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Riduzione contributi INPS del 35%: conviene?

Dipende da un numero: 28.935 euro di reddito. Sul minimale, cioe su 18.808 euro, la riduzione del 35 per cento ti fa risparmiare circa 1.343 euro netti l'anno e l'accredito scende a circa otto mesi di contributi su dodici: quell'anno di sconto ti costa circa quattro mesi di anzianita. Piu sali verso i 28.935 euro, piu il risparmio cresce e meno mesi perdi, fino a non perderne piu nessuno: da quella soglia in su l'accredito resta pieno e la riduzione costa solo montante, cioe importo futuro della pensione, non anni. E una scelta con un prezzo preciso, e il prezzo si puo calcolare.

Due cose contano piu delle altre: il risparmio vero e piu basso di quello annunciato esattamente della tua aliquota di imposta sostitutiva, il 15 per cento in meno al 15 per cento e il 5 per cento in meno al 5 per cento, e uscire dal regime contributivo agevolato e definitivo per legge, non si rientra piu.

Circolare INPS 14/2026 Soglia 28.935 euro Scelta irreversibile Risparmio netto, non lordo Due casi calcolati

Guide correlate: Contributi e minimali • Regime forfettario • Calcolo tasse forfettario • P.IVA da pensionato

La risposta

La risposta in breve, con il prezzo scritto sopra

La riduzione del 35 per cento dei contributi di artigiani e commercianti forfettari non e un premio: e uno scambio. Paghi meno adesso e ti accrediti meno pensione dopo. La domanda giusta non e se conviene in generale, ma se conviene con il tuo reddito.

Tre situazioni, tre risposte

Reddito forfettario sopra circa 28.935 euro: la riduzione conviene quasi sempre. Il contributo ridotto resta comunque superiore al contributo pieno calcolato sul minimale, quindi l'anno ti viene accreditato per intero, dodici mesi su dodici. Cio che perdi e solo montante contributivo, cioe l'importo futuro della pensione, e lo puoi compensare come vuoi: fondo pensione, investimenti, liquidita per l'attivita.

Reddito forfettario sul minimale o poco sopra: qui il conto si fa a mano. Risparmi circa 1.343 euro l'anno netti con l'imposta al 15 per cento, ma ti accrediti circa otto mesi su dodici: ogni anno di riduzione ti costa circa quattro mesi di anzianita contributiva, e in dieci anni sono oltre tre anni di contributi che mancano all'appello per la pensione di vecchiaia.

Hai liquidita tirata o l'attivita e in avvio: la riduzione e una boccata d'ossigeno immediata, ma ricordati che e una porta a senso unico. Il comma 82 della legge 190/2014 prevede che chi passa al regime previdenziale ordinario non possa piu rientrare nel regime agevolato, nemmeno se ne ha di nuovo i requisiti.

Sei un professionista forfettario iscritto alla Gestione separata: questa riduzione non ti riguarda. Il comma 77 richiama la legge 233/1990, cioe la legge dei contributi di artigiani e commercianti. Chi sta in Gestione separata non ha nessuna riduzione del 35 per cento.

Se non hai ancora chiaro come funzionano i contributi di artigiani e commercianti, parti da contributi INPS, minimali e aliquote e da Partita IVA per artigiani: questa guida serve a decidere se chiedere la riduzione, non a spiegare da zero la gestione.

Importi 2026

Gli importi 2026, pieni e ridotti

Cinque righe: quelle che servono a decidere. Tutti i dati vengono dalla circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026.

Contributo pieno e contributo ridotto sul minimale

Voce Artigiani Commercianti
Aliquota IVS 2026 24% 24,48%
lo 0,48% aggiuntivo serve all'indennizzo di cessazione: 0,46% al Fondo per la razionalizzazione della rete commerciale e 0,02% alla Gestione
Reddito minimale 2026 18.808,00 euro
contro i 18.555 euro del 2025: piu 1,4 per cento, la variazione ISTAT
18.808,00 euro
Contributo pieno sul minimale 4.521,36 euro
4.513,92 di IVS piu 7,44 di maternita
4.611,64 euro
4.604,20 di IVS e indennizzo piu 7,44 di maternita
Contributo con la riduzione del 35% 2.941,49 euro
4.513,92 per 0,65 fa 2.934,05, piu 7,44
3.000,17 euro
4.604,20 per 0,65 fa 2.992,73, piu 7,44
Risparmio lordo sul minimale 1.579,87 euro l'anno 1.611,47 euro l'anno

La riduzione non colpisce solo il minimale. La circolare INPS numero 35 del 2016 ha chiarito che il taglio del 35 per cento si applica sia alla contribuzione sul reddito minimale sia a quella sull'eventuale eccedenza. Quindi piu guadagni, piu euro risparmi: e sempre il 35 per cento, ma di una base piu grande.

Un punto su cui essere trasparenti. I conti di questa guida tengono fuori dalla riduzione la quota di maternita di 7,44 euro l'anno, che resta intera: e la lettura delle fonti professionali specializzate, non un'indicazione contenuta nella circolare INPS, che parla di contribuzione dovuta ai fini previdenziali. Si tratta di pochi euro l'anno, quindi non cambia nessuna decisione, ma l'importo esatto che devi versare e sempre e solo quello esposto nel tuo Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti.

Gli altri parametri 2026, in breve. Oltre 56.224,00 euro di reddito l'aliquota IVS sale al 25 per cento per gli artigiani e al 25,48 per cento per i commercianti. Per i periodi inferiori all'anno solare il contributo pieno sul minimale si rapporta al mese: 376,78 euro per un artigiano, 384,31 per un commerciante. Il massimale di reddito e di 93.707,00 euro per chi ha anzianita contributiva al 31/12/1995 e di 122.295,00 euro per chi e iscritto dal 01/01/1996, e a differenza del minimale non si fraziona per mese. Il quadro completo sta nella guida su contributi INPS, minimali e aliquote.

