Dichiarazione dei Redditi Partita IVA: tutto quello che devi sapere
La dichiarazione dei redditi non è facoltativa se hai una Partita IVA. Ma tra modelli, scadenze, quadri e acconti, il rischio di perdersi è reale. Qui trovi un percorso chiaro: chi la presenta, quando, cosa serve e come compilarla (forfettario e ordinario).
Guide correlate: Regime Forfettario • F24: come compilare e pagare • Scadenze fiscali
Cos'è la dichiarazione dei redditi
La dichiarazione dei redditi è l'adempimento annuale con cui comunichi all'Agenzia delle Entrate tutti i redditi percepiti nell'anno precedente e calcoli le imposte dovute. Se hai una Partita IVA, il modello da utilizzare è il Modello Redditi, non il 730.
I tre modelli: PF, SP e SC
Non esiste un unico Modello Redditi. Il modello corretto dipende dalla forma giuridica della tua attività.
- Modello Redditi PF (Persone Fisiche): è quello che usi se sei un professionista, un lavoratore autonomo o una ditta individuale, compresi i forfettari. Contiene tutti i quadri necessari per dichiarare i redditi di impresa e di lavoro autonomo.
- Modello Redditi SP (Società di Persone): lo usano le S.n.c. e le S.a.s. La società dichiara il reddito, ma l'IRPEF viene pagata dai singoli soci in proporzione alle loro quote, tramite il loro Redditi PF.
- Modello Redditi SC (Società di Capitali): destinato a S.r.l. e S.p.A. La società paga l'IRES (aliquota fissa al 24%) sul proprio reddito imponibile, indipendentemente dai soci.
Il punto chiave
Se hai una Partita IVA, il 730 non ti basta: devi usare il Modello Redditi.
Il 730 è per dipendenti e pensionati. Il titolare di P.IVA ha redditi che il 730 non gestisce (quadro RE, RF, RG, LM...). Anche se hai anche redditi da lavoro dipendente, nel momento in cui apri Partita IVA devi passare al Modello Redditi PF.
Chi deve presentare la dichiarazione
La risposta breve: tutti i titolari di Partita IVA. Senza eccezioni. Anche se hai fatturato zero.
In dettaglio: chi è obbligato
L'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi riguarda chiunque abbia una Partita IVA attiva durante l'anno di riferimento. Questo include:
- Professionisti e freelance (con o senza cassa previdenziale)
- Ditte individuali (artigiani, commercianti)
- Forfettari: molti pensano di essere esonerati perché "pagano poco". Non è così. Il forfettario compila il Quadro LM del Modello Redditi PF e versa l'imposta sostitutiva del 5% o 15%.
- Società di persone e di capitali: la società presenta il proprio modello (SP o SC); i soci delle società di persone dichiarano anche nel loro Redditi PF personale.
La differenza con il 730
Il 730 è un modello semplificato riservato a dipendenti e pensionati. Se hai una Partita IVA, devi usare il Modello Redditi PF, che ha quadri specifici per i redditi di impresa e lavoro autonomo. Se prima eri dipendente e usavi il 730, con l'apertura della P.IVA cambi modello. La differenza pratica principale? Il Modello Redditi richiede l'invio telematico (direttamente o tramite intermediario abilitato) e gestisce anche il calcolo di saldo e acconti.
Scadenze dichiarazione redditi 2026
La dichiarazione dei redditi 2026 (relativa ai redditi 2025) ha tre date fondamentali da segnare in agenda. Mancarle costa caro: le sanzioni partono in automatico.
| Scadenza | Cosa devi fare | Note pratiche |
|---|---|---|
| 30 giugno 2026 | Versamento saldo imposte anno precedente + primo acconto anno in corso | Rateizzabile fino a 6 rate (con interessi). Se non rateizzi, paghi tutto in un'unica soluzione. Si paga tramite modello F24. |
| 30 luglio 2026 | Versamento saldo + primo acconto con maggiorazione 0,40% | Se non riesci a pagare entro il 30 giugno, hai 30 giorni in più pagando una piccola maggiorazione. |
| 30 novembre 2026 | Presentazione telematica dichiarazione + versamento secondo acconto | L'invio avviene tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato. Il secondo acconto non è rateizzabile. |
Consiglio TurboTasse: non aspettare novembre per preparare i documenti. Se inizi a raccoglierli da gennaio, arrivi alle scadenze senza stress. Vuoi un promemoria personalizzato? Consulta il calendario scadenze.
