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Partita IVA Elettricista 2026: ATECO 43.21.01, INPS Artigiani, DM 37/2008 e forfettario all'86%

Vuoi metterti in proprio come elettricista (impianti civili e industriali, manutenzioni, quadri, domotica, antenne e allarmi)? Qui trovi il codice ATECO 43.21.01, il requisito di abilitazione DM 37/2008 senza il quale non puoi certificare nulla, perche versi alla Gestione Artigiani INPS con contributi fissi dovuti anche a fatturato basso, l'IVA agevolata al 10% sulle manutenzioni, il reverse charge sugli impianti negli edifici (non solo nei subappalti) e un esempio di calcolo su 45.000 euro di ricavi.

Per elettricisti INPS Artigiani ATECO 43.21.01 Hot 9 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

Le basi

Elettricista: quando aprire la P.IVA da artigiano

La regola e semplice: quando l'installazione e la manutenzione di impianti diventano attivita abituale serve la Partita IVA come impresa artigiana. Cablare un appartamento, sostituire un quadro, mettere a norma un impianto o lavorare in cantiere per un'impresa edile e attivita di impresa e richiede la P.IVA con il codice ATECO 43.21.01.

Ti serve la P.IVA se...

  • Intervieni con continuita. Se installi impianti, sostituisci quadri e frutti, cabli punti luce o rispondi a chiamate per guasti in modo regolare, l'attivita e abituale e organizzata: serve la Partita IVA.
  • Lavori per imprese e amministratori. Imprese di costruzione, general contractor, amministratori di condominio, negozi e uffici ti pagano solo dietro fattura, e per emetterla ti serve la P.IVA.
  • Certifichi gli impianti. Nel momento in cui firmi una dichiarazione di conformita assumi la responsabilita tecnica dell'opera: e un atto che puo compiere solo un'impresa abilitata e regolarmente iscritta.

Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.

Occasionale o abituale?

  • La strada occasionale e quasi sempre chiusa. Installare impianti elettrici presuppone un'impresa abilitata e iscritta al Registro Imprese, e questo comporta gia la Partita IVA. I 5.000 euro lordi annui non sono una franchigia per lavorare senza inquadramento: sono solo la soglia oltre la quale, sulle collaborazioni davvero sporadiche, scattano i contributi in Gestione Separata.
  • Attivita abituale. Se hai un furgone attrezzato, una scorta di materiale e clienti che ti richiamano, sei un'impresa artigiana a tutti gli effetti: conta l'organizzazione dei mezzi, non il fatturato raggiunto.
  • Dipendente che vuole mettersi in proprio. L'elettricista assunto in una ditta che vuole iniziare a lavorare anche per conto suo deve verificare il proprio contratto e ricordare che un reddito da lavoro dipendente elevato nell'anno precedente lo esclude dal forfettario (vedi quale regime).

Se per ora fai solo qualche intervento sporadico, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.

ATECO

Codice ATECO dell'elettricista installatore

Il codice principale e 43.21.01, installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione. Accanto a questo ci sono due codici gemelli che coprono elettronica, allarmi, antenne e illuminazione stradale. Tutti portano un coefficiente forfettario dell'86%.

Attivita Codice ATECO Coefficiente forfettario
Impianti elettrici in edifici e altre opere di costruzione 43.21.01 86%
Impianti elettronici, impianti di allarme e antenne 43.21.02 86%
Illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione 43.21.03 86%

Nota: il codice 43.21.01 e quello che copre il grosso del lavoro di un elettricista installatore. Se ti dedichi anche a videosorveglianza, antifurti, citofonia e antenne puoi affiancare il 43.21.02, mentre il 43.21.03 riguarda i lavori di illuminazione pubblica e segnaletica. Tutti e tre appartengono alla categoria "Costruzioni e attivita immobiliari", a cui nel regime forfettario corrisponde un coefficiente di redditivita dell'86%: significa che l'imponibile e pari all'86% dei ricavi incassati, indipendentemente da quanto materiale hai comprato davvero. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.

