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NASpI e Partita IVA nel 2026: meglio l'anticipata o la NASpI ridotta?

Prendi la NASpI, o stai per prenderla, e vuoi metterti in proprio? La Partita IVA si puo aprire, ma la scelta di come farlo decide quanto incassi, quando lo incassi e cosa rischi. Qui trovi le strade previste dal decreto legislativo 22/2015 nella versione in vigore nel 2026, cosa cambia con l'anticipo pagato in due rate, le comunicazioni da non sbagliare, il lato fiscale e previdenziale della nuova attivita e un esempio numerico che mette a confronto le due opzioni.

Per chi prende la NASpI D.Lgs. 22/2015 Anticipo 70% + 30% Hot 10 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Forfettario e lavoro dipendente

Le basi

Con la NASpI si puo aprire la Partita IVA?

Si. La NASpI non vieta di avviare un'attivita autonoma o un'impresa individuale: il decreto legislativo 22/2015 prevede espressamente sia la possibilita di continuare a percepirla in misura ridotta, sia quella di chiederla in anticipo per finanziare l'avvio. Quello che non si puo fare e aprire e basta, senza dirlo all'INPS o senza guardare il reddito che l'attivita produrra.

Premessa: la domanda giusta non e "posso", ma "come"

Le opzioni sono due, piu un errore. Puoi tenere la NASpI ridotta finche il reddito dell'attivita resta sotto il limite di legge, oppure chiedere tutto il residuo come incentivo all'autoimprenditorialita. La terza situazione, quella da evitare, e aprire senza la comunicazione dovuta o superare il limite: in quel caso la NASpI si perde.

Cosa e cambiato nel 2026. Per le domande di anticipo presentate dal 1 gennaio 2026 l'importo non arriva piu tutto insieme: la legge di bilancio 2026 ha introdotto il pagamento in due rate, 70 per cento subito e 30 per cento dopo una verifica.

Cosa non e una consulenza. Questa guida spiega le regole generali. Quale strada convenga a te dipende da quanti mesi di NASpI ti restano, da che attivita avvii, da quanto prevedi di incassare e da quanto e probabile che torni a lavorare da dipendente: sono valutazioni da fare sul caso concreto, prima di aprire.

In breve: come si sceglie

NASpI anticipata se escludi di tornare dipendente prima della fine del periodo coperto e hai costi di avvio da sostenere: incassi di piu e il 70 per cento arriva subito. Il prezzo e il rischio di restituzione e l'assenza di contribuzione figurativa.

NASpI ridotta se un rientro da dipendente resta possibile e prevedi un reddito annuo sotto 5.500 euro, soprattutto in Gestione Separata, dove i contributi seguono il reddito. Con i contributi fissi da artigiano o commerciante questa strada regge poco, perche il minimale e dovuto comunque.

Attenzione: nessuna delle due e priva di rischio. Nella strada ridotta, se il reddito effettivo supera 5.500 euro la NASpI diventa indebita dall'inizio dell'attivita. Vedi i numeri nell'esempio.

Le domande da farsi prima di aprire

  • Quanti mesi di NASpI mi restano? La NASpI dura un numero di settimane pari alla meta delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Piu mesi restano, piu pesa la scelta fra incassarli mese per mese o in anticipo.
  • Quanto rendera l'attivita nel primo anno? Se il reddito previsto supera il limite di legge, la strada della NASpI ridotta e chiusa in partenza e resta solo l'anticipo.
  • Potrei tornare a fare il dipendente a breve? Con l'anticipo, un nuovo contratto da dipendente prima della fine del periodo coperto obbliga a restituire quanto ricevuto. E la variabile che sposta di piu la convenienza.

Per la procedura di apertura vedi come aprire la P.IVA.

NASpI, DIS-COLL e ISCRO: non confonderle

  • NASpI. E l'indennita di disoccupazione dei lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. E l'unica di cui parla questa guida.
  • DIS-COLL. E l'indennita dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata: ha regole proprie, anche sulla compatibilita con il lavoro autonomo.
  • ISCRO. Non e una disoccupazione ma un sostegno ai professionisti gia con Partita IVA iscritti alla Gestione Separata in calo di reddito: riguarda chi e gia autonomo, non chi sta aprendo.

