Partita IVA Veterinario 2026: ATECO, ENPAV, IVA al 22% e forfettario
Sei un medico veterinario in libera professione (ambulatorio tuo, collaborazioni con cliniche, visite a domicilio, sostituzioni)? Qui trovi il codice ATECO 75.00.00, perche versi all'ENPAV e non alla Gestione Separata INPS, il punto che quasi tutti sbagliano sull'IVA al 22%, gli obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria, il farmaco veterinario, il regime forfettario al 78% e un esempio reale di calcolo delle tasse su 40.000 euro.
Guide correlate: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
Veterinario: quando aprire la P.IVA
La regola e semplice: quando la libera professione diventa abituale serve la Partita IVA. Visitare animali da compagnia, seguire allevamenti e aziende zootecniche, fare turni in una clinica o interventi a domicilio in modo continuativo e attivita professionale e richiede la P.IVA con il codice ATECO 75.00.00.
Ti serve la P.IVA se...
- Visiti clienti con continuita. Se ricevi proprietari di animali nel tuo ambulatorio, esegui visite, vaccinazioni, controlli e interventi in modo regolare, questa e attivita abituale e serve la Partita IVA.
- Collabori con cliniche e strutture. Cliniche veterinarie, ambulatori associati, canili, allevamenti e aziende zootecniche che ti incaricano vogliono fattura: per emetterla ti serve la P.IVA.
- Fai sostituzioni e reperibilita. Coprire i turni di un collega, la reperibilita notturna o il pronto soccorso di una struttura sono a tutti gli effetti prestazioni professionali da fatturare.
Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.
Occasionale o abituale?
- Prestazione occasionale. Possibile solo per incarichi realmente sporadici e non organizzati, a prescindere dall'importo. I 5.000 euro lordi annui non sono la soglia per aprire la P.IVA, ma quella oltre la quale scattano i contributi in Gestione Separata INPS sulla parte eccedente.
- Attivita abituale. Se l'attivita e continuativa e organizzata serve la Partita IVA anche sotto i 5.000 euro: il discrimine e l'abitualita, non il fatturato. Con la P.IVA arriva anche l'iscrizione all'ENPAV.
- Dipendente che fa anche libera professione. Il veterinario dipendente (ASL, struttura pubblica, azienda) che vuole esercitare anche in proprio deve verificare compatibilita e autorizzazione del datore di lavoro, e ricordare che un reddito da lavoro dipendente elevato lo esclude dal forfettario (vedi quale regime).
Se sei agli inizi e fai pochi incarichi, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.
Le quattro modalita di esercizio della professione
Non tutti i veterinari lavorano allo stesso modo, e il modo in cui lavori cambia i costi e quindi il regime fiscale che ti conviene. Ecco i quattro schemi tipici.
| Modalita | Come funziona | Impatto sui costi |
|---|---|---|
| Libero professionista con ambulatorio | Struttura propria autorizzata, clienti diretti, gestione di scorta farmaci e attrezzature | Alti: affitto, attrezzatura diagnostica, farmaci, personale, smaltimento rifiuti |
| Collaborazione con cliniche e ambulatori | Fatturi le tue prestazioni alla struttura, che ti mette a disposizione sala e strumentazione | Bassi: usi la struttura del committente, i tuoi costi sono formazione, auto e strumenti personali |
| Attivita a domicilio | Visiti gli animali a casa del proprietario o presso allevamenti e aziende zootecniche | Medi: auto, carburante, strumentazione portatile, farmaci al seguito |
| Sostituzioni e turni | Copri turni, reperibilita o assenze di colleghi, spesso per piu strutture | Molto bassi: e il profilo tipicamente piu adatto al regime forfettario |
Il punto chiave: piu la tua attivita e strutturata, piu i costi reali pesano e piu il forfettario, che non permette di dedurli, perde convenienza. Chi collabora con strutture altrui o fa sostituzioni, al contrario, nel forfettario sta benissimo.
Codice ATECO del medico veterinario
Per la libera professione veterinaria il codice ATECO e 75.00.00 "Servizi veterinari". Nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%.
| Attivita | Codice ATECO | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|
| Visite, cure e chirurgia su animali da compagnia | 75.00.00 | 78% |
| Assistenza ad allevamenti e aziende zootecniche | 75.00.00 | 78% |
| Collaborazioni con cliniche, sostituzioni e reperibilita | 75.00.00 | 78% |
Nota: l'attivita del medico veterinario resa come libero professionista rientra nel codice 75.00.00, "Servizi veterinari". Il coefficiente di redditivita del 78% e quello tipico delle attivita professionali e significa che l'imponibile forfettario e pari al 78% dei compensi incassati, indipendentemente dai costi che hai sostenuto davvero. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.
