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Partita IVA Dentista 2026: ENPAM, IVA esente e regime forfettario

Sei un odontoiatra che collabora con studi e cliniche, o stai per aprire il tuo? Qui trovi il codice ATECO 86.23.00, l'ENPAM con Quota A e Quota B al posto della Gestione Separata INPS, l'esenzione IVA dell'art. 10 n. 18, il Sistema Tessera Sanitaria e il nodo che decide tutto: con costi di studio alti il forfettario al 78% smette di convenire. Con esempio di calcolo su 60.000 euro.

Per dentisti e odontoiatri Cassa ENPAM ATECO 86.23.00 Hot 9 min Mobile-first

Guide correlate: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

Le basi

Dentista: quando serve la Partita IVA

Appena la libera professione diventa abituale serve la Partita IVA. Per l'odontoiatra il momento arriva quasi sempre subito dopo l'abilitazione: la prima collaborazione continuativa con uno studio o i primi turni in clinica sono gia attivita professionale da fatturare.

Ti serve la P.IVA se...

  • Collabori con uno o piu studi. E il caso piu frequente: lo studio titolare ti affida i pazienti, tu esegui le prestazioni e a fine mese gli emetti fattura. Nessuna collaborazione continuativa puo reggersi su ricevute occasionali.
  • Ricevi pazienti tuoi. Se hai uno studio, anche piccolo, e i pazienti pagano te, la P.IVA e obbligatoria dal primo giorno di attivita organizzata.
  • Fai sostituzioni, turni o consulenze specialistiche. Implantologia, ortodonzia e chirurgia orale svolte a chiamata presso strutture terze sono prestazioni professionali a tutti gli effetti.

Per la procedura completa vedi come aprire la P.IVA.

Occasionale o abituale?

  • Prestazione occasionale. Ammessa solo per incarichi davvero sporadici e non organizzati, a prescindere dall'importo. I 5.000 euro lordi annui non sono la soglia per aprire la P.IVA, ma quella oltre la quale scattano i contributi sulla parte eccedente.
  • Attivita abituale. Se lavori con continuita serve la P.IVA anche sotto i 5.000 euro: conta l'abitualita, non il fatturato. Per l'iscritto all'Albo, comunque, la Quota A ENPAM e dovuta a prescindere dalla P.IVA.
  • Dentista dipendente o convenzionato che apre in proprio. Verifica la compatibilita con il rapporto di lavoro: un reddito da dipendente o pensione oltre la soglia di legge esclude dal forfettario (vedi quale regime).

Se sei agli inizi e fai pochi incarichi, leggi la prestazione occasionale senza P.IVA.

Come si lavora

Le quattro modalita di esercizio dell'odontoiatra

Il modo in cui lavori determina i costi, e i costi determinano il regime fiscale che ti conviene: nella professione odontoiatrica nessun altro fattore pesa quanto questo.

Modalita Come funziona Impatto sui costi
Collaboratore presso studi e cliniche Lavori sui pazienti dello studio, che mette poltrona, materiali e assistente; fatturi allo studio a percentuale o a prestazione Molto bassi: formazione, strumentario personale, assicurazione. E il profilo naturale del forfettario
Titolare di studio proprio Struttura autorizzata, pazienti diretti, personale, laboratorio odontotecnico di fiducia Altissimi: attrezzatura sanitaria, materiali, affitto, assistente, smaltimento rifiuti speciali
Convenzioni e strutture accreditate Prestazioni per poliambulatori, catene, fondi sanitari o strutture accreditate, con tariffari concordati Bassi o medi: la struttura e del committente, ma i tariffari comprimono il compenso unitario
Sostituzioni e consulenze specialistiche Interventi a chiamata di implantologia, ortodonzia o chirurgia presso studi terzi Bassi: porti competenza e a volte strumentario, non la struttura

Tienilo a mente: due odontoiatri con lo stesso fatturato ma modalita di lavoro diverse pagano tasse molto diverse, perche il regime giusto per uno e sbagliato per l'altro.