Se per ora pensi solo a qualche lavoretto saltuario, leggi prima la prestazione occasionale senza P.IVA, ricordando che anche quel reddito va valutato ai fini della NASpI.

Tabella decisionale

Le strade possibili, a confronto

Gli articoli 8, 10 e 11 del decreto legislativo 22/2015 disegnano due percorsi leciti e un esito da evitare. La tabella li mette in fila sulle variabili che contano davvero.

Aspetto A) NASpI ridotta B) Anticipo NASpI C) Limite superato o comunicazione mancata
Norma Art. 10 D.Lgs. 22/2015 Art. 8 D.Lgs. 22/2015 Art. 10 c. 1 D.Lgs. 22/2015 se salta il limite di reddito; art. 11 c. 1 lett. c se manca la comunicazione
Condizione Reddito dell'attivita che corrisponde a un'imposta lorda non superiore alle detrazioni dell'art. 13 TUIR: per il lavoro autonomo l'INPS indica 5.500 euro annui Avvio di un'attivita autonoma, di un'impresa individuale o sottoscrizione di una quota di cooperativa di lavoro Reddito oltre il limite, oppure attivita avviata senza la comunicazione all'INPS
Adempimento chiave Comunicare all'INPS entro un mese dall'inizio il reddito annuo previsto Domanda telematica entro 30 giorni dall'inizio dell'attivita; se l'attivita era gia in corso, entro 30 giorni dalla domanda di NASpI Nessuno: il danno e gia fatto
Quanto incassi La NASpI mensile, meno l'80 per cento del reddito previsto rapportato al periodo Tutta la NASpI spettante e non ancora erogata Nulla dalla data di inizio dell'attivita: le mensilita gia percepite da quel giorno diventano indebite e vanno restituite
Quando incassi Mese per mese, fino alla fine della durata 70 per cento subito; 30 per cento alla fine della durata e comunque entro sei mesi dalla domanda, dopo una verifica non applicabile
Contribuzione figurativa Riconosciuta d'ufficio per i mesi di NASpI, rapportata alla retribuzione di riferimento entro 1,4 volte il massimale: la riduzione dell'indennita non riduce l'accredito (art. 12) Esclusa per legge Cessa con la NASpI
Se torni dipendente Si applicano le regole dell'art. 9: NASpI ridotta se il reddito annuo resta sotto 8.500 euro e il datore e diverso, sospensione se il contratto non supera sei mesi, decadenza per il futuro negli altri casi. Quanto gia incassato non si restituisce Restituzione dell'anticipazione se il contratto parte prima della fine del periodo coperto, salvo le eccezioni non applicabile
Adatta a chi Parte piano, prevede redditi bassi il primo anno e non esclude un rientro da dipendente Ha un progetto solido, costi di avvio da coprire e nessuna intenzione di tornare dipendente a breve Nessuno

Come leggere la tabella. A e B sono alternative: o tieni la NASpI mese per mese in misura ridotta, o la chiedi in anticipo. Nella strada A il vincolo e il reddito; nella strada B il vincolo e il tempo, perche un rientro da dipendente durante il periodo coperto rimette in discussione tutto l'anticipo. La colonna C non e una scelta: e quello che succede quando si sbaglia una delle due.

Strada A

Tenere la NASpI ridotta mentre lavori in proprio

E la strada prevista dall'articolo 10 del decreto legislativo 22/2015. Funziona solo se il reddito dell'attivita resta basso e se rispetti due scadenze: una all'inizio, una a consuntivo.