Risparmio netto

Il risparmio vero e il 15 per cento piu basso

Tutti scrivono che un artigiano sul minimale risparmia 1.579,87 euro l'anno. E vero solo a meta. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito forfettario prima dell'imposta sostitutiva, quindi versarne meno fa salire l'imponibile e fa salire l'imposta. Una parte del risparmio contributivo torna indietro sotto forma di tasse.

Artigiano sul minimale: il conto completo, riga per riga

Caso base: artigiano forfettario con reddito pari al minimale di 18.808,00 euro, imposta sostitutiva al 15 per cento. A sinistra il contributo pieno, a destra lo stesso artigiano con la riduzione del 35 per cento.

Voce Contributi pieni Con la riduzione del 35%
Reddito forfettario, base imponibile previdenziale 18.808,00 euro 18.808,00 euro
Contributo IVS, aliquota 24% 4.513,92 euro 2.934,05 euro
4.513,92 per 0,65
Quota di maternita 7,44 euro 7,44 euro
Totale contributi versati 4.521,36 euro 2.941,49 euro
Imponibile dopo la deduzione dei contributi 14.286,64 euro
18.808,00 meno 4.521,36
15.866,51 euro
18.808,00 meno 2.941,49
Imposta sostitutiva al 15% 2.143,00 euro 2.379,98 euro
236,98 euro in piu
Totale fra contributi e imposta 6.664,36 euro 5.321,47 euro

Risparmio annunciato: 1.579,87 euro lordi. Risparmio che resta: 1.342,89 euro netti.

Il conto e a regime. Per il principio di cassa, nell'anno in cui entri nella riduzione una parte dei contributi, la rata del 16 febbraio, si deduce nell'anno successivo: l'effetto sull'imposta si spalma quindi su due dichiarazioni. Dal secondo anno le due righe tornano ad allinearsi come le vedi qui.

Perche succede. L'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014 fa dedurre dal reddito forfettario i contributi previdenziali obbligatori versati. La deduzione e un vantaggio quando paghi tanti contributi: fa scendere l'imponibile. Qui funziona al rovescio. Versando 1.579,87 euro in meno perdi 1.579,87 euro di deduzione, e su quella base paghi l'imposta sostitutiva: il 15 per cento di 1.579,87 e 236,98 euro. Il risparmio netto scende quindi a 1.342,89 euro, cioe esattamente il 15 per cento in meno di quello annunciato.

Con l'aliquota al 5 per cento il taglio e piu leggero. Nei primi cinque periodi d'imposta, per chi ha i requisiti dell'aliquota ridotta, il recupero fiscale e il 5 per cento di 1.579,87, cioe 78,99 euro: il risparmio netto sale a 1.500,88 euro. Chi e al 5 per cento perde meno risparmio per strada, ma ha anche meno margine fiscale da difendere.

Lo stesso conto per un commerciante. Il risparmio lordo sul minimale e 1.611,47 euro. Con l'imposta al 15 per cento ne tornano indietro 241,72 euro, quindi restano 1.369,75 euro; con l'imposta al 5 per cento ne tornano indietro 80,57 euro e restano 1.530,90 euro. La regola e sempre la stessa: togli dal risparmio lordo la tua aliquota di imposta sostitutiva e ottieni il risparmio vero.

La formula che puoi usare sul tuo reddito

  • Primo passo. Calcola il contributo pieno: reddito forfettario per 24 per cento se sei artigiano, per 24,48 per cento se sei commerciante. Se il reddito e sotto il minimale, il contributo si calcola comunque su 18.808,00 euro.
  • Secondo passo. Moltiplica per 0,35: quello e il risparmio lordo. Oppure moltiplica per 0,65 e ottieni direttamente quanto verserai.
  • Terzo passo. Togli dal risparmio lordo la tua aliquota di imposta sostitutiva, 15 o 5 per cento: quello che resta e il risparmio vero.
  • Quarto passo. Confronta il contributo IVS ridotto con 4.513,92 euro se sei artigiano e con 4.604,20 euro se sei commerciante, cioe con il contributo IVS pieno sul minimale della tua gestione. Se sta sotto, stai comprando lo sconto con mesi di anzianita. La soglia di reddito, 28.935,38 euro, e la stessa per entrambi.

Per il calcolo delle imposte dentro il regime, vedi come si calcolano le tasse in forfettario.

Attenzione all'effetto sugli acconti

Il primo anno di riduzione ti alza l'imposta due volte. Paghi meno contributi, quindi l'imponibile sale, quindi sale il saldo dell'imposta sostitutiva, e con il saldo salgono anche gli acconti calcolati con il metodo storico.

Mettilo nel conto. Il risparmio contributivo arriva subito, l'aumento dell'imposta arriva alla dichiarazione successiva. Chi guarda solo gli F24 dei contributi si convince di avere risparmiato piu di quanto ha risparmiato davvero.

Soglia e mesi

28.935 euro: la soglia che divide chi perde mesi da chi perde solo montante

E il punto piu importante di tutta la decisione, e si trova scritto quasi da nessuna parte. Il comma 77 richiama l'articolo 2 comma 29 della legge 335/1995: il versamento di un contributo pari a quello calcolato sul minimale da diritto all'accredito di tutti i mesi dell'anno, e se si versa meno i mesi accreditati sono proporzionalmente ridotti.

Quanti mesi ti accreditano, secondo il reddito

Il conto e per un artigiano. Il contributo IVS ridotto si ottiene moltiplicando il reddito per il 24 per cento e poi per 0,65, cioe per il 15,6 per cento. Il confronto e con 4.513,92 euro, il contributo IVS pieno sul minimale di 18.808,00 euro.

