Partita IVA Osteopata 2026: codice ATECO, Gestione Separata, IVA e tasse
Lavori come osteopata in studio tuo, in collaborazione con studi e poliambulatori o a domicilio? Qui trovi il codice ATECO piu adatto e il motivo per cui la sua scelta cambia anche il coefficiente forfettario, perche versi alla Gestione Separata INPS e non a una cassa dedicata, come si affronta il nodo IVA senza prendere abbagli e un esempio di calcolo su 30.000 euro di compensi.
Guide correlate: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
Osteopata: quando aprire la P.IVA
La regola fiscale e la stessa di ogni professione: quando l'attivita diventa abituale e organizzata serve la Partita IVA. Ricevere pazienti in uno studio proprio, tenere turni fissi presso studi e poliambulatori o seguire trattamenti a domicilio con continuita e lavoro autonomo a tutti gli effetti.
Premessa: cosa e acquisito e cosa e ancora in corso
Cosa e acquisito. L'osteopata e individuato come professione sanitaria dalla legge 3/2018, e il profilo professionale, cioe il perimetro di cio che l'osteopata puo fare, e stato definito con il successivo regolamento attuativo.
Cosa e ancora in corso. L'istituzione e la piena operativita dell'albo, l'ordinamento didattico universitario a regime e le procedure di riconoscimento dei titoli gia conseguiti da chi esercita da anni.
La conseguenza pratica piu immediata. Finche l'albo non e operativo nessun osteopata puo dichiararsi iscritto a un albo: ne ai pazienti, ne agli studi e ai poliambulatori con cui collabora, ne sul proprio sito o nel materiale informativo.
Dove verificare. Il Ministero della Salute per lo stato del percorso attuativo e per il riconoscimento dei titoli, il Ministero dell'Universita e della Ricerca per i percorsi formativi, la federazione nazionale degli ordini presso cui e prevista l'istituzione dell'albo. Sono le fonti che contano: le conseguenze fiscali e previdenziali dipendono da come sei inquadrato oggi, non da come lo sara la categoria domani.
Ti serve la P.IVA se...
- Hai uno studio o un locale tuo. Un lettino, una sala e un'agenda di appuntamenti sono gia organizzazione di mezzi: e il segnale piu chiaro che l'attivita e abituale e non piu occasionale.
- Collabori con studi e poliambulatori. Le strutture che ti danno turni o pazienti pagano dietro fattura: per emetterla ti serve la Partita IVA, anche se lavori su piu sedi e per poche ore a settimana.
- Tratti pazienti a domicilio con continuita. Il domicilio abbassa i costi di struttura ma non cambia la natura del rapporto: se i trattamenti si ripetono nel tempo, l'attivita e professionale.
Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.
Occasionale o abituale?
- Prestazione occasionale. Vale solo per incarichi sporadici e non organizzati, entro i 5.000 euro lordi annui di compensi. Non e una franchigia per lavorare un anno intero senza inquadramento: sopra quella soglia scattano comunque i contributi in Gestione Separata.
- Attivita abituale. Conta l'organizzazione, non il fatturato. Chi ha una sede, un sito che raccoglie prenotazioni e pazienti che tornano e un professionista abituale anche se in un anno incassa poco.
- Dipendente che affianca la libera professione. Chi ha gia un lavoro dipendente deve verificare compatibilita ed eventuale autorizzazione del datore, e ricordare che un reddito da lavoro dipendente elevato nell'anno precedente puo escludere dal forfettario.
Se per ora fai pochi trattamenti sporadici, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.