Come funziona, punto per punto

  • Il limite di reddito. La norma non scrive una cifra: richiede un reddito da cui derivi un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del TUIR. Per il lavoro autonomo l'INPS ha tradotto questa regola in 5.500 euro annui. Conta il reddito dell'attivita, non il fatturato: per un forfettario e il reddito che risulta dal coefficiente di redditivita, e come trattare i contributi in questo calcolo va verificato con il commercialista.
  • La comunicazione entro un mese. Entro un mese dall'inizio dell'attivita devi informare l'INPS dichiarando il reddito annuo che prevedi di ricavarne. Se non lo fai, l'articolo 11 prevede la decadenza dalla NASpI: e l'errore piu grave e anche il piu banale.
  • La riduzione dell'80 per cento. La NASpI e ridotta di un importo pari all'80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo che va dall'inizio dell'attivita alla fine della NASpI o, se viene prima, alla fine dell'anno. In pratica, ogni 100 euro di reddito previsto nel periodo tolgono 80 euro di NASpI.
  • Il conguaglio sul reddito effettivo. La riduzione e ricalcolata d'ufficio quando presenti la dichiarazione dei redditi. Chi e esonerato dalla dichiarazione deve inviare all'INPS un'autodichiarazione sul reddito dell'attivita entro il 31 marzo dell'anno successivo: se manca, va restituita la NASpI percepita dall'inizio dell'attivita.
  • Il rischio di restituzione. Questa strada non e a rischio zero. Se il reddito effettivo supera il limite, la compatibilita prevista dall'articolo 10 non opera: la NASpI e indebita dalla data di inizio dell'attivita e l'INPS recupera quanto ti ha pagato da quel giorno, non solo le mensilita future. E se il reddito effettivo e superiore a quello che avevi previsto, la riduzione viene ricalcolata e la differenza va restituita.
  • Se l'attivita c'era gia. Chi ha un'attivita autonoma gia in corso deve comunicare all'INPS il reddito annuo previsto entro un mese dalla presentazione della domanda di NASpI, anche se prevede di ricavarne zero. La regola del limite vale anche in questo caso, e un'attivita svolta ma non dichiarata puo bloccare del tutto la prestazione.

Prima di fare la stima del reddito da comunicare, parlane con noi: una previsione troppo ottimista riduce la NASpI senza motivo, una troppo prudente ti espone al conguaglio e, se il reddito effettivo sfora il limite, alla restituzione di quanto incassato dall'inizio dell'attivita.

Il punto debole della strada A

Se apri come artigiano o commerciante, i contributi INPS sul minimale sono fissi: nel 2026 superano i 4.500 euro l'anno anche se l'attivita rende pochissimo.

Con un reddito che per restare nella NASpI non puo superare 5.500 euro, quei contributi possono mangiarsi quasi tutto il guadagno. La strada A regge meglio con la Gestione Separata, dove si versa in percentuale sul reddito.

Un dettaglio della norma: l'articolo 10, comma 2, prevede che la contribuzione per invalidita, vecchiaia e superstiti versata per l'attivita autonoma durante la NASpI non dia luogo ad accrediti contributivi. Come incide sulla tua posizione va verificato.

Strada B

NASpI anticipata: le regole 2026 e le due rate

Quella che tutti chiamano NASpI anticipata per l'articolo 8 del decreto legislativo 22/2015 e l'incentivo all'autoimprenditorialita: invece di ricevere la NASpI mese per mese, chiedi l'importo spettante e non ancora erogato per avviare l'attivita. Dal 2026 le regole di pagamento sono cambiate.

Cosa prevede oggi la norma

  • A chi spetta. A chi ha diritto alla NASpI e avvia un'attivita lavorativa autonoma o un'impresa individuale, oppure sottoscrive una quota di capitale di una cooperativa in cui il rapporto mutualistico consiste nella prestazione di lavoro del socio.
  • Il termine. La domanda si presenta all'INPS in via telematica entro 30 giorni dall'inizio dell'attivita o dalla sottoscrizione della quota. Non e un termine da gestire con calma: va segnato il giorno stesso in cui apri la Partita IVA. Se l'attivita era gia in corso quando hai chiesto la NASpI, i 30 giorni decorrono invece dalla data di presentazione della domanda di NASpI (circolare INPS 174/2017): chi ha aperto la Partita IVA prima di chiedere l'indennita non e automaticamente fuori termine.
  • Le due rate. Per le domande presentate dal 1 gennaio 2026, per effetto della legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), il pagamento avviene in due rate: la prima pari al 70 per cento dell'importo, la seconda pari al restante 30 per cento, corrisposta al termine della durata della NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda.
  • La verifica prima della seconda rata. Il 30 per cento viene pagato solo dopo che l'INPS ha verificato che non sei stato rioccupato come dipendente e che non sei titolare di pensione diretta, fatta eccezione per l'assegno ordinario di invalidita.
  • Niente contribuzione figurativa. L'erogazione anticipata non da diritto alla contribuzione figurativa ne all'assegno per il nucleo familiare: i mesi coperti dall'anticipo non si trasformano in contributi per la pensione.
  • Il fisco. Per l'Agenzia delle Entrate l'indennita di disoccupazione e reddito della stessa categoria del lavoro dipendente, perche sostituisce un reddito di quel tipo. L'anticipo non e quindi un incasso della Partita IVA e non entra nell'imposta sostitutiva del forfettario: e soggetto a IRPEF, con la sola eccezione di un'esenzione prevista per chi lo destina alla quota di capitale di una cooperativa di lavoro, a condizioni documentali precise.