Reddito forfettario Contributo IVS ridotto Mesi accreditati
sotto il minimale
per esempio 9.000 euro: il contributo si calcola comunque su 18.808,00
2.934,05 euro circa 8 su 12
18.808,00 euro
il minimale
2.934,05 euro circa 8 su 12
22.000,00 euro 3.432,00 euro circa 9 su 12
26.000,00 euro 4.056,00 euro circa 11 su 12
da 28.935,38 euro in su
18.808 diviso 0,65
4.513,92 euro o piu 12 su 12

Come si legge la soglia. Il contributo pieno sul minimale corrisponde al 24 per cento di 18.808,00 euro. Con la riduzione versi solo il 65 per cento di quello che dovresti: per arrivare alla stessa cifra in euro ti serve un reddito piu alto, e precisamente 18.808 diviso 0,65, cioe 28.935,38 euro. Da quel reddito in su l'accredito e pieno e la riduzione non ti costa piu un solo mese di anzianita. Per un commerciante gli importi cambiano, perche l'aliquota e il 24,48 per cento e il contributo IVS pieno sul minimale e 4.604,20 euro, ma la soglia di reddito resta la stessa: 28.935,38 euro.

I mesi indicati sono un ordine di grandezza, non una sentenza. La legge fissa la proporzione, non il modo in cui si arrotondano i mesi: il 65 per cento di dodici mesi fa 7,8, e quanti mesi ti vengono effettivamente accreditati lo leggi solo nell'estratto conto contributivo INPS. Prima di decidere, se stai sul minimale, controllalo.

E quei mesi si possono ricomprare? No, non con la riduzione: il meccanismo dell'articolo 2 comma 29 della legge 335/1995 guarda il contributo effettivamente versato nell'anno e non prevede nessun versamento di integrazione per rimettere a posto i mesi mancanti. L'unica leva che hai e decidere prima se chiedere la riduzione oppure no. Gli istituti generali che permettono di coprire periodi scoperti, come i versamenti volontari, hanno requisiti e procedure proprie e vanno verificati all'INPS caso per caso: non dare per scontato di poterci contare. Nell'estratto conto contributivo l'anno con la riduzione compare con meno di dodici mesi accreditati, ed e li che vedi il prezzo che hai pagato.

Cosa perdi sopra la soglia. Non anni, ma montante: con il sistema contributivo la pensione si calcola sui contributi accumulati, quindi versare il 65 per cento significa accumulare il 65 per cento. L'anzianita resta intera, l'importo futuro scende. E una perdita reale, ma e una perdita che puoi decidere di compensare altrove.

Il conto dei mesi, su dieci anni

Sul minimale, ogni anno di riduzione costa circa quattro mesi di anzianita contributiva. Versi il 65 per cento del contributo sul minimale e ti accreditano circa otto mesi su dodici: gli altri quattro non ci sono.

In dieci anni sono oltre tre anni di contributi che mancano all'appello. Che cosa significa dipende dalla tua carriera: per chi rischia di non arrivare al requisito contributivo minimo della pensione di vecchiaia sono altrettanti anni di lavoro in piu, per chi quel requisito lo raggiunge comunque sono solo una pensione piu bassa.

Chi deve guardare questo numero con attenzione. Chi ha iniziato a lavorare tardi, chi ha una carriera discontinua e chi ha pochi anni di contributi alle spalle: per loro i mesi valgono molto piu dei 1.342,89 euro risparmiati. Chi ha gia una lunga anzianita da lavoro dipendente ha un cuscino, e il calcolo cambia.

Conviene a te

Conviene a te? Due elenchi per decidere

Hai gli importi e hai la soglia: adesso il confronto e con la tua situazione. Sono i due elenchi che decidono, e si leggono in un minuto.

Quando la riduzione resta la scelta giusta

  • Reddito stabilmente sopra i 28.935 euro. L'accredito e pieno, il costo e solo di montante e il risparmio in euro cresce con il reddito, perche la riduzione colpisce anche l'eccedenza.
  • Hai gia molti anni di contributi. Se arrivi da una carriera da dipendente, qualche mese in meno all'anno pesa poco sul requisito di anzianita.
  • Preferisci gestire tu la previdenza. Il risparmio versato in un fondo pensione o investito nell'attivita puo rendere piu del montante INPS. E una scommessa, non una certezza, ma e una scelta legittima. Un'avvertenza che cambia il conto: in regime forfettario i versamenti al fondo pensione non si deducono dal reddito forfettario, perche il comma 64 ammette in deduzione solo i contributi previdenziali obbligatori. La previdenza complementare si deduce dal reddito complessivo, quindi lo scudo fiscale c'e solo se hai altri redditi soggetti a IRPEF.
  • L'attivita e in avvio e la cassa e tirata. Sul minimale, circa 1.343 euro di liquidita in piu nel primo anno possono valere molto piu di quattro mesi di anzianita futura.

Quando conviene lasciarla stare

  • Sei sul minimale e ti servono anni di anzianita. Se sei vicino al requisito contributivo o hai una carriera corta, quattro mesi l'anno sono il prezzo sbagliato per 1.342,89 euro.
  • Sei un pensionato over 65. Entrando nel regime agevolato perdi la riduzione del 50 per cento e ti resta solo il 35: vedi il tranello del comma 80.
  • Ti sei iscritto nel 2025 e hai la riduzione del 50 per cento. Non e cumulabile con il 35 per cento: devi scegliere, e il 50 per cento della sola IVS va confrontato con il 35 per cento di tutto.
  • Hai familiari collaboratori che hanno diritto alla riduzione di tre punti. Quei tre punti spettano ai collaboratori familiari entro il limite di eta previsto dalla norma: se i tuoi ci rientrano, nel regime agevolato li perdono. Anche questo va messo nel conto.
Irreversibilita

Uscire dal regime agevolato e definitivo: non si rientra piu

E la trappola che costa di piu, perche riguarda una decisione che la gente prende con leggerezza: provo la riduzione per un anno o due, poi se non mi piace torno indietro. Non funziona cosi. Il comma 82 della legge 190/2014 chiude la porta a chiave.

