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Forfettario e Lavoro Dipendente: si può fare? Ecco le regole

Sì, puoi avere una Partita IVA in regime forfettario ed essere lavoratore dipendente. Ma ci sono condizioni precise: il limite dei 35.000€, la regola sul datore di lavoro = cliente e la questione INPS gestione separata. In questa guida trovi tutto, spiegato semplice.

Dipendente + P.IVA Limite 35.000€ lordi Cause di esclusione Super mobile

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La domanda più frequente Aggiornato 2026

Posso essere dipendente e avere Partita IVA forfettaria?

La risposta breve: sì

La legge italiana non vieta di avere contemporaneamente un contratto di lavoro dipendente e una Partita IVA in regime forfettario. Moltissimi professionisti, freelance e piccoli imprenditori lo fanno ogni giorno.

Però ci sono due condizioni fondamentali che devi rispettare per restare nel forfettario. Se le violi, l'Agenzia delle Entrate può escluderti dal regime e costringerti a passare all'ordinario (con tutte le conseguenze fiscali del caso).

Sì, si può fare Max 35.000€ da dipendente No fatture al datore
Regola d'oro

Le due condizioni chiave sono: 1) il tuo reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente deve essere ≤ 35.000€ lordi; 2) non puoi fatturare prevalentemente al tuo datore di lavoro attuale (o a quello dei 2 anni precedenti). Se rispetti entrambe, sei dentro.

Requisito n.1

Il limite dei 35.000€ da lavoro dipendente

Come funziona

Per accedere (e restare) nel regime forfettario quando sei anche dipendente, il tuo reddito da lavoro dipendente (o assimilato) percepito nell'anno precedente deve essere uguale o inferiore a 35.000€ lordi.

Attenzione: si parla di reddito lordo, non di stipendio netto. Il riferimento esatto è il valore che trovi nella tua Certificazione Unica (CU), al rigo 1 della sezione "Dati fiscali" — ovvero "redditi di lavoro dipendente e assimilati".

≤ 35.000€ = OK forfettario > 35.000€ = escluso Riferimento: anno precedente

Come si calcola in pratica

  • Prendi la tua CU dell'anno precedente.
  • Guarda il rigo 1 — "Redditi di lavoro dipendente e assimilati".
  • Se il valore è ≤ 35.000€, puoi essere forfettario nell'anno in corso.
  • Se il valore è > 35.000€, sei escluso dal forfettario per quell'anno.

Esempio pratico: nel 2025 hai avuto un reddito lordo da dipendente di 32.000€. Nel 2026 puoi aprire (o mantenere) Partita IVA forfettaria. Se nel 2026 il tuo reddito da dipendente sale a 36.000€, nel 2027 non potrai più essere forfettario.

Cessazione del rapporto di lavoro

C'è un'eccezione importante. Se il rapporto di lavoro dipendente si è concluso entro il 31 dicembre dell'anno precedente, il limite dei 35.000€ non si applica (anche se hai percepito più di quella soglia). In pratica: se ti sei licenziato o sei stato licenziato nel 2025 e nel 2026 non sei più dipendente, puoi accedere al forfettario indipendentemente dal reddito 2025.

Causa di esclusione

Datore di lavoro = cliente: quando scatta l'esclusione

La regola anti-elusione

Non puoi fatturare in regime forfettario prevalentemente al tuo attuale datore di lavoro, né a soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a lui. E questa regola si estende anche ai datori di lavoro dei due anni precedenti.

Lo scopo è evitare che un rapporto di lavoro dipendente venga "trasformato" in una collaborazione con Partita IVA solo per risparmiare tasse e contributi. Se l'Agenzia delle Entrate riscontra questa situazione, può riqualificare il rapporto come lavoro dipendente e richiedere tutte le imposte e i contributi non versati, più sanzioni.

Cosa puoi fare

  • Fatturare a clienti diversi dal tuo datore di lavoro.
  • Fatturare una piccola quota (non prevalente) al datore, se l'attività è completamente diversa da quella svolta come dipendente.
  • Fatturare a un ex datore se sono passati più di 2 anni dalla fine del rapporto.
  • Avere clienti nel settore del tuo datore (purché non siano il datore stesso o soggetti collegati).

Cosa NON puoi fare

  • Fatturare prevalentemente al tuo datore di lavoro attuale.
  • Fatturare prevalentemente a un ex datore con cui hai chiuso il rapporto da meno di 2 anni.
  • Fatturare prevalentemente a società controllate o collegate al tuo datore.
  • Ti dimetti e il giorno dopo fatturi le stesse prestazioni come freelance allo stesso soggetto.
Consiglio pratico

Se hai anche un solo dubbio sulla "prevalenza" verso il tuo datore, parlane con il tuo consulente prima di emettere fatture. Una riqualificazione fiscale può costare molto più del risparmio ottenuto. Meglio strutturare bene i clienti fin dall'inizio.

