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Partita IVA Tatuatore e Piercer 2026: ATECO 96.99.91, requisiti ASL, INPS Artigiani e forfettario al 67%

Vuoi aprire il tuo studio di tatuaggi e piercing o iniziare a lavorare in proprio in uno studio altrui? Qui trovi il codice ATECO corretto nella nuova classificazione, perche il coefficiente forfettario e il 67% e non un altro, il corso di igiene e la SCIA sanitaria che la tua Regione ti chiede prima ancora della Partita IVA, i contributi fissi della Gestione Artigiani INPS, l'IVA al 22% che sorprende chi pensa di fare una prestazione sanitaria, il registratore telematico per gli incassi al banco e un esempio di calcolo su 35.000 euro.

Per tatuatori e piercer Requisiti ASL ATECO 96.99.91 Hot 8 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

Le basi

Tatuatore e piercer: quando serve la Partita IVA

In questo mestiere la Partita IVA arriva quasi sempre insieme al primo studio, perche non puoi tatuare legalmente senza un locale in regola con i requisiti igienico-sanitari previsti dalla tua Regione, oggetto di SCIA al SUAP o di autorizzazione sanitaria a seconda del regolamento regionale. Il tatuatore che lavora in proprio non e un professionista con Cassa: e un artigiano, e questo cambia iscrizioni, contributi e adempimenti.

Ti serve la P.IVA se...

  • Prendi appuntamenti con continuita. Se hai un portfolio, una lista d'attesa e clienti che tornano per sedute successive, l'attivita e abituale e organizzata: serve la Partita IVA come impresa artigiana, a prescindere da quanto incassi.
  • Hai o condividi uno studio. Il locale dove tatui deve essere in regola con i requisiti igienico-sanitari previsti dalla tua Regione, oggetto di SCIA al SUAP o di autorizzazione sanitaria a seconda del regolamento regionale: e proprio la pratica sanitaria a rendere impossibile restare nell'informale, perche l'apertura passa da una pratica al SUAP che coinvolge il servizio igiene della ASL.
  • Devi certificare i tuoi incassi. Ogni seduta pagata da un privato va documentata con documento commerciale o fattura, e per emetterli serve una posizione fiscale aperta.

Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.

Occasionale o abituale?

  • La strada occasionale e praticamente chiusa. Tatuare presuppone un locale idoneo e un titolo formativo riconosciuto dalla Regione: sono requisiti che presuppongono gia un'impresa. I 5.000 euro lordi annui non sono una franchigia per lavorare senza inquadramento, ma solo la soglia oltre la quale, sulle collaborazioni davvero sporadiche, scattano i contributi in Gestione Separata.
  • Tatuare in casa non e una scorciatoia. Oltre al profilo fiscale c'e quello sanitario: senza un locale in regola con i requisiti della tua Regione e senza la pratica sanitaria al SUAP l'attivita e abusiva e le sanzioni regionali, con chiusura e sequestro dell'attrezzatura, arrivano prima di quelle dell'Agenzia delle Entrate.
  • Dipendente che vuole mettersi in proprio. Chi lavora come dipendente e vuole aprire lo studio deve verificare il contratto in essere e ricordare che un reddito da lavoro dipendente elevato nell'anno precedente lo esclude dal forfettario (vedi quale regime).

Se per ora fai solo qualche lavoro sporadico, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.

ATECO

Codice ATECO e coefficiente: perche il 67% e quello giusto

Con la classificazione ATECO 2025 l'attivita ha cambiato numero: il codice da usare oggi e 96.99.91, attivita di studi di tatuaggi e piercing, che sostituisce il 96.09.02 della codifica precedente. Il coefficiente forfettario resta il 67% in entrambi i casi.