Sezione critica

Gestione Artigiani INPS: contributi fissi anche a fatturato zero

Attenzione a questo punto, perche e la differenza piu grossa rispetto a un professionista. L'elettricista e un artigiano: non versa alla Gestione Separata e nemmeno alla gestione commercianti, ma alla Gestione Artigiani INPS. Qui i contributi partono da un importo fisso dovuto comunque, prima ancora di guadagnare.

Iscrizioni obbligatorie e contributi

  • Tutto parte dalla ComUnica. Per l'impresa individuale l'apertura della Partita IVA, la SCIA al Comune tramite SUAP, l'iscrizione al Registro Imprese e al REA della Camera di Commercio, l'iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane e la posizione INPS Artigiani non sono pratiche separate da fare una dopo l'altra: viaggiano insieme nella Comunicazione Unica, un unico invio telematico alla Camera di Commercio che smista i dati a tutti gli enti.
  • Contributi fissi sul minimale. Indicativamente 4.400-4.600 euro l'anno, ripartiti in quattro rate trimestrali, calcolati sul reddito minimale stabilito ogni anno dall'INPS. Sono dovuti anche se il reddito e basso o addirittura nullo: e questa la voce che sorprende chi arriva dal lavoro dipendente.
  • Aliquota sull'eccedenza. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica l'aliquota IVS del 24%. Lo 0,48% aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione riguarda i commercianti (24,48%), non gli artigiani. Si versa in acconto e saldo insieme alle imposte.
  • Contributo di maternita fisso. A questo si aggiunge un contributo di maternita di importo fisso e modesto, dovuto da tutti gli iscritti alla gestione a prescindere dal genere e dal reddito.
  • Riduzione contributiva del 35%. Chi e in regime forfettario puo abbattere di oltre un terzo sia i fissi sia la quota percentuale, ma il beneficio non e automatico: va richiesto espressamente all'INPS con domanda telematica ed entro i termini previsti, altrimenti si paga tutto.
  • INAIL obbligatoria. L'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e obbligatoria per l'artigiano che lavora in prima persona: la posizione si apre anch'essa con la ComUnica e poi si gestisce con l'autoliquidazione annuale del premio.

Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.

La differenza chiave

Il professionista in Gestione Separata paga solo in percentuale su quanto guadagna: se fattura poco, versa poco. L'elettricista in Gestione Artigiani paga comunque i fissi sul minimale, anche in un anno storto.

Ricorda: nel primo anno i contributi fissi arrivano prima degli incassi. Chiedi subito la riduzione del 35% se sei in forfettario e non dimenticare INAIL e Albo Artigiani.

Abilitazione

DM 37/2008 lettera a): il requisito che vale piu della P.IVA

Aprire la Partita IVA e la parte facile. Senza il requisito tecnico-professionale previsto dal DM 37/2008 la tua impresa non e abilitata e non puo rilasciare la dichiarazione di conformita: in pratica non puo lavorare sugli impianti.

Come funziona l'abilitazione

  • Sei nella lettera a). L'art. 1 del DM 37/2008 elenca le tipologie di impianto e assegna all'elettricista la lettera a): impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica. E la lettera che devi vedere annotata sulla tua visura camerale.
  • Quattro strade, e solo una e immediata. L'art. 4 del DM 37/2008 prevede: a) laurea in materia tecnica specifica (nessun periodo di inserimento); b) diploma di scuola secondaria superiore con specializzazione attinente piu almeno 2 anni consecutivi di inserimento in un'impresa del settore; c) titolo o attestato di formazione professionale piu almeno 4 anni consecutivi di inserimento; d) 3 anni di lavoro alle dirette dipendenze di un'impresa del settore come operaio installatore qualificato specializzato, esclusi l'apprendistato e il periodo svolto come operaio qualificato. Il perito appena diplomato, quindi, non e ancora abilitato: prima deve maturare i due anni in azienda.
  • Titolare o responsabile tecnico. Il requisito deve fare capo a una persona precisa: il titolare dell'impresa individuale, oppure un responsabile tecnico designato che collabora stabilmente con l'impresa. Se quella persona esce, l'abilitazione decade e va ricostituita.
  • La dichiarazione di conformita e un monopolio. Solo l'impresa abilitata puo rilasciarla al termine dei lavori. Senza, il committente non ottiene l'agibilita, ha problemi al rogito e non riesce a portare in detrazione l'intervento: e il documento che rende vendibile il tuo lavoro.
  • Verifica in Camera di Commercio. Il possesso dei requisiti si dichiara nella ComUnica e viene verificato dalla Camera di Commercio, che annota l'abilitazione nella visura dell'impresa. Le imprese committenti la controllano prima di affidarti il cantiere.