Codice ATECO dell'osteopata e coefficiente
Nella classificazione ATECO 2025 il codice piu vicino all'attivita dell'osteopata e 86.96.09, attivita di medicine complementari e alternative n.c.a.; nella stessa divisione 86 restano utilizzabili 86.99.01, tecniche di trattamento del corpo, e 86.99.09, altre attivita varie per la salute umana n.c.a. Sono tutti codici della sanita e portano lo stesso coefficiente.
| Inquadramento | Codice ATECO | Divisione e gruppo Allegato 4 | Coefficiente |
|---|---|---|---|
| Prestazioni con finalita di salute: scelta indicata nella generalita dei casi | 86.96.09 in alternativa 86.99.01 o 86.99.09 |
Divisione 86, gruppo delle attivita professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie | 78% |
| Ipotesi residuale: servizi alla persona e benessere, quando non si rendono prestazioni sanitarie | 96.99.99 | Divisione 96, gruppo residuale delle altre attivita economiche | 67% |
Perche il coefficiente e quello e non un altro. Il coefficiente di redditivita non dipende dal nome della professione, ma dal gruppo dell'Allegato 4 della legge 190/2014 in cui ricade la divisione del codice ATECO scelto. Il codice 86.96.09 sta nella divisione 86, che l'Allegato 4 colloca nel gruppo delle attivita professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e dei servizi finanziari e assicurativi: coefficiente 78%. Il codice 96.99.99 sta invece nella divisione 96, nel gruppo residuale delle altre attivita economiche: coefficiente 67%. Il codice puo quindi cambiare il coefficiente, ma solo se l'attivita ricade davvero fuori dalla divisione 86, ed e un'ipotesi molto meno frequente di quanto si legga in giro: 86.96.09, 86.99.01 e 86.99.09 sono codici residuali che non presuppongono di per se l'iscrizione a un albo sanitario.
Come si sceglie, allora. Il codice segue l'attivita realmente svolta, non la preferenza fiscale. Se tratti pazienti con finalita di salute il codice sta nella divisione 86, con coefficiente al 78%, e questo vale in genere anche per chi non ha ancora un titolo riconosciuto, proprio perche quei codici sono residuali. La divisione 96 non e il ripiego di chi il titolo non ce l'ha: riguarda solo attivita di servizi alla persona e di benessere che non sono prestazioni sanitarie, e non abilita in alcun modo a renderle. Il codice ATECO non cambia la natura di cio che fai: da quando l'osteopata e individuato come professione sanitaria, chi non possiede il titolo previsto deve prima verificare presso il Ministero della Salute e presso la federazione nazionale degli ordini competente quale attivita puo legittimamente svolgere, perche il problema non si risolve cambiando codice e resta esposto a profili di esercizio abusivo della professione. E un codice che non corrisponde all'attivita svolta espone comunque a contestazioni fiscali.
Nota operativa: i codici qui indicati seguono la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1 gennaio 2025 e operativa dal 1 aprile 2025; le vecchie codifiche ATECO 2007 non sono piu accettate, quindi verifica il codice fra i codici ATECO in vigore prima di compilare il modello di inizio attivita. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.
Gestione Separata INPS: nessuna cassa degli osteopati
Questo punto e chiaro e non risente delle incertezze sull'inquadramento: non esiste una cassa previdenziale di categoria degli osteopati. Il libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS e versa in percentuale sul reddito, senza contributi fissi minimi.
Come funzionano i contributi
- Iscrizione contestuale all'apertura. La posizione in Gestione Separata si apre insieme alla Partita IVA: e l'unica gestione previdenziale possibile in assenza di una cassa dedicata.
- Aliquota indicativa intorno al 26 per cento. Si applica al reddito professionale di chi non ha altra copertura previdenziale. Chi e gia assicurato altrove, per esempio come lavoratore dipendente, o e pensionato applica l'aliquota ridotta, indicativamente intorno al 24 per cento. Sono misure che vengono aggiornate periodicamente: vanno verificate nella misura in vigore per l'anno di riferimento.
- Nessun minimale fisso. E la differenza sostanziale rispetto agli artigiani e ai commercianti, che pagano contributi dovuti anche a fatturato zero. Nella Gestione Separata si versa solo in percentuale sul reddito effettivo: in un anno debole si versa poco, in un anno pieno si versa di piu.
- Rivalsa del 4 per cento in fattura. Chi versa alla Gestione Separata puo addebitare al committente una rivalsa del 4 per cento come voce aggiuntiva al compenso. E facoltativa e, in pratica, si negozia con la struttura.
- Versamenti con modello F24. I contributi si pagano in acconto e saldo insieme alle imposte, seguendo le stesse scadenze fiscali: vanno accantonati mese per mese, perche arrivano concentrati.
Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.
La differenza chiave
L'artigiano paga i contributi fissi anche in un anno storto. L'osteopata in Gestione Separata versa solo in percentuale su quanto guadagna davvero.
Ricorda: il rovescio della medaglia e che l'aliquota e alta e il conto arriva l'anno dopo, quando il reddito e gia stato speso. Accantona a ogni incasso e verifica ogni anno l'aliquota effettivamente applicabile alla tua posizione.
Il nodo IVA: principio, dubbi e regola prudente
E il punto piu delicato dell'intera guida ed e anche quello su cui circolano piu semplificazioni sbagliate. Vale la pena leggerlo con calma prima di impostare il primo blocco di fatture.
Cosa dice la norma e cosa resta da verificare
- Il principio. L'articolo 10 numero 18 del DPR 633/72 esenta da IVA le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza. Sono due i requisiti che contano: la finalita sanitaria della prestazione e la qualifica del soggetto che la rende.
- Perche per l'osteopata non e automatico. Proprio perche l'esenzione poggia sulla qualifica, la sua applicabilita dipende dall'inquadramento come professione sanitaria e dal titolo effettivamente posseduto. La materia e stata oggetto di chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate e va inquadrata nella situazione concreta del singolo professionista.
- La regola prudente. Non impostare le fatture su una convinzione generica letta in un forum. Porta al tuo consulente il titolo che possiedi e la tua posizione aggiornata e fai valutare il trattamento IVA prima di emettere: correggere l'impostazione a posteriori significa note di variazione e, potenzialmente, imposta a carico tuo.
- Non confondere i due piani. In regime forfettario non si addebita IVA in fattura per effetto dell'articolo 1 comma 58 della legge 190/2014, e la fattura elettronica riporta la natura N2.2. Questo non equivale all'esenzione dell'articolo 10: e una regola del regime, non un riconoscimento del carattere sanitario della prestazione.
- Quando il tema diventa concreto. Finche resti in forfettario la differenza non si vede in fattura, ma si vede eccome se superi la soglia o scegli l'ordinario: il trattamento da applicare cambia il prezzo per il paziente, quindi la posizione va chiarita gia prima.
Prima di stampare listini e impostare il gestionale, parlane con noi: e uno di quei casi in cui mezz'ora di verifica preventiva vale piu di un anno di correzioni.
Il punto chiave sull'IVA
Nessuna fattura senza IVA e uguale a un'altra: fuori campo o non imponibile per regime e cosa diversa da esente ex articolo 10.
Attenzione: chi ti dice con sicurezza assoluta che tutte le prestazioni osteopatiche sono sempre esenti, o che non lo sono mai, sta semplificando. La risposta dipende dal tuo titolo e dalla tua posizione: falla mettere per iscritto dal tuo consulente.
Fatturare a pazienti, studi e poliambulatori
Le regole pratiche cambiano a seconda che il cliente sia un paziente privato o una struttura. A queste si aggiunge il capitolo del Sistema Tessera Sanitaria, da affrontare anch'esso con prudenza.
Le regole pratiche
- Fattura elettronica via SdI, ma non in ogni direzione. Verso studi, poliambulatori e ogni altro committente soggetto passivo IVA la fattura elettronica e obbligatoria anche in regime forfettario. Per le prestazioni qualificabili come sanitarie rese a persone fisiche va invece verificato, per l'anno in cui fatturi, se opera il divieto di emissione tramite SdI: e una misura prorogata di anno in anno, che riguarda sia i soggetti tenuti a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria, sia, per le sole prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, i soggetti non tenuti alla trasmissione. Se il divieto e in vigore per quell'anno, quelle fatture si emettono in formato analogico. E un'altra ragione per sciogliere prima il nodo dell'inquadramento, non dopo. Sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro si applica in ogni caso la marca da bollo da 2 euro, che puoi riaddebitare al cliente.
- Niente ritenuta d'acconto in forfettario. Chi collabora con studi e poliambulatori in regime forfettario non subisce la ritenuta del 20 per cento: lo si segnala con l'apposita dicitura in fattura, altrimenti la struttura la applica per abitudine.