Attivita Codice ATECO Coefficiente forfettario
Attivita di studi di tatuaggi e piercing (ATECO 2025) 96.99.91 67%
Attivita di tatuaggio e piercing (vecchia codifica) 96.09.02 67%
Trucco permanente e altri trattamenti di bellezza n.c.a. 96.22.09 67%

Da dove viene il 67%. Il coefficiente di redditivita non si sceglie: lo assegna l'Allegato 4 della L. 190/2014, che raggruppa i codici ATECO per settore. L'attivita di tatuaggio e piercing appartiene alla divisione 96, i servizi per la persona, che rientra nella fascia delle "altre attivita economiche" (divisioni 90-99) a cui corrisponde il 67%. Non e il 78% del gruppo delle attivita professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie, che copre altre divisioni e non la 96, e non e nemmeno il 40% del commercio. Tradotto: l'imponibile e il 67% di quanto incassi, con il restante 33% riconosciuto forfettariamente come costo, comprato o no.

Nota pratica: se accanto alle sedute rivendi in modo strutturato gioielleria da piercing, creme e pellicole per la cura del tatuaggio, quella e attivita di commercio e va valutata con un codice secondario, che porta un coefficiente diverso. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.

Sezione critica

Corso di igiene, ASL e SCIA sanitaria: la disciplina e regionale

Qui sta la differenza tra questo mestiere e qualsiasi altra impresa artigiana, ed e anche il punto su cui circolano piu informazioni sbagliate. Non esiste una legge statale unica sul tatuaggio e sul piercing: le Regioni legiferano ciascuna per conto proprio, prendendo come base le Linee guida del Ministero della Sanita del 1998 e le circolari successive. Le regole che seguono valgono quasi ovunque, ma la misura esatta la stabilisce la tua Regione.

Cosa ti chiedono davvero

  • Corso di formazione in igiene e sanita. E il requisito personale di accesso: durata, programma ed ente accreditato sono stabiliti dalla Regione, e in molte realta il percorso comprende una parte pratica o un tirocinio in uno studio. L'attestato di una Regione non e automaticamente riconosciuto altrove: verificalo se hai in mente di trasferirti.
  • SCIA o autorizzazione sanitaria. A seconda della Regione l'apertura passa da una SCIA presentata al SUAP con il parere del servizio igiene della ASL, oppure da un'autorizzazione preventiva. In entrambi i casi la ASL ispeziona il locale: conviene chiedere un colloquio prima di firmare il contratto d'affitto, non dopo i lavori.
  • Requisiti del locale. Superfici lavabili e disinfettabili, zona di sterilizzazione separata dall'area di lavoro, autoclave con verifica e tracciabilita dei cicli, lavabo con comando non manuale, spogliatoio e servizi igienici. Le metrature minime e i dettagli impiantistici cambiano da regolamento a regolamento.
  • Monouso sterile e materiali. Aghi, cartucce, guanti e coppette devono essere monouso e sterili, con lotto tracciabile; inchiostri e gioielli devono essere conformi alla normativa vigente e conservati con la documentazione del fornitore.
  • Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Aghi e taglienti usati non vanno nell'indifferenziata: servono contenitori rigidi dedicati e il ritiro da parte di una ditta autorizzata, con formulario di identificazione e registro di carico e scarico da conservare. Attenzione alla novita: la tracciabilita e passata al RENTRI, il registro elettronico nazionale introdotto dal DM 59/2023. I produttori di rifiuti pericolosi devono iscriversi e tenere registro e formulario in formato digitale secondo la fase applicabile alla loro dimensione, e le imprese artigiane piu piccole rientrano nell'ultimo scaglione: verifica sul portale RENTRI la scadenza che riguarda te. E uno dei primi controlli in caso di ispezione.
  • Consenso informato e minori. Prima della seduta va raccolto un consenso informato scritto, con scheda anamnestica, e conservato. Per i minori le discipline regionali fissano eta minime e richiedono il consenso dei genitori o di chi esercita la responsabilita genitoriale, spesso con presenza in studio: e una regola che va letta nella versione della tua Regione, perche le differenze sono reali.
  • Vaccinazione antiepatite B. Raccomandata dalle linee guida per gli operatori e, in diverse Regioni, esplicitamente richiesta insieme alla sorveglianza sanitaria.