Prima di avviare l'attivita verifica quale delle quattro strade ti riguarda e se hai gia maturato il periodo di inserimento richiesto: e il passaggio da chiarire per primo. Scrivici se hai dubbi sul tuo percorso.

Il punto chiave sull'abilitazione

Un elettricista senza abilitazione DM 37/2008 puo aprire la P.IVA, ma non puo certificare gli impianti che realizza: e un'impresa dimezzata.

Attenzione: la dichiarazione di conformita non e un documento facoltativo da dare "se il cliente la chiede". E obbligatoria a fine lavori e va consegnata con i suoi allegati, relazione sui materiali e schema dell'impianto realizzato compresi.

Fatturazione

Fatturare a privati, condomini e imprese edili

L'elettricista lavora per committenti molto diversi e ognuno porta regole sue: aliquote IVA agevolate sulle abitazioni, beni significativi da indicare separatamente e reverse charge sugli impianti relativi a edifici, non solo quando sei in subappalto.

Le regole pratiche

  • Fattura elettronica via SdI. Obbligatoria per tutti, forfettari compresi: si trasmette attraverso il Sistema di Interscambio anche verso i privati. Sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro va applicata la marca da bollo da 2 euro.
  • IVA agevolata al 10% sulle manutenzioni. Sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguiti su immobili a prevalente destinazione abitativa privata si applica l'aliquota ridotta del 10% invece del 22%. Riguarda chi e in regime ordinario, perche il forfettario l'IVA non la addebita affatto.
  • Ristrutturazioni: 10% o 4%. Negli interventi di recupero edilizio l'aliquota resta al 10%, mentre il 4% e riservato a casi particolari come la costruzione della prima casa o il superamento delle barriere architettoniche. L'aliquota dipende dall'intervento, non dal materiale.
  • Occhio ai beni significativi. Nelle manutenzioni su abitazioni alcuni beni di valore rilevante seguono una regola speciale: l'aliquota del 10% si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione, e sull'eccedenza torna il 22%. Vanno indicati distintamente in fattura, quindi la fattura va costruita con attenzione e non a corpo.
  • Reverse charge. Oltre ai subappalti edili (art. 17 c. 6 lett. a), l'installazione e la manutenzione di impianti relativi a edifici rientrano nella lett. a-ter): se non sei forfettario e fatturi a un soggetto passivo IVA (impresa, societa, negozio, studio) emetti senza IVA in inversione contabile anche con incarico diretto. La Circolare AdE 14/E/2015 riferisce la lett. a-ter) proprio agli ATECO 43.21.01/02/03. Il forfettario non applica il reverse charge in emissione, ma se lo riceve da un fornitore deve integrare la fattura e versare l'IVA (art. 1 c. 60 L. 190/2014).
  • Dichiarazione di conformita al committente. A fine lavori consegna la dichiarazione di conformita con gli allegati obbligatori: e parte della prestazione, non un extra, e senza di essa il cliente non chiude le sue pratiche.

Aliquote agevolate e reverse charge edilizia sono un terreno delicato: confronta i regimi e contattaci se lavori spesso per imprese di costruzione.

Caso pratico: rifacimento impianto a un privato

Voce Importo
Intervento e materiali (forfettario) 2.800,00 €
Ritenuta d'acconto del committente non applicata
IVA (forfettario) non applicata
Marca da bollo (sopra 77,47 €) +2,00 €
Totale fattura 2.802,00 €

Esempio illustrativo in regime forfettario verso un privato: niente IVA e nessuna ritenuta applicata dal cliente, solo il bollo da 2 euro. In regime ordinario la stessa manutenzione su un'abitazione sconterebbe l'IVA al 10%, cioe 280 euro addebitati al cliente e nessun bollo, con l'eventuale scorporo dei beni significativi. Verso un soggetto passivo IVA, sempre in ordinario, la fattura sarebbe invece senza IVA per reverse charge.