ENPAV: la cassa dei medici veterinari
Attenzione a questo punto, perche cambia rispetto a molte altre professioni. Il medico veterinario NON versa alla Gestione Separata INPS: iscritto all'Ordine dei Medici Veterinari, versa i contributi all'ENPAV, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinari.
Albo, ENPAV e contributi: come funziona
- Iscrizione all'Ordine obbligatoria. Per esercitare, il veterinario deve essere iscritto all'albo dell'Ordine provinciale dei Medici Veterinari: e il requisito abilitante alla professione.
- ENPAV, non Gestione Separata. L'iscrizione all'ENPAV e automatica e obbligatoria per il solo fatto di essere iscritti all'Albo dei Medici Veterinari, anche per chi non ha (ancora) la P.IVA o lavora come dipendente: in questi casi restano comunque dovuti i contributi minimi, salvo le riduzioni previste dall'Ente. Niente Gestione Separata INPS.
- Contributo soggettivo. Si calcola applicando un'aliquota al reddito professionale netto dichiarato. E previsto un contributo soggettivo minimo annuo, dovuto anche se il reddito e basso o nullo: e la voce che sorprende chi e appena partito.
- Contributo integrativo 2%. Si aggiunge il 2% sul volume d'affari: lo addebiti in fattura al cliente come voce separata e poi lo riversi all'ente. Non pesa sul tuo netto, perche e un ribaltamento sul committente. Anche qui esiste un integrativo minimo annuo.
- Modello 1 ENPAV e scadenze. Ogni anno vanno dichiarati all'ENPAV il reddito professionale e il volume d'affari con il Modello 1, entro il termine fissato dall'ente. I minimi si versano in rate durante l'anno, mentre il conguaglio (l'eccedenza rispetto ai minimi) si paga a saldo dopo la dichiarazione.
Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.
La differenza chiave
Il medico veterinario iscritto all'albo versa all'ENPAV, la cassa di categoria: niente Gestione Separata INPS. L'obbligo nasce dall'iscrizione all'Albo, non dall'apertura della P.IVA, quindi riguarda anche il veterinario dipendente.
Ricorda: contributo soggettivo sul reddito professionale (con minimo annuo dovuto comunque) piu contributo integrativo del 2% che addebiti in fattura al cliente. Ogni anno serve il Modello 1 ENPAV: saltarlo significa sanzioni e conguagli d'ufficio.
Le prestazioni veterinarie NON sono esenti IVA
E l'errore piu diffuso della categoria. L'esenzione dell'art. 10 del DPR 633/72 riguarda le prestazioni sanitarie rese alla persona: le cure agli animali restano prestazioni professionali imponibili con IVA ordinaria al 22%.
Perche l'art.10 non ti riguarda
- L'esenzione e "alla persona". L'art. 10 esenta le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni sanitarie. Il paziente del veterinario e un animale: il presupposto soggettivo dell'esenzione non c'e.
- Aliquota ordinaria 22%. Visite, vaccinazioni, esami diagnostici, interventi chirurgici, certificazioni e consulenze veterinarie scontano l'IVA al 22%. Chi opera in regime ordinario deve addebitarla in fattura al proprietario dell'animale.
- In forfettario non addebiti IVA, ma per un altro motivo. Nel regime forfettario l'IVA non si applica in fattura per scelta di regime, non perche la prestazione sia esente. La differenza sembra teorica ma non lo e: se esci dal forfettario, dal giorno dopo devi addebitare il 22% a tutti i clienti.
- Impatto commerciale. Il cliente e un privato che non detrae l'IVA: passare all'ordinario significa che la stessa prestazione gli costa il 22% in piu, oppure che quel 22% te lo assorbi tu abbassando il compenso.
- Il rovescio positivo dell'ordinario. Operando in regime di imponibilita detrai l'IVA sugli acquisti: ecografo, radiologia, analizzatori, farmaci, materiale di consumo. Per chi investe in strumentazione non e un dettaglio.
Prima di impostare le fatture confronta forfettario e ordinario: vedi il regime forfettario o scrivici per il tuo caso specifico.
