Autofattura Elettronica: quando serve e come emetterla
L'autofattura è una fattura che emetti a te stesso: serve per integrare l'IVA in casi specifici come il reverse charge, gli acquisti dall'estero e gli omaggi. In questa guida trovi tutti i tipi documento (TD16, TD17, TD18, TD19), come compilarla, le tempistiche e una checklist pronta.
Guide correlate: Reverse Charge • Cos'è l'IVA • Come emettere fattura elettronica • Codice Destinatario SDI
Cos'è l'autofattura elettronica
L'autofattura è un documento fiscale che il destinatario della prestazione emette a se stesso, anziché riceverlo dal fornitore nel modo classico. In pratica, sei tu che "completi" il ciclo IVA quando la legge lo richiede.
A cosa serve
Quando ricevi una fattura senza IVA (perché il fornitore non è tenuto ad addebitarla), devi integrare tu l'imposta emettendo un'autofattura. Questo succede tipicamente in tre macro-scenari:
- Reverse charge — il fornitore italiano emette senza IVA e tu la integri.
- Acquisti dall'estero — il fornitore UE o extra-UE non applica IVA italiana: la aggiungi tu.
- Autoconsumo e omaggi — cedi beni gratuitamente o li destini a uso personale: l'IVA va comunque assolta.
Il meccanismo in 30 secondi
L'autofattura non genera un costo aggiuntivo: registri l'IVA sia a debito sia a credito, quindi l'effetto netto sul tuo saldo IVA è tendenzialmente neutro (se hai diritto alla detrazione piena). Il punto cruciale è la regolarità formale: se non la emetti, o la emetti in ritardo, scattano sanzioni.
Chi non ha diritto alla detrazione piena (es. forfettari) registra comunque l'autofattura, ma senza recupero.
Quando si emette l'autofattura: tabella completa
Ogni situazione ha il suo tipo documento: usare quello sbagliato è uno degli errori più frequenti. Ecco la mappa.
| Tipo doc. | Caso | Descrizione |
|---|---|---|
| TD16 | Reverse charge interno | Il fornitore italiano emette fattura senza IVA (art. 17 c. 5/6 DPR 633/72). Tu integri l'IVA emettendo autofattura TD16 e la invii allo SDI. Casi tipici: subappalti edili, pulizia edifici, installazione impianti, cessione di rottami e altri settori previsti dalla norma. |
| TD17 | Acquisti di servizi da UE | Ricevi una fattura per servizi da un fornitore UE (es. consulenza da un'azienda tedesca, abbonamento software da una società irlandese). La fattura del fornitore non ha IVA italiana: tu emetti autofattura TD17 con l'aliquota corretta e la trasmetti tramite SDI. |
| TD18 | Acquisti di beni intracomunitari (UE) | Acquisti beni fisici da un fornitore UE (es. macchinari dalla Francia, materie prime dalla Spagna). Il fornitore fattura senza IVA; tu emetti TD18. In più, devi gestire anche il modello Intrastat (se previsto per i tuoi volumi). |
| TD19 | Acquisti beni/servizi da extra-UE | Fornitore extra-UE (es. USA, UK post-Brexit, Cina). Per i beni, l'IVA potrebbe essere già assolta in dogana — in quel caso non serve TD19. Per i servizi da extra-UE (es. licenze software USA, consulenze UK) usi sempre TD19. |
| TD20 | Regolarizzazione / splafonamento | Il fornitore non ha emesso fattura o l'ha emessa in modo irregolare e tu devi "regolarizzare" l'operazione. Serve anche nei casi di splafonamento del plafond IVA per gli esportatori abituali. È il documento per mettersi in regola quando qualcosa è andato storto. |
| TD27 | Autoconsumo / omaggi | Cedi beni a titolo gratuito (omaggi a clienti) o li destini a uso personale (autoconsumo). Se i beni hanno un valore superiore a 50 euro e l'IVA all'acquisto è stata detratta, devi emettere autofattura TD27 per assolvere l'IVA sull'omaggio. |
Tip pratico: nel tuo software di fatturazione, crea un template per ogni tipo documento. Così selezioni il caso e i campi si precompilano. Se hai dubbi su quale tipo usare, scrivici.
Come funziona il reverse charge con l'autofattura
Il reverse charge (o "inversione contabile") sposta l'obbligo di versare l'IVA dal venditore all'acquirente. Ecco il flusso passo per passo.
Il flusso operativo
- Il fornitore emette fattura senza IVA — in fattura indica il riferimento normativo (es. "operazione soggetta a reverse charge ex art. 17 c. 6 DPR 633/72") e la natura IVA corretta (N6.x).
- Tu ricevi la fattura e verifichi che sia tutto corretto: importo, descrizione, riferimento normativo.
- Emetti l'autofattura (TD16) — riporti i dati del fornitore come cedente/prestatore, i tuoi dati come cessionario/committente, e aggiungi l'IVA con l'aliquota corretta (di solito 22%).
- Invii allo SDI — l'autofattura viene trasmessa elettronicamente, esattamente come una fattura normale.
