Partita IVA Fisioterapista 2026: ATECO, INPS, forfettario e tasse
Eserciti la libera professione di fisioterapista (pazienti privati, studi e poliambulatori, palestre, RSA, riabilitazione a domicilio)? Qui trovi il codice ATECO 86.90.21, perche versi alla Gestione Separata INPS e non a una cassa dedicata, l'esenzione IVA dell'art.10, il regime forfettario al 78% e un esempio reale di calcolo delle tasse.
Guide correlate: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
Fisioterapista: quando aprire la P.IVA
La regola e semplice: quando la libera professione diventa abituale serve la Partita IVA. Trattare pazienti privati, collaborare con studi, poliambulatori, palestre, centri sportivi o RSA e seguire pazienti in riabilitazione a domicilio in modo continuativo e attivita professionale e richiede la P.IVA con il codice ATECO 86.90.21.
Ti serve la P.IVA se...
- Tratti pazienti privati con continuita. Se ricevi pazienti nel tuo studio o li segui in modo regolare, questa e attivita abituale e serve la Partita IVA.
- Collabori con piu committenti. Studi, poliambulatori, palestre, centri sportivi e strutture che ti incaricano vogliono fattura: per emetterla ti serve la P.IVA.
- Fai riabilitazione a domicilio organizzata. Seguire pazienti a domicilio in modo continuativo e libera professione a tutti gli effetti.
Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.
Occasionale o abituale?
- Prestazione occasionale. Solo per incarichi del tutto sporadici e non organizzati: entro i 5.000 euro lordi annui di compensi puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale, senza P.IVA.
- Attivita abituale. Appena il lavoro diventa continuativo, organizzato o supera quella soglia, l'occasionale non basta piu: serve la Partita IVA.
- Dipendente che fa anche libera professione. Il fisioterapista dipendente (SSN o struttura privata) che vuole esercitare anche in libera professione deve verificare la compatibilita e l'eventuale autorizzazione del datore di lavoro.
Se sei agli inizi e fai pochi incarichi, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.
Codice ATECO del fisioterapista
Per la libera professione del fisioterapista il codice ATECO e 86.90.21 (fisioterapia). Nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%.
| Attivita | Codice ATECO | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|
| Libera professione di fisioterapia | 86.90.21 | 78% |
| Riabilitazione / cure a domicilio | 86.90.21 | 78% |
| Collaborazione con studi e poliambulatori | 86.90.21 | 78% |
Nota: l'attivita del fisioterapista resa come libero professionista rientra nel codice 86.90.21 "fisioterapia". Il coefficiente di redditivita del 78% e tipico delle professioni e significa che il reddito forfettario e pari al 78% dei compensi incassati: da quel reddito si deducono poi i contributi previdenziali obbligatori versati, e solo sul risultato si applica l'imposta sostitutiva. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.
Gestione Separata INPS: il fisioterapista non ha una cassa dedicata
Attenzione a questo punto, perche cambia rispetto ad altre professioni sanitarie. A differenza di medici (ENPAM) e infermieri (ENPAPI), il fisioterapista NON ha una cassa di categoria: versa i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota intorno al 26,07% sul reddito professionale.
Albo e contributi: come funziona
- Iscrizione all'albo obbligatoria. Per esercitare, il fisioterapista deve essere iscritto all'albo tenuto dagli Ordini FNO TSRM-PSTRP (Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione). E il requisito abilitante alla professione.
- Nessuna cassa dedicata. L'iscrizione all'albo NON comporta una cassa previdenziale di categoria: per la fisioterapia non esiste un ente come ENPAM o ENPAPI. I contributi vanno alla Gestione Separata INPS.
- Aliquota Gestione Separata. Sul reddito professionale si versa un'aliquota intorno al 26,07% se la libera professione e l'unica copertura previdenziale. Chi e gia assicurato altrove (per esempio il fisioterapista dipendente SSN o di struttura privata che esercita anche in proprio) o e gia pensionato applica invece l'aliquota ridotta, intorno al 24%. E un contributo pieno che pesa sul netto: va sempre messo in conto e accantonato.
- Rivalsa 4% in fattura. Chi versa alla Gestione Separata puo addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4% al committente, come voce aggiuntiva al compenso.
- Versamenti con F24. I contributi Gestione Separata si versano con acconti e saldo tramite modello F24, insieme alle imposte, secondo le scadenze fiscali.
Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.
La differenza chiave
Il fisioterapista libero professionista versa alla Gestione Separata INPS: niente cassa dedicata come per medici o infermieri.