Il punto chiave sull'IVA
Cure agli animali = IVA ordinaria 22%. Niente esenzione art.10 DPR 633/72: quella vale per le prestazioni sanitarie rese alla persona.
Attenzione: molti veterinari danno per scontato di rientrare nell'esenzione sanitaria e impostano male fatture e preventivi. In forfettario l'IVA non si applica comunque, ma il giorno in cui passi all'ordinario il 22% arriva tutto insieme.
Spese veterinarie detraibili e Sistema Tessera Sanitaria
Le spese veterinarie sono detraibili dal proprietario dell'animale, ma solo se tu trasmetti correttamente i dati al Sistema Tessera Sanitaria. E un obbligo del professionista, non un servizio facoltativo al cliente.
Gli obblighi pratici
- Codice fiscale del proprietario in fattura. Va indicato il codice fiscale della persona che sostiene la spesa, cioe il proprietario o detentore dell'animale. Non quello della clinica, non un generico "cliente": senza codice fiscale corretto il dato non arriva alla dichiarazione precompilata.
- Trasmissione al Sistema TS. I dati delle fatture pagate vanno inviati telematicamente al Sistema Tessera Sanitaria entro le scadenze periodiche previste, con l'indicazione dell'importo e della modalita di pagamento.
- Pagamenti tracciabili. Per essere detraibile la spesa deve di norma essere pagata con strumenti tracciabili (bancomat, carta, bonifico). Il contante rischia di far perdere la detrazione al tuo cliente.
- Diritto di opposizione. Il cliente puo chiedere che i dati della sua fattura non vengano trasmessi: l'opposizione va raccolta e annotata, e quella fattura va esclusa dall'invio.
- Limiti di detraibilita per il cliente. La detrazione IRPEF del 19% sulle spese veterinarie opera entro un tetto massimo di spesa annua e con una franchigia iniziale: al cliente conviene sapere che non tutto quello che spende gli torna indietro. La detrazione riguarda animali detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva.
La fattura elettronica via SdI e obbligatoria anche in forfettario. Per impostarla correttamente vedi il regime forfettario.
Caso pratico: visita e vaccinazione
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso prestazione (forfettario) | 1.000,00 € |
| Contributo integrativo ENPAV 2% | +20,00 € |
| IVA (forfettario) | non applicata |
| Marca da bollo (sopra 77,47 €) | +2,00 € |
| Totale fattura | 1.022,00 € |
Esempio illustrativo in regime forfettario: il contributo integrativo ENPAV del 2% lo paga il cliente e tu lo riversi all'ente, e non c'e ritenuta d'acconto. In regime ordinario la stessa fattura avrebbe invece l'IVA al 22% sull'imponibile (compenso piu integrativo) e nessun bollo.
Scorta di medicinali, registro e ricetta elettronica
Se detieni e somministri farmaci, alla parte fiscale si aggiunge una parte sanitaria con obblighi propri. In sintesi, i tre adempimenti da conoscere.
Scorta di medicinali
Il veterinario che opera con struttura o a domicilio puo detenere una scorta di medicinali per l'attivita, previa comunicazione all'autorita sanitaria competente. La scorta serve al tuo impiego professionale diretto, non alla rivendita.
Registro di carico e scarico
I movimenti della scorta vanno annotati su registro di carico e scarico, tenuto aggiornato e conservato per il periodo previsto. E il documento che l'autorita sanitaria controlla in caso di ispezione.
Ricetta elettronica veterinaria (REV)
La prescrizione dei medicinali veterinari avviene in via telematica attraverso il sistema della ricetta elettronica veterinaria, che traccia anche scorte e trattamenti. Serve l'abilitazione al portale ministeriale.
Nota: sul piano fiscale i farmaci della scorta sono un costo dell'attivita. In forfettario non li deduci (il coefficiente del 78% li considera gia forfettariamente) e non ne detrai l'IVA; in ordinario sono deducibili con IVA detraibile. Per chi movimenta farmaci in quantita, e una delle voci che sposta il confronto tra i due regimi.
