanno confrontati con il margine atteso del primo anno.

6) Verifica l'aliquota della Gestione separata

24 per cento se sei gia assicurato altrove, per esempio perche iscritto alla gestione commercianti, 26,07 se non lo sei. Su 19.500 euro di reddito la differenza e 403,65 euro l'anno: si legge sulla posizione contributiva, non si indovina.

7) Comunica la variazione entro 30 giorni

All'Agenzia delle Entrate, e per le imprese con la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio. Se la seconda attivita e d'impresa, aggiungi Registro delle imprese e diritto camerale.

8) Separa i ricavi dal primo giorno

Una colonna o una causale per attivita. A dicembre ricostruire la ripartizione di un anno di incassi e un lavoro inutile e impreciso.

9) Controlla i righi del quadro LM

Se i coefficienti sono due, in dichiarazione devono comparire due righi e il totale deve sommarli. Un rigo solo, con due coefficienti diversi, e il segnale che qualcosa non torna.

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide a chi ha, o sta per avere, due codici ATECO su una sola Partita IVA.

Con due codici ATECO si applica a tutto il fatturato il coefficiente dell'attivita prevalente?

No. La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 10/E del 4 aprile 2016, al paragrafo 4.3.1, prevede che in presenza di ricavi o compensi derivanti dal contemporaneo esercizio di attivita riconducibili a codici ATECO diversi il contribuente determini l'imponibile lordo applicando ai ricavi e ai compensi imputabili a ciascuna attivita il relativo coefficiente di redditivita. E coerente con l'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014, che descrive il coefficiente come diversificato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attivita esercitata. I redditi si sommano dopo l'applicazione dei coefficienti, non prima: nell'esempio di questa guida il reddito forfettario e 39.500 euro invece dei 30.000 euro che si otterrebbero con un coefficiente unico.

Due codici ATECO danno diritto a due soglie da 85.000 euro?

No, la soglia resta una sola e cumulativa. L'articolo 1 comma 55 lettera b) della legge 190/2014, nel testo in vigore dal 1 gennaio 2019, prevede che nel caso di esercizio contemporaneo di attivita contraddistinte da differenti codici ATECO si assuma la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attivita esercitate. Quindi 50.000 euro di una attivita piu 45.000 euro di un'altra fanno 95.000 euro e portano fuori dal regime, anche se nessuna delle due supera da sola gli 85.000 euro. Superata la soglia si esce dal regime dall'anno successivo per effetto del comma 71; oltre 100.000 euro di incassi si esce dall'anno stesso ed e dovuta l'IVA a partire dalle operazioni che comportano il superamento.

Con due attivita devo pagare i contributi a due gestioni INPS diverse?

Dipende dalla natura delle due attivita. Se sono entrambe esercitate in forma d'impresa, per esempio artigiano e commerciante, vale la regola dell'articolo 1 comma 208 della legge 662/1996 e l'iscrizione resta una sola, quella della gestione dell'attivita prevalente. Se invece una attivita e professionale e l'altra d'impresa le due contribuzioni coesistono: paghi la gestione artigiani o commercianti sulla parte d'impresa e la Gestione separata sulla parte di lavoro autonomo. Lo stabilisce l'articolo 12 comma 11 del D.L. 78/2010, norma di interpretazione autentica che esclude dalla regola della prevalenza i rapporti di lavoro per i quali e obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla Gestione separata; la Corte costituzionale, con la sentenza n. 15 del 2012, ha dichiarato non fondata la questione di legittimita di quella norma.

Quanto costa in piu aggiungere un codice ATECO d'impresa a un'attivita professionale?

I contributi fissi della gestione d'impresa, che per il 2026 la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa in 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani e in 4.611,64 euro per i commercianti, dovuti anche con reddito zero; con la riduzione del 35 per cento dei forfettari scendono a 2.938,88 e a 2.997,57 euro. A quelli si aggiunge l'aliquota del 24 o del 24,48 per cento sulla parte di reddito d'impresa che eccede il minimale di 18.808,00 euro, mentre sulla parte professionale continui a pagare la Gestione separata, al 24 per cento perche l'iscrizione alla gestione d'impresa ti colloca fra i gia assicurati. La prevalenza non cambia nulla: anche se l'attivita d'impresa e marginale e la professione fattura molto di piu, i contributi fissi sono dovuti per intero.

Se la seconda attivita non incassa nulla, i suoi contributi sono dovuti comunque?

