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Partita IVA Infermiere 2026: ATECO, ENPAPI, forfettario e tasse

Eserciti la libera professione infermieristica (turni a gettone, RSA, cliniche, assistenza domiciliare)? Qui trovi il codice ATECO 86.90.29, come funziona la cassa ENPAPI, il regime forfettario al 78% e un esempio reale di calcolo delle tasse.

Per infermieri Cassa ENPAPI ATECO 86.90.29 Hot 9 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

Le basi

Infermiere: quando aprire la P.IVA

La regola e semplice: quando la libera professione diventa abituale serve la Partita IVA. Coprire turni a gettone, collaborare con strutture sanitarie, RSA, cliniche o cooperative e seguire pazienti in assistenza domiciliare in modo continuativo e attivita professionale e richiede la P.IVA con il codice ATECO 86.90.29.

Ti serve la P.IVA se...

  • Fai turni a gettone con continuita. Se copri turni per strutture, cliniche o RSA in modo regolare, questa e attivita abituale e serve la Partita IVA.
  • Collabori con piu committenti. Cooperative, agenzie infermieristiche, studi medici e privati che ti incaricano vogliono fattura: per emetterla ti serve la P.IVA.
  • Fai assistenza domiciliare organizzata. Seguire pazienti a domicilio in modo continuativo e libera professione a tutti gli effetti.

Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.

Occasionale o abituale?

  • Prestazione occasionale. Solo per incarichi del tutto sporadici e non organizzati: entro i 5.000 euro lordi annui di compensi puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale, senza P.IVA.
  • Attivita abituale. Appena il lavoro diventa continuativo, organizzato o supera quella soglia, l'occasionale non basta piu: serve la Partita IVA.
  • Dipendente che fa anche libera professione. L'infermiere dipendente del SSN che vuole esercitare anche in libera professione deve verificare la compatibilita e l'eventuale autorizzazione del datore di lavoro.

Se sei agli inizi e fai pochi incarichi, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.

ATECO

Codice ATECO dell'infermiere

Per la libera professione infermieristica il codice ATECO e 86.90.29 (altre attivita di assistenza sanitaria nca). Nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%.

Attivita Codice ATECO Coefficiente forfettario
Libera professione infermieristica 86.90.29 78%
Assistenza domiciliare / cure a domicilio 86.90.29 78%
Turni a gettone per strutture sanitarie 86.90.29 78%

Nota: l'attivita infermieristica resa come libero professionista rientra nel codice 86.90.29, classificato tra le "altre attivita di assistenza sanitaria nca". Il coefficiente di redditivita del 78% e tipico delle professioni e significa che il reddito forfettario e pari al 78% dei compensi incassati, da cui si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati prima di applicare l'imposta sostitutiva. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.

Sezione critica

ENPAPI: la cassa dell'infermiere (non l'INPS)

Qui si gioca una bella fetta del tuo netto. L'infermiere libero professionista NON versa alla Gestione Separata INPS: versa all'ENPAPI, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica, cassa di categoria obbligatoria.

Come funzionano i contributi ENPAPI

  • Iscrizione obbligatoria. Chi esercita la libera professione infermieristica con P.IVA deve iscriversi all'ENPAPI: e la cassa di categoria, non l'INPS.
  • Contributo soggettivo. Si calcola in percentuale sul reddito professionale netto (aliquota intorno al 16%) ed e quello che costruisce la tua pensione. E previsto un contributo soggettivo minimo annuo dovuto anche con redditi bassi.
  • Contributo integrativo. Una quota aggiuntiva del 4% sui corrispettivi lordi che si addebita in fattura e viene ribaltata sul committente: non grava sul tuo reddito, lo paga di fatto chi riceve la prestazione. Anche l'integrativo ha un minimo annuo dovuto.
  • Versamenti e acconti. I contributi si versano con acconti e saldo secondo le scadenze ENPAPI, in proporzione al reddito dichiarato.

Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA (ricorda pero che per l'infermiere la cassa e l'ENPAPI).

La differenza chiave

L'infermiere libero professionista versa all'ENPAPI, non alla Gestione Separata INPS. Sono due mondi diversi: aliquote, minimi e scadenze cambiano.

Ricorda: contributo soggettivo ~16% sul reddito (con un minimo annuo dovuto comunque) + contributo integrativo 4% in fattura ribaltato sul committente. Definire bene l'iscrizione fin dall'apertura ti evita ritardi e sanzioni.

Fatturazione

Come fatturare a strutture, RSA e cooperative

L'infermiere "a gettone" e la collaborazione con strutture sanitarie sono ormai la norma. Vediamo come si fattura a RSA, cliniche, cooperative e privati, IVA e contributo integrativo compresi.