Attenzione: se il cliente paga con bonifico parlante per detrarre l'intervento (bonus casa o ristrutturazione), la banca trattiene comunque l'8% a titolo d'acconto (art. 25 DL 78/2010), anche in regime forfettario. Non e la ritenuta del 20% dei professionisti e non e applicata dal cliente: la recuperi in dichiarazione. In fattura resta l'indicazione di non assoggettamento a ritenuta.

Regime

Forfettario all'86% o ordinario: qui il materiale decide tutto

Per l'elettricista la scelta del regime non e una formalita. Il coefficiente dell'86% e tra i piu alti previsti dalla legge e riconosce forfettariamente solo il 14% di costi: chi compra molto materiale rischia di pagare imposte su un reddito che non ha.

Aspetto Forfettario Ordinario o semplificato
Quando conviene Lavoro prevalentemente a mano d'opera, materiale fornito dal committente, poche attrezzature Molto materiale acquistato, magazzino, furgone, attrezzatura e collaboratori
Imposta Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% IRPEF a scaglioni + addizionali
Imponibile Coefficiente 86% dei ricavi Ricavi meno costi realmente sostenuti
Materiale elettrico NON deducibile: cavi, quadri, frutti e apparecchiature restano a tuo carico Deducibile per intero, con ammortamento per attrezzatura e furgone
IVA sugli acquisti Indetraibile: l'IVA pagata al grossista e un costo secco Detraibile, ma con liquidazioni periodiche e adempimenti in piu

Il confronto in numeri. Prendi un elettricista con 45.000 euro di ricavi e 14.000 euro di costi reali fra materiale, furgone, carburante, attrezzatura e assicurazione. Nel forfettario l'imponibile e 38.700 euro, perche il coefficiente riconosce solo 6.300 euro di spese: quasi 7.700 euro di reddito tassato che non hai mai guadagnato. In contabilita semplificata il reddito sarebbe 31.000 euro prima dei contributi, e in piu recupereresti l'IVA sugli acquisti, che su 14.000 euro di forniture al 22% vale circa 3.000 euro l'anno oggi persi.

Attenzione, causa di esclusione. Chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione oltre la soglia di legge (30.000 euro, elevata a 35.000 per il 2025: verifica la misura in vigore per l'anno in corso) e escluso dal regime forfettario, salvo cessazione del rapporto. E il caso classico dell'elettricista assunto in ditta che avvia l'attivita in proprio: prima di ragionare sul coefficiente, va verificato che il forfettario sia accessibile.

La regola pratica: se i tuoi acquisti di materiale e i costi di struttura superano stabilmente il 14% dei ricavi, il forfettario ti sta costando piu di quanto ti fa risparmiare. Vale la pena rifare il conto ogni anno, insieme alla verifica del limite di 85.000 euro.

Numeri reali

Esempio reale: elettricista forfettario con 45.000 euro

Quanto resta davvero in tasca a un elettricista che incassa 45.000 euro in regime forfettario? Ecco il calcolo passo per passo, con i contributi INPS Artigiani dedotti prima dell'imposta.

Il calcolo, voce per voce

Voce Importo
Ricavi incassati 45.000 €
Coefficiente 86% → reddito forfettario 38.700 €
Contributi INPS Artigiani versati (4.550 fissi + 4.836 sull'eccedenza) − 9.386 €
Imponibile netto (dedotti i contributi versati) 29.314 €
Imposta sostitutiva 15% ~ 4.397 €
Netto stimato ~ 31.200 €

Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'aliquota sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), quindi l'imposta si calcola su 29.314 euro e non su 38.700. Con l'aliquota agevolata al 5% dei primi cinque anni l'imposta scenderebbe a circa 1.466 euro e il netto salirebbe di quasi 2.950 euro. Gli importi contributivi sono indicativi: qui i fissi sono stimati in 4.550 euro e l'eccedenza applica il 24% alla parte di reddito oltre un minimale di circa 18.550 euro (38.700 − 18.550 = 20.150). Chiedendo la riduzione del 35% i contributi calerebbero di oltre un terzo, con imposta sostitutiva corrispondentemente piu alta perche la deduzione si riduce.