ATECO

Codice ATECO del dentista e dell'odontoiatra

Il codice di riferimento e 86.23.00, "Attivita degli studi odontoiatrici". Nel forfettario il coefficiente di redditivita e del 78%.

Attivita Codice ATECO Coefficiente forfettario
Studio odontoiatrico con pazienti propri 86.23.00 78%
Collaborazioni presso studi, cliniche e poliambulatori 86.23.00 78%
Consulenze specialistiche, sostituzioni e interventi a chiamata 86.23.00 78%

Nota: il coefficiente del 78% significa che l'imponibile forfettario e pari al 78% dei compensi incassati. Per l'odontoiatra non e un dettaglio tecnico: e il cuore della scelta del regime, come vedrai nella sezione sui costi dello studio. Nel dubbio leggi come scegliere il codice ATECO o cerca su codici ATECO.

Sezione critica

ENPAM: Quota A e Quota B spiegate bene

Qui si concentra la maggior parte degli errori. L'odontoiatra NON versa alla Gestione Separata INPS: iscritto all'Albo degli Odontoiatri, versa all'ENPAM, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, che funziona su due binari distinti e conviventi.

I due binari: contributo fisso e contributo sul reddito

  • Quota A: il contributo fisso da iscritto. E dovuta da tutti gli iscritti all'Albo per il solo fatto di essere iscritti, a prescindere dal reddito e anche senza Partita IVA. L'importo cresce per fasce di eta: e piu basso nei primi anni dopo la laurea e sale man mano. La paghi anche l'anno in cui non fatturi nulla.
  • Quota B: il contributo proporzionale al reddito. Si applica al reddito libero professionale netto prodotto nell'anno, oltre l'eventuale franchigia prevista dal regolamento. Se il reddito professionale e zero la Quota B e zero, ma la Quota A resta dovuta.
  • Il modello D entro il 31 luglio. Ogni anno devi dichiarare all'ENPAM il reddito libero professionale con il modello D, di norma entro il 31 luglio. E l'adempimento su cui si inciampa piu spesso: saltarlo significa sanzioni e accertamenti d'ufficio.
  • Aliquota piena o ridotta al 50%. Sulla Quota B puoi optare per l'aliquota ridotta alla meta di quella piena. Paghi meno oggi ma maturi una pensione piu bassa: e una scelta di cassa, non un risparmio gratuito, da esercitare nei termini fissati dall'Ente.
  • Dipendente e convenzionato. La Quota A riguarda anche l'odontoiatra dipendente o convenzionato, perche nasce dall'Albo. La Quota B riguarda la sola libera professione: chi affianca al posto fisso qualche collaborazione paga entrambe.

Per il quadro generale di contributi e gestioni vedi la guida a INPS e Partita IVA.

Non e Gestione Separata

L'odontoiatra iscritto all'Albo versa all'ENPAM. Aprire la P.IVA iscrivendosi alla Gestione Separata INPS genera contributi non dovuti, posizioni da chiudere e rimborsi lunghi.

Ricorda: la Quota A si paga sempre, anche senza Partita IVA e a reddito zero. La Quota B si paga solo sul reddito professionale prodotto, ma va dichiarata ogni anno con il modello D. E a differenza di altre casse, l'ENPAM non prevede un contributo integrativo da addebitare in fattura al paziente: Quota A e Quota B restano a tuo carico.

IVA

Esenzione IVA art. 10 n. 18: il vantaggio che ha un prezzo

Le prestazioni odontoiatriche di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da soggetti abilitati sono esenti da IVA. Sembra solo un vantaggio, ma comporta una conseguenza pesante sugli acquisti.