Contributi

INPS: doppia contribuzione? Come funziona davvero

Due gestioni, non una duplicazione

Come lavoratore dipendente paghi già i contributi INPS: vengono trattenuti in busta paga dal tuo datore di lavoro. Questi contributi coprono il tuo reddito da lavoro dipendente.

Quando apri una Partita IVA forfettaria, ti iscrivi alla gestione separata INPS (se svolgi attività professionale senza Cassa). I contributi della gestione separata si calcolano in percentuale sul tuo reddito forfettario — non ci sono minimali fissi (a differenza di artigiani e commercianti).

Dipendente = contributi in busta Forfettario = gestione separata Aliquota ridotta ~24%

L'aliquota ridotta per chi è già dipendente

Se sei già iscritto ad altra gestione obbligatoria (come quella del lavoro dipendente), l'aliquota della gestione separata è ridotta: nel 2026 si attesta intorno al 24% (anziché l'aliquota piena che si applica a chi ha la gestione separata come unica gestione).

In pratica paghi contributi INPS su entrambi i redditi, ma con due gestioni diverse e con aliquote diverse. Non è una "doppia tassa sullo stesso reddito": ogni gestione copre il rispettivo reddito. Per approfondire: guida INPS Partita IVA.

Calcolo

Quanto paghi di tasse in totale (esempio numerico)

Scenario: stipendio 28.000€ + fatturato forfettario 20.000€

Immagina di avere un contratto da dipendente con reddito lordo di 28.000€ (sotto i 35.000€, quindi sei nei requisiti) e di fatturare 20.000€ come professionista in regime forfettario con coefficiente di redditività del 78%.

Lato dipendente (IRPEF a scaglioni)

Sul reddito da lavoro dipendente di 28.000€ paghi l'IRPEF ordinaria a scaglioni (detrazioni comprese), le addizionali regionali e comunali, più i contributi INPS trattenuti in busta paga. Questo lo gestisce il tuo datore di lavoro con il sostituto d'imposta — non devi fare nulla di particolare.

Lato forfettario (imposta sostitutiva + gestione separata)

Fatturato 20.000€
Coefficiente (78%) 20.000 × 78% = 15.600€
INPS gest. separata (~24%) 15.600 × 24% = ~3.744€
Base dopo INPS 15.600 − 3.744 = ~11.856€
Imposta sostitutiva (15%) 11.856 × 15% = ~1.778€

Se hai diritto al 5% (primi 5 anni, nuova attività): 11.856 × 5% = ~593€ di imposta. Per approfondire: guida forfettario 5% e 15%.

Il punto chiave

Il reddito da dipendente e il reddito forfettario non si sommano ai fini dell'imposta: il primo segue l'IRPEF ordinaria, il secondo l'imposta sostitutiva. Questo è uno dei grandi vantaggi del forfettario per chi è anche dipendente — eviti lo "scaglione" più alto che avresti sommando i due redditi nel regime ordinario.

Casi pratici

Tre situazioni reali (dipendente + forfettario)

Ogni caso è diverso, ma questi scenari ti aiutano a capire come si applica la normativa nella pratica quotidiana.

1) Dipendente part-time + freelance

Situazione: Maria lavora part-time come impiegata (reddito lordo 18.000€/anno). Nel tempo libero fa la graphic designer freelance e fattura circa 15.000€/anno.

Può essere forfettaria? Sì. Il reddito da dipendente (18.000€) è ampiamente sotto i 35.000€. Fattura a clienti diversi dal suo datore. Paga INPS gestione separata sul reddito forfettario e imposta sostitutiva al 5% (nuova attività) o 15%.

OK forfettario

2) Dipendente full-time + e-commerce

Situazione: Luca è sviluppatore full-time (reddito lordo 34.000€/anno). Ha un piccolo e-commerce che vende accessori artigianali, fatturato 25.000€/anno.

Può essere forfettario? Sì, ma al limite. Il reddito da dipendente (34.000€) è sotto i 35.000€ — appena. Se nel prossimo anno riceve un aumento e supera la soglia, l'anno successivo dovrà passare al regime ordinario per l'e-commerce. L'e-commerce non ha nulla a che fare con il suo datore, quindi nessun problema di esclusione "cliente = datore".

OK, ma al limite

3) Insegnante + consulente

Situazione: Giulia è insegnante nella scuola pubblica (reddito lordo 26.000€/anno). Nel pomeriggio fa consulenze di marketing per piccole aziende locali, fatturato 12.000€/anno.

Può essere forfettaria? Sì. Reddito da dipendente sotto la soglia, clienti diversi dal datore (la scuola). Unica accortezza: verificare che il CCNL della scuola non preveda clausole restrittive sull'attività extra. Per gli insegnanti spesso serve un'autorizzazione del dirigente scolastico.