Ricorda: aliquota Gestione Separata intorno al 26,07% sul reddito, con possibilita di addebitare la rivalsa del 4% in fattura al committente. L'iscrizione all'albo FNO TSRM-PSTRP resta comunque obbligatoria per esercitare.
Esenzione IVA art.10: prestazioni sanitarie di riabilitazione
Le prestazioni sanitarie di riabilitazione rese alla persona con finalita di cura sono esenti IVA ai sensi dell'art. 10 del DPR 633/72. Un tema importante soprattutto per chi valuta il regime ordinario.
Quando si applica e cosa comporta
- Quando si applica. L'esenzione riguarda le prestazioni sanitarie con finalita di cura della persona: la riabilitazione fisioterapica resa a scopo terapeutico rientra tipicamente in questo perimetro.
- Nessuna IVA in fattura. Nelle prestazioni esenti art.10 non si addebita IVA al paziente: la fattura riporta la dicitura di esenzione con il riferimento normativo.
- Ma niente detrazione IVA acquisti. Il rovescio della medaglia: se sei in esenzione art.10, non detrai l'IVA sugli acquisti (lettino, attrezzature, materiale). L'IVA pagata resta un costo.
- Finalita non di cura. Le prestazioni con sola finalita estetica o di benessere, senza scopo terapeutico, possono invece essere imponibili IVA: la distinzione va valutata caso per caso.
- In forfettario cambia il quadro. Nel regime forfettario l'IVA non si applica comunque per scelta di regime, a prescindere dall'art.10: l'esenzione diventa rilevante soprattutto se valuti o passi all'ordinario.
Prima di impostare le fatture confronta forfettario e ordinario: vedi il regime forfettario o scrivici per il tuo caso specifico.
Il punto chiave sull'IVA
Prestazioni sanitarie di riabilitazione con finalita di cura = esenti IVA art.10 DPR 633/72.
Attenzione: esenzione non vuol dire "gratis di IVA a 360 gradi". No IVA in fattura, ma anche no detrazione dell'IVA sugli acquisti. In forfettario l'IVA non si applica in ogni caso: qui l'art.10 pesa se scegli l'ordinario.
Come fatturare a pazienti, studi, poliambulatori e RSA
Il fisioterapista fattura sia ai pazienti privati sia a studi, poliambulatori, RSA e per la riabilitazione a domicilio. Vediamo le regole pratiche, IVA e rivalsa INPS comprese.
Le regole pratiche
- Fattura elettronica via SdI. Anche in forfettario la fattura elettronica e obbligatoria: si emette tramite il Sistema di Interscambio verso studi, poliambulatori, RSA, palestre e privati.
- Prestazioni sanitarie e IVA. Le prestazioni di riabilitazione con finalita di cura sono esenti IVA art.10; in forfettario, comunque, l'IVA non si applica per scelta di regime.
- Rivalsa INPS 4% in fattura. Puoi aggiungere la rivalsa del 4% per la Gestione Separata, che si addebita al committente come voce aggiuntiva al compenso.
- Fattura ai pazienti privati. Per le fatture ai privati ricorda il bollo da 2 euro quando dovuto e l'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per la detraibilita delle spese sanitarie.
- Niente ritenuta in forfettario. Chi e in regime forfettario non subisce ritenuta d'acconto: lo si indica con l'apposita dicitura in fattura.
Per impostare correttamente le fatture vedi il regime forfettario e contattaci se collabori con piu studi contemporaneamente.
Caso pratico: ciclo di sedute
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso sedute (forfettario) | 1.000,00 € |
| Rivalsa INPS 4% | +40,00 € |
| IVA | non applicata |
| Totale fattura | 1.040,00 € |
Esempio illustrativo: la rivalsa INPS del 4% e facoltativa e, se applicata, la paga il committente. In forfettario l'IVA non si applica e non c'e ritenuta d'acconto. Sulle fatture ai privati valuta bollo e invio al Sistema Tessera Sanitaria.