- Sistema Tessera Sanitaria, con prudenza. L'obbligo di trasmettere i dati delle spese sanitarie riguarda le categorie di soggetti individuate dalla normativa; per l'osteopata l'inclusione dipende dall'inquadramento e segue il completamento del percorso di attuazione della professione. Verifica lo stato aggiornato presso il Ministero della Salute e sul portale del Sistema Tessera Sanitaria prima di aprire e, se l'obbligo ti riguarda, accreditati per tempo.
- Dati del paziente e riservatezza. Le fatture sanitarie contengono dati particolari: vanno gestite con attenzione, sia nella conservazione sia nell'invio, e il gestionale va configurato di conseguenza.
Per impostare correttamente il ciclo di fatturazione vedi il regime forfettario e scrivici se collabori con piu strutture in parallelo.
Caso pratico: ciclo di trattamenti
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso ciclo di trattamenti (forfettario) | 600,00 € |
| Rivalsa INPS 4% | +24,00 € |
| Ritenuta d'acconto | non applicata |
| Marca da bollo (sopra 77,47 €) | +2,00 € |
| Totale fattura | 626,00 € |
Esempio illustrativo in regime forfettario verso uno studio committente: la rivalsa del 4 per cento e facoltativa e la paga il committente, il bollo si riaddebita. Il codice natura da indicare in fattura dipende dal trattamento IVA della prestazione: e la ragione per cui il nodo dell'articolo 10 va sciolto prima di emettere.
Forfettario o ordinario: cosa conviene all'osteopata
Sotto gli 85.000 euro di compensi il forfettario e quasi sempre la scelta migliore per chi lavora da solo. L'ordinario entra in gioco quando i costi di struttura diventano importanti, perche nel forfettario non li deduci.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario o semplificato |
|---|---|---|
| Quando conviene | Lavoro individuale, studio piccolo o condiviso, pochi costi documentati | Studio proprio con affitto e utenze, collaboratori, investimenti importanti |
| Soglia | Fino a 85.000 euro di compensi incassati nell'anno | Nessun limite di ricavi |
| Imposta | Sostitutiva 5% (primi 5 anni, se ricorrono i requisiti) o 15% | IRPEF a scaglioni piu addizionali regionali e comunali |
| Imponibile | Compensi per il coefficiente, meno i contributi previdenziali versati | Compensi meno i costi realmente sostenuti |
| Costi tipici della professione | NON deducibili: lettino, arredo dello studio, affitto, formazione continua e corsi restano a tuo carico | Deducibili secondo le regole ordinarie, con ammortamento per i beni strumentali |
Il punto pratico. Con il coefficiente al 78% il forfait riconosce automaticamente il 22% dei compensi come costi: su 30.000 euro incassati sono 6.600 euro. Chi lavora in una stanza condivisa, con un lettino gia acquistato e qualche corso all'anno, sta sotto quella cifra e nel forfettario ci guadagna. Chi paga affitto dello studio, utenze, segreteria e migliaia di euro di formazione continua puo superarla: allora il conto va rifatto con i numeri veri.
Attenzione anche alle cause di esclusione, la piu frequente delle quali riguarda chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione oltre la soglia di legge: verifica la misura in vigore per l'anno che ti interessa prima di dare per scontato l'accesso al forfettario.
Esempio: osteopata forfettario con 30.000 euro
Quanto resta davvero a un osteopata che incassa 30.000 euro di compensi in regime forfettario? Ecco il calcolo in tre passaggi, con i contributi dedotti prima dell'imposta.
Il calcolo, passaggio per passaggio
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | 30.000 € |
| 1) Coefficiente 78% → reddito forfettario | 23.400 € |
| 2) Contributi Gestione Separata versati (26,07% di 23.400) | − 6.100 € |
| Imponibile netto (dedotti i contributi versati) | 17.300 € |
| 3) Imposta sostitutiva 15% | ~ 2.595 € |
| Netto stimato | ~ 21.305 € |
Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva, secondo l'articolo 1 comma 64 della legge 190/2014. L'imposta si calcola quindi su 17.300 euro e non su 23.400. Le aliquote usate qui sono il 26,07% per la Gestione Separata e il 15% di imposta sostitutiva: sono valori indicativi e vanno verificati nella misura in vigore per l'anno di riferimento, anche perche i contributi si deducono per cassa, cioe nell'anno in cui li versi davvero.
