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Partita IVA Ristorante e Pizzeria 2026: SAB, SCIA, IVA 10% e tasse reali

Vuoi aprire un ristorante o una pizzeria? Qui trovi il codice ATECO in vigore, la differenza tra somministrazione e asporto, la SCIA al SUAP e il requisito SAB, notifica sanitaria e HACCP, l'IVA al 10%, i corrispettivi telematici, l'INPS Commercianti e il confronto onesto tra forfettario e semplificato su 80.000 e 120.000 euro di ricavi.

Per ristoratori e pizzaioli Gestione Commercianti INPS ATECO 56.11.11 Hot 8 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVAForfettario o ordinarioRegistratore telematicoDitta individuale o SRL

Le basi

Somministrazione o asporto: la prima scelta che decide tutto

Aprire un ristorante non e come aprire una P.IVA da professionista: l'attivita e commerciale, il locale conta quanto la cucina e prima della Partita IVA servono titoli abilitanti e autorizzazioni comunali. La domanda di partenza non e fiscale: il cliente consuma nel tuo locale oppure compra e porta via? Da qui discendono codice ATECO, requisiti e aliquota IVA.

Somministrazione: consumo sul posto

  • Cosa significa. C'e somministrazione quando metti a disposizione del cliente spazio, tavoli, sedute, stoviglie e servizio per consumare sul posto: e il caso del ristorante, della trattoria e della pizzeria con sala.
  • Cosa comporta. Serve la SCIA di somministrazione al SUAP del Comune, il requisito professionale abilitante (SAB) e i requisiti morali. Il locale deve essere idoneo sotto il profilo urbanistico, della destinazione d'uso, igienico-sanitario e acustico.
  • Effetto fiscale. La somministrazione di alimenti e bevande sconta di regola l'aliquota IVA ridotta del 10%, applicata alla prestazione nel suo complesso.

Procedura: come aprire la P.IVA.

Asporto e take away: si vende, non si somministra

  • Cosa significa. Il cliente acquista e porta via il prodotto finito, senza servizio al tavolo: e la pizzeria d'asporto, la gastronomia, il take away con consegna a domicilio.
  • Cosa comporta. Cambia il codice ATECO e cambia il tipo di SCIA (commercio nel settore alimentare invece che somministrazione), ma il requisito professionale di norma serve lo stesso: la normativa lo richiede sia per la somministrazione sia per il commercio nel settore alimentare, con le stesse vie alternative (corso abilitante, titolo di studio attinente, esperienza lavorativa nel settore). Cio che cambia sono soprattutto adempimenti e requisiti del locale. La disciplina e in parte regionale: verifica al SUAP prima di firmare un contratto di locazione.
  • Effetto fiscale. Nell'asporto il trattamento IVA segue la natura del singolo prodotto ceduto: il 10% della somministrazione non si estende in automatico a tutto, e le bevande alcoliche seguono regole proprie.
  • Attenzione all'ibrido. Molti locali nascono come asporto e poi aggiungono due tavolini: quel gesto puo far scattare la somministrazione, con SCIA, requisiti e aliquote diverse. Meglio dichiararlo subito che regolarizzarlo dopo un controllo.

Forma giuridica: nella ristorazione la SRL e frequente, perche separa il patrimonio personale dai rischi dell'attivita e regge meglio soci e investimenti. Non e obbligatoria, ma valutala prima di partire: leggi ditta individuale o SRL.

ATECO

Codice ATECO di ristorante, pizzeria e bar

La classificazione ATECO in vigore ha rinumerato la ristorazione: i vecchi codici della divisione 56 sono stati sostituiti da codici piu analitici, che distinguono il servizio al tavolo dall'asporto. Qui i tre casi piu frequenti, con la denominazione precedente tra parentesi.