Quanto pesa il materiale non deducibile. In questo esempio il forfait riconosce 6.300 euro di costi (il 14% di 45.000). Se in un anno hai comprato 14.000 euro tra cavi, quadri, frutti, apparecchiature e ricambi, la differenza di 7.700 euro e reddito che il fisco ti attribuisce ma che non hai in cassa: genera circa 1.850 euro di contributi (24%) e, una volta dedotti questi, circa 880 euro di imposta sostitutiva (15% su 5.852 euro), per un costo fiscale e contributivo di circa 2.730 euro, ai quali si aggiungono circa 3.000 euro di IVA sugli acquisti che non recuperi. E il vero motivo per cui un elettricista con magazzino deve valutare seriamente l'ordinario.

Accantona per imposta e INPS

I contributi fissi arrivano a rate trimestrali e non aspettano gli incassi: metti da parte a ogni fattura, soprattutto nel primo anno quando i lavori tardano a pagare.

Su 45.000 euro tra imposta sostitutiva e contributi se ne va circa il 31%: accantona almeno il 35-40%.

Vuoi il calcolo sul tuo caso?

Errori

Errori tipici dell'elettricista che apre P.IVA

Cinque scivoloni che costano cari. Conoscerli in anticipo ti evita cantieri bloccati, contributi sbagliati e adempimenti dimenticati.

1) Partire senza il requisito DM 37/2008

E l'errore piu grave: senza abilitazione non puoi rilasciare la dichiarazione di conformita, quindi non puoi certificare gli impianti che realizzi. Va risolto prima di aprire, non dopo.

2) Sbagliare gestione previdenziale

L'elettricista va in Gestione Artigiani INPS, non in Gestione Separata e nemmeno fra i commercianti: un inquadramento errato crea contributi non dovuti e posizioni da sistemare a posteriori.

3) Trattare gli adempimenti come pratiche separate

P.IVA, SCIA, Registro Imprese, REA e INPS Artigiani si presentano insieme con la ComUnica. Chi li affronta uno alla volta perde tempo, rischia incoerenze fra le date e dimentica l'INAIL.

4) Non mettere da parte per i contributi fissi

I fissi sul minimale arrivano comunque, anche in un trimestre senza lavoro. Chi non accantona si trova a rincorrere le rate con sanzioni e interessi gia dal primo anno.

5) Restare in forfettario con il magazzino pieno

Il coefficiente all'86% riconosce solo il 14% di costi. Con acquisti importanti di materiale e IVA indetraibile puo convenire la contabilita semplificata: il confronto va rifatto ogni anno.

La buona notizia

Con l'impostazione giusta fin dall'inizio, questi errori si evitano tutti senza stress.

Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.

Checklist

Elettricista in regola: 7 step

Sette passaggi concreti per avviare l'impresa artigiana senza dimenticare nulla per strada.

7 step per l'elettricista in regola

1) Verifica il requisito DM 37/2008

Laurea tecnica, diploma o attestato con periodo di inserimento, oppure 3 anni da operaio installatore qualificato specializzato: individua la tua strada e la persona che fara da titolare o responsabile tecnico.

2) Presenta la ComUnica

Partita IVA con ATECO 43.21.01, SCIA al SUAP, Registro Imprese e REA, Albo Imprese Artigiane e INPS Artigiani in un unico invio telematico alla Camera di Commercio.

3) Apri e presidia la posizione INAIL

L'assicurazione infortuni e obbligatoria per l'artigiano: la posizione parte dalla ComUnica, poi va mantenuta con l'autoliquidazione annuale del premio.

4) Scegli il regime con i numeri in mano

Sotto 85.000 euro valuta il forfettario all'86%, ma solo dopo aver quantificato materiale, attrezzatura e furgone. Se sei in forfettario chiedi la riduzione contributiva del 35%.

5) Attiva la fattura elettronica

Fatturazione via SdI obbligatoria anche in forfettario, con bollo da 2 euro sopra 77,47 euro e, in ordinario, le aliquote 10% e 4% e il reverse charge sugli impianti relativi a edifici verso soggetti passivi IVA, non solo nei subappalti.