Cosa cambia in concreto

  • Niente IVA in fattura al paziente. Otturazioni, devitalizzazioni, estrazioni, protesi, implantologia, ortodonzia e igiene con finalita di cura si fatturano senza IVA, indicando l'esenzione ai sensi dell'art. 10 n. 18 del DPR 633/72.
  • Niente detrazione dell'IVA sugli acquisti. E il rovescio della medaglia, e per l'odontoiatra pesa molto. Attrezzature, materiali e lavorazioni odontotecniche entrano in contabilita al lordo dell'IVA: quel 22% non lo recuperi mai, diventa costo pieno.
  • Il conto e presto fatto. Su 60.000 euro di attrezzatura, l'IVA indetraibile vale oltre 10.000 euro di costo aggiuntivo rispetto a un'attivita imponibile: nel piano economico di un nuovo studio non e una voce trascurabile.
  • Estetica pura: attenzione. Le prestazioni con finalita esclusivamente estetica, prive di finalita di cura o riabilitazione, non rientrano nell'esenzione e vanno assoggettate a IVA ordinaria. La finalita sanitaria deve risultare dalla documentazione clinica.
  • Adempimenti alleggeriti. Chi effettua solo operazioni esenti puo valutare la dispensa dagli adempimenti IVA dell'art. 36-bis del DPR 633/72, che semplifica registrazioni e dichiarazione.

Attenzione a non confondere due cose diverse: in regime forfettario non applichi IVA per scelta di regime, mentre l'esenzione dell'art. 10 dipende dalla natura sanitaria della prestazione e vale anche in regime ordinario.

Il punto chiave sull'IVA

Prestazioni sanitarie odontoiatriche = esenti art. 10 n. 18. Nessuna IVA al paziente, ma nessuna detrazione sull'IVA che paghi ai fornitori.

Attenzione: molti odontoiatri preventivano l'apertura dello studio su prezzi al netto dell'IVA, come farebbe un'impresa. Non e il tuo caso: per te il prezzo vero dell'attrezzatura e sempre quello IVA inclusa.

Fatturazione

Sistema Tessera Sanitaria, bollo e fattura corretta

Le cure odontoiatriche sono tra le spese sanitarie piu detratte in Italia. Perche il paziente possa portarle in dichiarazione sei tu a dover trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria: e un obbligo del professionista, non una cortesia.

Gli obblighi pratici

  • Codice fiscale del paziente in fattura. Va indicato il codice fiscale di chi sostiene la spesa: senza, il dato non confluisce nella dichiarazione precompilata e la detrazione del 19% salta.
  • Trasmissione al Sistema TS. I dati delle fatture pagate vanno inviati telematicamente entro le scadenze periodiche previste, indicando importo, tipologia di spesa e modalita di pagamento.
  • Pagamenti tracciabili. Per le prestazioni rese da professionisti privati la detrazione spetta solo se la spesa e pagata con strumenti tracciabili: sui piani di cura importanti il contante costa caro al paziente.
  • Diritto di opposizione. Il paziente puo chiedere che i dati della sua fattura non vengano trasmessi: l'opposizione va raccolta, annotata e quella fattura va esclusa dall'invio.
  • Marca da bollo da 2 euro. Sulle fatture esenti IVA sopra 77,47 euro va assolta l'imposta di bollo da 2 euro, addebitabile al paziente. Sui piani di cura odontoiatrici e la regola, non l'eccezione.

La fattura elettronica via SdI e obbligatoria anche in forfettario, ma per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche valgono regole particolari: fatti impostare correttamente il gestionale fin dalla prima fattura.

Caso pratico: piano di cura al paziente

Voce Importo
Prestazione odontoiatrica 1.200,00 €
IVA (art. 10 n. 18 DPR 633/72) esente
Marca da bollo (sopra 77,47 €) +2,00 €
Ritenuta d'acconto (paziente privato) non applicata
Totale fattura 1.202,00 €

Esempio illustrativo. Il paziente privato non opera ritenuta. Se invece fatturi a uno studio o a una societa titolare della struttura, in regime ordinario subisci la ritenuta d'acconto del 20%, mentre in forfettario non si applica: basta indicarlo in fattura.