Attivita Codice ATECO Coefficiente forfettario
Ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie (ristorante, trattoria, pizzeria con sala). In precedenza 56.10.11, ristorazione con somministrazione. 56.11.11 40%
Ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto (pizzeria d'asporto, take away, gastronomia). In precedenza 56.10.20, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto. 56.11.12 40%
Somministrazione di bevande in bar e caffetterie (bar senza cucina). In precedenza 56.30.00, bar e altri esercizi simili senza cucina. 56.30.01 40%

Come si arriva al 40%. Il coefficiente di redditivita non si sceglie: dipende dal gruppo dell'Allegato 4 della Legge 190/2014 in cui ricade il codice. Tutti i codici della divisione 56 stanno nel gruppo "Servizi di alloggio e di ristorazione", a cui l'Allegato 4 associa il coefficiente del 40%: ecco perche ristorante, asporto e bar condividono lo stesso coefficiente pur avendo requisiti e IVA diversi. Il 40% e il piu basso tra quelli usuali e sembra un regalo, perche si tassa il 40% dei ricavi e il restante 60% e riconosciuto forfettariamente come costi. Qui pero nasce l'equivoco piu costoso della guida: in un ristorante i costi reali superano quasi sempre quel 60%, quindi un coefficiente basso non basta a rendere conveniente il forfettario. Ne parliamo nella sezione sul regime. Nel dubbio sul codice leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.

Requisiti

SCIA al SUAP, requisito SAB, ASL e HACCP

Questa e la parte che manda fuori tempo massimo la maggior parte delle aperture. Prima della Partita IVA vengono il locale e i titoli: senza locale idoneo e senza requisito professionale non c'e SCIA, e senza SCIA non si apre.

Cosa serve, nell'ordine

  • Il locale, prima di tutto. Vanno verificati destinazione d'uso e requisiti urbanistici, agibilita, requisiti igienico-sanitari e requisiti acustici, oltre alla presenza di canna fumaria e impianti a norma. Un locale sbagliato non si sistema con la burocrazia.
  • SCIA al SUAP del Comune. L'avvio dell'esercizio di somministrazione si comunica con la Segnalazione Certificata di Inizio Attivita allo Sportello Unico per le Attivita Produttive. In alcune zone del centro storico possono esserci limiti o contingentamenti: verificali prima.
  • Requisito professionale SAB (ex REC). Per somministrare alimenti e bevande serve un titolo abilitante che si consegue in via alternativa: un corso professionale abilitante riconosciuto, oppure un titolo di studio attinente al settore alimentare o della ristorazione, oppure un periodo di esperienza lavorativa nel settore secondo quanto previsto dalla normativa. Se il titolare non lo possiede, puo nominare un preposto che lo possieda.
  • Requisiti morali. Assenza di condanne e cause ostative previste dalla normativa su commercio e somministrazione: sono verificati in sede di SCIA e riguardano anche il preposto.
  • ComUnica: una sola pratica. Apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, apertura della posizione INPS Gestione Commercianti e SCIA al SUAP si presentano di norma con un unico invio telematico, la Comunicazione Unica, trasmessa dal commercialista o da un intermediario abilitato. Non sono quattro pratiche separate da fare una dopo l'altra: quello che deve precedere e il possesso dei requisiti (locale idoneo, requisiti morali e requisito professionale), non l'invio.
  • Notifica sanitaria per la registrazione. Prima dell'avvio va presentata la notifica ai fini della registrazione dell'impresa alimentare (Reg. CE 852/2004): e il passaggio che rende il locale utilizzabile per la produzione e la somministrazione di alimenti. Di regola si trasmette attraverso il SUAP, che la inoltra all'ASL competente, e non con una pratica autonoma allo sportello sanitario.
  • HACCP e formazione degli addetti. Serve il manuale di autocontrollo HACCP tarato sul tuo processo produttivo, non un modello scaricato, e la formazione di tutti gli addetti alla manipolazione degli alimenti.
  • Autorizzazioni accessorie. Occupazione di suolo pubblico per i tavoli esterni, autorizzazione o comunicazione per l'insegna, adempimenti sulle emissioni sonore se prevedi musica o intrattenimento, ed eventuale titolo per la vendita di alcolici da asporto.

La disciplina di dettaglio e in parte regionale e comunale: corsi riconosciuti, durata dell'esperienza utile e modulistica cambiano da una Regione all'altra. Verifica le regole della tua Regione e del tuo SUAP, non regole nazionali uniformi.