Il modo piu rapido per non sbagliare e partire dal regolamento della tua Regione e dal servizio igiene della ASL competente: sono loro a dirti in che ordine fare le cose. Scrivici se vuoi impostare in parallelo la parte fiscale.

Attenzione all'ordine dei passaggi

Molti aprono la Partita IVA e poi scoprono che il locale scelto non e idoneo o che il corso frequentato non e riconosciuto dalla Regione. Prima il requisito formativo e il locale, poi l'apertura.

Ricorda: nessuna guida nazionale, questa compresa, puo sostituire il regolamento della tua Regione. Chiedi sempre conferma alla ASL sui requisiti del tuo locale prima di investire nei lavori.

Contributi

Gestione Artigiani INPS: contributi fissi anche a incassi bassi

Il tatuatore che lavora in proprio e a tutti gli effetti un artigiano: si iscrive al Registro Imprese e all'Albo delle Imprese Artigiane e versa alla Gestione Artigiani INPS, non alla Gestione Separata dei professionisti. La conseguenza pratica e che una quota di contributi e dovuta comunque, prima ancora di guadagnare.

Iscrizioni e contributi, in ordine

  • Tutto passa dalla ComUnica. Per l'impresa individuale l'apertura della Partita IVA, la SCIA al Comune tramite SUAP, l'iscrizione al Registro Imprese e al REA, l'Albo delle Imprese Artigiane e la posizione INPS Artigiani non sono pratiche separate da fare una dopo l'altra: viaggiano insieme nella Comunicazione Unica, un unico invio telematico alla Camera di Commercio che smista i dati a tutti gli enti.
  • Contributi fissi sul minimale. Indicativamente 4.400-4.600 euro l'anno, ripartiti in quattro rate trimestrali e calcolati sul reddito minimale fissato ogni anno dall'INPS. Sono dovuti anche con reddito basso o nullo: e la voce che sorprende chi arriva dal lavoro dipendente o da qualche anno di collaborazioni.
  • Aliquota IVS sull'eccedenza. Sulla sola parte di reddito che supera il minimale si applica l'aliquota del 24%, versata in acconto e saldo insieme alle imposte. Lo 0,48% aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione riguarda i commercianti (24,48%), non gli artigiani: non farti confondere da chi cita quel numero.
  • Contributo di maternita. Si aggiunge un contributo di maternita di importo fisso e modesto, dovuto da tutti gli iscritti alla gestione a prescindere dal genere e dal reddito.
  • Riduzione contributiva del 35%. Chi e in regime forfettario puo abbattere di oltre un terzo sia i fissi sia la quota percentuale, ma il beneficio non e automatico: va richiesto espressamente all'INPS con domanda telematica ed entro i termini previsti.
  • INAIL obbligatoria. L'assicurazione contro gli infortuni serve anche in questo mestiere, dove si lavora con aghi e strumenti taglienti. La posizione si apre con la ComUnica e poi si gestisce con l'autoliquidazione annuale del premio.

Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.

La differenza chiave

Il professionista in Gestione Separata versa solo in percentuale su quanto guadagna. Il tatuatore in Gestione Artigiani paga comunque i fissi sul minimale, anche nei mesi vuoti tra un progetto e l'altro.

Ricorda: nel primo anno le rate arrivano prima che lo studio vada a regime. Chiedi subito la riduzione del 35% se sei in forfettario e non dimenticare INAIL e Albo Artigiani.

IVA e incassi

IVA al 22% e registratore telematico: come si certifica una seduta

Il contesto sanitario dei requisiti trae in inganno molti: tatuaggio e piercing non sono prestazioni sanitarie esenti, sono servizi alla persona a finalita estetica e scontano l'IVA ordinaria. E siccome quasi tutti i clienti sono privati, il tema vero e come certificare gli incassi giorno per giorno.