Le regole pratiche

  • Fattura elettronica via SdI. Anche in forfettario la fattura elettronica e obbligatoria: si emette tramite il Sistema di Interscambio verso strutture, RSA, cooperative e privati.
  • Prestazioni sanitarie e IVA. Le prestazioni sanitarie alla persona sono in genere esenti IVA; in forfettario, comunque, l'IVA non si applica per scelta di regime.
  • Contributo integrativo ENPAPI in fattura. Si aggiunge la quota integrativa del 4% che viene ribaltata sul committente: e una voce a se rispetto al tuo compenso.
  • Infermiere a gettone. Chi copre turni per piu strutture deve fatturare ciascun incarico al relativo committente: utile tenere ordine tra clienti, turni e scadenze.
  • Niente ritenuta in forfettario. Chi e in regime forfettario non subisce ritenuta d'acconto: lo si indica con l'apposita dicitura in fattura.

Per impostare correttamente le fatture vedi il regime forfettario e contattaci se collabori con piu strutture contemporaneamente.

Caso pratico: turno a gettone

Voce Importo
Compenso turni (forfettario) 1.000,00 €
Contributo integrativo ENPAPI 4% +40,00 €
IVA non applicata
Totale fattura al committente 1.040,00 €

Esempio illustrativo: il contributo integrativo del 4% si aggiunge al compenso e lo paga il committente (la struttura, la RSA, la cooperativa). In forfettario l'IVA non si applica e non c'e ritenuta d'acconto.

Regime

Forfettario o ordinario: cosa conviene

Sotto 85.000 euro il forfettario e quasi sempre ideale per l'infermiere: coefficiente 78% e imposta sostitutiva ridotta. L'ordinario ha senso solo con costi reali alti, rari nella professione infermieristica.

Aspetto Forfettario Ordinario
Quando conviene Pochi costi, sotto 85.000 euro (caso tipico dell'infermiere) Costi reali alti e ricorrenti (raro)
Imposta Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% IRPEF a scaglioni + addizionali
Imponibile Reddito forfettario: coefficiente 78%, meno i contributi previdenziali versati Ricavi meno costi reali
Costi NON deducibili (forfettizzati); restano deducibili i contributi previdenziali obbligatori versati Deducibili uno a uno
IVA NON applicata in fattura Gestione IVA ordinaria (prestazioni sanitarie spesso esenti)

La regola pratica: l'infermiere ha quasi sempre pochi costi documentabili e con il coefficiente al 78% sta benissimo nel forfettario. L'ordinario, con la deduzione dei costi reali, conviene solo nei rari casi di spese alte e ricorrenti.

Numeri reali

Esempio reale: infermiere forfettario

Quanto paga davvero un infermiere con 30.000 euro di compensi in regime forfettario? Ecco il calcolo passo per passo, con il contributo soggettivo ENPAPI dedotto prima dell'imposta.

Il calcolo, passo per passo

Voce Importo
Compensi incassati 30.000 €
Coefficiente 78% → reddito forfettario 23.400 €
Contributo soggettivo ENPAPI versato (~16% di 23.400) − 3.744 €
Imponibile netto (dedotti i contributi versati) 19.656 €
Imposta sostitutiva 15% ~ 2.948 €
Netto stimato ~ 23.308 €

Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati nel periodo d'imposta si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), quindi l'imposta si calcola su 19.656 euro e non su 23.400. Con l'aliquota agevolata al 5% dei primi 5 anni di attivita l'imposta scenderebbe a circa 983 euro e il netto salirebbe di circa 1.966 euro. Il contributo soggettivo ENPAPI e qui stimato applicando il 16% al reddito professionale (23.400 euro): aliquota e contributo soggettivo minimo annuo vanno verificati nella misura in vigore per l'anno. Attenzione al criterio di cassa: si deduce solo quanto e stato effettivamente versato nell'anno, quindi nel primo anno di attivita, quando non ci sono ancora acconti o saldi versati, l'aliquota si applica sull'intero reddito forfettario di 23.400 euro (al 5% fa 1.170 euro, al 15% fa 3.510 euro). Il contributo integrativo del 4% non e in questo conteggio perche viene ribaltato in fattura sul committente.

Accantona per imposta ed ENPAPI

Imposta sostitutiva e contributi ENPAPI arrivano a scadenze precise: metti da parte a ogni incasso per non trovarti scoperto.

Su 30.000 euro tra imposta e contributo soggettivo se ne va circa il 22%: accantona almeno il 26%.