Il nodo centrale

Perche il forfettario spesso non conviene a chi ha uno studio

Il forfettario tassa il 78% dei compensi a prescindere dai costi reali. Per l'odontoiatra titolare di studio e il punto che ribalta ogni ragionamento: la sua struttura di costi non somiglia a quella di nessun'altra professione.

Attrezzatura e impianti

Riunito odontoiatrico, radiologico endorale e panoramico, sterilizzatrice, compressore, aspirazione, motore implantare, scanner intraorale. Decine di migliaia di euro, IVA indetraibile compresa.

Struttura e personale

Affitto del locale, adeguamenti sanitari, assistente alla poltrona, segreteria, utenze, smaltimento rifiuti speciali, assicurazione professionale, manutenzioni periodiche obbligatorie.

Materiali e laboratorio

Materiali di consumo, monouso, impianti e componentistica, piu le fatture del laboratorio odontotecnico: su protesi e implantologia il laboratorio da solo puo assorbire una quota rilevante del compenso.

Mettili insieme e il quadro e chiaro: il forfettario riconosce il 22% di costi, mentre uno studio odontoiatrico avviato viaggia molto piu in alto. Ogni euro di costo oltre quella soglia e un euro su cui paghi imposta pur non avendolo guadagnato. In contabilita ordinaria o semplificata quei costi si deducono uno a uno, gli investimenti si ammortizzano e il reddito tassato e quello vero.

La regola pratica. Il collaboratore che fattura agli studi ha costi minimi: per lui il forfettario e quasi sempre la scelta giusta, e nei primi cinque anni con l'imposta al 5% e difficile fare meglio. Il titolare di studio dovrebbe invece fare il conto vero prima di scegliere: se i costi documentati superano stabilmente il 22% dei compensi, il forfettario sta tassando un reddito che non esiste. Verifica da rifare ogni anno, soprattutto quando apri lo studio o compri l'attrezzatura.

Regime

Forfettario o ordinario: il confronto per l'odontoiatra

Sotto 85.000 euro di compensi il forfettario e accessibile, ma accessibile non vuol dire conveniente. Ecco il confronto voce per voce.

Aspetto Forfettario Ordinario o semplificata
Quando conviene Collaboratore presso studi, sostituzioni, consulenze: pochi costi Studio proprio con attrezzatura, personale e laboratorio
Imposta Sostitutiva 5% (primi 5 anni) o 15% IRPEF a scaglioni + addizionali regionali e comunali
Imponibile Coefficiente 78% dei compensi incassati Compensi meno costi reali documentati
Costi dello studio NON deducibili: nessun costo reale dello studio abbatte l'imponibile Deducibili uno a uno, con ammortamento dei beni strumentali
IVA Non applicata; prestazioni comunque esenti art. 10 n. 18 Prestazioni esenti art. 10 n. 18: IVA sugli acquisti indetraibile in entrambi i casi
Contributi ENPAM Quota A e Quota B deducibili dal reddito forfettario Quota A e Quota B deducibili dal reddito complessivo

Attenzione, causa di esclusione. Chi nell'anno precedente ha percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione oltre la soglia di legge (30.000 euro, elevata a 35.000 per il 2025: verifica la misura in vigore per l'anno in corso) e escluso dal forfettario, salvo cessazione del rapporto. E il caso tipico dell'odontoiatra dipendente di struttura pubblica o di catena che avvia in parallelo la libera professione.

Nota bene: l'esenzione IVA dipende dalla natura della prestazione e non cambia passando all'ordinario. Cio che cambia davvero e la deducibilita dei costi. Per requisiti e limiti vedi il regime forfettario.