L'errore che blocca l'apertura

Firmare la locazione e ordinare gli arredi prima di aver verificato destinazione d'uso, agibilita e vincoli comunali. Se il locale non e idoneo, la SCIA non passa e l'investimento resta fermo.

Attenzione: il requisito SAB non si improvvisa. Il corso abilitante ha date e durata proprie: se non hai un titolo attinente o l'esperienza richiesta, mettilo in calendario con mesi di anticipo o individua per tempo un preposto abilitato.

Previdenza

Gestione Commercianti INPS: contributi fissi anche a saracinesca chiusa

Il titolare di un pubblico esercizio si iscrive alla Gestione Commercianti INPS: contributi FISSI sul reddito minimale, dovuti a prescindere dall'andamento del locale, piu un'aliquota sulla parte eccedente. In un settore stagionale questo sposta il punto di pareggio.

Come funzionano i contributi

  • Contributi fissi sul minimale. Si calcolano sul reddito minimale INPS e si versano in quattro rate trimestrali, anche nei mesi di chiusura o di bassa stagione. Nell'esempio di questa guida usiamo un valore indicativo di circa 4.500 euro l'anno: l'importo esatto va verificato nella misura in vigore per l'anno.
  • Aliquota sull'eccedenza: 24,48%. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica l'aliquota della Gestione Commercianti, pari al 24,48%: e il 24% di aliquota previdenziale piu lo 0,48% destinato al finanziamento dell'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attivita commerciale. Quello 0,48% e specifico dei commercianti e va sempre conteggiato.
  • Riduzione del 35% per i forfettari. Chi e in regime forfettario puo chiedere all'INPS la riduzione contributiva del 35%: e opzionale, va richiesta entro i termini e riduce proporzionalmente l'accredito ai fini pensionistici. Attenzione all'effetto incrociato: versando meno contributi se ne deducono anche meno, quindi l'imponibile dell'imposta sostitutiva sale.
  • Collaboratori familiari. Coniuge, figli e altri familiari che lavorano nel locale in modo abituale e prevalente vanno iscritti a loro volta alla Gestione Commercianti come coadiuvanti: ciascuno ha una posizione contributiva propria e propri contributi fissi. In un'attivita familiare e una voce che pesa e va messa a budget fin dal business plan.
  • I dipendenti sono un capitolo a parte. Cuochi, pizzaioli, camerieri e lavapiatti assunti generano retribuzioni, contributi a carico dell'azienda, premi INAIL, TFR e adempimenti da CCNL: e il costo del lavoro, la voce piu pesante dopo le materie prime. Tienila a mente quando leggi la sezione sul regime.

Quadro generale: INPS e Partita IVA e contributi INPS e minimali.

Il forfettario gonfia anche l'INPS

I contributi si calcolano sul reddito d'impresa. In forfettario quel reddito e convenzionale: e il 40% dei ricavi, non il tuo utile vero.

Conseguenza: se l'utile reale e molto piu basso del 40% dei ricavi, come accade in quasi tutti i ristoranti, paghi contributi su un reddito che non hai guadagnato. Non e solo un problema di imposte: e anche di INPS.

IVA e incassi

IVA al 10%, documento commerciale e registratore telematico

Nella ristorazione l'IVA passa dalla cassa a ogni conto. La regola di fondo e semplice, le eccezioni no: meglio impostare i reparti del registratore con il commercialista una volta sola, che ripetere lo stesso errore su migliaia di scontrini.

L'aliquota: il 10% e la regola, non un automatismo

  • Somministrazione al 10%. Le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate nei pubblici esercizi scontano di regola l'aliquota ridotta del 10%, applicata alla prestazione nel suo complesso, perche cio che si vende e un servizio e non il singolo prodotto.
  • Asporto: conta il prodotto. Nella vendita da asporto il trattamento IVA segue la natura del singolo bene ceduto, e le aliquote possono variare da una categoria di prodotti all'altra.
  • Bevande alcoliche. Le bevande alcoliche seguono regole proprie: non dare per scontato che il trattamento valido nella somministrazione valga identico nella vendita da asporto.
  • Niente tabelle improvvisate. Le voci della Tabella A allegata al DPR 633/72 sono numerose e la casistica e ampia: i reparti di cassa vanno impostati con il commercialista sul tuo menu reale, non a intuito.
  • In forfettario l'IVA non si applica. Chi e in forfettario non addebita IVA in fattura e, soprattutto, non detrae l'IVA sugli acquisti. In un settore dove si comprano ogni giorno materie prime e periodicamente attrezzature, questa e una perdita secca che spesso vale piu del risparmio sull'imposta.