OK forfettario Verifica CCNL
Lato contrattuale

Attenzione al tuo contratto di lavoro

Non è solo una questione fiscale

Fin qui abbiamo parlato di regole fiscali: limite dei 35.000€ e causa di esclusione datore = cliente. Ma c'è un altro aspetto che molti trascurano: il tuo contratto di lavoro.

Molti contratti collettivi (CCNL) e contratti individuali contengono clausole di esclusiva, patti di non concorrenza o obblighi di comunicazione preventiva. Violare queste clausole non ha conseguenze fiscali, ma può avere conseguenze disciplinari gravi (fino al licenziamento per giusta causa).

Cosa controllare prima di aprire P.IVA

  • Clausola di esclusiva: il contratto ti vieta di svolgere altre attività lavorative?
  • Patto di non concorrenza: puoi lavorare nello stesso settore del tuo datore?
  • Obbligo di comunicazione: devi informare il datore prima di aprire Partita IVA?
  • Orario e disponibilità: l'attività extra può compromettere le tue prestazioni da dipendente?
  • Settore pubblico: se sei dipendente pubblico, ci sono regole specifiche e più restrittive sull'incompatibilità.

Il consiglio è sempre lo stesso: leggi il tuo contratto, parla con l'ufficio del personale o con un consulente del lavoro, e mettiti in regola prima di iniziare a fatturare.

Checklist

Checklist "Dipendente + Forfettario"

Prima di aprire Partita IVA forfettaria da dipendente

  • Verifica che il tuo reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente sia ≤ 35.000€ lordi (CU, rigo 1).
  • Assicurati di non fatturare prevalentemente al tuo datore di lavoro attuale o degli ultimi 2 anni.
  • Controlla il tuo contratto di lavoro: clausole di esclusiva, non concorrenza, obbligo di comunicazione.
  • Se sei dipendente pubblico, verifica le regole di incompatibilità specifiche del tuo comparto.
  • Scegli il codice ATECO corretto per la tua attività forfettaria (cerca qui).
  • Iscriviti alla gestione separata INPS (se non hai una Cassa professionale).
  • Attiva la PEC (guida PEC obbligatoria) e la fatturazione elettronica.
  • Pianifica acconti e scadenze: imposta sostitutiva (giugno/novembre) e contributi INPS gestione separata.
  • Valuta se hai diritto all'aliquota 5% (primi 5 anni, nuova attività) o se parti direttamente al 15%.
  • Tieni traccia del tuo reddito da dipendente anno per anno: se superi i 35.000€, l'anno dopo esci dal forfettario.
Ricorda

Il forfettario è un regime naturale: se hai i requisiti, ci entri automaticamente (salvo opzione per il regime ordinario). Ma se perdi i requisiti — ad esempio perché il tuo stipendio supera i 35.000€ — esci automaticamente dall'anno successivo. Monitora la situazione con regolarità, soprattutto se sei vicino alla soglia.

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FAQ

Domande frequenti: forfettario e lavoro dipendente

Se guadagno 36.000€ da dipendente posso essere forfettario?

No. Superi il limite di 35.000€ di reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente. Puoi comunque aprire Partita IVA, ma dovrai operare in regime ordinario (con IRPEF a scaglioni, IVA e contabilità ordinaria). Se in futuro il tuo reddito da dipendente scende sotto i 35.000€, potrai rientrare nel forfettario l'anno successivo.

I 35.000€ si riferiscono al lordo o al netto?

Al lordo. Il riferimento è il reddito di lavoro dipendente indicato nella Certificazione Unica (CU) — non lo stipendio netto che ricevi sul conto ogni mese. Il netto è sempre inferiore al lordo, quindi se il tuo netto annuale è intorno ai 25.000-26.000€, probabilmente il lordo è sotto i 35.000€. Ma verifica sempre sulla CU per esserne certo.

Posso fatturare al mio datore di lavoro?

Tecnicamente sì, ma con estrema cautela. La regola dice che non puoi fatturare prevalentemente al tuo datore di lavoro attuale o a quello dei 2 anni precedenti. Se il tuo datore rappresenta più del 50% del tuo fatturato forfettario, rischi l'esclusione dal regime e la riqualificazione del rapporto. Il consiglio pratico: meglio evitare del tutto o limitare le fatture al datore a una quota molto marginale.

Pago INPS due volte?

Paghi contributi su due gestioni diverse, non "due volte sullo stesso reddito". Come dipendente, i contributi ti vengono trattenuti in busta paga sulla gestione dipendenti. Come forfettario, paghi i contributi alla gestione separata INPS sul reddito forfettario, con aliquota ridotta (circa 24% nel 2026 per chi è già iscritto ad altra gestione). Sono due canali separati che coprono due redditi diversi. Approfondisci nella nostra guida INPS Partita IVA.

Dipendente e vuoi aprire Partita IVA forfettaria?

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