Numeri reali

Esempio: odontoiatra collaboratore con 60.000 euro

Prendiamo il caso in cui il forfettario e davvero plausibile: un odontoiatra che collabora con due studi, senza struttura propria, con 60.000 euro di compensi incassati nell'anno.

Il calcolo in tre passaggi

Voce Importo
Compensi incassati dalle collaborazioni 60.000 €
1) Coefficiente 78% → reddito forfettario 46.800 €
Quota A ENPAM (fissa, fascia oltre 40 anni) − 1.900 €
Quota B ENPAM (aliquota piena 19,5% su 46.800) − 9.126 €
2) Imponibile netto (dedotti i contributi versati) 35.774 €
3) Imposta sostitutiva 15% sull'imponibile netto ~ 5.366 €
Netto stimato ~ 43.608 €

Come si legge: i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno si deducono dal reddito forfettario prima di applicare l'imposta sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Per questo l'imposta si calcola su 35.774 euro e non su 46.800. Con l'aliquota agevolata del 5% dei primi cinque anni l'imposta scenderebbe a circa 1.789 euro e il netto salirebbe di quasi 3.600 euro. Le misure usate sono dichiarate e vanno verificate sulla tabella ENPAM in vigore per l'anno: Quota A intorno a 1.900 euro nella fascia oltre i 40 anni, contributo di maternita incluso (nelle fasce piu giovani e sensibilmente piu bassa), e Quota B con aliquota piena del 19,5% sul reddito forfettario, senza considerare franchigie, massimali e minimi. Con l'opzione ridotta al 50% la Quota B scenderebbe a circa 4.563 euro: piu liquidita oggi, meno pensione domani.

Accantona per imposta ed ENPAM

Imposta sostitutiva e contributi ENPAM arrivano a scadenze diverse dagli incassi: metti da parte a ogni fattura e non ti troverai scoperto a luglio.

Su 60.000 euro tra imposta e contributi se ne va circa il 27%: accantona almeno il 35%.

Vuoi il calcolo sul tuo caso?

Errori

Errori tipici del dentista libero professionista

Cinque scivoloni che costano cari, tutti visti sul campo. Conoscerli in anticipo vale piu di qualsiasi ottimizzazione.

1) Iscriversi alla Gestione Separata invece che all'ENPAM

L'odontoiatra iscritto all'Albo versa all'ENPAM. Sbagliare cassa significa contributi non dovuti da farsi rimborsare e una posizione previdenziale da ricostruire.

2) Ignorare la Quota A prima di fatturare

La Quota A e dovuta dall'iscrizione all'Albo, anche senza P.IVA e senza compensi. Chi se ne accorge dopo qualche anno si trova arretrati e sanzioni tutti insieme.

3) Saltare il modello D del 31 luglio

La Quota B si dichiara ogni anno con il modello D. Ometterlo non fa risparmiare nulla: l'Ente procede d'ufficio e aggiunge sanzioni e interessi.

4) Fare il business plan dello studio al netto dell'IVA

Con prestazioni esenti l'IVA sugli acquisti non si detrae: attrezzatura, materiali e laboratorio costano IVA inclusa. Sottostimarlo falsa tutto il piano.

5) Aprire lo studio restando in forfettario

Aprire lo studio ribalta la tua struttura dei costi, ma il forfettario continua a tassare un imponibile figurativo: il confronto con l'ordinario va fatto prima di investire, non dopo.

La buona notizia

Sono tutti errori evitabili con l'impostazione giusta fin dal primo giorno di attivita.

Vedi anche come scegliere il codice ATECO per partire con l'inquadramento corretto.

Checklist

Odontoiatra in regola: 7 step

Sette passaggi concreti per avviare la libera professione odontoiatrica senza dimenticare nulla.

7 step per il dentista in regola

1) Iscriviti all'Albo

Iscriviti all'Albo degli Odontoiatri dell'Ordine provinciale: e il requisito per esercitare e fa scattare la Quota A ENPAM.