Approfondisci con cos'e l'IVA e la liquidazione IVA.

Corrispettivi: cosa impone davvero la norma

  • L'obbligo e memorizzare e trasmettere. La norma impone la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, con rilascio al cliente del documento commerciale, che ha sostituito scontrino e ricevuta fiscale. L'obbligo riguarda il dato, non un particolare apparecchio.
  • Registratore telematico o procedura web. L'adempimento si puo assolvere anche con la procedura web gratuita messa a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, pensata per volumi contenuti. In un ristorante, dove si emettono decine di documenti al giorno negli orari di punta, il registratore telematico resta di fatto la scelta pratica.
  • Reparti e aliquote. Il registratore va configurato con reparti coerenti con le aliquote applicate: e qui che si traduce in pratica la sezione precedente.
  • Lotteria degli scontrini. Quando la misura e operativa il registratore deve poter acquisire il codice lotteria del cliente che lo richiede: verifica lo stato della misura in vigore per l'anno prima di acquistare l'apparecchio.
  • POS collegato e fattura su richiesta. Collegare il POS al registratore semplifica la quadratura degli incassi elettronici a fine giornata. Il cliente puo comunque chiedere la fattura elettronica al posto del documento commerciale.

Vedi registratore telematico e collegamento POS e registratore.

Il nodo

Forfettario o semplificato: perche nella ristorazione il 40% inganna

La sezione piu importante della guida, senza giri di parole: un ristorante ha costi enormi e strutturali, e in forfettario nessuno di quei costi si deduce. Materie prime, affitto, personale, utenze, attrezzature e arredi restano a tuo carico, e l'IVA sugli acquisti non si detrae. Il coefficiente al 40% non compensa quasi mai questo svantaggio.

Aspetto Forfettario Ordinario / semplificato
Quando ha senso Micro attivita senza dipendenti, struttura minima, ricavi sotto 85.000 euro Ristorante o pizzeria con locale, dipendenti e costi strutturali
Imponibile 40% dei ricavi, sempre, qualunque sia l'utile vero Ricavi meno costi reali documentati
Materie prime, affitto, utenze NON deducibili Deducibili voce per voce
Personale dipendente NON deducibile: il costo del lavoro e ignorato Deducibile (retribuzioni, contributi, TFR)
Attrezzature di cucina e arredi NON deducibili, nessun ammortamento Ammortizzabili negli esercizi di utilizzo
IVA sugli acquisti NON detraibile: resta un costo pieno Detraibile secondo le regole ordinarie
Imposta Sostitutiva 5% (primi 5 anni) oppure 15% IRPEF a scaglioni piu addizionali
Limite di ricavi 85.000 euro: superata la soglia si esce Nessun limite
Spese per lavoro dipendente e collaboratori Oltre 20.000 euro lordi annui: fuori dal forfettario (art. 1 c. 54 lett. b, L. 190/2014) Nessun limite

La regola pratica. Il forfettario conviene finche i costi reali restano sotto la quota che il coefficiente riconosce, cioe il 60% dei ricavi. In un ristorante l'incidenza dei costi la supera abitualmente: gia materie prime e affitto viaggiano intorno alla meta dei ricavi, e appena entra il personale si arriva all'80-90%. Quando succede, il reddito su cui paghi imposte e contributi non esiste: e un numero convenzionale piu alto dell'utile che hai in cassa. Ecco perche una guida onesta non presenta il 40% come un'occasione. C'e poi un limite che viene prima della convenienza: chi sostiene spese superiori a 20.000 euro lordi annui per lavoro dipendente, collaboratori, lavoro accessorio e utili erogati agli associati in partecipazione e escluso dal forfettario per legge (art. 1, comma 54, lettera b, L. 190/2014). Con due dipendenti a tempo pieno quella soglia si supera senza sforzo: in quel caso la domanda non e se il forfettario conviene, perche semplicemente non e ammesso, a prescindere dai ricavi. Il forfettario resta sensato quasi solo per micro attivita senza dipendenti, tipicamente un piccolo asporto gestito dal titolare. Per un ristorante o una pizzeria vera e propria l'ordinario o il semplificato sono di norma la scelta corretta, e il confronto tra i due regimi va fatto sui tuoi numeri prima di aprire.

