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Partita IVA Freelance: tutto quello che devi sapere per partire

Sei un consulente, developer, designer o creativo e vuoi metterti in proprio? Qui trovi regime, ATECO, tasse, INPS e primi passi — spiegati in modo pratico, senza giri di parole.

Per freelance Calcolo tasse reale Checklist operativa Mobile-first

Guide correlate: Aprire Partita IVARegime ForfettarioCodice ATECOINPS Partita IVA

Regime fiscale

Forfettario o ordinario? La scelta che cambia tutto

Per il 90% dei freelance che partono, la risposta è forfettario. Ma non sempre.

Aspetto Forfettario Ordinario
Limite ricavi Fino a 85.000€/anno Nessun limite
Imposta 5% (primi 5 anni, solo se l'attività è nuova) o 15% IRPEF a scaglioni (23-43%) + addizionali
IVA Non si applica (N2.2) Si applica e si versa
Costi deducibili No: si usa il coefficiente di redditività (restano però deducibili i contributi previdenziali obbligatori versati) Sì: deduci i costi reali documentati
Contabilità Semplificata (solo registro fatture) Completa (registri IVA, libro giornale)
Ideale per Freelance con pochi costi e ricavi < 85k Chi ha molti costi deducibili o ricavi alti

Approfondimento completo: guida regime forfettario e forfettario vs ordinario.

Codice ATECO

I codici ATECO più usati dai freelance

Il codice ATECO definisce la tua attività e, nel forfettario, determina il coefficiente di redditività (cioè quante tasse paghi).

Professione Codice ATECO Coefficiente (forfettario) INPS
Developer / Programmatore 62.01.00 67% Gestione Separata
Consulente marketing / comunicazione 73.11.02 78% Gestione Separata
Graphic designer 74.10.21 78% Gestione Separata
Consulente gestionale / aziendale 70.22.09 78% Gestione Separata
Copywriter / Content creator 90.03.09 67% Gestione Separata
Traduttore / Interprete 74.30.00 78% Gestione Separata

Non sai quale ATECO scegliere? Usa il nostro cerca codice ATECO o leggi la guida alla scelta.

Tasse

Quanto paga di tasse un freelance? Esempio pratico

Facciamo i conti veri su un freelance forfettario con 40.000€ di ricavi, con i contributi INPS dedotti prima dell'imposta.

Esempio: Developer forfettario, 40.000€ di ricavi

  • Ricavi annui: 40.000€
  • Coefficiente di redditività (ATECO 62.01.00): 67%
  • 1) Reddito forfettario: 40.000 × 67% = 26.800€
  • Contributi INPS Gestione Separata versati (26,07%): 26.800 × 26,07% = − 6.987€
  • 2) Imponibile netto (dedotti i contributi versati): 26.800 − 6.987 = 19.813€
  • 3) Imposta sostitutiva (15%): 19.813 × 15% = ~ 2.972€
  • Totale INPS + imposta: 6.987 + 2.972 = ~ 9.959€
  • Netto stimato: 40.000 − 9.959 = ~ 30.041€

Come si legge. I contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014): l'imposta si calcola su 19.813€, non su 26.800€. Il conto qui sopra ipotizza un'attività a regime, con reddito stabile e contributi dell'anno effettivamente versati nello stesso anno. Sempre a regime, con l'aliquota agevolata al 5% dei primi cinque anni l'imposta scenderebbe a circa 991€ e il netto salirebbe a circa 32.022€. Il primo anno fa eccezione: se non hai ancora versato nulla alla Gestione Separata non c'è niente da dedurre e il 5% si applica sui 26.800€ pieni, cioè 1.340€.

L'aliquota Gestione Separata usata qui è il 26,07%, misura 2025 per il professionista senza altra copertura previdenziale (25,00% IVS + 0,72% maternità e malattia + 0,35% ISCRO): verifica la misura in vigore per l'anno in cui versi, perché viene aggiornata periodicamente. Conta quanto hai davvero versato nell'anno, non quanto è maturato: la deduzione opera per cassa, cioè saldo dell'anno precedente più acconti. L'INPS pesa più dell'imposta: per questo serve accantonare ogni mese, vedi la guida INPS.

Il trucco che funziona

Accantona il 30-35% di ogni incasso su un conto separato.