Le regole pratiche

  • IVA ordinaria al 22%. L'esenzione dell'art. 10 del DPR 633/1972 riguarda le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da soggetti abilitati alle professioni sanitarie. Tatuaggio, piercing e trucco permanente hanno finalita estetica: aliquota piena. In forfettario il punto non si pone, perche non addebiti l'IVA e non la detrai.
  • Registratore telematico o procedura web. Chi incassa da privati senza emettere fattura deve memorizzare il corrispettivo e trasmetterlo telematicamente all'Agenzia delle Entrate, consegnando al cliente il documento commerciale. L'obbligo vale anche in regime forfettario e riguarda ogni incasso, acconto sul progetto compreso. Attenzione pero: l'obbligo e memorizzare e trasmettere, non necessariamente comprare un registratore. Puoi assolverlo anche con la procedura web gratuita "Documento commerciale online" nel portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, che richiede solo una connessione al momento dell'incasso ed e adatta a volumi contenuti. Il registratore resta la scelta pratica per chi ha molti clienti al banco.
  • Acconti e caparre. Nel tatuaggio si lavora quasi sempre con un acconto alla prenotazione: anche quello e un incasso da certificare nel momento in cui lo ricevi, non alla fine del lavoro. E l'errore piu frequente nei controlli sui corrispettivi.
  • Fattura elettronica. Se il cliente chiede fattura la emetti via Sistema di Interscambio, obbligatorio anche per i forfettari; sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro serve la marca da bollo da 2 euro. Se fatturi l'operazione, il documento commerciale per quella stessa seduta non serve.
  • Collegamento RT e pagamenti elettronici. La normativa recente ha introdotto il collegamento tecnico tra registratore telematico e strumenti di pagamento elettronico: verifica con il tuo tecnico che il tuo RT sia aggiornato e correttamente censito.

Prima di comprare un registratore valuta il volume di sedute e gli acconti che incassi: se apri adesso e i clienti sono pochi, la procedura web gratuita puo bastare e ti evita un investimento iniziale. Chiedici una mano sull'impostazione.

Caso pratico: seduta da 300 euro

Voce Importo
Prezzo chiesto al cliente 300,00 €
IVA in regime forfettario non applicata
IVA 22% inclusa, in regime ordinario 54,10 €
Corrispettivo netto in ordinario 245,90 €
Documento commerciale da RT in entrambi i casi

Come si legge: in forfettario i 300 euro restano interi come ricavo, perche l'IVA non la addebiti. In regime ordinario, a parita di prezzo esposto, 54,10 euro sono imposta da versare allo Stato al netto di quella detratta sugli acquisti, e il tuo ricavo scende a 245,90 euro. In entrambi i regimi l'incasso da privato va certificato.

Attenzione: se il cliente chiede fattura, in forfettario aggiungi la marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro e indichi il riferimento normativo del regime. Nessuna ritenuta d'acconto: i privati non la applicano.

Modalita

Studio proprio, collaborazione, guest spot e convention

Non tutti aprono un locale. Il modo in cui lavori cambia chi incassa, chi emette il documento al cliente e chi risponde dei requisiti sanitari: mettilo per iscritto prima di iniziare, non dopo il primo malinteso.

Studio proprio

Sei tu il titolare: locale autorizzato, registratore telematico, rifiuti sanitari, assicurazione e tutti gli adempimenti fanno capo alla tua impresa. Massimo controllo, massimo costo fisso.

Collaborazione in studio altrui

Hai P.IVA tua e lavori in un locale di altri. Due schemi possibili: incassi dal cliente e paghi allo studio un corrispettivo per la postazione, oppure incassa lo studio e tu fatturi a lui la tua prestazione. Va scritto in un contratto.

Guest spot e convention

Ospitalita temporanea presso altri studi o stand in fiera: verifica requisiti e comunicazioni richiesti dalla ASL del luogo in cui lavori e chiarisci in anticipo chi certifica gli incassi di quelle giornate.

Il punto delicato e sempre lo stesso: chi emette il documento al cliente finale. Se incassa lo studio e tu emetti fattura allo studio, i tuoi ricavi sono quelli fatturati a lui; se incassi tu, l'incasso e tuo e va certificato dal tuo registratore. Confondere i due schemi genera ricavi contabilizzati due volte o mai.