Numeri reali

Due esempi: 80.000 euro in forfettario e 120.000 euro in semplificato

Il primo caso confronta forfettario e semplificato sulla stessa micro attivita. Il secondo mostra un ristorante strutturato a 120.000 euro di ricavi, dove il forfettario non e un'opzione ne per la soglia di ricavi, ferma a 85.000 euro, ne per il costo del personale, che supera il limite di 20.000 euro lordi di spese per lavoro dipendente. Aliquote e importi sono dichiarati sotto le tabelle.

Caso 1A: pizzeria d'asporto in forfettario

Voce Importo
Ricavi incassati nell'anno 80.000 €
(1) Coefficiente 40% → reddito forfettario 32.000 €
(2) Contributi Gestione Commercianti versati − 7.800 €
Imponibile netto dopo i contributi 24.200 €
(3) Imposta sostitutiva 15% 3.630 €
Costi reali sostenuti, NON deducibili − 62.000 €
Resta in tasca 6.570 €

Il passaggio chiave e il numero (2): dal reddito determinato con il coefficiente si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno (art. 1, c. 64, L. 190/2014). L'imposta si calcola su 24.200 euro, non su 32.000. Con l'aliquota al 5% dei primi cinque anni scenderebbe a 1.210 euro e in tasca resterebbero 8.990 euro.

Caso 1B: la stessa pizzeria in semplificato

Voce Importo
Ricavi incassati nell'anno 80.000 €
Costi reali documentati e dedotti − 62.000 €
Reddito d'impresa 18.000 €
Contributi Commercianti (solo fissi: reddito sotto il minimale) − 4.500 €
Imponibile IRPEF 13.500 €
IRPEF 23% e addizionali (stima) 3.375 €
Resta in tasca 10.125 €

Stessi ricavi, stessi costi: il semplificato lascia in tasca circa 3.555 euro in piu, e il vantaggio resta anche contro l'aliquota al 5%. La differenza nasce soprattutto dai contributi: 7.800 euro invece di 4.500, perche in forfettario si calcolano sul reddito convenzionale di 32.000 euro e non sull'utile reale di 18.000.

Caso 2: ristorante con dipendenti, 120.000 euro di ricavi

Voce Importo
Ricavi dell'anno 120.000 €
Materie prime e bevande − 38.000 €
Personale dipendente (costo del lavoro) − 26.000 €
Affitto del locale − 14.000 €
Utenze (energia, gas, acqua) − 10.000 €
Altri costi di gestione (manutenzioni, assicurazioni, HACCP, consulenze) − 6.000 €
Ammortamento attrezzature di cucina e arredi − 4.000 €
Reddito d'impresa 22.000 €
Contributi Gestione Commercianti (fissi + 24,48% sull'eccedenza) − 5.360 €
IRPEF 23% e addizionali (stima) − 4.160 €
Resta al titolare 12.480 €

Aliquote e importi usati. Contributi fissi indicativi 4.500 euro l'anno su un reddito minimale di circa 18.500 euro; aliquota Gestione Commercianti 24,48% sulla parte eccedente (24% piu 0,48% per l'indennizzo di cessazione attivita); IRPEF primo scaglione 23%; addizionali stimate intorno al 2%, al lordo di eventuali detrazioni. Verifica sempre gli importi in vigore per l'anno. Nota sull'accesso: con questi numeri il forfettario non e applicabile per due motivi: il limite di ricavi di 85.000 euro e, gia da solo, il limite di 20.000 euro lordi di spese per lavoro dipendente, qui superato dai 26.000 euro di costo del personale (art. 1, comma 54, lettera b, L. 190/2014). Il conto pero vale la pena farlo: se per assurdo questo ristorante potesse restare in forfettario, il reddito convenzionale sarebbe 48.000 euro, i contributi circa 11.720 euro e l'imposta al 15% circa 5.440 euro, cioe oltre 17.100 euro di prelievo su un utile reale di 22.000. Nel semplificato il prelievo e di 9.520 euro.