2) Apri la P.IVA

Apri la Partita IVA con il codice ATECO 86.23.00, indicando la sede dell'attivita e il regime scelto.

3) Sistema la posizione ENPAM

Verifica la Quota A e imposta il calendario della Quota B: e all'ENPAM che versi, non alla Gestione Separata INPS.

4) Scegli il regime con i numeri

Quantifica i costi reali di attrezzatura, materiali, personale e laboratorio prima di dare per scontato il forfettario al 78%.

5) Imposta fatturazione e bollo

Fattura elettronica via SdI, esenzione art. 10 n. 18 e marca da bollo da 2 euro sopra 77,47 euro.

6) Attiva il Sistema TS

Abilitati al Sistema Tessera Sanitaria, raccogli il codice fiscale dei pazienti e trasmetti i dati alle scadenze.

7) Accantona e dichiara

Metti da parte a ogni incasso per imposta e contributi, e presenta il modello D ENPAM entro il 31 luglio.

Approfondisci: Aprire la P.IVARegime forfettarioINPS e P.IVAScegliere il codice ATECO

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FAQ

Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi piu comuni tra dentisti e odontoiatri in libera professione.

Le prestazioni odontoiatriche sono esenti IVA?

Si. Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da soggetti abilitati alle professioni sanitarie rientrano nell'esenzione dell'art. 10 n. 18 del DPR 633/72: il dentista non addebita IVA in fattura al paziente. Il rovescio della medaglia e che, operando solo con operazioni esenti, non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti: riunito, radiologico, sterilizzatrice, materiali e lavorazioni odontotecniche ti costano IVA compresa. Le prestazioni con finalita puramente estetica, prive di finalita di cura, restano invece imponibili.

Quale codice ATECO usa il dentista con Partita IVA?

Il codice di riferimento e 86.23.00, attivita degli studi odontoiatrici. Nel regime forfettario a questo codice corrisponde un coefficiente di redditivita del 78%: l'imponibile su cui si calcola l'imposta sostitutiva e pari al 78% dei compensi incassati nell'anno, a prescindere dai costi realmente sostenuti per lo studio.

A quale cassa previdenziale versa i contributi il dentista?

All'ENPAM, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, e non alla Gestione Separata INPS. L'obbligo nasce dall'iscrizione all'Albo degli Odontoiatri, non dall'apertura della Partita IVA: chi e iscritto all'Albo versa comunque la Quota A anche se lavora solo come dipendente o non ha ancora clienti propri.

Che differenza c'e tra Quota A e Quota B ENPAM?

La Quota A e un contributo fisso annuo dovuto da tutti gli iscritti all'Albo per il solo fatto di essere iscritti, a prescindere dal reddito prodotto e anche in assenza di Partita IVA; l'importo cresce per fasce di eta ed e piu basso nei primi anni dopo la laurea. La Quota B e invece proporzionale al reddito libero professionale netto prodotto nell'anno e si dichiara con il modello D entro il 31 luglio dell'anno successivo, con la possibilita di optare per l'aliquota ridotta al 50% al posto di quella piena.

Al dentista conviene il regime forfettario?

Dipende quasi solo da quanti costi sostieni. Il forfettario riconosce forfettariamente il 22% di costi e non permette di dedurre nulla di reale: e quindi molto conveniente per l'odontoiatra che lavora come collaboratore presso studi e cliniche altrui, dove la struttura e a carico del committente. Chi invece apre uno studio proprio, con riunito, radiologico, sterilizzatrice, assistente alla poltrona, affitto e fatture del laboratorio odontotecnico, ha costi reali molto superiori al 22% e in genere sta meglio in contabilita ordinaria o semplificata.

Hai una situazione specifica? Scrivici: analizziamo il tuo caso e troviamo l'impostazione giusta tra ATECO, ENPAM, IVA, regime e Sistema TS.

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