Regime

Forfettario al 67% o ordinario: decide il peso dello studio

Sotto 85.000 euro di ricavi il forfettario e la scelta naturale di chi comincia. Il 33% di costi riconosciuti forfettariamente basta a chi lavora leggero, molto meno a chi paga affitto, autoclave, smaltimento e assicurazione ogni mese.

Aspetto Forfettario Ordinario o semplificato
Quando conviene Postazione in studio altrui, poche spese fisse, avvio dell'attivita Studio in affitto, attrezzatura importante, collaboratori, forti investimenti iniziali
Imposta Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% IRPEF a scaglioni + addizionali
Imponibile Coefficiente 67% dei ricavi Ricavi meno costi realmente sostenuti
Costi dello studio NON deducibili: aghi e monouso, inchiostri, autoclave, lettino, smaltimento rifiuti, affitto e assicurazione RC restano a tuo carico Deducibili per intero, con ammortamento di autoclave, lettino e arredi
IVA sugli acquisti Indetraibile: l'IVA sui materiali e un costo secco Detraibile, ma con liquidazioni periodiche e adempimenti in piu

Il confronto in numeri. Prendi uno studio con 35.000 euro di ricavi e 15.000 euro di costi reali tra affitto, monouso, inchiostri, ammortamento dell'attrezzatura, smaltimento dei rifiuti sanitari, utenze e assicurazione. Nel forfettario l'imponibile e 23.450 euro, perche il coefficiente riconosce 11.550 euro di spese: 3.450 euro di reddito tassato che non hai in cassa. In contabilita semplificata il reddito sarebbe 20.000 euro prima dei contributi, e in piu recupereresti l'IVA sugli acquisti: su 8.000 euro di forniture soggette a imposta valgono circa 1.760 euro l'anno.

Attenzione, causa di esclusione. Chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione oltre la soglia di legge (30.000 euro, elevata a 35.000 per il 2025: verifica la misura in vigore per l'anno in corso) e escluso dal forfettario, salvo cessazione del rapporto. E il caso classico di chi apre lo studio mentre lavora ancora altrove: prima di ragionare sul coefficiente va verificato che il regime sia accessibile.

La regola pratica: se i costi di struttura superano stabilmente il 33% dei ricavi, il forfettario ti sta costando piu di quanto ti fa risparmiare. Il conto va rifatto ogni anno, insieme alla verifica del limite di 85.000 euro.

Numeri reali

Esempio reale: tatuatore forfettario con 35.000 euro

Quanto resta davvero a chi incassa 35.000 euro in un anno? Ecco il calcolo passo per passo, con i contributi INPS Artigiani dedotti prima dell'imposta come prevede la legge.

Il calcolo, voce per voce

Voce Importo
Ricavi incassati 35.000 €
Coefficiente 67% → reddito forfettario 23.450 €
Contributi INPS Artigiani versati (4.550 fissi + 1.176 sull'eccedenza) − 5.726 €
Imponibile netto (dedotti i contributi versati) 17.724 €
Imposta sostitutiva 15% ~ 2.659 €
Netto stimato ~ 26.600 €

Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), quindi l'imposta si calcola su 17.724 euro e non su 23.450. Con l'aliquota agevolata al 5% dei primi cinque anni l'imposta scenderebbe a circa 886 euro e il netto salirebbe di circa 1.770 euro. Gli importi contributivi sono indicativi: qui i fissi sono stimati in 4.550 euro e l'eccedenza applica il 24% alla parte di reddito oltre un minimale di circa 18.550 euro (23.450 − 18.550 = 4.900). Verifica sempre gli importi nella misura in vigore per l'anno; chiedendo la riduzione del 35% i contributi calerebbero di oltre un terzo, con imposta sostitutiva corrispondentemente piu alta perche la deduzione si riduce.