Vuoi il calcolo sul tuo caso?

Errori

Errori tipici dell'infermiere libero professionista

Cinque scivoloni che costano cari. Conoscerli ti evita sanzioni, contributi sbagliati e adempimenti dimenticati.

1) Iscriversi all'INPS invece che all'ENPAPI

L'infermiere libero professionista versa all'ENPAPI, non alla Gestione Separata: sbagliare cassa genera doppioni, ritardi e sanzioni.

2) Dimenticare il contributo integrativo

Non addebitare il 4% integrativo in fattura significa pagarlo di tasca propria invece di ribaltarlo sul committente.

3) Sbagliare l'ATECO

Un codice diverso dall'86.90.29 falsa coefficiente e inquadramento: usa quello corretto della libera professione infermieristica.

4) Trascurare il minimo soggettivo

Il contributo soggettivo ENPAPI ha un minimo annuo dovuto anche con redditi bassi: ignorarlo crea debiti contributivi.

5) Non verificare la compatibilita da dipendente

L'infermiere del SSN che apre la P.IVA deve controllare incompatibilita e autorizzazioni: aprirla senza verifiche puo creare problemi col datore.

La buona notizia

Con l'impostazione giusta fin dall'inizio, questi errori si evitano tutti senza stress.

Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.

Checklist

Infermiere in regola: 6 step

Sei passaggi concreti per avviare la libera professione infermieristica senza dimenticare nulla.

6 step per l'infermiere in regola

1) Iscriviti all'OPI

Verifica l'iscrizione all'Albo OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche): e il requisito per esercitare.

2) Apri la P.IVA

Apri la Partita IVA con il codice ATECO 86.90.29 della libera professione infermieristica.

3) Iscriviti all'ENPAPI

L'iscrizione alla cassa ENPAPI e obbligatoria: e qui che versi i contributi, non all'INPS.

4) Scegli il regime

Sotto 85.000 euro il forfettario e quasi sempre conveniente: coefficiente 78% e imposta ridotta.

5) Imposta la fatturazione

Configura la fattura elettronica via SdI e il contributo integrativo del 4% da ribaltare sul committente.

6) Accantona

Metti da parte per imposta ed ENPAPI a ogni incasso: niente sorprese a scadenza.

Approfondisci: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra gli infermieri in libera professione.

Un infermiere deve aprire la Partita IVA per la libera professione?

Si, se esercita l'attivita in modo abituale e continuativo come libero professionista: turni a gettone, collaborazioni con strutture sanitarie, RSA, cliniche, cooperative o assistenza domiciliare regolare richiedono la Partita IVA. La prestazione occasionale senza P.IVA si puo usare solo per incarichi del tutto sporadici e non organizzati, entro i 5.000 euro lordi annui di compensi. Appena l'attivita diventa continuativa o si supera quella soglia, serve aprire la Partita IVA con il codice ATECO 86.90.29 e iscriversi all'ENPAPI. Vedi come aprire la P.IVA.

L'infermiere versa i contributi all'INPS o all'ENPAPI?

All'ENPAPI. L'infermiere che esercita la libera professione versa i contributi all'ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica), la cassa di categoria obbligatoria: non alla Gestione Separata INPS. Sono dovuti il contributo soggettivo, calcolato in percentuale sul reddito professionale (intorno al 16%), e il contributo integrativo del 4% che si addebita in fattura e viene ribaltato sul committente. Esiste un contributo soggettivo minimo annuo dovuto anche con redditi bassi.

Quale codice ATECO usa l'infermiere in libera professione?

Il codice ATECO della libera professione infermieristica e 86.90.29 (altre attivita di assistenza sanitaria nca). Nel regime forfettario a questo codice corrisponde un coefficiente di redditivita del 78%: significa che il reddito forfettario e pari al 78% dei compensi incassati, e da questo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno prima di applicare l'imposta sostitutiva. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO.

Conviene il forfettario a un infermiere libero professionista?

Molto spesso si. L'infermiere ha pochi costi documentabili e nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%, con imposta sostitutiva del 5% nei primi 5 anni o del 15% poi, sotto la soglia di 85.000 euro. Per chi presta turni a gettone, collabora con strutture sanitarie o RSA e ha spese ridotte, il forfettario e quasi sempre la scelta migliore. Il regime ordinario conviene solo a chi ha costi reali alti e ricorrenti. Vedi la guida al regime forfettario.

Hai una situazione specifica? Scrivici: analizziamo il tuo caso e troviamo l'impostazione giusta tra ATECO, ENPAPI, regime e fatturazione.

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Come scegliere il codice ATECO giusto per la tua attivita.

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