Cosa dice esattamente il comma 82

La norma prevede che il regime contributivo agevolato cessi dall'anno successivo a quello in cui viene meno la condizione del comma 54 o si verifica una delle cause di esclusione del comma 57, e che la cessazione comporti l'applicazione del regime ordinario di determinazione e versamento del contributo. Poi aggiunge la frase che conta: il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l'impossibilita di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussista la condizione di cui al comma 54.

  • Vale per la rinuncia volontaria. Se ti accorgi che la riduzione ti costa troppi mesi e chiedi di tornare al contributo pieno, non potrai piu chiedere la riduzione negli anni successivi.
  • Vale anche per l'uscita involontaria. Se superi la soglia di ricavi del forfettario o ricadi in una causa di esclusione, il regime agevolato cessa dall'anno dopo e non si riapre, nemmeno se nel frattempo rientri nei requisiti del forfettario.
  • Il momento della rinuncia cambia la data, non la definitivita. Secondo la circolare INPS 14/2026, la rinuncia presentata entro il 28 febbraio fa ripartire il regime ordinario dal 1 gennaio dello stesso anno, in via definitiva, precludendo ogni ulteriore possibilita di accesso al beneficio; una comunicazione successiva al 28 febbraio sposta il ripristino del regime ordinario al 1 gennaio dell'anno dopo.
  • Non e un cambio di regime fiscale. Qui si parla solo del regime contributivo. Il regime forfettario ai fini delle imposte e un'altra cosa, con regole di accesso e uscita proprie: vedi la guida al regime forfettario.

La conseguenza pratica. La riduzione del 35 per cento non e una leva da tirare quando serve liquidita e da rimettere a posto quando le cose vanno meglio. E una scelta che, una volta abbandonata, non torna. Per questo il momento giusto per fare il conto e adesso, prima della domanda, non dopo tre anni.

Le tre riduzioni

Le tre riduzioni che vengono sempre confuse

Quando si cerca riduzione contributi INPS escono tre agevolazioni diverse, con requisiti diversi, durate diverse e moduli di domanda diversi. Scambiarle significa chiedere la cosa sbagliata o convincersi di avere diritto a uno sconto che non esiste piu.

Confronto fra le tre riduzioni

Riduzione Chi ne ha diritto Quanto e per quanto Come si chiede
35% dei forfettari Forfettari iscritti alla gestione artigiani o commercianti. Fuori la Gestione separata 35% della contribuzione previdenziale, su minimale ed eccedenza, per tutti gli anni nel regime agevolato. Fuori dal taglio la quota di maternita Dichiarazione telematica dal Cassetto previdenziale, entro il 28 febbraio se sei gia in attivita
50% dei nuovi iscritti 2025 Prima iscrizione nel corso del 2025 a una gestione speciale autonoma, con redditi d'impresa anche in forfetario: titolari, soci e coadiuvanti familiari 50% della sola quota IVS, per 36 mesi dall'iscrizione, nel limite de minimis di 300.000 euro in tre anni. Restano interi maternita e lo 0,48% dei commercianti Domanda dal Portale delle Agevolazioni, ex DiResCo, modulo Riduzione 50% ART-COM 2025
50% degli over 65 pensionati Artigiani e commercianti con piu di 65 anni di eta e gia pensionati presso le gestioni dell'INPS 50% dei contributi dovuti, finche restano i requisiti di eta e di pensione. Non spetta a chi sta nel regime agevolato dei forfettari Si gestisce con l'INPS sulla posizione contributiva: verifica la tua situazione nel Cassetto previdenziale

Le norme, in fila. La riduzione dei forfettari sta nell'articolo 1, commi da 77 a 84, della legge 190/2014; quella dei nuovi iscritti nell'articolo 1 comma 186 della legge 207/2024, con il messaggio INPS numero 2449 del 7 agosto 2025 per la domanda; quella degli over 65 pensionati nell'articolo 59 comma 15 della legge 449/1997, che la circolare INPS 14/2026 conferma anche per il 2026. L'esclusione della terza per chi sta nel regime agevolato e nel comma 80 della legge 190/2014, e vale anche per i familiari collaboratori nelle stesse condizioni. Per il 35 per cento, l'importo esatto da versare e sempre quello esposto nel tuo Cassetto previdenziale.

La riduzione del 50 per cento dei nuovi iscritti non e stata prorogata. Riguarda solo chi si e iscritto per la prima volta nel corso del 2025: chi si iscrive dal 1 gennaio 2026 non puo accedervi, e la circolare INPS 14/2026 la cita solo in riferimento alle iscrizioni del 2025. Se qualcuno ti dice che apri adesso e hai il 50 per cento per tre anni, sta parlando di una norma che per te non c'e.

Il 35 e il 50 per cento non si cumulano. La riduzione dei nuovi iscritti non e cumulabile con il regime contributivo agevolato dei forfettari, ne con la riduzione per gli over 65 gia pensionati: bisogna scegliere. Chi si e iscritto nel 2025 e ha ottenuto il 50 per cento puo rinunciare al beneficio a partire dal 1 gennaio 2026, come ha precisato il messaggio INPS numero 3922 del 23 dicembre 2025, ma anche questa rinuncia e definitiva.

Quale conviene fra 35 e 50 per cento. Non e detto che il 50 per cento vinca sempre: taglia la meta di una base piu piccola, perche lascia fuori la maternita e, per i commercianti, l'aliquota aggiuntiva dello 0,48 per cento, e dura 36 mesi, mentre il 35 per cento accompagna tutti gli anni in cui resti nel regime agevolato. Fai il conto su tre anni e poi su dieci, con il tuo reddito, prima di scegliere.