Forfettario o ordinario: cosa conviene al veterinario
Sotto 85.000 euro il forfettario e ottimo per chi ha pochi costi: collaborazioni, sostituzioni, attivita a domicilio. Chi apre un ambulatorio con attrezzatura diagnostica e scorte di farmaci deve fare due conti.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Quando conviene | Pochi costi, sotto 85.000 euro: collaborazioni, sostituzioni, domicilio | Ambulatorio proprio, attrezzatura diagnostica, farmaci, personale |
| Imposta | Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% | IRPEF a scaglioni + addizionali |
| Imponibile | Coefficiente 78% | Compensi meno costi reali |
| Costi | NON deducibili: ecografo, ambulatorio e farmaci restano a tuo carico | Deducibili uno a uno, ammortamenti compresi |
| IVA | NON applicata in fattura, ma nessuna detrazione sugli acquisti | 22% da addebitare al cliente, IVA sugli acquisti detraibile |
Attenzione, causa di esclusione. Chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione oltre la soglia di legge (30.000 euro, elevata a 35.000 per il 2025: verifica la misura in vigore per l'anno in corso) e escluso dal regime forfettario, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato. E il caso tipico del veterinario dipendente ASL o di struttura pubblica che avvia la libera professione: prima di ragionare sul coefficiente del 78%, va verificato che il forfettario sia accessibile.
La regola pratica: il coefficiente del 78% riconosce forfettariamente solo il 22% di costi. Se i tuoi costi reali (affitto dell'ambulatorio, ammortamento dell'ecografo e della radiologia, farmaci, materiale monouso, smaltimento) superano stabilmente quella soglia, il forfettario ti sta facendo pagare tasse su un reddito che non hai. Ricorda anche che il limite degli 85.000 euro va verificato ogni anno.
Esempio reale: veterinario forfettario con 40.000 euro
Quanto paga davvero un medico veterinario con 40.000 euro di compensi in regime forfettario? Ecco il calcolo voce per voce, contributo soggettivo ENPAV compreso.
Il calcolo, voce per voce
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | 40.000 € |
| Coefficiente 78% → imponibile | 31.200 € |
| Contributo soggettivo ENPAV ~18% sull'imponibile | − 5.616 € |
| Imponibile netto (dedotti i contributi versati) | 25.584 € |
| Imposta sostitutiva 15% | ~ 3.838 € |
| Netto stimato | ~ 30.550 € |
Nota: i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'imposta sostitutiva (art. 1 c. 64 L. 190/2014), ed e per questo che l'imposta si calcola su 25.584 euro e non su 31.200. Con l'imposta sostitutiva al 5% nei primi 5 anni di attivita scenderebbe a circa 1.279 euro e il netto salirebbe di oltre 2.500 euro. Il contributo qui indicato applica l'aliquota del contributo soggettivo ENPAV (18%) all'imponibile forfettario di 31.200 euro, fermo restando il contributo minimo annuo dovuto in ogni caso e da verificare nella misura in vigore per l'anno. Il contributo integrativo del 2% non compare in questo conteggio perche non e un tuo costo: lo addebiti in fattura al cliente e lo riversi all'ente.
Accantona per imposta ed ENPAV
Imposta sostitutiva e contributo soggettivo ENPAV arrivano a scadenze precise: metti da parte a ogni incasso per non trovarti scoperto.
Su 40.000 euro tra imposta e contributo ENPAV se ne va circa il 24%: accantona almeno il 30-35%.
Errori tipici del veterinario libero professionista
Cinque scivoloni che costano cari. Conoscerli ti evita sanzioni, contributi sbagliati e adempimenti dimenticati.
1) Credere di essere esenti IVA
L'esenzione art.10 riguarda le prestazioni sanitarie rese alla persona. Le cure agli animali scontano il 22%: in regime ordinario va addebitato, punto.
2) Iscriversi alla Gestione Separata invece che all'ENPAV
Il veterinario iscritto all'albo versa all'ENPAV, non alla Gestione Separata INPS: sbagliare cassa crea contributi non dovuti e posizioni da sistemare.
3) Dimenticare il contributo integrativo 2%
Il 2% ENPAV va addebitato in fattura al cliente e riversato all'ente: non indicarlo significa doverlo poi pagare di tasca propria.
4) Sbagliare il codice fiscale nel Sistema TS
Va indicato quello del proprietario dell'animale che sostiene la spesa. Se e sbagliato o assente, il cliente perde la detrazione e tu ti prendi la contestazione.
5) Restare in forfettario con un ambulatorio pieno di costi
Il coefficiente al 78% riconosce solo il 22% di costi. Con ecografo, radiologia, affitto e farmaci puo convenire l'ordinario: va verificato ogni anno.