Quanto pesano i costi non deducibili. Il forfait riconosce 11.550 euro di spese (il 33% di 35.000). Se lo studio ti costa davvero 15.000 euro l'anno, la differenza di 3.450 euro e reddito che il fisco ti attribuisce ma che non hai: genera circa 828 euro di contributi (24%) e, dedotti questi, circa 393 euro di imposta sostitutiva (15% su 2.622 euro), per un costo complessivo intorno ai 1.220 euro, ai quali si somma l'IVA sugli acquisti che non recuperi.

Accantona per imposta e INPS

Le rate dei contributi fissi arrivano ogni trimestre e non aspettano che l'agenda si riempia: metti da parte a ogni seduta, acconti compresi.

Su 35.000 euro tra imposta sostitutiva e contributi se ne va circa il 24%: accantona almeno il 30%.

Vuoi il calcolo sul tuo caso?

Errori

Errori tipici di chi apre uno studio di tatuaggi

Cinque scivoloni che costano cari e che si evitano tutti con un po' di ordine nei passaggi iniziali.

1) Aprire prima di verificare i requisiti regionali

Corso non riconosciuto dalla tua Regione o locale non idoneo per la ASL: sono i due motivi per cui un'apertura si blocca dopo aver gia speso in lavori e attrezzatura.

2) Credere di fare una prestazione sanitaria esente

I requisiti igienico-sanitari non trasformano il tatuaggio in una prestazione medica: l'IVA e ordinaria al 22% e in regime ordinario va addebitata in fattura.

3) Non certificare acconti e incassi

Ogni pagamento ricevuto da un privato va documentato quando lo incassi, caparra sul progetto compresa. Senza registratore telematico o documento commerciale il rischio sanzione e concreto.

4) Trattare i rifiuti come normale spazzatura

Aghi e taglienti sono rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo: contenitori dedicati, ditta autorizzata al ritiro, formulario e registro, oggi in formato digitale con iscrizione al RENTRI secondo la fase che ti riguarda. E fra i primi controlli in ispezione.

5) Sbagliare gestione previdenziale

Il tatuatore in proprio va in Gestione Artigiani INPS, non in Gestione Separata e nemmeno tra i commercianti: un inquadramento errato crea posizioni da sistemare a posteriori.

La buona notizia

Con l'impostazione giusta fin dall'inizio, questi errori si evitano tutti senza stress.

Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.

Checklist

Studio in regola: 8 step

Otto passaggi concreti, nell'ordine giusto, per aprire senza sorprese.

8 step per lo studio in regola

1) Corso di igiene e requisiti regionali

Individua il regolamento della tua Regione, scegli un corso accreditato e completa l'eventuale tirocinio prima di programmare l'apertura.

2) Locale e SCIA sanitaria

Fai valutare il locale dal servizio igiene della ASL e presenta al SUAP la SCIA o l'autorizzazione sanitaria prevista dalla tua Regione.

3) Presenta la ComUnica

Partita IVA con ATECO 96.99.91, SCIA, Registro Imprese e REA, Albo Imprese Artigiane e INPS Artigiani in un unico invio telematico alla Camera di Commercio.

4) Apri la posizione INAIL

Obbligatoria per chi lavora in prima persona con strumenti taglienti: parte dalla ComUnica e si mantiene con l'autoliquidazione annuale.

5) Registratore telematico

Acquisto, attivazione e censimento del RT per certificare corrispettivi e acconti incassati dai privati, anche in forfettario.

6) Rifiuti sanitari e sterilizzazione

Contratto con una ditta autorizzata al ritiro, contenitori dedicati, autoclave con tracciabilita dei cicli e registro e formulario in formato digitale: verifica sul portale RENTRI (DM 59/2023) la fase di iscrizione che riguarda la tua impresa.

7) Consenso informato e minori

Predisponi modulo di consenso e scheda anamnestica, archiviali e applica le regole della tua Regione su eta minima e consenso dei genitori.

8) Regime, fatturazione e accantonamento

Valuta forfettario al 67% o ordinario, chiedi la riduzione INPS del 35% se ti spetta, attiva la fattura elettronica e metti da parte a ogni incasso.