Il tranello del comma 80: pensionato over 65, il regime agevolato ti peggiora

Il testo e secco. Il comma 80 della legge 190/2014 prevede che ai soggetti del comma 76, cioe a chi sta nel regime contributivo agevolato, e ai loro familiari collaboratori gia pensionati presso le gestioni dell'INPS e con piu di 65 anni di eta, non si applichino le disposizioni dell'articolo 59 comma 15 della legge 449/1997.

Tradotto. Un pensionato over 65 che entra nel regime agevolato dei forfettari perde la riduzione del 50 per cento e si ritrova con quella del 35 per cento. Lo sconto piu grande lo ha chi sta fuori dal regime agevolato: e l'unico caso in cui chiedere la riduzione del 35 per cento e una scelta che ti costa soldi subito, non solo pensione domani.

Se sei in questa situazione il conto va fatto prima di presentare qualunque domanda. Il tema e trattato per intero nella guida su Partita IVA da pensionato.

Domanda e scadenze

Come si chiede, entro quando, e cosa succede se arrivi tardi

La riduzione non e automatica: va chiesta con una dichiarazione telematica all'INPS. Il comma 83 della legge 190/2014 distingue due situazioni, chi inizia l'attivita e chi la esercita gia, e per la seconda fissa un termine di decadenza.

Qual e la tua prima finestra utile. Se stai leggendo dopo il 28 febbraio e sei gia in attivita, il 2026 e chiuso: la prima finestra utile e gennaio-febbraio 2027 e la riduzione partira dal 1 gennaio 2027. Se invece apri l'attivita adesso, la comunicazione va fatta subito e vale sui contributi di quest'anno.

Chi comunica cosa, e da quando vale

Situazione Quando si comunica Da quando vale
Apri l'attivita nell'anno in corso Con la massima tempestivita rispetto al provvedimento di iscrizione, secondo la circolare INPS 14/2026 Dall'iscrizione, sui contributi dell'anno in corso
Hai iniziato l'attivita l'anno prima e vuoi il regime per quest'anno Entro il termine perentorio del 28 febbraio Dal 1 gennaio dell'anno in corso
Eserciti gia l'attivita da anni Entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno Dal 1 gennaio dell'anno in corso
Presenti la dichiarazione oltre il termine In qualunque momento, ma l'anno in corso e perso Dall'anno successivo
Hai gia aderito negli anni scorsi Non devi ripresentare nulla Prosegue in automatico se restano i requisiti e non c'e rinuncia
Trasferisci l'attivita in un'altra provincia, nella stessa gestione Non devi piu ripresentare domanda Il regime continua senza interruzioni
Vuoi rinunciare al regime agevolato Entro il 28 febbraio per avere effetto dallo stesso anno, dopo quella data per l'anno successivo In via definitiva: preclude ogni ulteriore possibilita di accesso al beneficio

Dove si presenta. La dichiarazione si invia dal Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, con le credenziali che usi per l'INPS. Non e un modulo da scaricare e spedire: e una comunicazione telematica messa a disposizione dall'INPS, come prevede lo stesso comma 83.

Il testo della norma sul ritardo. Il comma 83 dice che, se la dichiarazione e presentata oltre il termine stabilito, l'accesso al regime agevolato puo avvenire a decorrere dall'anno successivo. Non ci sono sanzioni: c'e un anno di riduzione perso, e per chi sta sul minimale sono circa 1.343 euro.

Il 28 febbraio 2027 cade di domenica: non contare sullo slittamento

Invia la dichiarazione a gennaio e conserva la ricevuta telematica. Un termine di decadenza non perdona: se lo sbagli non paghi una sanzione, perdi un anno intero di riduzione, che sul minimale sono circa 1.343 euro.

Perche non aspettare l'ultimo giorno. Le regole generali sui termini farebbero slittare una scadenza domenicale al 1 marzo 2027, ma l'INPS parla di termine perentorio e le fonti professionali non sono concordi sullo slittamento: e un punto aperto, e preferiamo dirtelo invece di scegliere una versione.

Quando si pagano i contributi

La riduzione non cambia il calendario dei versamenti, cambia solo l'importo di ogni rata. I contributi sul minimale si pagano in quattro rate: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. L'ultima chiude l'anno contributivo 2026, ma cadendo dopo il 1 gennaio si deduce nel 2027, perche i contributi si deducono per cassa: conta l'anno in cui li versi. L'eventuale eccedenza sul minimale non segue queste date e si versa con il saldo e gli acconti delle imposte.

Le scadenze fiscali sono altre, non sovrapporle alle rate. Saldo e primo acconto scadono a fine giugno, con il differimento a fine luglio maggiorato dello 0,40 per cento; il secondo acconto dell'imposta sostitutiva scade il 30 novembre, non il 16. Il calendario completo sta nella guida alle scadenze fiscali, la compilazione del modello in come si compila e si paga l'F24.

Esclusioni

Chi resta fuori: tre esclusioni, due nascoste in due commi che nessuno legge

Oltre a chi non e forfettario, ci sono tre categorie che scoprono di essere fuori quando e tardi. Due stanno in due commi che di solito si salta, l'80 e l'81.

1) I professionisti forfettari in Gestione separata

Non hanno nessuna riduzione del 35 per cento. Il comma 77 richiama la legge 233/1990, che e la legge previdenziale di artigiani e commercianti: chi versa alla Gestione separata non entra in quel perimetro. Lo diciamo esplicitamente perche e la domanda piu frequente e la risposta sbagliata piu diffusa.

2) I pensionati over 65 che vogliono il 50 per cento

Il comma 80 glielo nega se entrano nel regime agevolato: vedi il tranello del comma 80.

3) I familiari collaboratori nel limite di eta

La riduzione contributiva di tre punti percentuali dell'articolo 1 comma 2 della legge 233/1990 spetta ai collaboratori familiari entro il limite di eta previsto dalla norma, ma il comma 81 prevede che non si applichi ai familiari collaboratori dei soggetti del comma 54. Se hai un figlio che collabora in impresa e che rientra in quel limite, nel regime agevolato quei tre punti li perde; se ne e fuori, non c'e nessun punto da perdere.