Nell'esempio sopra tra imposta sostitutiva e contributi se ne va circa il 25% dei 40.000€: mettendo da parte il 30-35% resti coperto anche con coefficienti più alti e, quando arrivano le scadenze INPS e imposta, i soldi sono già lì. Niente stress, niente debiti.

Vuoi la % esatta sul tuo caso? Chiedi una simulazione.

Fatturazione

Fatturazione elettronica per freelance: 4 cose da sapere

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, forfettari inclusi.

1) Natura IVA corretta

Se sei forfettario, la Natura IVA è N2.2 (non soggetto — altri casi). Se sbagli, la fattura viene scartata dallo SDI.

2) Bollo da 2€

Obbligatorio sulle fatture sopra 77,47€ per i forfettari. Si applica in modo virtuale e si versa con F24 trimestrale.

3) Diciture obbligatorie

In fattura devi indicare che operi in regime forfettario (L. 190/2014) e che l'operazione non è soggetta a IVA.

4) Software di fatturazione

Serve un software per generare il file XML e inviarlo allo SDI. Con TurboTasse è integrato nella piattaforma.

Guida completa: fattura elettronica e impostazione software forfettario.

Checklist

Checklist: apri la tua P.IVA freelance in 7 step

Dall'idea al primo incasso: ecco cosa fare, nell'ordine giusto.

1) Scegli il regime

Forfettario (quasi sempre) o ordinario. Confronto qui.

2) Individua l'ATECO

Determina il coefficiente e la gestione INPS. Cerca qui.

3) Trova un commercialista

Online vs tradizionale: scegli prima di aprire.

4) Apri la P.IVA

Il commercialista invia il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate.

5) Attiva la PEC

Obbligatoria. Guida PEC.

6) Imposta la fatturazione

Software, Natura IVA, bollo, diciture. Tutto pronto prima del primo cliente.

7) Pianifica l'accantonamento

30-35% di ogni incasso su conto tasse: nell'esempio il carico reale è circa il 25%, il resto è margine per coefficienti più alti e acconti. Metodo INPS.

Tutto questo si fa in 3-5 giorni lavorativi con un commercialista online.

TurboTasse per freelance

Ti seguiamo dal primo giorno.

Cosa facciamo noi:
— Apertura P.IVA e scelta ATECO
— Attivazione PEC e fatturazione
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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi più comuni di chi apre la Partita IVA da freelance.

Quale regime fiscale conviene a un freelance?

Per la maggior parte dei freelance con ricavi sotto 85.000€, il regime forfettario è il più conveniente: imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni (solo se l'attività è nuova ai sensi dell'art. 1, comma 65, L. 190/2014) o al 15%, nessun obbligo IVA e contabilità semplificata. Sopra 85.000€ si passa al regime ordinario.

Quale codice ATECO scegliere da freelance?

Dipende dalla tua attività. I più comuni per freelance sono: 62.01.00 (sviluppo software), 73.11.02 (consulenza marketing/comunicazione), 74.10.21 (design grafico), 70.22.09 (consulenza gestionale). Il codice ATECO determina anche il coefficiente di redditività nel forfettario, quindi la scelta impatta direttamente sulle tasse.

Quanto paga di tasse un freelance con P.IVA forfettaria?

Un freelance in forfettario calcola prima il reddito forfettario (ricavi × coefficiente di redditività), poi deduce i contributi INPS obbligatori versati nell'anno alla Gestione Separata (circa 26,07% sul reddito) e solo sul risultato applica l'imposta sostitutiva del 5% o 15% (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Esempio a regime: 40.000€ di ricavi con coefficiente 67% danno 26.800€ di reddito forfettario; dedotti 6.987€ di contributi restano 19.813€ di imponibile e circa 2.972€ di imposta al 15%. In totale imposta e contributi pesano circa il 25% del fatturato, fino a circa il 30% con coefficienti più alti e meno nei primi cinque anni con l'aliquota al 5%. Nel primo anno di attività, quando non c'è ancora nulla di versato, l'imposta si calcola sull'intero reddito forfettario.

Serve un commercialista per aprire la P.IVA da freelance?

Tecnicamente puoi aprire la P.IVA da solo tramite l'Agenzia delle Entrate, ma un commercialista ti aiuta a scegliere il codice ATECO corretto, il regime più vantaggioso e a impostare la fatturazione senza errori. Errori in fase di apertura possono costare caro dopo.

Hai un caso particolare? Scrivici: vediamo insieme regime, ATECO e contributi.

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