Forfettario o ordinario: cosa conviene
Sotto 85.000 euro il forfettario e quasi sempre ideale per il fisioterapista: coefficiente 78% e imposta sostitutiva ridotta. L'ordinario ha senso solo con costi reali alti, piu rari nella professione.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Quando conviene | Pochi costi, sotto 85.000 euro (caso tipico del fisioterapista) | Costi reali alti e ricorrenti (attrezzature, locali) |
| Imposta | Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% | IRPEF a scaglioni + addizionali |
| Imponibile | Reddito forfettario: coefficiente 78%, meno i contributi previdenziali versati | Ricavi meno costi reali |
| Costi | NON deducibili (forfettizzati) | Deducibili uno a uno |
| IVA | NON applicata in fattura | Prestazioni di riabilitazione esenti art.10 (senza detrazione IVA acquisti) |
La regola pratica: il fisioterapista ha spesso pochi costi documentabili e con il coefficiente al 78% sta benissimo nel forfettario. L'ordinario, con la deduzione dei costi reali, conviene solo con spese alte e ricorrenti (locali, attrezzature). Ricorda che in esenzione art.10 l'IVA sugli acquisti resta comunque un costo.
Esempio reale: fisioterapista forfettario
Quanto paga davvero un fisioterapista con 28.000 euro di compensi in regime forfettario? Ecco il calcolo voce per voce, con i contributi Gestione Separata INPS dedotti prima dell'imposta.
Il calcolo, voce per voce
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compensi incassati | 28.000 € |
| Coefficiente 78% → reddito forfettario | 21.840 € |
| Contributi Gestione Separata INPS versati (~26,07% su 21.840, stima a regime) | − 5.694 € |
| Imponibile netto (dedotti i contributi versati) | 16.146 € |
| Imposta sostitutiva 15% | ~ 2.422 € |
| Netto stimato (dopo imposta e contributi, al lordo dei costi reali) | ~ 19.884 € |
Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), quindi l'imposta si calcola su 16.146 euro e non su 21.840. I contributi qui sono stimati applicando al reddito forfettario l'aliquota Gestione Separata del 26,07% (21.840 x 26,07% = 5.694 euro): l'aliquota va sempre verificata nella misura in vigore per l'anno, perche l'INPS la aggiorna periodicamente, ed e piu bassa (intorno al 24%) per chi e gia coperto da un'altra assicurazione obbligatoria o e gia pensionato. Attenzione al criterio di cassa: si deducono solo i contributi effettivamente versati nell'anno, cioe il saldo dell'anno precedente piu gli acconti, non quelli maturati sul reddito dell'anno. L'esempio ipotizza percio un'attivita a regime con reddito stabile: nel primo anno di attivita non c'e ancora un saldo da versare, la deduzione e molto piu bassa o nulla e l'imposta risulta piu alta. Con l'imposta sostitutiva al 5% dei primi 5 anni di attivita, sempre nell'ipotesi a regime, l'imposta scenderebbe a circa 807 euro e il netto salirebbe a circa 21.499 euro. Il netto stimato e il compenso al netto di imposta e contributi: non tiene conto dei costi reali dell'attivita (affitto dello studio, lettino, attrezzature), che nel forfettario non si deducono ma si sostengono comunque. L'eventuale rivalsa INPS del 4% non e in questo conteggio perche viene addebitata in fattura al committente.
Accantona per imposta e INPS
Imposta sostitutiva e contributi Gestione Separata arrivano a scadenze precise: metti da parte a ogni incasso per non trovarti scoperto.
Su 28.000 euro tra imposta e contributi INPS se ne va circa il 29%: accantona almeno il 30-35%.
Errori tipici del fisioterapista libero professionista
Cinque scivoloni che costano cari. Conoscerli ti evita sanzioni, contributi sbagliati e adempimenti dimenticati.
1) Cercare una cassa di categoria che non esiste
Il fisioterapista NON ha una cassa dedicata come ENPAM o ENPAPI: i contributi vanno alla Gestione Separata INPS. Cercare una cassa inesistente fa solo perdere tempo.
2) Sottostimare l'aliquota INPS
La Gestione Separata pesa intorno al 26,07% sul reddito: molto piu delle casse professionali. Non accantonare abbastanza porta a saldi INPS pesanti.
3) Sbagliare l'ATECO
Un codice diverso dall'86.90.21 falsa coefficiente e inquadramento: usa quello corretto della fisioterapia.
4) Confondere esenzione e imponibilita IVA
Non tutte le prestazioni sono uguali: la riabilitazione di cura e esente art.10, ma le prestazioni senza finalita terapeutica possono essere imponibili. Inquadrarle male e un rischio.
5) Dimenticare Sistema TS e bollo sui privati
Sulle fatture ai pazienti privati vanno gestiti il bollo (quando dovuto) e l'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria: dimenticarli crea disallineamenti.
La buona notizia
Con l'impostazione giusta fin dall'inizio, questi errori si evitano tutti senza stress.
Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.
Fisioterapista in regola: 6 step
Sei passaggi concreti per avviare la libera professione di fisioterapista senza dimenticare nulla.
6 step per il fisioterapista in regola
1) Iscriviti all'albo
Verifica l'iscrizione all'albo dei fisioterapisti tenuto dagli Ordini FNO TSRM-PSTRP: e il requisito per esercitare.
2) Apri la P.IVA
Apri la Partita IVA con il codice ATECO 86.90.21 della libera professione di fisioterapia.
3) Iscriviti alla Gestione Separata
Iscriviti alla Gestione Separata INPS: e qui che versi i contributi, non a una cassa dedicata.
4) Scegli il regime
Sotto 85.000 euro il forfettario e quasi sempre conveniente: coefficiente 78% e imposta ridotta. Valuta l'art.10 solo se pensi all'ordinario.
5) Imposta la fatturazione
Configura la fattura elettronica via SdI, l'eventuale rivalsa INPS del 4% e, sui privati, bollo e Sistema Tessera Sanitaria.
6) Accantona
Metti da parte per imposta e INPS a ogni incasso: la Gestione Separata pesa, niente sorprese a scadenza.
Approfondisci: Aprire la P.IVA • Regime forfettario • INPS e P.IVA • Scegliere il codice ATECO
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Apertura P.IVA, codice ATECO 86.90.21, iscrizione alla Gestione Separata INPS, scelta del regime, esenzione IVA art.10 e fatturazione a pazienti, studi e RSA: tutto in un canone fisso, pensato per i fisioterapisti.
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Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra i fisioterapisti in libera professione.
Un fisioterapista deve aprire la Partita IVA per la libera professione?
Si, se esercita l'attivita in modo abituale e continuativo come libero professionista: trattamenti a pazienti privati, collaborazioni con studi, poliambulatori, palestre, RSA o riabilitazione a domicilio in modo regolare richiedono la Partita IVA. La prestazione occasionale senza P.IVA si puo usare solo per incarichi del tutto sporadici e non organizzati, entro i 5.000 euro lordi annui di compensi. Appena l'attivita diventa continuativa o si supera quella soglia, serve aprire la Partita IVA con il codice ATECO 86.90.21 e iscriversi alla Gestione Separata INPS. Vedi come aprire la P.IVA.
Il fisioterapista ha una cassa previdenziale dedicata?
No. A differenza di medici (ENPAM) e infermieri (ENPAPI), il fisioterapista NON ha una cassa di categoria dedicata: versa i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota intorno al 26,07% sul reddito professionale. L'iscrizione alla Gestione Separata avviene contestualmente all'apertura della P.IVA e i contributi si versano con il modello F24 insieme alle imposte. L'iscrizione all'albo FNO TSRM-PSTRP resta comunque obbligatoria per esercitare. Vedi anche INPS e P.IVA.
Quale codice ATECO usa il fisioterapista in libera professione?
Il codice ATECO della libera professione del fisioterapista e 86.90.21 (fisioterapia). Nel regime forfettario a questo codice corrisponde un coefficiente di redditivita del 78%: significa che il reddito forfettario e pari al 78% dei compensi incassati, e da questo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati prima di applicare l'imposta sostitutiva. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO.
Le prestazioni del fisioterapista sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di riabilitazione rese alla persona con finalita di cura sono esenti IVA ai sensi dell'art. 10 del DPR 633/72. Significa che, nel regime ordinario, non si addebita IVA in fattura ma non si detrae nemmeno l'IVA sugli acquisti. In regime forfettario l'IVA non si applica comunque per scelta di regime, quindi il tema dell'esenzione art.10 diventa rilevante soprattutto per chi valuta l'ordinario. Le prestazioni con sola finalita estetica o non di cura possono invece essere imponibili IVA.
Conviene il forfettario a un fisioterapista libero professionista?
Molto spesso si. Il fisioterapista ha in genere pochi costi documentabili e nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%, con imposta sostitutiva del 5% nei primi 5 anni o del 15% poi, sotto la soglia di 85.000 euro. Per chi tratta pazienti privati, collabora con studi o poliambulatori e ha spese ridotte, il forfettario e quasi sempre la scelta migliore. L'ordinario conviene solo con costi reali alti (locali, attrezzature). Vedi la guida al regime forfettario.
Hai una situazione specifica? Scrivici: analizziamo il tuo caso e troviamo l'impostazione giusta tra ATECO, INPS, esenzione IVA, regime e fatturazione.
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