Per capire come viene tassato l'anticipo nel tuo caso - l'INPS lo eroga applicando la tassazione separata prevista per le somme percepite una tantum in dipendenza della cessazione del rapporto - chiedi una verifica: l'effetto dipende da quello che hai incassato prima della disoccupazione.

La restituzione

Se instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui ti e stato riconosciuto l'anticipo, la legge prevede che tu restituisca per intero l'anticipazione ottenuta. Fa eccezione il lavoro dipendente presso la cooperativa di cui hai sottoscritto la quota.

Il correttivo della Corte costituzionale. Con la sentenza 90/2024 la Corte ha stabilito che, se non puoi proseguire l'attivita per una causa sopravvenuta a te non imputabile, la restituzione va limitata in proporzione alla durata del lavoro subordinato. L'INPS ne ha dato attuazione con la circolare 36/2025.

E la Cassazione va oltre. Con l'ordinanza 8422 del 31 marzo 2025 la Corte di cassazione ha affermato che l'obbligo di restituzione va comunque ridotto in proporzione alla durata del rapporto subordinato quando l'attivita autonoma prosegue davvero, anche fuori dai casi di causa non imputabile. In via amministrativa l'INPS applica per ora solo il correttivo della sentenza 90/2024: oggi quella riduzione va di regola fatta valere contestando la richiesta di restituzione.

Ricorda: la causa non imputabile va dimostrata, e cosi l'effettiva prosecuzione dell'attivita. Un'attivita chiusa perche non rendeva, o un'offerta di lavoro migliore, non rientrano automaticamente nel correttivo.

Sezione critica

La nuova attivita: INPS e regime forfettario

Scegliere fra NASpI ridotta e anticipo e solo meta del lavoro. L'altra meta e impostare bene l'attivita che nasce: gestione previdenziale, regime fiscale e requisiti dell'aliquota agevolata.

Attivita Gestione INPS Come si paga nel 2026 Effetto con la NASpI ridotta
Professionista senza cassa Gestione Separata Aliquota del 26,07 per cento sul reddito per chi non ha altra copertura, senza contributi fissi Compatibile con redditi bassi: si versa in proporzione a quanto guadagni
Impresa artigiana Gestione Artigiani Contributi fissi sul minimale di 18.808 euro: 4.521,36 euro annui, piu la quota sul reddito eccedente Pesante: i contributi fissi sono dovuti anche se il reddito resta sotto 5.500 euro
Attivita commerciale Gestione Commercianti Contributi fissi sul minimale di 18.808 euro: 4.611,64 euro annui, comprensivi dello 0,48 per cento per l'indennizzo di cessazione Pesante per lo stesso motivo: i contributi fissi restano dovuti a prescindere dal reddito

Importi 2026 comunicati dall'INPS con le circolari annuali sulla Gestione Separata e sulle gestioni artigiani e commercianti. I contributi fissi comprendono il contributo di maternita. Artigiani e commercianti in regime forfettario possono chiedere all'INPS la riduzione contributiva del 35 per cento, che pero riduce anche i contributi utili per la pensione. La gestione non si sceglie: dipende dall'attivita e dal codice ATECO. Per il quadro completo vedi contributi INPS e minimali e INPS e Partita IVA.