- Registri in contabilità — annoti l'IVA sia nel registro acquisti (IVA a credito) sia nel registro vendite (IVA a debito). Il saldo netto è zero se hai diritto alla detrazione piena.
Esempio pratico
Subappalto edile: ricevi fattura da impresa italiana per 10.000 euro + reverse charge.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Fattura fornitore (senza IVA) | 10.000,00 € |
| Autofattura TD16 — IVA 22% | 2.200,00 € |
| IVA a debito (registro vendite) | 2.200,00 € |
| IVA a credito (registro acquisti) | 2.200,00 € |
| Effetto netto sul saldo IVA | 0,00 € |
Approfondisci: Guida completa al Reverse Charge.
Autofattura per acquisti dall'estero
Dal 1° luglio 2022 l'esterometro è stato abolito: tutti gli acquisti da fornitori esteri vanno comunicati tramite autofattura elettronica inviata allo SDI.
Come funziona
Quando acquisti beni o servizi da un fornitore estero (UE o extra-UE), la fattura che ricevi non contiene IVA italiana. Tu devi:
- Identificare il tipo di operazione: servizio UE (TD17), bene UE (TD18) o bene/servizio extra-UE (TD19).
- Compilare l'autofattura con i dati del fornitore estero (ragione sociale, indirizzo, stato, codice fiscale o VAT number per i fornitori UE).
- Indicare l'importo in euro (se la fattura originale è in valuta diversa, converti al cambio del giorno dell'operazione).
- Trasmettere l'autofattura allo SDI entro i termini previsti.
Quale tipo documento usare
| Operazione | Tipo doc. |
|---|---|
| Servizi da fornitore UE (es. consulenza, SaaS) | TD17 |
| Beni da fornitore UE (acquisto intracomunitario) | TD18 |
| Servizi da fornitore extra-UE (es. licenze USA) | TD19 |
| Beni da fornitore extra-UE (se IVA non assolta in dogana) | TD19 |
Attenzione: per i beni importati da extra-UE, se l'IVA viene pagata in dogana (bolla doganale), non serve l'autofattura TD19 — l'IVA è già assolta. Approfondisci: Codice Destinatario SDI.
Come compilare l'autofattura: campi essenziali
L'autofattura ha una particolarità: tu figuri sia come cessionario/committente sia come soggetto emittente. Ecco i campi da compilare nel file XML.
Sezione Cedente/Prestatore
Qui inserisci i dati del fornitore (chi ti ha venduto il bene o prestato il servizio):
- Ragione sociale / Nome del fornitore.
- Partita IVA (o ID fiscale per soggetti esteri). Per i fornitori UE: il VAT number con prefisso paese (es. DE123456789).
- Indirizzo completo e codice paese (IT, DE, FR, US, ecc.).
- Per i soggetti extra-UE senza partita IVA italiana: indica "OO99999999999" nel campo IdFiscaleIVA.
Sezione Cessionario/Committente ed Emittente
Qui inserisci i tuoi dati (sei tu che ricevi E che emetti il documento):
- La tua Partita IVA e ragione sociale.
- Codice Destinatario SDI: il tuo codice (o quello del tuo intermediario). Scopri quale usare.
- Tipo Documento: TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 o TD27 a seconda del caso.
- Dati del documento originale: numero e data della fattura del fornitore nella sezione DatiFattureCollegate.
Importi: riporta l'imponibile della fattura originale e calcola l'IVA con l'aliquota corretta. Se la fattura del fornitore è in valuta estera, converti in euro al cambio del giorno dell'operazione (puoi usare il cambio BCE).
Entro quando emettere l'autofattura
Le scadenze dipendono dal tipo di operazione. Sforare i termini comporta sanzioni, anche se l'effetto sull'IVA è neutro.
| Caso | Termine di emissione | Note pratiche |
|---|---|---|
| Reverse charge interno (TD16) | Entro il 15 del mese successivo alla ricezione della fattura del fornitore. | La data documento dell'autofattura deve rientrare nel mese di ricezione della fattura originale. L'invio allo SDI può avvenire entro il 15 del mese successivo. |
| Acquisti servizi UE (TD17) | Entro il 15 del mese successivo alla ricezione del documento del fornitore. | Se il fornitore UE tarda a inviare la fattura, il termine decorre comunque dal momento di effettuazione dell'operazione (pagamento o ultimazione del servizio). |
| Acquisti beni UE (TD18) | Entro il 15 del mese successivo all'arrivo dei beni in Italia (o all'effettuazione dell'operazione). | Per gli acquisti intracomunitari il momento rilevante è l'inizio del trasporto o della spedizione dei beni. |
| Acquisti extra-UE (TD19) | Entro il 15 del mese successivo alla ricezione della fattura estera. | Ricorda: per i beni importati con bolla doganale, l'IVA è assolta in dogana e non serve autofattura. |
| Autoconsumo/omaggi (TD27) | Entro la data di effettuazione dell'operazione (consegna del bene). | Per gli omaggi la data rilevante è il momento della cessione gratuita. |
Consiglio operativo: imposta un promemoria ricorrente al giorno 10 di ogni mese per verificare che tutte le autofatture del mese precedente siano state emesse e trasmesse allo SDI.