Due varianti da conoscere. Se ricorrono i requisiti dell'aliquota al 5% per i primi cinque anni, sullo stesso imponibile di 17.300 euro l'imposta scende a circa 865 euro: 1.730 euro in meno, che all'avvio pesano. E se la tua attivita ricade davvero fuori dalla divisione 86, cioe nella divisione 96 con coefficiente al 67%, il reddito forfettario sugli stessi 30.000 euro sarebbe 20.100 euro invece di 23.400: cambia la base di partenza e, a catena, contributi e imposta. E l'ipotesi residuale, non l'esito automatico dell'assenza di un titolo riconosciuto.
Accantona a ogni incasso
Contributi e imposta arrivano tutti insieme l'anno successivo: metti da parte a ogni fattura, non a fine anno quando il conto e gia scritto.
Su 30.000 euro tra imposta sostitutiva e contributi se ne va circa il 29%: accantona almeno il 30-35%.
Errori tipici dell'osteopata che apre P.IVA
Cinque scivoloni che si ripetono con regolarita. Conoscerli in anticipo evita fatture da rifare, contributi sottostimati e adempimenti scoperti.
1) Dare per certo il trattamento IVA
Applicare o escludere l'esenzione dell'articolo 10 sulla base di un consiglio generico e l'errore piu costoso: la posizione va verificata sul caso concreto prima di emettere le prime fatture.
2) Scegliere il codice ATECO al contrario
Partire dal coefficiente desiderato e risalire al codice e il percorso sbagliato. Il codice deve fotografare l'inquadramento reale: il coefficiente e una conseguenza, non un obiettivo.
3) Ignorare il Sistema Tessera Sanitaria
Rimandare la verifica sull'obbligo di trasmissione significa scoprirlo a scadenza gia passata. Va chiarito in apertura, insieme all'inquadramento, non quando il paziente chiede la detrazione.
4) Sottostimare la Gestione Separata
L'assenza di contributi fissi rassicura, ma l'aliquota supera il 26 per cento e il saldo arriva insieme agli acconti. Chi non accantona si trova un conto sproporzionato al secondo anno.
5) Contare sui costi in forfettario
Lettino, affitto dello studio e formazione continua non si deducono: il forfait li considera gia nel coefficiente. Chi ragiona come in contabilita ordinaria sbaglia il budget dell'anno.
La buona notizia
Impostando bene inquadramento, codice e fatturazione fin dal primo giorno, questi errori si evitano tutti.
Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.
Osteopata in regola: 7 step
Sette passaggi concreti per avviare la libera professione senza lasciare nulla in sospeso.
7 step per l'osteopata in regola
1) Verifica il tuo inquadramento
Titolo posseduto, stato del percorso di attuazione della professione e tua posizione individuale: e il passaggio che condiziona codice ATECO, IVA e adempimenti sanitari.
2) Scegli il codice ATECO coerente
Se tratti pazienti con finalita di salute il codice sta nella divisione 86, per esempio 86.96.09, anche in assenza di un titolo gia riconosciuto. La divisione 96 vale solo per attivita di benessere che non sono prestazioni sanitarie. Verifica il codice fra i codici ATECO prima di compilare il modello.
3) Apri la P.IVA e la Gestione Separata
Dichiarazione di inizio attivita all'Agenzia delle Entrate e iscrizione contestuale alla Gestione Separata INPS, senza cassa di categoria da valutare.
4) Fai valutare il trattamento IVA
Porta il tuo titolo al consulente e definisci per iscritto come vanno emesse le fatture, distinguendo la regola del regime forfettario dall'esenzione dell'articolo 10.
5) Verifica il Sistema Tessera Sanitaria
Controlla se rientri fra i soggetti obbligati alla trasmissione e, in caso affermativo, accreditati sul portale prima di iniziare a fatturare ai pazienti.