Il caso dell'impresa familiare va calcolato tutto insieme. Il regime agevolato riduce del 35 per cento i contributi del titolare e quelli dei collaboratori, ma ai collaboratori che rientrano nel limite di eta toglie i tre punti percentuali del comma 81. Secondo quanti collaboratori hai e quanti anni hanno, il saldo cambia: fatti fare il conto sulla posizione di tutti, non solo sulla tua.

E chi e fuori dal forfettario? Il regime contributivo agevolato segue il regime fiscale: se non sei in forfettario, la riduzione non esiste. Se stai valutando il passaggio, leggi prima la guida al regime forfettario e poi torna a questa pagina per la parte contributiva.

Due casi

Due casi concreti, uno sotto e uno sopra la soglia

Stesso mestiere, stessa gestione, stessa riduzione: cambia solo il reddito, e cambia la risposta. Gli importi usano i parametri INPS 2026 e l'imposta sostitutiva al 15 per cento.

Caso 1: Marco, idraulico, reddito sul minimale

Marco ha un'impresa artigiana individuale in regime forfettario. Il suo reddito forfettario quest'anno sta sul minimale, 18.808,00 euro. Ha 38 anni e dodici anni di contributi fra lavoro dipendente e lavoro autonomo.

  • Cosa risparmia. Il contributo pieno e 4.521,36 euro, quello ridotto 2.941,49: 1.579,87 euro in meno. Ma l'imponibile sale da 14.286,64 a 15.866,51 euro e l'imposta sostitutiva sale di 236,98 euro. Il risparmio vero e 1.342,89 euro.
  • Cosa paga. Il contributo IVS ridotto e 2.934,05 euro, cioe il 65 per cento del contributo pieno sul minimale: l'accredito scende a circa otto mesi su dodici. Ogni anno di riduzione gli costa circa quattro mesi di anzianita.
  • Il cambio in euro al mese. 1.342,89 euro l'anno sono circa 112 euro al mese di liquidita in piu. Il prezzo sono quattro mesi di anzianita che non recupera piu.
  • Il verdetto. Se Marco pensa di restare sul minimale per pochi anni e poi crescere, la riduzione e sostenibile. Se il minimale e la sua condizione strutturale, dieci anni cosi gli costano oltre tre anni di anzianita: meglio non chiederla affatto. Non potra accenderla e spegnerla secondo l'anno, perche una volta uscito dal regime agevolato non si rientra.

Un controllo da fare prima. Marco deve guardare il suo estratto conto contributivo INPS e contare quanti anni gli servono ancora. Quando il requisito di anzianita e vicino, i mesi valgono molto piu di 112 euro al mese.

Il conto e a regime. Nel primo anno di riduzione l'effetto fiscale e piu diluito: per il principio di cassa la rata del 16 febbraio si deduce nell'anno successivo, quindi l'aumento dell'imposta si spalma su due dichiarazioni.

Caso 2: Luca, idraulico come Marco, ma con 32.000 euro di reddito forfettario

Stessa gestione e stesso regime, reddito piu alto. Il contributo IVS pieno e il 24 per cento di 32.000 euro: 4.513,92 euro sul minimale piu 3.166,08 euro sui 13.192 euro di eccedenza, cioe 7.680,00 euro in tutto. La riduzione colpisce entrambe le parti.

Voce Contributi pieni Con la riduzione del 35%
Reddito forfettario 32.000,00 euro 32.000,00 euro
Contributo IVS, aliquota 24% 7.680,00 euro 4.992,00 euro
7.680,00 per 0,65
Quota di maternita 7,44 euro 7,44 euro
Totale contributi versati 7.687,44 euro 4.999,44 euro
Imponibile dopo la deduzione dei contributi 24.312,56 euro 27.000,56 euro
Imposta sostitutiva al 15% 3.646,88 euro 4.050,08 euro
403,20 euro in piu
Totale fra contributi e imposta 11.334,32 euro 9.049,52 euro
Mesi accreditati 12 su 12 12 su 12
4.992,00 euro superano i 4.513,92 del minimale pieno

Risparmio annunciato: 2.688,00 euro lordi. Risparmio che resta: 2.284,80 euro netti.

Perche per Luca il conto e un altro. Risparmia 2.284,80 euro netti l'anno, quasi mille euro piu di Marco, e non perde un solo mese di anzianita, perche il suo contributo ridotto di 4.992,00 euro resta sopra i 4.513,92 euro del contributo pieno sul minimale. Il prezzo che paga e solo montante contributivo: la sua pensione sara piu bassa, ma arrivera agli stessi anni.

Quanto vale, in euro, quella pensione piu bassa. I 2.688,00 euro di IVS che Luca non versa ogni anno sono montante che non si accumula. Con un coefficiente di trasformazione intorno al 5,5 per cento, l'ordine di grandezza e circa 148 euro l'anno di pensione lorda in meno per ogni anno di riduzione, cioe intorno a 12 euro al mese. Dieci anni di riduzione a questo reddito valgono quindi circa 120 euro al mese di pensione in meno. L'ipotesi e dichiarata, e volutamente prudente: non tiene conto della rivalutazione del montante ne del coefficiente effettivo alla tua eta di uscita. Il conto sulla tua posizione lo fa il simulatore pensione dell'INPS, La mia pensione futura, con i tuoi dati reali.

Il conto e a regime. Anche qui, nel primo anno di riduzione la rata del 16 febbraio si deduce nell'anno successivo per il principio di cassa, quindi l'effetto sull'imposta si spalma su due dichiarazioni.

Il confronto che conta. Marco paga lo sconto in mesi, Luca lo paga in euro di pensione futura. La prima moneta non si ricompra, la seconda si puo mettere da parte altrove: e per questo che la soglia dei 28.935 euro, e non la simpatia per l'INPS, e il vero spartiacque della decisione.