Scegli il regime prima di aprire

Nella ristorazione il regime non si aggiusta a fine anno: incide su IVA detraibile, contabilita, cassa e persino sulla convenienza ad assumere. Va deciso sul business plan, con i tuoi costi in mano.

Regola di cassa: tra imposte e contributi accantona almeno il 30-35% dell'utile stimato, e ricorda che i contributi fissi arrivano ogni trimestre anche a locale chiuso.

Vuoi il calcolo sul tuo locale?

Errori

Errori tipici di chi apre un ristorante o una pizzeria

Cinque scivoloni che nella ristorazione si pagano cari: aperture rinviate, sanzioni e regimi sbagliati che erodono il margine per anni.

1) Prendere il locale prima delle verifiche

Destinazione d'uso, agibilita, canna fumaria, vincoli acustici e regole comunali si controllano prima di firmare la locazione: dopo, l'unica leva rimasta e il portafoglio.

2) Scegliere il forfettario perche il coefficiente e basso

Il 40% e il piu basso tra quelli usuali, ma non deduce materie prime, affitto, personale e attrezzature e non detrae l'IVA sugli acquisti: in un ristorante costa quasi sempre piu dell'ordinario.

3) Sottovalutare contributi fissi e coadiuvanti

La Gestione Commercianti chiede contributi fissi ogni trimestre anche a locale chiuso, e ogni familiare che lavora stabilmente ha una posizione contributiva propria.

4) Configurare male i reparti IVA della cassa

Somministrazione e asporto non seguono la stessa logica e le bevande alcoliche hanno regole proprie: un reparto impostato male replica l'errore su ogni singolo scontrino.

5) Rimandare notifica ASL e HACCP

La registrazione sanitaria e il manuale di autocontrollo non sono formalita da sistemare dopo l'apertura: senza, il locale non puo lavorare e il rischio sanzioni e immediato.

La buona notizia

Impostati bene locale, titoli e regime nei primi due mesi, questi errori non si presentano piu.

Vedi anche come scegliere il codice ATECO e le sanzioni fiscali per capire cosa si rischia davvero.

Checklist

Aprire un ristorante in regola: 6 step

Sei passaggi nell'ordine giusto, dal sopralluogo alla prima giornata di incassi.

6 step per partire senza sorprese

1) Verifica il locale

Destinazione d'uso, agibilita, requisiti igienico-sanitari e acustici, canna fumaria, impianti ed eventuali limiti comunali: tutto prima di firmare.

2) Requisiti morali e SAB

Ottieni il requisito professionale con corso abilitante, titolo di studio attinente o esperienza nel settore, verificando le regole della tua Regione, oppure nomina un preposto abilitato.

3) Scegli forma giuridica e ATECO

Ditta individuale o SRL, e il codice corretto tra 56.11.11 con servizio al tavolo, 56.11.12 per l'asporto e 56.30.01 per il bar senza cucina: due scelte da chiudere prima di inviare qualsiasi pratica.

4) ComUnica: un unico invio

Apertura della P.IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS Gestione Commercianti e SCIA di somministrazione al SUAP viaggiano insieme con la Comunicazione Unica, trasmessa dal commercialista o da un intermediario abilitato.

5) Notifica sanitaria, dipendenti e HACCP

La notifica per la registrazione dell'impresa alimentare passa dal SUAP; poi iscrivi i coadiuvanti, apri le posizioni dei dipendenti e predisponi manuale HACCP e formazione degli addetti.

6) Cassa, reparti IVA e regime

Configura registratore telematico e reparti con le aliquote corrette, collega il POS e scegli il regime sui costi reali del tuo business plan.