Il regime forfettario per chi esce da un lavoro dipendente

  • Aliquota al 5 per cento, ma non per tutti. L'imposta sostitutiva ridotta dei primi cinque anni richiede, fra l'altro, che l'attivita non sia in nessun modo mera prosecuzione di un'attivita svolta prima come dipendente o come autonomo (articolo 1, comma 65, legge 190/2014). Chi fa in proprio lo stesso lavoro che faceva da dipendente rischia di non averne diritto e di pagare il 15 per cento.
  • Mai prevalentemente per l'ex datore di lavoro. Il comma 57, lettera d-bis, esclude dal forfettario chi esercita l'attivita prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con cui ha in corso un rapporto di lavoro o lo ha avuto nei due periodi d'imposta precedenti, o di soggetti a loro riconducibili. Trasformare il vecchio impiego in un contratto a fattura e la situazione tipica.
  • La soglia dei redditi da lavoro dipendente. Il comma 57, lettera d-ter, esclude chi nell'anno precedente ha avuto redditi di lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro, soglia portata a 35.000 euro per il 2025 e il 2026. La stessa norma dice che la verifica e irrilevante se il rapporto di lavoro e cessato. Se nell'anno ci sono anche altri redditi, la situazione va verificata caso per caso.
  • Contributi dedotti prima dell'imposta. I contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva (comma 64), e si deducono nell'anno in cui li versi.

Approfondisci su limiti ed esclusioni del forfettario e quanto dura l'aliquota al 5 per cento.

La differenza chiave

Il limite dei 5.500 euro riguarda la NASpI. La soglia dei 35.000 euro riguarda l'accesso al forfettario. Sono due controlli diversi, su redditi diversi e anni diversi.

Ricorda: con il decreto legislativo 117/2026 e stato approvato il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, applicabile dal 2027. I riferimenti normativi di questa guida sono quelli in vigore nel 2026: per gli anni successivi verifica la numerazione aggiornata.

Numeri reali

Esempio: NASpI ridotta o anticipo?

Stessa persona, stessa NASpI residua, due scelte diverse. Poi lo scenario che cambia tutto: dopo sei mesi arriva un'offerta da dipendente.

Le ipotesi

  • NASpI. Meno di 55 anni, NASpI iniziale di 1.300 euro lordi al mese, sotto il massimo 2026 di 1.584,70 euro, per una durata di 18 mesi a partire da gennaio 2026.
  • Riduzione mensile. Dal sesto mese di fruizione la NASpI si riduce del 3 per cento ogni mese; nel calcolo la riduzione e applicata sull'importo del mese precedente.
  • Attivita. Partita IVA aperta il 1 maggio 2026, al quinto mese di NASpI: restano 14 mensilita, da maggio 2026 a giugno 2027.
  • Strada A. Reddito previsto di 400 euro al mese, 4.800 euro su base annua, sotto il limite di 5.500 euro. Per semplicita la riduzione e distribuita in modo uniforme: 80 per cento di 400 euro, cioe 320 euro in meno ogni mese.
Voce A) NASpI ridotta B) Anticipo
NASpI residua da maggio 2026 (14 mesi, con la riduzione mensile) ~ 15.040 € ~ 15.040 €
Riduzione per il reddito dell'attivita (320 € x 14) − 4.480 € non prevista
Totale lordo incassato se tutto va come previsto ~ 10.560 € ~ 15.040 €
Quando arriva Mese per mese, da maggio 2026 a giugno 2027 ~ 10.530 € all'accoglimento della domanda; ~ 4.510 € entro sei mesi dalla domanda, dopo la verifica
Contribuzione figurativa sui mesi coperti Si No
Scenario: assunzione da dipendente a novembre 2026, contratto oltre sei mesi e reddito sopra la soglia Decadenza per il futuro: tiene ~ 5.320 € incassati da maggio a ottobre, perde ~ 5.250 € Il 30 per cento non viene pagato e va restituito l'intero anticipo ricevuto, ~ 10.530 €
Resta in tasca nello scenario ~ 5.320 € 0 € nella lettura dell'INPS; la restituzione puo essere ridotta in proporzione ai mesi di lavoro dipendente

Come si legge: tutti gli importi sono lordi, soggetti a IRPEF, e arrotondati. Se le cose vanno come previsto, l'anticipo vale circa 4.500 euro in piu perche non subisce la riduzione legata al reddito dell'attivita, ma arriva senza contribuzione figurativa. Nella strada A il calcolo reale della riduzione segue il reddito previsto rapportato al periodo e viene poi ricalcolato sul reddito effettivo con la dichiarazione: i 320 euro al mese sono una semplificazione.