Checklist

Decidere in nove passaggi

Nell'ordine giusto. Il terzo passaggio da solo divide i due casi della sezione precedente.

Dal requisito alla domanda

1) Verifica di essere nel perimetro

Serve il regime forfettario e l'iscrizione alla gestione artigiani o commercianti. Se versi alla Gestione separata, la riduzione del 35 per cento non esiste per te e puoi fermarti qui.

2) Calcola il risparmio vero

Contributo IVS per 0,35, meno la tua aliquota di imposta sostitutiva: i 7,44 euro di maternita non si riducono. Sul minimale sono 1.342,89 euro per un artigiano al 15 per cento e 1.369,75 per un commerciante.

3) Confronta il tuo reddito con 28.935 euro

Sopra, l'accredito resta di dodici mesi e perdi solo montante. Sotto, stai comprando lo sconto con mesi di anzianita: vai al passaggio 4.

4) Guarda l'estratto conto contributivo

Quanti anni hai gia accreditati e quanti ti servono. Se la carriera e corta o discontinua, quattro mesi l'anno sono un prezzo alto.

5) Metti sul tavolo le altre riduzioni

Ti sei iscritto nel 2025 e hai il 50 per cento? Sei un pensionato over 65? Hai familiari collaboratori giovani? In tutti e tre i casi il 35 per cento non e automaticamente la scelta migliore.

6) Ricorda che e definitiva

Puoi uscire, non puoi rientrare. Decidi come se non potessi cambiare idea, perche in questo caso e proprio cosi.

7) Invia la dichiarazione a gennaio

Dal Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. Se hai appena aperto, appena ricevi il provvedimento di iscrizione. Se sei gia in attivita, entro il 28 febbraio, ma senza aspettare l'ultimo giorno: se leggi questa pagina dopo il 28 febbraio, la tua prima finestra utile e gennaio-febbraio dell'anno prossimo.

8) Rifai il conto ogni anno

Chi ha gia aderito non deve ripresentare nulla, il regime prosegue in automatico. Ma il reddito cambia, e con il reddito cambia se stai perdendo mesi o solo montante.

9) Non decidere da solo

Questa scelta incrocia contributi, imposta sostitutiva e pensione futura. Vale mezz'ora di confronto con chi tiene la tua contabilita.

Approfondisci: Contributi e minimali • P.IVA artigiani • Calcolo tasse • INPS e Partita IVA • Quanto costa mantenere la P.IVA • P.IVA da pensionato

Facciamo il conto sul tuo reddito

Verifica dei requisiti, calcolo del risparmio netto con la tua aliquota, confronto con la soglia dei mesi accreditati, invio della dichiarazione all'INPS nei termini: tutto in un canone fisso, con contabilita e dichiarazione incluse.

La riduzione del 35 per cento e una scelta che non si annulla. Prima di presentare la domanda, fatti fare i due conti che contano: quello in euro e quello in mesi.

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi di chi deve decidere se chiedere la riduzione.

Conviene chiedere la riduzione del 35 per cento dei contributi INPS?

Dipende dal tuo reddito forfettario, e la soglia e circa 28.935 euro. Sopra quel reddito il contributo ridotto resta comunque superiore al contributo pieno calcolato sul minimale di 18.808,00 euro, quindi l'INPS ti accredita dodici mesi su dodici e la riduzione ti costa solo montante contributivo, cioe un importo futuro di pensione piu basso. Sotto quella soglia, e in particolare se stai sul minimale, versi il 65 per cento del contributo e ti vengono accreditati circa otto mesi su dodici: ogni anno di riduzione ti costa circa quattro mesi di anzianita contributiva. Il secondo elemento da considerare e che la scelta non e reversibile: il comma 82 della legge 190/2014 prevede che il passaggio al regime previdenziale ordinario determini l'impossibilita di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato.

Quanto si risparmia davvero con la riduzione del 35 per cento nel 2026?

Meno di quanto sembra, perche i contributi si deducono dal reddito forfettario e versarne meno fa salire l'imposta sostitutiva. Un artigiano sul minimale 2026 paga 4.521,36 euro di contributi pieni e 2.941,49 euro con la riduzione, quindi risparmia 1.579,87 euro lordi. Ma l'imponibile sale da 14.286,64 a 15.866,51 euro e l'imposta sostitutiva al 15 per cento sale di 236,98 euro: il risparmio vero e 1.342,89 euro, cioe esattamente il 15 per cento in meno di quello annunciato. Con l'aliquota al 5 per cento il recupero fiscale e di 78,99 euro e il risparmio netto e 1.500,88 euro. Per un commerciante sul minimale il risparmio lordo e 1.611,47 euro e quello netto, con l'imposta al 15 per cento, e 1.369,75 euro.

La riduzione del 35 per cento mi fa perdere anni di contributi per la pensione?

Puo farteli perdere, se il tuo reddito e basso. Il comma 77 richiama l'articolo 2 comma 29 della legge 335/1995, secondo cui il versamento di un contributo pari a quello calcolato sul minimale da diritto all'accredito di tutti i mesi dell'anno, mentre chi versa meno si vede accreditare un numero di mesi proporzionalmente ridotto. Chi sta sul minimale e versa il 65 per cento si vede accreditare circa otto mesi l'anno invece di dodici, quindi circa quattro mesi di anzianita in meno ogni anno: in dieci anni sono oltre tre anni di contributi che mancano all'appello per la pensione di vecchiaia. Sopra circa 28.935 euro di reddito il problema non c'e, perche il contributo ridotto supera comunque quello pieno sul minimale. Quanti mesi ti vengono effettivamente accreditati lo leggi solo nell'estratto conto contributivo INPS: la legge fissa la proporzione, non il modo di arrotondare i mesi.

Qual e il reddito oltre il quale la riduzione non costa piu mesi di anzianita?