Cosa serve per compilare la dichiarazione
Prima di sederti (o far sedere il commercialista) davanti al modello, assicurati di avere tutto. Ogni documento mancante rallenta il lavoro e aumenta il rischio di errori.
| Documento | A cosa serve | Dove lo trovi |
|---|---|---|
| Fatture emesse | Calcolo dei ricavi / compensi | Software di fatturazione elettronica o Cassetto Fiscale |
| Fatture ricevute | Calcolo dei costi deducibili (solo regime ordinario) | Software di fatturazione o Cassetto Fiscale |
| F24 versati | Verifica degli acconti già pagati e dei contributi versati | Home banking o Cassetto Fiscale |
| Certificazioni Uniche (CU) | Ritenute d'acconto subite (professionisti in ordinario) | Inviate dai clienti / sostituti d'imposta |
| Contributi INPS versati | Deduzione dal reddito (fondamentale per ridurre l'imponibile) | Cassetto previdenziale INPS o F24. Vedi guida INPS Partita IVA. |
| Spese deducibili / detraibili | Riduzione del reddito imponibile o dell'imposta lorda | Documenti personali (spese mediche, assicurative, ecc.). Vedi guida spese deducibili. |
Turbo-tip: crea una cartella (fisica o digitale) con tutti questi documenti all'inizio dell'anno. Quando arriva il momento della dichiarazione, avrai tutto pronto in 5 minuti.
Come si compila (regime forfettario)
Se sei in regime forfettario, la dichiarazione è più semplice rispetto all'ordinario, ma non per questo puoi improvvisare. Il quadro di riferimento è il Quadro LM.
Il calcolo del reddito forfettario
Il regime forfettario non considera i costi reali. Il reddito si calcola con una formula fissa:
- Fatturato lordo (somma di tutte le fatture emesse nell'anno)
- Moltiplicato per il coefficiente di redditivita (varia in base al codice ATECO: ad esempio 78% per consulenti, 67% per commercio, 40% per alimentari)
- Dal risultato si sottraggono i contributi INPS versati nell'anno
- Sul reddito imponibile si applica l'imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (se rispetti le condizioni start-up) oppure 15%
Esempio pratico
Supponiamo che tu sia un consulente IT (coefficiente 78%) con fatturato di 40.000 euro e contributi INPS versati di 5.000 euro. Il reddito imponibile forfettario sarebbe: 40.000 x 78% - 5.000 = 26.200 euro. Con imposta al 15%: 26.200 x 15% = 3.930 euro di imposta sostitutiva. Con imposta al 5% (start-up): 26.200 x 5% = 1.310 euro. A questo si aggiunge l'INPS, che è la voce che pesa di più.
Errore classico del forfettario
"Pago il 5%, sto tranquillo."
Il 5% (o 15%) è solo l'imposta sostitutiva. I contributi INPS si aggiungono e spesso superano l'imposta stessa. Se non accantoni mensilmente una percentuale dei tuoi incassi, le scadenze di giugno e novembre diventano un problema serio per la cassa.
Vuoi sapere quanto accantonare? Chiedi a TurboTasse.
Come si compila (regime ordinario)
Nel regime ordinario, il calcolo del reddito si basa sulla differenza tra ricavi e costi effettivamente sostenuti. I quadri di riferimento cambiano in base alla tipologia di attivita.
I quadri del regime ordinario
- Quadro RE: per i redditi di lavoro autonomo (professionisti). Qui dichiari compensi percepiti e spese professionali sostenute.
- Quadro RF: per i redditi di impresa in contabilita ordinaria. Obbligatorio per S.r.l. e per chi supera certi limiti di ricavi.
- Quadro RG: per i redditi di impresa in contabilita semplificata. Per ditte individuali e societa di persone sotto le soglie previste.
Il calcolo delle imposte
A differenza del forfettario, nel regime ordinario paghi l'IRPEF con aliquote progressive:
- Fino a 28.000 euro: 23%
- Da 28.001 a 50.000 euro: 35%
- Oltre 50.000 euro: 43%
A queste si aggiungono le addizionali regionali e comunali e, naturalmente, i contributi INPS. Per questo motivo la pianificazione fiscale nel regime ordinario è ancora più importante: un buon commercialista può fare la differenza tra pagare il giusto e pagare troppo.
Differenza chiave: forfettario vs ordinario
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Costi | Forfettizzati (coefficiente) | Effettivi (deducibili) |
| Imposta | 5% o 15% (sostitutiva) | IRPEF progressiva |
| IVA | Non si applica | Si applica e si versa |
| Complessita | Bassa | Media-alta |
Saldo e acconti: come funzionano
Il meccanismo di saldo e acconti è il motivo per cui il primo anno di Partita IVA ti sembra di pagare "il doppio". In realta stai pagando le imposte dell'anno appena chiuso e un anticipo su quelle dell'anno in corso.