Approfondisci: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni di tatuatori e piercer che aprono Partita IVA.

Quale codice ATECO deve usare un tatuatore?

Nella classificazione ATECO 2025 il codice di riferimento e 96.99.91, attivita di studi di tatuaggi e piercing, che prende il posto del vecchio 96.09.02, attivita di tatuaggio e piercing, della codifica precedente. Entrambi appartengono alla divisione 96, i servizi per la persona, che nell'Allegato 4 della L. 190/2014 ricade nel gruppo delle altre attivita economiche: nel regime forfettario il coefficiente di redditivita e quindi il 67%. Se in studio rivendi in modo strutturato gioielleria da piercing o prodotti per la cura del tatuaggio, valuta un codice secondario di commercio, che porta un coefficiente diverso.

Serve un corso e l'autorizzazione della ASL per aprire uno studio di tatuaggi?

Si, ma la disciplina e regionale e non nazionale: non esiste una legge statale unica sul tatuaggio e sul piercing, e le Regioni legiferano sulla base delle Linee guida del Ministero della Sanita del 1998 e delle circolari successive. In quasi tutte le Regioni servono un corso di formazione in igiene e sanita, la cui durata e il cui programma sono stabiliti dalla Regione e che spesso comprende una parte pratica o un tirocinio, e una SCIA o un'autorizzazione sanitaria presentata al SUAP con il parere della ASL, che ispeziona il locale. Prima di firmare il contratto d'affitto verifica la normativa della tua Regione e chiedi un colloquio preventivo al servizio igiene della ASL competente.

Il tatuatore paga i contributi INPS anche se incassa poco?

Si. Il tatuatore che lavora in proprio e un artigiano e si iscrive alla Gestione Artigiani INPS, non alla Gestione Separata. Questo comporta contributi fissi calcolati sul reddito minimale, indicativamente 4.400-4.600 euro l'anno, dovuti in quattro rate trimestrali anche con reddito basso o nullo, oltre a un contributo di maternita di importo fisso. Sulla sola parte di reddito che supera il minimale si applica l'aliquota IVS del 24%. Lo 0,48% aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione riguarda i commercianti (24,48%), non gli artigiani. Chi e in regime forfettario puo chiedere la riduzione contributiva del 35%, che non e automatica e va domandata espressamente all'INPS entro i termini previsti.

Le prestazioni di tatuaggio e piercing sono esenti IVA?

No. L'esenzione prevista dall'art. 10 del DPR 633/1972 riguarda le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da soggetti abilitati alle professioni sanitarie. Il tatuaggio e il piercing sono servizi alla persona a finalita estetica e scontano quindi l'IVA ordinaria al 22%, come il trucco permanente. I requisiti igienico-sanitari che devi rispettare non trasformano l'attivita in una prestazione sanitaria: sono due piani diversi. In regime forfettario la questione non si pone, perche non addebiti l'IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti.

Serve il registratore telematico in uno studio di tatuaggi?

Non necessariamente. Se incassi da clienti privati senza emettere fattura devi memorizzare il corrispettivo e trasmetterlo all'Agenzia delle Entrate, consegnando al cliente il documento commerciale: l'obbligo e questo, non l'acquisto dell'apparecchio. Puoi assolverlo con un registratore telematico oppure con la procedura web gratuita Documento commerciale online nel portale Fatture e Corrispettivi, adatta a volumi contenuti. L'obbligo vale anche in regime forfettario. Se per ogni operazione emetti fattura elettronica il corrispettivo e gia certificato e il documento commerciale non serve, ma e una soluzione poco pratica per uno studio con molti clienti al banco. Verifica inoltre con il tuo tecnico l'aggiornamento del registratore per il collegamento con gli strumenti di pagamento elettronico.

Hai una situazione specifica? Scrivici: analizziamo il tuo caso e troviamo l'impostazione giusta tra ATECO, requisiti regionali, INPS Artigiani, IVA e regime.

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