Lo scenario che ribalta il risultato. Con la strada A, un'assunzione con un contratto oltre sei mesi e un reddito sopra la soglia fa decadere la NASpI da quel momento, ma quanto gia incassato resta tuo. Con la strada B, l'assunzione prima della fine del periodo coperto, giugno 2027, obbliga a restituire l'anticipazione; e se il 30 per cento fosse gia stato pagato, la restituzione riguarderebbe anche quello. Il correttivo applicato dall'INPS opera solo se l'attivita non puo proseguire per una causa sopravvenuta non imputabile a te; la riduzione proporzionale ai mesi di lavoro dipendente affermata dalla Cassazione nel 2025, quando l'attivita autonoma prosegue davvero, oggi va fatta valere caso per caso.

La regola pratica

L'anticipo conviene se sei sicuro di non tornare dipendente prima della fine del periodo coperto. Se quella porta resta aperta, la NASpI ridotta incassa meno ma non ti espone alla restituzione dell'anticipo.

Attenzione pero: se il reddito effettivo dell'attivita supera 5.500 euro, la NASpI e incompatibile dall'inizio dell'attivita e l'INPS recupera tutto quello che ti ha pagato da quel giorno; e se il reddito supera la previsione comunicata, la riduzione viene ricalcolata e la differenza va restituita.

Chi sceglie l'anticipo farebbe bene a non spendere subito tutto il 70 per cento: finche il periodo non e chiuso, una parte e esposta alla restituzione.

Vuoi il confronto sul tuo caso?

Errori

Errori tipici di chi apre P.IVA con la NASpI

Cinque scivoloni che costano la NASpI o una restituzione. Quasi tutti nascono dal considerare la Partita IVA e la NASpI come due pratiche separate.

1) Aprire senza comunicarlo all'INPS

Aprire la Partita IVA non sostituisce la comunicazione prevista per la NASpI. Senza la comunicazione all'INPS entro un mese dall'inizio dell'attivita la legge prevede la decadenza.

2) Lasciar scadere i 30 giorni dell'anticipo

La domanda di anticipo va presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attivita. Chi decide con calma dopo l'apertura rischia di trovarsi fuori termine.

3) Stimare il reddito a occhio

Confondere fatturato e reddito, o dimenticare i contributi fissi di artigiani e commercianti, porta a stime sbagliate: troppo alte riducono la NASpI, oltre il limite la fanno perdere.

4) Spendere l'anticipo come se fosse definitivo

Finche non termina il periodo coperto, un'assunzione da dipendente obbliga a restituire l'anticipazione. Dal 2026 anche il 30 per cento arriva solo dopo una verifica.

5) Lavorare per l'ex datore di lavoro

Fatturare prevalentemente all'azienda da cui si e appena usciti esclude dal forfettario, e fare in proprio lo stesso lavoro di prima puo far perdere l'aliquota al 5 per cento.

La buona notizia

Scegliendo la strada prima di aprire e mettendo in calendario le due scadenze, questi errori si evitano tutti.

Vedi anche forfettario e lavoro dipendente per le regole sull'ex datore di lavoro.

Checklist

Partita IVA con la NASpI: 7 step e scadenze

Sette passaggi in ordine, con le scadenze che non si possono recuperare.

7 step per aprire senza perdere la NASpI

1) Fai il punto sulla NASpI

Mesi residui, importo attuale e data di fine: sono i numeri su cui si confrontano le due strade.

2) Stima il reddito del primo anno

Reddito, non fatturato, tenendo conto dei contributi della gestione in cui ricadi. Se supera 5.500 euro la strada A e esclusa.

3) Scegli la strada prima di aprire

NASpI ridotta o anticipo: la decisione va presa prima, perche le scadenze partono dal giorno di inizio dell'attivita.

4) Apri la P.IVA e la gestione INPS

Codice ATECO coerente, regime fiscale, iscrizione alla Gestione Separata o alle gestioni artigiani e commercianti. Controlla il codice fra i codici ATECO.

5) Entro un mese o entro 30 giorni

Strada A: comunica all'INPS il reddito annuo previsto entro un mese. Strada B: presenta la domanda di anticipo entro 30 giorni dall'inizio.

6) Aggiorna se cambia qualcosa

Un nuovo contratto da dipendente, un reddito che cresce oltre le attese: con l'INPS le variazioni si comunicano, non si scoprono a consuntivo.

7) Chiudi il conguaglio

Strada A: il reddito effettivo passa dalla dichiarazione dei redditi o, se ne sei esonerato, dall'autodichiarazione all'INPS entro il 31 marzo dell'anno successivo.

Approfondisci: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scadenze fiscali

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni di chi prende la NASpI e vuole aprire la Partita IVA.