6) Attiva la fattura elettronica
Configura il gestionale con codice natura corretto, dicitura di non assoggettamento a ritenuta, bollo da 2 euro e, se la usi, rivalsa INPS del 4 per cento.
7) Accantona e presidia le scadenze
Metti da parte a ogni incasso per imposta sostitutiva e contributi, e segna acconti e saldo di giugno e novembre insieme al limite degli 85.000 euro.
Approfondisci: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
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Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra gli osteopati che aprono Partita IVA.
L'osteopata deve aprire la Partita IVA?
Si, quando l'attivita e abituale e organizzata: uno studio proprio, i turni fissi presso studi o poliambulatori, i trattamenti a domicilio ripetuti nel tempo sono attivita professionale e richiedono la Partita IVA. La ricevuta per prestazione occasionale, senza Partita IVA, resta possibile solo per incarichi davvero sporadici e non organizzati, entro i 5.000 euro lordi annui di compensi, oltre i quali scattano comunque i contributi in Gestione Separata. Non appena compri un lettino, apri uno studio e riempi un'agenda ricorrente sei fuori dall'occasionale.
Quale codice ATECO usa l'osteopata?
Nella classificazione ATECO 2025 la scelta piu frequente e 86.96.09, attivita di medicine complementari e alternative n.c.a.; nella stessa divisione 86 restano utilizzabili 86.99.01, tecniche di trattamento del corpo, e 86.99.09, altre attivita varie per la salute umana n.c.a. Sono codici residuali che non presuppongono di per se l'iscrizione a un albo, quindi la divisione 86 e il coefficiente al 78% valgono in genere anche per chi non ha ancora un titolo riconosciuto. Il codice della divisione 96, come 96.99.99, riguarda solo servizi alla persona e di benessere che non sono prestazioni sanitarie e non abilita a renderle: chi non possiede il titolo previsto deve verificare presso il Ministero della Salute e la federazione nazionale degli ordini quale attivita puo legittimamente svolgere. Il codice va comunque confermato con il consulente prima di presentare il modello.
L'osteopata ha una cassa previdenziale dedicata?
No. Non esiste una cassa di categoria degli osteopati: il libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS. L'aliquota indicativa e intorno al 26 per cento del reddito professionale per chi non ha altra copertura previdenziale, e intorno al 24 per cento per chi e gia assicurato altrove o e pensionato. Le misure esatte cambiano di anno in anno e vanno verificate per l'anno di riferimento. Il vantaggio rispetto agli artigiani e che nella Gestione Separata non esiste un minimale fisso: si versa in percentuale sul reddito effettivo, quindi in un anno debole si versa poco.
Le prestazioni dell'osteopata sono esenti IVA?
E il punto piu delicato e non si puo liquidare con un si o un no. L'articolo 10 numero 18 del DPR 633/72 esenta le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da soggetti abilitati, quindi l'applicabilita dipende dall'inquadramento come professione sanitaria e dal titolo effettivamente posseduto, materia su cui l'Agenzia delle Entrate e intervenuta con propri chiarimenti. La regola prudente e verificare la posizione individuale con il proprio consulente prima di impostare le fatture. Attenzione a non confondere i piani: in regime forfettario non si addebita IVA per effetto dell'articolo 1 comma 58 della legge 190/2014, con natura N2.2, ma questo non equivale all'esenzione dell'articolo 10.
L'osteopata deve trasmettere le fatture al Sistema Tessera Sanitaria?
Dipende dall'inquadramento e non va dato per scontato in nessuna delle due direzioni. L'obbligo di trasmettere i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria riguarda le categorie di soggetti individuate dalla normativa, e l'inclusione dell'osteopata segue il completamento del percorso di attuazione della professione. Prima di aprire l'attivita conviene verificare lo stato aggiornato presso il Ministero della Salute e sul portale del Sistema Tessera Sanitaria e, se l'obbligo sussiste, accreditarsi per tempo: la trasmissione ha scadenze proprie e i pazienti la chiedono per la detrazione in dichiarazione.
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