Circa 28.935 euro di reddito forfettario. Il conto e semplice: il reddito minimale 2026 e 18.808,00 euro e con la riduzione versi il 65 per cento del dovuto, quindi serve un reddito pari a 18.808 diviso 0,65, cioe 28.935,38 euro, perche il contributo ridotto raggiunga in euro il contributo pieno sul minimale. Per un artigiano significa arrivare a 4.513,92 euro di contributo IVS, che e il 15,6 per cento di 28.935,38 euro, cioe il 24 per cento ridotto del 35 per cento. Da quel reddito in su l'accredito torna di dodici mesi su dodici e la riduzione costa solo montante, cioe importo futuro della pensione, non anni di anzianita.

Posso tornare indietro se cambio idea sulla riduzione del 35 per cento?

Puoi uscire, non puoi rientrare. Il comma 82 della legge 190/2014 prevede che il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determini l'impossibilita di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussista la condizione di cui al comma 54. Vale sia per la rinuncia volontaria sia per l'uscita dovuta alla perdita dei requisiti. Secondo la circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026, la rinuncia presentata entro il 28 febbraio fa ripartire il regime ordinario dal 1 gennaio dello stesso anno, in via definitiva, precludendo ogni ulteriore possibilita di accesso al beneficio, mentre una comunicazione successiva al 28 febbraio sposta il ripristino al 1 gennaio dell'anno dopo.

Come si chiede la riduzione del 35 per cento e entro quando?

Con una dichiarazione telematica all'INPS, che si invia dal Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. Il comma 83 della legge 190/2014 distingue due casi: chi intraprende l'attivita presenta la dichiarazione messa a disposizione dall'INPS, e la circolare 14/2026 chiede di farlo con la massima tempestivita rispetto al provvedimento di iscrizione; chi esercita gia l'attivita presenta la stessa dichiarazione entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno. Se la presenti oltre il termine, l'accesso al regime agevolato puo avvenire solo dall'anno successivo. Chi ha gia aderito non deve ripresentare nulla, perche il regime prosegue in automatico se restano i requisiti e non c'e rinuncia, e non serve ripresentare domanda nemmeno in caso di trasferimento dell'attivita in un'altra provincia nella stessa gestione. Un'avvertenza sulla prossima scadenza: il 28 febbraio 2027 cade di domenica e le regole generali sui termini lo farebbero slittare al 1 marzo, ma per il 2026 le fonti professionali non erano concordi sullo slittamento e l'INPS parla di termine perentorio, quindi conviene non arrivare all'ultimo giorno.

La riduzione del 50 per cento per i nuovi iscritti vale anche nel 2026?

No. L'articolo 1 comma 186 della legge 207/2024 riserva la riduzione del 50 per cento a chi si iscrive per la prima volta nel corso del 2025 a una delle gestioni speciali autonome degli artigiani o dei commercianti e percepisce redditi d'impresa, anche in regime forfetario, compresi i titolari di ditta individuale, i soci di societa e i coadiuvanti familiari. Dura 36 mesi dalla data di iscrizione, riduce solo la quota IVS e lascia dovuti per intero il contributo di maternita e, per i commercianti, l'aliquota aggiuntiva dello 0,48 per cento. Opera nel limite degli aiuti de minimis di 300.000 euro in tre anni. Non e stata prorogata: chi si iscrive dal 1 gennaio 2026 non puo accedervi, e la circolare INPS 14/2026 la cita solo in riferimento alle iscrizioni del 2025.

Si possono cumulare la riduzione del 35 per cento e quella del 50 per cento?

No, bisogna scegliere. La riduzione del 50 per cento dei nuovi iscritti non e cumulabile con il regime contributivo agevolato dei forfettari, cioe con il 35 per cento, ne con la riduzione per gli over 65 gia pensionati. Il confronto non e scontato: il 50 per cento taglia la meta di una base piu piccola, perche lascia fuori la maternita e, per i commercianti, l'aliquota aggiuntiva dello 0,48 per cento, e dura 36 mesi, mentre il 35 per cento accompagna tutti gli anni in cui resti nel regime agevolato. Chi ha ottenuto il 50 per cento puo rinunciarvi a partire dal 1 gennaio 2026, come ha precisato il messaggio INPS numero 3922 del 23 dicembre 2025, ma anche questa rinuncia e definitiva.

Sono un pensionato over 65 con Partita IVA: mi conviene il regime agevolato dei forfettari?

Quasi certamente no, e il motivo e in un comma che si legge poco. L'articolo 59 comma 15 della legge 449/1997 riduce del 50 per cento i contributi dovuti dagli artigiani e dai commercianti con piu di 65 anni di eta e gia pensionati presso le gestioni dell'INPS, e la circolare INPS 14/2026 conferma che continua ad applicarsi anche nel 2026. Ma il comma 80 della legge 190/2014 prevede che quella riduzione non si applichi a chi sta nel regime contributivo agevolato ne ai suoi familiari collaboratori nelle stesse condizioni. Risultato: entrando nel regime agevolato dei forfettari passi dal 50 al 35 per cento, cioe peggiori la tua posizione. Il tema e trattato nella guida dedicata alla Partita IVA da pensionato.

I forfettari professionisti iscritti alla Gestione separata hanno diritto alla riduzione del 35 per cento?

No, e vale la pena dirlo in modo esplicito perche e l'equivoco piu diffuso. Il comma 77 della legge 190/2014 prevede che sul reddito forfettario si applichi la contribuzione dovuta ai fini previdenziali ridotta del 35 per cento, ma lo fa richiamando l'articolo 1 della legge 2 agosto 1990 numero 233, che e la legge previdenziale degli artigiani e dei commercianti. I professionisti forfettari iscritti alla Gestione separata non entrano in quel perimetro e non hanno nessuna riduzione: pagano l'aliquota piena sul reddito forfettario. La riduzione spetta solo ai forfettari iscritti alla gestione artigiani o alla gestione commercianti.

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