Approfondisci: Aprire la P.IVAForfettario o ordinarioINPS e P.IVARegistratore telematico

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Ti diciamo anche quando il forfettario NON conviene, invece di venderti il 40% come un affare.

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni di chi apre un ristorante, una pizzeria o un bar.

Che codice ATECO serve per aprire un ristorante o una pizzeria?

Nella classificazione in vigore il ristorante e la pizzeria con sala rientrano nel codice 56.11.11, attivita di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie (in precedenza 56.10.11, ristorazione con somministrazione). La pizzeria da asporto e il take away senza servizio al tavolo usano il 56.11.12 (in precedenza 56.10.20, ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto). Il bar o la caffetteria senza cucina usano il 56.30.01 (in precedenza 56.30.00, bar e altri esercizi simili senza cucina). La scelta non e formale: determina requisiti, titolo abilitante e trattamento IVA.

Qual e il coefficiente di redditivita del forfettario per un ristorante?

La divisione 56 ricade nel gruppo Servizi di alloggio e di ristorazione dell'Allegato 4 della Legge 190/2014, a cui e associato il coefficiente di redditivita del 40%. E il piu basso tra quelli usuali del forfettario: si tassa il 40% dei ricavi e il restante 60% viene riconosciuto forfettariamente come costi. Attenzione pero: in un ristorante i costi reali superano quasi sempre il 60% dei ricavi, quindi un coefficiente basso da solo non basta a rendere conveniente il forfettario.

Al ristorante conviene il regime forfettario?

Quasi mai per un ristorante o una pizzeria vera e propria. In forfettario nessun costo reale si deduce e l'IVA sugli acquisti non si detrae: materie prime, affitto del locale, personale dipendente, utenze, attrezzature di cucina e arredi restano interamente a carico. Prima ancora della convenienza c'e pero un limite di accesso: chi sostiene spese superiori a 20.000 euro lordi annui per lavoro dipendente e collaboratori e escluso dal forfettario (art. 1, comma 54, lettera b, della Legge 190/2014), quindi con due dipendenti a tempo pieno il regime non e proprio ammesso. Il forfettario resta realistico quasi solo per micro attivita senza dipendenti e con struttura minima, sotto la soglia di 85.000 euro di ricavi. Per un ristorante strutturato il regime ordinario o semplificato e di norma la scelta corretta.

Cos'e il SAB e serve davvero per aprire un ristorante?

Per somministrare alimenti e bevande serve un requisito professionale, comunemente detto SAB (ex REC). Si consegue in via alternativa: con un corso professionale abilitante riconosciuto, oppure con un titolo di studio attinente al settore alimentare o della ristorazione, oppure con un periodo di esperienza lavorativa nel settore secondo quanto previsto dalla normativa. Servono inoltre i requisiti morali. La disciplina di dettaglio e in parte regionale, quindi verifica sempre le regole della tua Regione e del SUAP del tuo Comune invece di affidarti a regole nazionali uniformi.

Che aliquota IVA si applica in un ristorante o in una pizzeria?

Le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate nei pubblici esercizi scontano di regola l'aliquota ridotta del 10%, applicata alla prestazione nel suo complesso. Nella vendita da asporto il trattamento dipende invece dalla natura del singolo prodotto ceduto, e le bevande alcoliche seguono regole proprie. Poiche le casistiche sono numerose, conviene verificare le voci della Tabella A allegata al DPR 633/72 con il commercialista prima di impostare i reparti del registratore di cassa.

Un ristorante deve avere il registratore telematico?

L'obbligo di legge e memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente i corrispettivi giornalieri, rilasciando al cliente il documento commerciale che ha sostituito scontrino e ricevuta fiscale. L'obbligo si puo assolvere anche con la procedura web gratuita dell'Agenzia delle Entrate, pensata per volumi contenuti. In un ristorante, dove si emettono decine di documenti al giorno, il registratore telematico resta di fatto la scelta pratica, perche gestisce reparti con aliquote diverse, pagamenti elettronici e il codice lotteria eventualmente richiesto dal cliente.

Hai gia un locale in mente? Scrivici: analizziamo il tuo caso tra ATECO, requisiti SUAP, forma giuridica, INPS, IVA e regime fiscale.

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