Se e una attivita d'impresa si. I contributi fissi della gestione artigiani e commercianti sono dovuti anche con reddito zero: 4.521,36 euro l'anno per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, secondo la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. E il caso del professionista che apre un piccolo e-commerce come secondo canale e si ritrova un F24 di contributi fissi piu alto del fatturato del negozio. Se invece la seconda attivita e di lavoro autonomo la Gestione separata non ha contributi fissi e si paga solo sul reddito effettivo, quindi a reddito zero non versi nulla.

Quanti codici ATECO posso avere su una sola Partita IVA?

Puoi avere un codice prevalente e uno o piu codici secondari, e non c'e un limite di legge al numero. I limiti che si incontrano in pratica sono di modulistica, non di diritto, quindi un numero massimo preciso non esiste: chi ne indica uno sta descrivendo un modulo. Avere piu attivita non e di per se una causa di esclusione dal regime forfettario: le cause ostative del comma 57 restano quelle generali del regime e non riguardano il tema dei codici multipli.

Dove si vede, nella dichiarazione, che ogni attivita ha il suo coefficiente?

Nel quadro LM del modello Redditi PF. La sezione dei forfettari ha i righi da LM22 a LM27, uno per ciascun gruppo di attivita con coefficiente diverso: in ogni rigo si indicano il codice attivita, il coefficiente di redditivita e i componenti positivi, e il reddito del rigo e il prodotto dei due. Il rigo LM34 somma i redditi dei singoli righi, quindi la somma avviene dopo l'applicazione dei coefficienti e non prima. Se le attivita appartengono tutte allo stesso gruppo basta un rigo solo, con il codice della prevalente e i ricavi complessivi, e nel rigo LM22 si indica anche se l'attivita prevalente e esercitata come impresa o come lavoro autonomo. La struttura dei righi e stabile nel tempo, la numerazione delle colonne e cambiata negli anni: le colonne vanno controllate sulle istruzioni ufficiali dell'anno in cui compili.

Entro quando si comunica un nuovo codice ATECO?

Entro 30 giorni dalla variazione, come prevede l'articolo 35 comma 3 del DPR 633/1972. Dal 1 gennaio 2027 il DPR 633/1972 e sostituito dal Testo Unico IVA, il D.Lgs. 10/2026, e il termine di 30 giorni resta, nell'articolo 68 del nuovo testo. La comunicazione va all'Agenzia delle Entrate e, per le imprese, passa dalla Comunicazione Unica alla Camera di Commercio. Se la nuova attivita e esercitata in forma d'impresa si aggiungono l'iscrizione al Registro delle imprese e il diritto annuale camerale, il cui importo varia per camera di commercio e per tipo di impresa e va verificato sulla camera competente.

La riduzione del 35 per cento dei contributi vale su tutte e due le attivita?

No, vale solo sulla gestione artigiani e commercianti. Sulla Gestione separata non c'e nessuna riduzione del 35 per cento: sulla parte di reddito professionale si paga l'aliquota piena, che per il 2026 la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa al 26,07 per cento per chi non e assicurato altrove e al 24 per cento per i gia pensionati o i gia assicurati. Quindi, quando le due contribuzioni coesistono, la riduzione alleggerisce solo la parte d'impresa, e la quota fissa resta la voce che compare da zero quando aggiungi un codice ATECO d'impresa.

La circolare 10/E del 2016 vale ancora per il calcolo della soglia?

No, su quel punto e superata, e citarla porta a un errore. Nel 2016 le soglie del forfettario erano diverse per gruppo di codici ATECO e la circolare risolveva il caso delle attivita multiple indicando il limite piu elevato fra quelli fissati per ciascuna delle attivita. Dal 1 gennaio 2019, per effetto della legge 145/2018 che ha riscritto il comma 55 lettera b), la soglia e unica e i ricavi delle diverse attivita si sommano. Per la soglia la norma da leggere e quindi il comma 55 lettera b), mentre la circolare 10/E resta pienamente valida per i coefficienti di redditivita.

Facciamo il conto sulle tue due attivita

Verifica del codice da aggiungere, coefficiente per coefficiente, calcolo della soglia sulla somma dei ricavi e inquadramento previdenziale corretto delle due attivita: tutto in un canone fisso, con contabilita e dichiarazione incluse.

Il secondo codice ATECO si sceglie una volta e si paga ogni anno. Prima di comunicarlo, fatti fare i due conti che contano: quello sul reddito e quello sui contributi.

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