La buona notizia
Con l'impostazione giusta fin dall'inizio, questi errori si evitano tutti senza stress.
Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.
Veterinario in regola: 7 step
Sette passaggi concreti per avviare la libera professione veterinaria senza dimenticare nulla.
7 step per il veterinario in regola
1) Iscriviti all'Ordine
Verifica l'iscrizione all'albo dell'Ordine provinciale dei Medici Veterinari: e il requisito per esercitare.
2) Apri la P.IVA
Apri la Partita IVA con il codice ATECO 75.00.00 "Servizi veterinari", indicando la sede dell'attivita.
3) Iscriviti all'ENPAV
Iscriviti all'ENPAV: e qui che versi i contributi, non alla Gestione Separata INPS. Segna le scadenze dei minimi.
4) Scegli il regime
Sotto 85.000 euro valuta il forfettario al 78%, ma prima quantifica i costi reali di ambulatorio, attrezzature e farmaci.
5) Imposta IVA e fatturazione
Fattura elettronica via SdI, integrativo ENPAV 2% e, se sei in ordinario, IVA al 22% su tutte le prestazioni.
6) Attiva il Sistema TS
Abilitati al Sistema Tessera Sanitaria, raccogli il codice fiscale dei proprietari e trasmetti i dati alle scadenze.
7) Accantona e dichiara
Metti da parte a ogni incasso per imposta ed ENPAV, e non dimenticare il Modello 1 ENPAV ogni anno.
Approfondisci: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
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Apertura P.IVA, codice ATECO 75.00.00, iscrizione all'ENPAV, scelta del regime, gestione dell'IVA al 22% e invii al Sistema Tessera Sanitaria: tutto in un canone fisso, pensato per i medici veterinari.
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Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra i medici veterinari in libera professione.
Le prestazioni veterinarie sono esenti IVA?
No. E l'errore piu comune tra i veterinari: l'esenzione dell'art. 10 del DPR 633/72 riguarda le prestazioni sanitarie rese alla persona, mentre le cure agli animali sono prestazioni professionali imponibili con aliquota IVA ordinaria al 22%. Chi opera in regime ordinario deve quindi addebitare il 22% in fattura al proprietario dell'animale. Chi e in regime forfettario non addebita IVA, ma non perche la prestazione sia esente: e il regime forfettario che non prevede l'applicazione dell'imposta. Vedi il regime forfettario.
Quale codice ATECO usa il medico veterinario in libera professione?
Il codice ATECO del medico veterinario libero professionista e 75.00.00, "Servizi veterinari". Nel regime forfettario a questo codice corrisponde un coefficiente di redditivita del 78%: l'imponibile su cui si calcola l'imposta sostitutiva e pari al 78% dei compensi incassati nell'anno, a prescindere dai costi effettivamente sostenuti. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO.
A quale cassa previdenziale versa i contributi il veterinario?
Il medico veterinario iscritto all'Ordine dei Medici Veterinari versa all'ENPAV, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinari, e non alla Gestione Separata INPS. L'ENPAV prevede un contributo soggettivo calcolato con un'aliquota sul reddito professionale, con un contributo minimo annuo dovuto anche in caso di redditi bassi, e un contributo integrativo del 2% da addebitare in fattura al cliente e riversare all'ente. La posizione si dichiara ogni anno con il Modello 1 ENPAV. Vedi anche INPS e P.IVA.
Il veterinario deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria?
Si. Le spese veterinarie sono detraibili dal proprietario dell'animale entro i limiti previsti dalla normativa e con una franchigia, quindi il veterinario deve trasmettere i dati delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria. Per farlo occorre indicare in fattura il codice fiscale del proprietario dell'animale, non quello della clinica o dell'animale stesso, e gestire l'eventuale opposizione del cliente all'invio dei dati.
Per un veterinario conviene il regime forfettario o l'ordinario?
Dipende dai costi. Sotto gli 85.000 euro di compensi il forfettario e conveniente per chi lavora come libero professionista puro, a domicilio o in sostituzione presso strutture altrui, perche ha pochi costi da dedurre. Chi invece apre un ambulatorio proprio, acquista attrezzatura diagnostica (ecografo, radiologia, analizzatori) e gestisce scorte di farmaci ha costi reali elevati che nel forfettario non si deducono: in questi casi il regime ordinario va valutato con attenzione, anche perche consente di detrarre l'IVA sugli acquisti.
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