Conviene la NASpI anticipata o la NASpI ridotta?

Dipende da due variabili. Se escludi di tornare a lavorare da dipendente prima della fine del periodo coperto e hai costi di avvio da sostenere, la NASpI anticipata incassa di piu e il 70 per cento arriva subito. Se un rientro da dipendente resta possibile, o se prevedi un reddito annuo sotto 5.500 euro e sei in Gestione Separata, la NASpI ridotta rischia meno, perche l'anticipo va restituito se prima della scadenza inizi un rapporto subordinato. Con i contributi fissi da artigiano o commerciante la strada ridotta regge poco, perche il minimale e dovuto comunque. La scelta va fatta sui tuoi numeri, prima di aprire.

Se apro la Partita IVA perdo la NASpI?

Non necessariamente. Se il reddito che prevedi di ricavare dall'attivita corrisponde a un'imposta lorda non superiore alle detrazioni dell'articolo 13 del TUIR, che per il lavoro autonomo l'INPS indica in 5.500 euro annui, puoi continuare a percepire la NASpI ridotta dell'80 per cento del reddito previsto. Devi pero comunicarlo all'INPS entro un mese dall'inizio dell'attivita: senza quella comunicazione la legge prevede la decadenza. Se invece il reddito effettivo supera il limite, la NASpI e indebita dalla data di inizio dell'attivita e l'INPS recupera anche quanto ti ha gia pagato da quel giorno.

Il limite di 5.500 euro riguarda il fatturato o il reddito?

Il reddito dell'attivita, non il fatturato: per un forfettario e il reddito che risulta applicando il coefficiente di redditivita ai compensi incassati. Come trattare i contributi previdenziali nella stima va verificato con il commercialista, perche incide sia sulla riduzione della NASpI sia sul rispetto del limite.

Entro quando va chiesta la NASpI anticipata?

La domanda di anticipazione va presentata all'INPS in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attivita autonoma o d'impresa individuale, oppure dalla sottoscrizione della quota di capitale della cooperativa. Se l'attivita era gia in corso quando hai chiesto la NASpI, i 30 giorni decorrono dalla presentazione della domanda di NASpI (circolare INPS 174/2017). Conviene quindi decidere prima di aprire la Partita IVA, non dopo.

Come viene pagato l'anticipo della NASpI nel 2026?

Per le domande presentate dal 1 gennaio 2026 l'anticipo e pagato in due rate: il 70 per cento dell'importo quando la domanda viene accolta e il restante 30 per cento al termine della durata della NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda. La seconda rata arriva solo dopo che l'INPS ha verificato che non sei stato assunto come dipendente e che non sei titolare di pensione diretta, salvo l'assegno ordinario di invalidita.

Se dopo l'anticipo trovo lavoro da dipendente devo restituire tutto?

Se il rapporto di lavoro subordinato inizia prima della scadenza del periodo coperto dall'anticipo, la legge prevede la restituzione dell'intera anticipazione, salvo il caso del lavoro presso la cooperativa di cui hai sottoscritto la quota. Dopo la sentenza 90/2024 della Corte costituzionale, se non hai potuto proseguire l'attivita per una causa sopravvenuta non imputabile a te, la restituzione e limitata in proporzione alla durata del lavoro subordinato. Con l'ordinanza 8422 del 31 marzo 2025 la Cassazione ha esteso la proporzionalita anche al caso in cui l'attivita autonoma prosegua davvero, ma in via amministrativa l'INPS applica per ora solo il correttivo della Corte costituzionale. La valutazione dipende dal caso concreto.

L'anticipo della NASpI si paga con le tasse del forfettario?

No. Per l'Agenzia delle Entrate l'indennita di disoccupazione e reddito della stessa categoria del lavoro dipendente, perche lo sostituisce: non e un compenso della Partita IVA e non rientra nell'imposta sostitutiva del forfettario. L'anticipo e soggetto a IRPEF, che l'INPS applica di regola con la tassazione separata prevista per le somme percepite una tantum in dipendenza della cessazione del rapporto, salvo l'esenzione prevista per chi lo destina alla quota di capitale di una cooperativa di lavoro rispettando le condizioni richieste. Come viene tassato in concreto, e se conviene la tassazione ordinaria, va verificato con il commercialista.

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