6) Rilascia la dichiarazione di conformita

A fine lavori consegna al committente la dichiarazione con i suoi allegati e conservane copia: e la prova che l'impianto e stato realizzato a regola d'arte.

7) Accantona e rispetta le scadenze

Metti da parte a ogni incasso per imposta sostitutiva e contributi, e segna in calendario le quattro rate dei fissi INPS oltre ad acconti e saldo.

Approfondisci: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra gli elettricisti che aprono Partita IVA.

Quale codice ATECO deve usare un elettricista?

Il codice principale e 43.21.01, installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione. Accanto a questo esistono il 43.21.02, installazione di impianti elettronici, incluse installazioni di impianti di allarme e antenne, e il 43.21.03, installazione di impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici di segnalazione. Tutti e tre rientrano nella categoria Costruzioni e attivita immobiliari e nel regime forfettario portano lo stesso coefficiente di redditivita dell'86%.

L'elettricista in forfettario paga i contributi INPS anche se fattura poco?

Si. L'elettricista e un artigiano e si iscrive alla Gestione Artigiani INPS, non alla Gestione Separata dei professionisti. Questo comporta contributi fissi calcolati sul reddito minimale, indicativamente 4.400-4.600 euro l'anno, dovuti in quattro rate anche in caso di reddito basso o nullo, ai quali si somma un contributo di maternita fisso. Sulla parte di reddito che supera il minimale si applica poi l'aliquota IVS del 24%. Lo 0,48% aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione riguarda i commercianti (24,48%), non gli artigiani. Chi e in regime forfettario puo chiedere la riduzione contributiva del 35%, che pero non e automatica e va domandata espressamente all'INPS.

Serve l'abilitazione DM 37/2008 per fare l'elettricista con partita IVA?

Si, ed e il requisito piu importante di tutti. L'impianto elettrico rientra nella lettera a) dell'art. 1 del DM 37/2008, che riguarda gli impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica. Per essere abilitata l'impresa deve avere il requisito tecnico-professionale in capo al titolare o a un responsabile tecnico designato. L'art. 4 del DM 37/2008 prevede quattro strade: laurea in materia tecnica specifica, che abilita senza periodo di inserimento; diploma di scuola secondaria superiore con specializzazione attinente piu almeno 2 anni consecutivi di inserimento in un'impresa del settore; titolo o attestato di formazione professionale piu almeno 4 anni consecutivi di inserimento; 3 anni di lavoro alle dirette dipendenze di un'impresa del settore come operaio installatore qualificato specializzato, esclusi l'apprendistato e il periodo svolto come operaio qualificato. Solo l'impresa abilitata puo rilasciare la dichiarazione di conformita dell'impianto, che serve al committente per l'agibilita e per accedere alle detrazioni fiscali.

Con il coefficiente all'86% conviene ancora il regime forfettario a un elettricista?

Dipende da quanto materiale compri. Il coefficiente dell'86% e tra i piu alti in assoluto e riconosce forfettariamente solo il 14% di costi: su 45.000 euro di ricavi il forfait ammette 6.300 euro di spese. Un elettricista che acquista cavi, quadri, frutti, apparecchiature e strumenti per 14.000 euro l'anno paga quindi le imposte su circa 7.700 euro di reddito che non ha mai guadagnato, e in piu non detrae l'IVA sugli acquisti. Chi lavora prevalentemente a mano d'opera, con il materiale fornito dal committente, resta invece nel profilo ideale per il forfettario.

Quali iscrizioni servono per aprire partita IVA come elettricista?

Servono l'iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio e all'Albo delle Imprese Artigiane, la SCIA al Comune tramite il SUAP, l'iscrizione alla Gestione Artigiani INPS e l'apertura della posizione assicurativa INAIL, obbligatoria per chi svolge lavoro manuale. Per l'impresa individuale questi adempimenti non si presentano uno alla volta: apertura della Partita IVA, SCIA, iscrizione al Registro Imprese e al REA e posizione INPS Artigiani viaggiano insieme nella Comunicazione Unica, la ComUnica, in un unico invio telematico alla Camera di Commercio.

Hai una situazione specifica? Scrivici: analizziamo il tuo caso e troviamo l'impostazione giusta tra ATECO, abilitazione, INPS Artigiani, IVA e regime.

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