I 7 errori più frequenti con l'autofattura
Ecco dove sbagliano quasi tutti (e come evitarlo).
Errori di tipo documento e compilazione
- Tipo documento sbagliato — Usare TD17 invece di TD18 (o viceversa) per un acquisto UE. Regola d'oro: servizi = TD17, beni = TD18.
- Dati del fornitore incompleti — Dimenticare il VAT number per un fornitore UE o usare un codice fiscale generico errato per i fornitori extra-UE. Lo SDI scarta il file o lo accetta con anomalie.
- Aliquota IVA errata — Applicare il 22% su operazioni che prevedono un'aliquota ridotta (es. 10% per alcune prestazioni in edilizia). Verifica sempre prima di emettere.
- Importo in valuta non convertito — Ricevi una fattura in dollari o sterline e la riporti nell'autofattura senza convertire in euro. Il file XML prevede importi in EUR.
Errori di tempistica e omissioni
- Non emettere l'autofattura — L'errore peggiore. Le sanzioni vanno dal 5% al 10% dell'IVA non documentata (con un minimo di 250 euro per ogni violazione). Se ti accorgi dell'omissione, puoi ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre la sanzione.
- Emissione tardiva — Superare il 15 del mese successivo. Anche qui scattano sanzioni, ma in misura ridotta rispetto all'omissione totale. Il ravvedimento operoso è tuo alleato.
- Doppia registrazione contabile — Registrare l'autofattura solo nel registro vendite (IVA a debito) e dimenticare il registro acquisti (IVA a credito). Risultato: paghi IVA che non dovresti. Controlla sempre la doppia annotazione.
Dubbio su un'autofattura già emessa? Facci controllare.
Checklist "Autofattura ok"
Spunta tutto prima di trasmettere allo SDI e dormi tranquillo.
Prima di compilare
- Hai identificato il tipo di operazione (reverse charge, acquisto UE, extra-UE, omaggio)?
- Hai individuato il tipo documento corretto (TD16, TD17, TD18, TD19, TD20, TD27)?
- Hai la fattura originale del fornitore (o il documento equivalente)?
- Conosci l'aliquota IVA applicabile alla specifica operazione?
Durante la compilazione
- Cedente/Prestatore: dati completi del fornitore (ragione sociale, P.IVA/VAT, indirizzo, paese).
- Cessionario/Committente: i tuoi dati (P.IVA, ragione sociale, codice SDI).
- Importi in EUR: se la fattura originale è in altra valuta, hai convertito?
- DatiFattureCollegate: numero e data della fattura originale del fornitore.
Prima dell'invio
- Anteprima XML: nessun campo obbligatorio vuoto.
- Data documento: rientra nel mese dell'operazione.
- Invio allo SDI entro il 15 del mese successivo.
- Registrazione contabile: doppia annotazione (registro acquisti + registro vendite).
Vuoi che verifichiamo un'autofattura campione per te? Contattaci — ti diciamo in 5 minuti se è tutto a posto.
Domande frequenti sull'autofattura
Risposte rapide, senza burocratese.
L'autofattura va inviata allo SDI?
Sì, dal 1° luglio 2022 tutte le autofatture devono essere trasmesse elettronicamente tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo obbligo ha sostituito l'esterometro per quanto riguarda gli acquisti da fornitori esteri, e si applica anche alle integrazioni per reverse charge interno. L'invio avviene con le stesse modalità di una fattura elettronica ordinaria: tramite il tuo software di fatturazione o il portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate.
Il forfettario deve emettere autofattura?
Sì, anche chi opera in regime forfettario deve emettere autofattura per gli acquisti da fornitori esteri (UE e extra-UE) e per i casi di reverse charge. La differenza rispetto al regime ordinario è che il forfettario non detrae l'IVA: la registra solo a debito, e quindi l'IVA dell'autofattura rappresenta un costo effettivo. Nonostante questo, l'obbligo formale di emissione e trasmissione allo SDI resta identico.
Che differenza c'è tra TD16, TD17, TD18 e TD19?
TD16: integrazione per reverse charge interno (fornitore italiano che emette senza IVA). TD17: autofattura per acquisto di servizi da fornitore UE. TD18: autofattura per acquisto di beni intracomunitari (UE). TD19: autofattura per acquisto di beni o servizi da fornitore extra-UE. La distinzione fondamentale è: chi è il fornitore (italiano/UE/extra-UE) e cosa acquisti (bene o servizio).
Entro quando devo emettere l'autofattura?
Il termine generale è entro il 15 del mese successivo alla ricezione della fattura del fornitore (o all'effettuazione dell'operazione, per gli acquisti intracomunitari). La data del documento deve comunque rientrare nel mese in cui hai ricevuto la fattura originale o in cui si è verificato il fatto generatore dell'IVA. In caso di ritardo, puoi ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.
Hai un dubbio specifico? Scrivici e ti rispondiamo entro 24 ore.
Hai dubbi sulla tua autofattura?
Ti controlliamo un documento campione e ti diciamo se tipo documento, importi e tempistiche sono corretti.
Oppure scrivi a info@turbotasse.com