Come si calcola
Il versamento delle imposte si divide in tre momenti:
- Saldo: è la differenza tra l'imposta totale dovuta per l'anno precedente e gli acconti che hai gia versato durante quell'anno. Si paga entro il 30 giugno.
- Primo acconto (40% dell'imposta dell'anno precedente): si paga insieme al saldo, entro il 30 giugno.
- Secondo acconto (60% dell'imposta dell'anno precedente): si paga entro il 30 novembre. Non è rateizzabile.
Metodo storico vs previsionale
Di default si usa il metodo storico: gli acconti si calcolano sulla base dell'imposta dell'anno precedente. Se pero prevedi di fatturare meno, puoi usare il metodo previsionale: calcoli gli acconti sulla base del reddito che stimi per l'anno in corso. Attenzione: se la previsione è sbagliata e paghi meno del dovuto, scattano sanzioni e interessi. Meglio farsi consigliare.
Rateizzazione: come funziona
Il saldo e il primo acconto (quelli di giugno) possono essere rateizzati. Le regole:
- Puoi rateizzare fino a 6 rate mensili con scadenza il 16 di ogni mese
- Dalla seconda rata in poi si applicano interessi dello 0,33% al mese
- Il secondo acconto di novembre non si rateizza: va pagato in un'unica soluzione
- Ogni rata si paga con il modello F24
La rateizzazione è utile se il saldo è pesante. Ma pianifica la cassa in anticipo: è meglio accantonare mensilmente che trovarsi a rateizzare per necessita.
Checklist "dichiarazione serena"
Se fai questi 6 punti, la dichiarazione dei redditi smette di essere un incubo.
6 step pratici
1) Raccogli i documenti
Fatture, F24, CU, contributi INPS: tutto in una cartella prima di aprile.
2) Verifica il regime
Forfettario o ordinario? Il quadro da compilare dipende da questo.
3) Calcola il reddito
Forfettario: fatturato x coefficiente - INPS. Ordinario: ricavi - costi.
4) Calcola saldo e acconti
Imposta dovuta - acconti versati = saldo. Poi calcola i nuovi acconti.
5) Segna le scadenze
30 giugno (saldo + 1o acconto), 30 novembre (dichiarazione + 2o acconto).
6) Accantona ogni mese
La regola d'oro: % fissa di ogni incasso su un conto separato.
Vuoi che ci pensiamo noi? Contattaci e la tua dichiarazione e in mani sicure.
Il vero hack della dichiarazione
La dichiarazione non si prepara a ottobre. Si prepara tutto l'anno.
Regola semplice: ogni mese accantona una percentuale fissa dei tuoi incassi su un conto dedicato alle tasse. Quando arrivano le scadenze (giugno e novembre), hai gia i soldi pronti. Zero panico, zero rateizzazioni forzate.
Vuoi sapere la percentuale giusta per il tuo caso? Scrivici.
Domande frequenti sulla dichiarazione dei redditi
Risposte chiare alle domande che riceviamo ogni giorno.
Il forfettario deve fare la dichiarazione dei redditi?
Si, sempre. Il forfettario compila il Quadro LM nel Modello Redditi PF. Non puo usare il 730. L'obbligo vale anche se hai fatturato poco o nulla durante l'anno: finche la Partita IVA e attiva, la dichiarazione va presentata.
Quando scade la dichiarazione dei redditi 2026?
La presentazione telematica va fatta entro il 30 novembre 2026. Il saldo + primo acconto va versato entro il 30 giugno 2026 (con possibilita di slittare al 30 luglio con maggiorazione 0,40%). Il secondo acconto scade il 30 novembre 2026 ed e in unica soluzione.
Posso farla da solo?
Tecnicamente si: puoi compilare il Modello Redditi e inviarlo tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate. In pratica, il rischio di errori e alto. Un quadro compilato male, un codice tributo sbagliato o un acconto non calcolato correttamente possono costare sanzioni dal 30% al 240%. Un commercialista ti costa molto meno delle sanzioni per un errore evitabile.
Cosa succede se non la presento?
Se non presenti la dichiarazione, e considerata omessa. Le sanzioni vanno dal 120% al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se la presenti in ritardo ma entro 90 giorni dalla scadenza, puoi beneficiare del ravvedimento operoso: la sanzione e ridotta e paghi solo una penalita proporzionata al ritardo. Meglio tardi che mai, ma meglio ancora in tempo.
Hai un dubbio specifico sul tuo caso? Scrivici: rispondiamo in giornata.
Vuoi una dichiarazione senza pensieri?
Raccogliamo i documenti, calcoliamo tutto, inviamo e ti diciamo esattamente quanto e quando pagare.
Oppure scrivi a info@turbotasse.com